Le occasioni
còlte

Vallée d'Aoste DOC Chambave Muscat 2000 - La Crotta de Vegneron


A. A. Kerner 2000 - Manfred Nossing

Soave Classico Superiore DOC Vigna Ronchetto 2000 - A. A. Umberto Portinari
Morellino di Scansano 2000 - Mantellassi

Malvasia dolce Le Rane 2000 - Luretta

Trentino DOC Marzemino 2000 - Letrari

Antas 1999 - Vigneti Mauritania

Ode al greco maceratino

Barbaresco 1997 - Punset

No Turriga? No party!

Gavi 2000 - Montobbio

Però, 'sti Montepulciano...

Sauvignon Blanc 1998 di Mount Nelson
Esprit de finesse...

Montagny Premier Cru

 
Ode al greco maceratino

L'ho incontrato ch'era giallo e lucido, brillante e denso, ancora in odor di lieviti, con una solida base aromatica agrumata e floreale a sostegno, finanche vegetale, come d'erba tagliata o fieno, e al palato inaspettatamente grasso e avvolgente, netto, corposo, diretto, su impianto morbido e frutto deciso.

Mi sono soffermato con lui, perché l'attenzione era d'obbligo, e ne ho scoperto così il calore, la cremosità e il carattere, la sostenuta acidità, la vigoria e i pochi fronzoli; non vi ho trovato rarefazioni sognatrici nè armonie sfumate, neanche idilliaci aromi o abissi di profondità, e nemmeno sottigliezze da primo della classe; solo e soltanto pura espressività "senza filtro", genuina sincerità, senza alcuna ostentazione di paramenti importati o deja vu.

Di spirito forte e buono, non è un primo della classe, e forse mai lo sarà, ma fa parte a buon diritto della classe, quella dei vini generosi e rispettosi, che tanto hanno da raccontare alla gente, con schiettezza emozionante.

Ma cos'è? vi chiederete. Niente altro che un piccolo cru marchigiano a nome Monteferro. Leggo in etichetta "Colli Maceratesi doc" , leggo pure il nome del produttore: Villa Forano. Apprendo inoltre della quasi esclusiva presenza in lui di un vitigno assai curioso: il greco maceratino, minoritaria in senso assoluto la presenza del trebbiano. So - perché lo so- dell'amore e della costanza perpetrati per non disperdere le minime tracce di tal frutto esclusivo, appartenente alla numerosa famiglia dei greco che nei secoli hanno attraversato e dimorato gli Appennini tutti.
A Villa Forano ne hanno ricavato un vino diverso e vero, dal rapporto qualità/prezzo amorevole, pura espressione di quella varietà, molto lontano dalla agiografica e semplicistica definizione che si era soliti apporre agli sfuggenti e semplici bianchi di quei colli là.

L'annata 2000, incontrata in un bicchiere, testimonia la bontà degli sforzi, la giustezza delle intuizioni, ben al di là -o al di sopra se volete- delle main roads trafficate da super vini e super vitigni, pompati e in odor di transnazionalità.
Questo resta un dignitoso e affascinante esemplare della razza nostra, che io intendo patrimonio di tutti. Ha certo dei limiti, ma non mi importa. Il messaggio che ne ricavo va ben oltre quei limiti. Perciò ne scrivo l'incontro, en passant, con la speranza intima di rinnovarlo.

Fernando Pardini
(27/2/2002)

   

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