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Spinofiorito
2002
Vignaioli trentini in tournée, prima
parte
Suggestioni
di primavera. Di bianco
Le
anteprime '99 della Costa degli Etruschi
Le presentazioni dei Consorzi toscani:
Chianti Classico 2000 e Riserve '99, parte
prima e seconda;
Chianti Classico '99
Brunello di Montalcino, parte prima
e seconda;
Vino
Nobile di Montepulciano
Il
banco d'assaggio Heureka
Il
Brunello delle donne
Pisa
Vini 2001
Toscana Di Vino, prima
e seconda parte
La
Giornata degli Champagne a Firenze
"Vino è piacere..." : prima
e seconda parte
Si fa presto a dir Vin
Santo!
Girovagare enoico a Villa Le Corti (prima
e seconda parte)
Cronache dal Winecellar Day di Johann Innerhofer:
i vini esteri e gli italiani
In
archivio
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Benvenuto,
Brunello! Panoramica 1997 - seconda parte
Eccoci alla seconda parte di questa nostra
carrellata tra i Brunelli 1997, diverso il degustatore, ma stessa la tattica:
degustazioni al buio, senza alcun ordine predefinito, se non quello scelto
autonomamente dalla gentile sommelier che ci serviva le profumate sestine
di bicchieri sotto il tendone di Benvenuto Brunello 2002.
Ma prima di cominciare una nota sui colore di questi vini che abbiamo
trovato molto omogeneo, a parte qualche eccezione: un bel rubino intenso,
vivo, senza scoloriture né eccessi di concentrazione. Un segnale
del buon livello di vinificazione raggiunto da tutte le aziende, da un
lato, e dall'altro forse un ripensamento di alcune aziende che negli ultimi
anni avevano intrapreso la strada della concentrazione ad ogni costo,
e avevano proposto brunelli talmente scuri e corposi da far dimenticare
l'eleganza che contraddistingue questo gran toscano.
Brunello
di Montalcino 1997 - Sesti.
I profumi sono inizialmente nascosti, ma si aprono a mano a mano che il
vino ruota nel bicchiere e arrivano fiori e cipria, su toni un po' aggressivamente
carbonici. Al gusto il vino non si allarga più di tanto, e chiude
rapidamente su sentori di goudron. Il Brunello di Castello Romitorio
si presenta con un naso dolce di ciliegia in cui percepiamo anche sfumature
di bacca selvatica e spunti di erbe aromatiche, il tutto di media intensità
così come l'impatto gustativo che non si eleva al di sopra della
media. Finale con tannini amari e un po' asciuganti, abbastanza marcato
da spunti terziari. San Giorgio ci offre un prodotto dal colore
tendente al granato e dai profumi mediamente intensi di ciliegia sottospirito
e rosa, con addolcimenti da pasticceria. Al gusto lo troviamo pieno ed
elegante, lungo e persistente sebbene su toni fruttati un po' cotti.
Porpora
vivo è invece il Brunello di Col d'Orcia i cui profumi ci
sembrano un po' fuori fuoco, freschi e vegetali con cenni latticini. Al
gusto lo troviamo corretto, non inelegante ma non molto espressivo, retrogusto
con rimandi terrosi. Castiglion
del Bosco presenta un Brunello dai profumi fini e penetranti, di piccoli
frutti rossi (ribes). Al gusto il frutto appare leggermente sovrastato
dall'alcol e l'acidità carente, però il vino è lungo
e piacevole, chiuso da tannini robusti. Il
Brunello di Collemattoni emana profumi floreali e di ciliegia sorretti
da un elegante soffio alcolico. Meno convincente al gusto dove percepiamo
un'asciugatura del frutto che manca di spessore e lunghezza.
