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Spinofiorito
2002
Vignaioli trentini in tournée, prima
parte
Suggestioni
di primavera. Di bianco
Le
anteprime '99 della Costa degli Etruschi
Le presentazioni dei Consorzi toscani:
Chianti Classico 2000 e Riserve '99, parte
prima e seconda;
Chianti Classico '99
Brunello di Montalcino, parte prima
e seconda;
Vino
Nobile di Montepulciano
Il
banco d'assaggio Heureka
Il
Brunello delle donne
Pisa
Vini 2001
Toscana Di Vino, prima
e seconda parte
La
Giornata degli Champagne a Firenze
"Vino è piacere..." : prima
e seconda parte
Si fa presto a dir Vin
Santo!
Girovagare enoico a Villa Le Corti (prima
e seconda parte)
Cronache dal Winecellar Day di Johann Innerhofer:
i vini esteri e gli italiani
In
archivio
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Andar
per Chianti: i Chianti Classico 2000, le Riserve 1999 e qualche fuori
quota
In
questa breve introduzione dobbiamo ripeterci, ad onor di chiarezza: gli
appunti vinosi che leggerete sono stati tratti dalle degustazioni effettuate
- alla cieca- nel mese di febbraio 2002 in quel di Siena (la facciata
del Duomo davanti agli occhi, e ancor oggi nel cuore) in occasione della
presentazione alla stampa dei nuovi Chianti Classico 2000 e delle Riserve
'99.
Ebbene, tenete conto che sotto l'egida del "Consorzio del Chianti
Classico marchio storico" sono scesi in campo solo una parte di produttori
del territorio, quindi di vini (circa una quarantina di etichette per
il 2000, altrettante o poco meno per le riserve), e che quindi da essi
se ne potranno trarre delle indicazioni d'insieme men che esaustive. Troppe
le cantine assenti per poter essere definitivi, cantine peraltro che hanno
dimostrato di incidere da par loro, e fortemente, sulle magnifiche sorti
e progressive della denominazione tutta. Il perché della loro assenza
ci sfugge, o perlomeno non ci è chiaro fino in fondo. Dei nomi
mancanti, e del blasone relativo, ve ne accorgerete comunque da soli.
Per
cui, contrariamente a quanto è accaduto con i Brunello e con i
Nobili, qui le considerazioni d'assieme potrebbero apparire forzatura
- doverosa una verifica allargata e continuata- ma a livello esemplificativo
le possiamo pur tentare.
Cioddetto quindi ribadiamo - stando agli assaggi dei 2000- la presenza
di un minor numero di picchi di classe e di etichette must che non nell'annata
99 (d'altro canto ci stanno belle cose tra le riserve di quell'anno, presentate
oggi) però abbiamo trovato senza dubbio piacevole il panorama sensoriale
offertoci, perché più ordinati del solito ci sono apparsi
passo ed impasto di quei vini, quasi un rimanere tra le righe del garbo
e della riconoscibilità, senza quelle svisate e quelle esasperate
ridondanze che avevano caratterizzato le ultime prove, ciò che
ha contribuito e non poco alla identificazione e al carattere, doti queste
- oggi più di ieri - sulle quali dovrà fondarsi una produzione
enoica importante quale quella toscana se intenderà rimanere peculiare
e vincente.
Le riserve 1999, da quanto percepito, possono avere molte frecce ai loro
archi e dimostrano tutto sommato le potenzialità di un annata favorevole,
per cui più inspiegabili ci appaiono alcuni fuori registro riscontrati
qua e là. Inoltre, vista la presenza di un buon numero di riserve
98, non possiamo che constatare come questa annata, considerata minore,
stia regalando ai degustatori e ai curiosi bottiglie di integra bontà,
che non saranno forse campioni di resistenza, ma esemplari di autentica
toscana piacevolezza quello sì. Poche le mitiche riserve 97 per
trarre un giudizio d'assieme, a distanza. Comunque simpatici ed istruttivi
gli assaggi, che vale la pena sottolineare.
