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Il banco d'assaggio Heureka

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i vini esteri
e gli italiani

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Il banco d'assaggio Hèureka

La ripetizione di un evento non è solo segno di successo per chi lo organizza, ma anche una piacevole, quasi rassicurante, sensazione per chi all'evento partecipa, specialmente se dell'anno precedente erano ancora cari i ricordi. Eccoci così nuovamente a Varazze, sulla riviera ligure, invitati a quella minirassegna del vino italiano che è la presentazione dei vini della distribuzione Hèureka. Un campionario meditato che percorre tutta la penisola, con una particolare attenzione per i piccoli produttori e per i vitigni tipici. Ci muoviamo per gli assaggi, cercando conferme delle impressioni dello scorso anno ma anche con l'occhio alle novità presenti, tra tutte quelle dei Rossesi di Mandino Cane e dei vini piemontesi di Caviola.

(Tra parentesi abbiamo indicato i prezzi approssimativi al dettaglio)

Ma prendiamo il via dai prosecchi dell'Azienda Zucchetto. Il Prosecco Sur Lie 2000 (6,5 €) si fa notare per la freschezza olfattiva e la pulizia che sono le doti migliori di questo vino che fermenta per due mesi in botte. Al gusto troviamo piacevoli i sentori di crosta di pane ma sottotono la vena acida. Il Cartizze 2000 (13 €) è il frutto di una vendemmia ritardata e del controllo della fermentazione che lascia un residuo zuccherino maggiore; si ricorda per la bella vena dolce che accompagna tutta la bocca e per i rimandi floreali marcati da sentori di biancospino che regala nel finale.

Rimaniamo sui bianchi aromatici con l'azienda atesina Castel Juval e col suo Pinot Bianco 2000 (10 €), di gradi 13,5, dal colore paglierino tenue e dai profumi veramente entusiasmanti. Il passaggio in botti di acacia, secondo una tradizione transalpina, lo riveste di profumi intensi di fiori, miele e ginestra. Un contrasto forse troppo marcato con le sensazioni gustative dove il prodotto ci appare più evanescente, di medio corpo e buona pulizia ma sottotono. Migliore al gusto il Riesling 2000 (14 €), gradi 13,5, che si mostra di colore paglierino tenue e dai profumi dolci e penetranti. Alle note floreali segue un frutto marcato di mela e pera. In bocca il vino è sapido e lungo. Un buon prodotto che si allarga verso un finale in crescendo, pulito e caratterizzato da lievi sentori di anice.

Eccoci all'azienda Bruna, che gioca in casa sia perché ligure, sia perché la proprietaria è moglie del Roberto Germani creatore di Hèureka. Il Riviera Ligure di Ponente Pigato "Le Russeghine" 2000 (8 €) ha 13 gradi e profumi di media intensità su sentori puliti di menta ed anice. Abbastanza complesso al palato e di buon corpo. Piacevole il finale. Conferma di piacevolezza poi per il Riviera Ligure di Ponente Pigato "U Baccan" 2000 (15 €) che ha mezzo grado di più, un colore paglierino carico e aromi discretamente intensi, specialmente al gusto. Questo prodotto, ottenuto dalla selezione di uve surmature si conferma, al secondo anno di produzione, di sicuro interesse. Gli spunti tipicamente aromatici del pigato (anice e salvia) sono ben amalgamati in un corpo degno di nota.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi "Balciana" 2000 (23 €) dell'azienda Sartarelli ha ben 14,5 gradi. Il colore è paglierino dorato e i profumi sono di frutta ben matura. Il Balciana, seppur in questa nuova versione meno complessa, continua a meravigliare per la grande consistenza, la sapidità e la rotondezza. Un prodotto da gustare a tutto campo, dal prezzo non proprio economico. Un salto indietro, più di prezzo che di qualità, col Verdicchio dei Castelli di Jesi "Tralivio" 2000 (10 €), di gradi 14, le cui caratteristiche migliori sono un bel naso varietale e intenso, in cui percepiamo frutta e pasticceria, e un ampio ingresso in bocca. Per il resto notiamo una buona persistenza ma su un corpo un po' in calo e con una alcolicità troppo evidente. Nel retrogusto piacevoli spunti speziati e di finocchio.

