Le occasioni
còlte

Vallée d'Aoste DOC Chambave Muscat 2000 - La Crotta de Vegneron


A. A. Kerner 2000 - Manfred Nossing

Soave Classico Superiore DOC Vigna Ronchetto 2000 - A. A. Umberto Portinari
Morellino di Scansano 2000 - Mantellassi

Malvasia dolce Le Rane 2000 - Luretta

Trentino DOC Marzemino 2000 - Letrari

Antas 1999 - Vigneti Mauritania

Ode al greco maceratino

Barbaresco 1997 - Punset

No Turriga? No party!

Gavi 2000 - Montobbio

Però, 'sti Montepulciano...

Sauvignon Blanc 1998 di Mount Nelson
Esprit de finesse...

Montagny Premier Cru

 
Morellino di Scansano 2000 - Mantellassi
In collaborazione con wineshop.it

Un tempo il Morellino di Scansano, che prende il nome dalla varietà maremmana di Sangiovese e dal più importante comune nel quale viene prodotto (provincia di Grosseto), era generalmente un vino rustico e talvolta sgraziato perché i
metodi arretrati in vigna e in cantina con i quali veniva prodotto non riuscivano a dominare gli effetti di un clima caldo come quello di questa zona meridionale della Toscana. Oggi i tempi stanno cambiando, e il Morellino di Scansano è uno dei vini che più attirano l'attenzione della critica e dei consumatori per la sua morbidezza e dolcezza di frutto.

Il Morellino di Scansano 2000 di Mantellassi è composto per la maggior parte di Sangiovese (85%), con un saldo di Cabernet Sauvignon, Malvasia Nera e Canaiolo Nero.

All'occhio mostra colore rubino vivo e non si presenta certo con profumi anonimi, visto che sulla tipica ciliegia matura dei sangiovesi di queste zone calde si sovrappongono (arrivando quasi a dominare) sentori minerali, di grafite, idrocarburi e flora mediterranea come acacia, lavanda, timo, mirto. Un naso sicuramente fragrante e peculiare, di terroir. Un melange complesso che al frutto del sangiovese associa le tipiche note dei territori caldi che si possono riscontrare, ad esempio, in certi sangiovesi del sud d'Italia come quelli assaggiati da noi di recente. Al gusto la storia si ripete, con toni di spezie verdi su un corpo medio e una struttura tannica di buona tessitura. Se i vari contributi aromatici (non tutti della stessa finezza) non ci permettono di definire questo vino elegante, sicuramente lo rendono interessante, di discreta complessità e godibile nella sua veracità.

Vediamo bene questo vino abbinato con primi piatti saporiti, carni bianche, salumi toscani, formaggi di media stagionatura e anche - perché no? - su una bella fiorentina al sangue.

(13/6/2002)

   

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