Una breve chiosa infine si impone: per onorare l'organizzazione dell'evento,
impeccabile, il servizio accorto dei sommeliers ai tavoli, la premurosità
e le attenzioni dei produttori presenti ed anche, dobbiamo dire, il sontuoso
buffet offerto agli astanti, buffet che si è mostrato - ai sensi
nostri- di livello ben al disopra di quanto in genere si incontra in questo
genere di manifestazioni.
Il tutto ha contribuito al successo e al futuro, che vogliamo immaginare
roseo e "chiarificatore".
Gli assaggi
Fattoria Poggiopiano Chianti Classico 2000
Impatto caldo e suadente, ricco e rigoroso, con un rovere ancora da smaltire
ma con un frutto ben presente e vivido, che riesce ad andare in profondità
e a convincere. Bocca piena e succosa, speziata, sapida e viva nel frutto,
ben concentrata. Lunga e caratteriale, non molla la presa e conserva un
retro-olfatto di estrema coerenza, in cui il degustatore si dilunga pensando
(giustamente) di essere di fronte ad uno dei campioni fulgidi della sua
denominazione.
Fattoria
Le Corti - Chianti Classico 2000
Frutto quest'anno un po contratto, ciò che lede alla caratteristica
piacevolezza di questa etichetta. Senti molto le note chinate e minerali.
In bocca entra deciso e sapido su apporto acido presente e polpa in secondo
piano. Buona l'estrazione tannica, discreto il compiacimento. Soffre il
confronto diretto con il predecessore.
Agricoltori del Geografico - Chianti Classico 2000
Buono l'impasto aromatico, confortante nella maturità del frutto,
solo in ritardo di focalizzazione e nitidezza. In bocca palesa discontinuità
e dimostra poca tensione. Spinta acida leggibile per un vino sottile e
beverino, senza peso e volume da sottolineare, un po troppo austero
e magro nel frutto, con un tannino comunque ben impostato.
Contessa
di
Radda
- Chianti
Classico 2000
Profumi
intensi e nitidi, molto pronunciati nel frutto, gentili e brillanti, sfumati,
floreal-fruttati, vinosi, tutto mirtillo e ciliegia, violetta e pepe.
In bocca coerenza e dolcezza, tannino disteso, corpo snello ma integrità
sincera, molto ordine. Pur nella mancanza di elettivo peso ti affascina
per la lodevole propensione alla agilità e alla beva.
Castelli
del Grevepesa
- Chianti
Classico Riserva 1999
Buona
l'esposizione dei profumi, in cui non mancano richiami alla fusione e
alla eleganza, così come buona l'espressione gustativa, che sa
unire a lunghi tratti polpa, tensione e piacevolezza istintiva. A ledere
il risultato complessivo ci sta una massa tannica non espressa ai massimi
livelli.
Villa
Calcinaia - Chianti Classico 2000
Profumi
carnosi ed intensi, di buona profondità e dolcezza. Suadenza e
raffinatezza le incontri in una bocca morbida dove, al pari di un Villa
Cafaggio di pari annata, reclamo forse maggiori contrasto ed aitanza,
maggiore tensione e dinamicità. Buona ed ineccepibile la sostanza
comunque, per un risultato che mi appare tra i migliori della casa negli
ultimi anni.
Villa
Calcinaia
- Chianti
Classico Riserva 1999
Seppur
non troppo intenso o progressivo, il naso è pur sempre convincente
per via della esposizione chiara e brillante dei suoi profumi, pure laccati.
Assai meno compiacente invece ho trovato il palato, dove in un impianto
fresco e vivace non trovano spazio - come vorrei- articolazione e profondità.
Da rivedere.
Castello
di Verrazzano
- Chianti
Classico 2000
Naso
intenso e carnoso, ancor sanguigno, leggermente surmaturo e pure etereo
nei contorni alcolici, comunque ben articolato all'aria, con continui
rimandi alla ghianda. Bocca di morbida impostazione, dove il rovere sembra
prevalere e tagliare gambe e respiro al frutto, per un acquietarsi troppo
rapido ed asciugante.