La
Fortuna offre alla degustazione uno dei migliorio Brunelli 1997, dai
bei profumi accesi e maturi di frutti rossi (di bosco e ciliegia) adornati
di eleganti cenni vanigliati. Al gusto il vino è rotondo e pulito,
non esplosivo ma di grande eleganza, di medio corpo, lungo, e concluso
da una bella trama tannica. L'impatto
olfattivo con i brunelli di Salvioni è sempre problematico,
sono vini che hanno bisogno di ascolto e sicuramente peculiari. Interessanti
gli spunti di erbe aromatiche, animali e terrosi, per un melange complesso
ma non pulitissimo. Migliore la nitidezza al gusto, dove il frutto ci
ricorda bacche selvatiche ed è di bella sapidità. Tannini
allappanti chiudono il tutto. Il
Brunello di Castelgiocondo ha un naso espressivo e maturo con cenni
di bacche e minerali, sanguigni. Al gusto lo troviamo aromaticamente peculiare,
con un frutto ancora un po' tagliato dal contributo del legno e dai tannini
ancora eccessivi, da farsi.
Il
Brunello di Villa a Tolli lo definiremmo tipicamente toscano, con
penetranti profumi floreali e di ciliegia addolcita dalla vaniglia. Vinoso
e fine, al gusto si mostra di medio corpo e buona beva, peccato per il
finale in cui prevale nettamente l'apporto terziario. Le Tenute Silvio
Nardi presentano un vino dal colore carico e da eleganti profumi mandorlati
e di visciola, non apertissimi a dire il vero. In bocca questo Brunello
è potente e sapido, un po' caldo. Lungo il finale e buona la complessità
aromatica mentre manca un po' di larghezza. Cipria
e floreale sono i profumi principali del Brunello di Vasco Sassetti,
poi arrivano le erbe aromatiche e le rose appassite. Una bella complessità
che viene riproposta al gusto dove però il frutto non è
vivissimo. Finale amarognolo e caldo, bello il corpo.
Il
Brunello di Valdicava emana profumi fruttati non molto a fuoco
e appare dolce e discretamente lungo al gusto, di media struttura. Semplice,
con cenni di riduzione. Tiezzi
presenta un vino dai profumi robusti, non complessi, laccati. Bella esplosione
al gusto dove, pur predominando la componente terziaria, il vino è
piacevole. Finale vaniglioso, lungo, caldo. Un Brunello sicuramente new
generation. Il Brunello dell'Uccelliera
è di colore granato carico e profuma di bacche, vaniglia, ciliegia
e erbe aromatiche. Al gusto è un po' cotto e sovralcolico, piacevole,
corposo, di bella finezza tannica. Un buon prodotto.
Altro
bel vino è il Brunello de La Torre che troviamo di grande
ampiezza olfattiva, con un frutto dolce, surmaturo, che ci ricorda la
polpa di pomodoro e la bagna di pasticceria. Al gusto il vino è
in linea, sempre di buona complessità aromatica, ma forse un po'
stucchevole e di corpo solo medio. La Rasina produce un Brunello
dagli aromi intensi e un po' rustici di piccoli frutti rossi e idrocarburi,
animali. Al gusto il vino è di bella consistenza, in crescita e
chiude con tannini piacevolementi robusti. Buon
prodotto anche per La Togata, dal colore intenso e dai profumi
laccati, eleganti, profondi, di frutta e minerali, non aperissimi. In
bocca il vino è rotondo e pastoso, di grande corpo e buona struttura,
con contributi terziari ancora un po' abbondanti, così come i tannini,
da smussare.
Di
profumi minerali un po' chiusi è il Brunello Lisini. All'ossigenazione
il vino si apre su toni floreali di buona fattura ed è molto piacevole
al gusto, con un frutto ben delineato e addolcito dalla vaniglia. Intensità
olfattiva e gustativa non oltre la media. Il
Brunello di Pacenti e Ripaccioli ha un color granato compatto e
un naso fine. Elegante la bocca dominata da aromi di ciliegia matura e
arricchita da delicati cenni balsamici. Bella persistenza e struttura
per un vino decisamente sopra la media. Il
Brunello Vigna Spuntali dei Tenimenti Angelini-Val di Suga
profuma di rosa e more e di begli spunti terziari di cioccolata e caffé.
Aroma, quest'ultimo, che rimane un po' dominante al gusto, senza sciupare
però l'impressione di insieme. Il vino si allunga molto bene e
chiude con un finale saporito e tannico di bella complessità e
grande eleganza. Anche qui siamo di fronte a uno dei migliori campioni
assaggiati.