Torniamo in Alto Adige, con l'azienda Ramoser e il suo Chardonnay 2000 (10 €) dal colore paglierino tenue e dai profumi marcati dalla tipica banana, anche se in versione non troppo matura, e da buccia di agrume. Al gusto il vino non si mostra molto ampio e percepiamo cenni di riduzione che lo rendono troppo asciutto. Passiamo ai rossi col Merlot Riserva 1999 (22 €) di 13,5 gradi. Bel naso pepato e vivo, bocca piena e beverina, amarognola. Questo vino, prodotto da vigne di Santa Maddalena e del Lago di Caldaro, risulta piacevole e dal buon equilibrio, solo medio di corpo. Il Lagrein Riserva 1999 (22 €) ha mezzo grado in meno e di colore è rubino veramente cupo, come da copione per un Lagrein. I profumi sono eleganti, chiaramente marcati dall'uso di legno piccolo. Insieme ai piccoli frutti rossi appaiono cenni vegetali, goudron e prugna. Non compostissimo al gusto per certi eccessi asciuganti dei tannini. Comunque lungo e sapido, con piacevoli note di spezie e frutta secca.

L'azienda piemontese Pasquero presenta un Roero Arneis 2000 (8 €) di gradi 12,5 e di colore paglierino tenue. Il vino emana profumi floreali di media intensità arricchiti da sentori dolciastri. Al gusto lo troviamo un po' scarico, fruttato (mela). Ma andiamo sui rossi, pezzo forte di questa azienda, col Roero 2000 (9 €). Il colore di questo giovane nebbiolo, che non subisce né chiarifiche né filtraggi, è rubino chiaro e i profumi interessanti, segnati da cenni di goudron e vegetali su una base di frutta rossa. Al gusto lo troviamo piacevole e sapido, semplice e pulito, chiuso da bei tannini. Assaggiamo poi due annate del Nebbiolo d'Alba "Vignadogna" (11 €) che si differenziano per l'affinamento. Il 1999, che ha fatto un anno di botte grande, ci si presenta rubino chiaro e con un frutto spiccato in cui domina la ciliegia. Non complesso, ma fine e pulito, cresce aromaticamente nel finale dove percepiamo erbe aromatiche sulla discreta massa tannica. Il 1998 fu invece affinato per due anni e mezzo in tonneau, e si annuncia con un ampio naso marcato da profumi terziari quali lacca e vaniglia. Anche al gusto il legno è evidente su un corpo di buona complessità. Le due versioni di questo prodotto si distinguono non molto facilmente: questa, che si contraddistingue per la scritta Vignadogna in color oro, è ottenuta da una selezione delle uve, e affina in legno piccolo a differenza dell'altra, che ha la scritta Vignadogna in color rosso.

Eccoci a una delle novità di questa edizione, l'azienda Mandino Cane, produttrice ligure di un tipicissimo Rossese di Dolceacqua, un superautoctono della Riviera di Ponente, vinificato da un indomito simbolo della enologia tradizionale. Assaggiamo due cru, il Rossese di Dolceacqua Superiore "Vigneto Arcagna" (12 €) che ci viene versato da un bel bottiglione da 2 litri, sigillato con ceralacca. Questo elegante vino, dal colore rubino chiaro e dai profumi di media intensità in cui ritroviamo erbe aromatiche e cenni vegetali piccanti, ci si presenta morbido, setoso, leggermente caldo, chiuso da sapidissimi tannini. Ma il miglior cru di Mandino Cane, dal colore rubino chiaro e dai profumi di frutta dolce è il Rossese di Dolceacqua Superiore "Vigneto Morghe" 2000 (13 €), dal colore rubino chiaro e dai profumi di frutta dolce e erbe aromatiche. Grande la pulizia di questo vino e bella la complessità degli aromi, che vanno dalla frutta sciroppata a cenni marini e balsamici. Media l'intensità complessiva, elegante e fine la trama tannica.

L'azienda Castel di Salve era presente già lo scorso anno, ma la ritroviamo con una gamma totalmente rinnovata. Assaggiamo per primo il Rosso del Salento "Santi Medici " 2000 (6,5 €), un prodotto di 14 gradi a base negroamaro. Un bel colore rubino limpido e aromi espressivi fanno da presentazione a questo buon prodotto pugliese. Al gusto il vino esplode in piacevoli sensazioni fruttate, non complesse, ma ricche e gustose. Il corpo è un po' caldo e i tannini piccanti ma non eccessivi. Piacevole retrogusto con spunti di rosmarino e erbe mediterranee. Il Sangiovese di Puglia "Il Volo di Alessandro" 2000 (9,5 €) ha sempre 14 gradi, ma come dice il nome è composto di solo sangiovese. Rubino molto vivo è il colore, e franchi e pepati i profumi. Un prodotto ben vivace, affinato per il 20% in barrique, che anche al gusto troviamo interessante. Amarasca sottospirito e reminescenze di carne cruda, insieme a toni un po' surmaturi, ne fanno un vino peculiare, che colpisce e si fa ricordare. Amarognolo il finale, associato a tannini robusti ma di una certa eleganza.