Argiano
fa un Brunello dal naso semplice, vinoso e minerale, dal frutto medio
e vivo e dalla bocca pulita e piacevole, lunga e centrata su toni un po'
confetturati di ciliegia. Banfi
presenta due Brunelli, il base è segnato da profumi di caffè
e cuoio e lo troviamo poco espressivo, anche al gusto dove ci sembra scarno
e corto. Asciuganti i tannini. Migliore il Brunello Poggio alle Mora,
che emana profumi di fiori e lacca abbastanza intensi e si presenta al
gusto pieno e complesso. Buono il
Brunello de La Colombina: di bell'ampiezza il naso, di goudron
e segnato da spunti animali. Il frutto è un po' cotto e sottospirito,
ma l'effetto al gusto è piacevole. Buona eleganza, senza eccedere
in complessità.
Anche
il Brunello de La Fornace si pone a buon livello, per il suo naso
intenso e penetrante, sui toni austeri e varietali del sangiovese. Un
po' calda la bocca, di media complessità, piacevole, non corposissimo,
discretamente lungo.
La Fiorita propone un vino dai profumi
eleganti di ciliegia sottospirito, di media complessità. Prodotto
molto piacevole al gusto, con una bella tenuta e, anzi, crescita, della
tensione gustativa. Lungo il finale e notevole l'equilibrio frutto-legno.
Un giudizio complessivo più che buono. Giudizio
che possiamo ripetere per il Brunello de La Lecciaia, per il suo
bell'impatto olfattivo, floreale e pulito, austero e profondo. Al gusto
questo vino non eccelle in complessità ma è ben rotondo
e di media lunghezza. Il corredo aromatico va dalla frutta rossa alle
erbe aromatriche, ai cenni balsamici. Il tutto su un corpo medio. E
visto che non c'è due senza tre, ecco un altro prodotto che, pur
nella sua diversità, poniamo allo stesso livello qualitativo dei
precedenti. Il Brunello de La Gerla è di colore rubino vivo
e cupo e offre profumi penetranti, non estroversi ma di bella profondità.
Al gusto lo troviamo pieno, non complesso, ma lungo e pulito, di buon
corpo e con un tannino ben imbrigliato.
Di
toni vivaci e minerali il Brunello de La Palazzetta, che al gusto
però non ci impressiona più di tanto per una carenza di
sapidità e lunghezza che solo parzialmente è bilanciata
dalla buona e decisa impronta tannica. Il
Brunello di Palagetto si distingue per una strana nota oleosa in
un olfatto di buona profondità in cui riconosciamo frutti di bosco
(mora) e cipria. Non corposissimo ma lungo al gusto, dove percepiamo sapidi
spunti di carne cruda e un contributo tannico leggermente aggressivo.
Un vino nuovamente sopra la media ci sembra il Brunello di Palazzo,
per il suo naso espressivo, elegante e persistente di ciliegia un po'
cotta. In linea al gusto dove il vino si allarga bene su sentori fruttati
e dolci di buona finezza. Bella tipicità.
Il
Brunello di Pian delle Vigne emana profumi profondi ma un po' chiusi
di amarena. Al gusto il vino è elegante e con un frutto limpido,
ma tutto su intensità non più che medie. Il prodotto di
Fornacella non è molto concentrato al colore e evanescente
al naso. Poco a fuoco al gusto, seppur più espressivo che al naso,
e sovralcolico. E chiudiamo con il Brunello Comunali, che sprigiona
toni eterei e floreali, di cipria e erbe aromatiche. Di medio corpo e
buona profondità al gusto, dove però il frutto resta nascosto
e chiuso da tannini un po' ruvidi.
Concludiamo qui le nostre degustazioni
dei Brunelli di Montalcino 1997. Una grande annata, non c'è che
dire, forse non pari al 1995, ma sicuramente da non mancare nelle nostra
cantina. I 75 Brunelli assaggiati hanno assorbito tutto il nostro tempo
durante la manifestazione, e quindi, con nostro rammarico, non abbiamo
potuto assaggiare i Rossi di Montalcino e gli altri vini presenti. Ci
è dispiacuto, specialmente per i Rossi, che sono ormai diventati
vini di tutto rispetto sollevandosi da quella fama di prodotto secondario
in cui li aveva relegati il fratello maggiore, e che spesso si fanno notare
per il buonissimo rapporto qualità-prezzo.
Luca
Bonci
(13/6/2002)
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