L'enologo Beppe Caviola, consulente di molte aziende langhigiane, produce anche in proprio i vini dell'Azienda Agricola Cà Viola, evidente gioco di parole col cognome del proprietario. Famosi sono i suoi innovativi prodotti tra cui il Dolcetto d'Alba "Barturot" 2000 (13 €) che assaggiamo subito affascinati dal colore rubino impenetrabile e dai profumi tipici del vitigno e molto concentrati: aciduli e fruttati. Percepiamo spunti di ribes e confettura di more. Al gusto il vino è tondo e succoso, di grande intensità e calore, profondo e strutturato. Un gran succo d'uva, dai toni quasi caramellati. Passiamo poi al Langhe Rosso "Rangone" 1999 (20 €), tutt'altra uva, visto che si tratta di un pinot nero. La leggera scoloritura e i profumi laccati lo annunciano come un prodotto già maturo. Un vino dai profumi penetranti di vaniglia e dalla bocca dolce, sapida e chiusa da tannini molto eleganti. Il quadro aromatico comprende frutta cotta, pasticceria, cenni balsamici da legno fresco e nuovamente vaniglia, poi china e chiodo di garofano. Una bella complessità, forse un poco sbilanciata sugli apporti terziari che un po' nascondono il frutto. Ma torniamo a uve autoctone con il Langhe Rosso "Bric du Luv" 1999 (24 €), una barbera in purezza di 14 gradi. Il colore è rubino con sfumature porpora e i profumi di buona intensità, laccati e complessi, con una grande componente terziaria. Belli l'equilibrio e la sapidità al gusto, ma disturbati dal ritorno terziario del finale. Sicuramente anche questo un bel prodotto, ma nel quadro dell'equilibrio tra le componeti fruttate dell'uva e gli apporti terziari del legno gli preferiamo il frtuttatissimo dolcetto.

Sempre in Piemonte ma con un produttore assai più tradizionale, Barone Riccati. Il suo Dolcetto delle Langhe Monregalesi "Il Colombo" 2000 (11 €) è di un impenetrabile color rubino purpureo e ci mostra un naso decisamente varietale di media intensità, visciola e ribes. Ci piace la progressione in bocca, verso un finale che definiremmo rustico ma dotato di bella pulizia. Bella tenuta, con rimandi ferrosi nel retrogusto.

Eccoci arrivati alla fine, toccando l'estremo meridionale della nostra penisola con l'azienda Case di Pietra di cui assaggiamo lo Zibibbo di Sicilia "Nikà" 2000 (13 €). Un vino secco, che dal prossimo anno potrà fregiarsi della DOC, prodotto con uva zibibbo, ossia col moscato d'Alessandria che, dopo essere sbarcato in Sicilia, si è diffuso in tutta Europa. Di questo prodotto, vinificato in purezza senza aggiunta di lieviti selezionati, non possiamo che dire bene. I profumi sono tipici, ma non dolcissimi, anzi, li troviamo selvaggi, salmastrosi, di macchia mediterrana, ricchi dei rimandi esotici della vicina sponda sud del mediterraneo. In bocca è pieno, grasso e morbido e, seppur secco, ricamato da dolci spunti che richiamano i profumi. E proprio come uiltimo assaggio eccoci al Passito di Pantelleria 2000 (24 €). Prodotto selezionando le uve e lasciandole appassire per due settimane, questo vino, dal colore ramato, si presenta con eleganti profumi di datteri e albicocca, non smaccatamente dolci. Esemplare equilibrio al gusto, dove la grassezza del prodotto non si associa a stucchevolezza, e l'albicocca e la pesca sciroppata ben si amalgamano con i sentori di frutta secca. Due bellissimi prodotti!

Luca Bonci
(17/5/2002)
assaggi effettuati il 12 febbraio 2002

 

   

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