Villa
Cafaggio - Chianti Classico 2000
I profumi sono caldi, vinosi, fragranti e raffinati. Evidente il ricamo
floreale. In bocca sa mantenersi coerente e risulta perfino troppo poco
contrastato, senza quelle peculiari asperità che fanno bella la
gioventù chiantigiana e sangiovesista. A me mancano, sia pur nella
sostanza lodevole che sorseggio. Sento la ricerca esasperata della fruttuosità.
Rocca
di Castagnoli - Chianti Classico 2000
Leggermente sfuggente al naso, dove l'articolazione del frutto mi appare
media e dove rilucono soprattutto le note minerali e pepate, in bocca
è sapido, di leggibile tipicità, di bella trama tannica
e di sentita tensione. Riscatta la prova interlocutoria di un olfatto
poco fuso. Ciò mi conforta, come il suo tannino chiantigiano essenziale
ma fulgido.
Rocca
di Castagnoli
- Chianti
Classico Riserva Capraia 1998
Frutto
maturo e ben espresso, con note di ghianda al contorno. Fitto e presente
il quadro che ne trai. Palato di buona morbidezza, tutto dolcezza ed equilibrio.
Lascia aromi di bocca fruttati e rilievi tannici che levigano la trama.
Vino ben sfumato e dolce com'è nello stile della casa. Senza colpire
al cuore, in tale casa vi dimorano spesso - sempre più spesso -
buonissimi vini per i sensi di chi li sa ascoltare.
La
Sala
- Chianti
Classico 2000
Al naso sarebbe dotato di buoni numeri fruttati se non fosse per alcune
ripetute screziature vegetali, ma è in bocca dove attualmente mostra
più pecche, per via soprattutto del disequilibrio acido che in
questa fase evolutiva tende a marcare l'impianto e a non creare equilibri.
Sapidità e speziatura pure in primo piano, per un approccio difficile
che forse vuole riprova, trattandosi pur sempre di un campione da botte.
La
Sala
- Chianti
Classico Riserva 1999
Vinoso
ed intenso, ancora nascosto ti appare il frutto, che percepisci presente
in profondità. Naso dunque in attesa di fusione. Incuriosiscono
poi certi aromi di bocca fin troppo vegetali per un impianto che mi sarei
atteso più vibrante e contrastato. Discreta e confortante l'avvolgenza
e la sensazione tattile di volume sotto ai denti.
Nittardi - Chianti Classico 2000
Sanguigno e peculiare nell'impianto aromatico, con frutta matura in evidenza
e leggero soffio alcolico. Bocca morbida e spessa, a doppio registro:
avvolgente fino a mezza via poi d'un tratto asciutta e scontrosa fino
al termine. Buone comunque la trama e la tensione.
Badia
a Coltibuono - Chianti Classico 2000
Intenso e marcato nell'apporto fruttato, è screziato da note evidenti
di cipria e cosmetico che ledono alla compostezza e alla eleganza della
esposizione aromatica. Il quadro dimostra insomma una certa esuberanza,
sfiorando soltanto il concetto di sfumatura. In bocca è sapido
e speziato, aspetti questi ultimi che non riescono a smussare una certa
stucchevolezza - dolce- dell'impianto gustativo. Impostazione smaccata
per un vino che dimostra comunque più sostanza rispetto al pari
annata chiamato RS.
Badia
a Coltibuono
- Chianti
Classico RS 2000
Base
fruttata poco nitida e poco articolata per un naso incuriosito assai dalle
note vegetali. Media l'intensità. Bocca di discreto peso, generalmente
essenziale ed asciutta, dal finale tannico e "magrino". Qualche
problemino di riduzione ci può stare.
Badia
a Coltibuono
- Chianti
Classico Riserva 1999
Olfatto
oltremodo virato sulla mineralità della proposta, senza offrire
una cospicua estroversione fruttata. Leggero il soffio etereo. In bocca
è coerente, nel senso che media ti apparirà la presenza
e la consistenza del frutto così come severa e senza concessioni
al ritmo la trama tannica. Sotto le aspettative.
Borgo Salcetino - Chianti Classico 2000
Carnoso, presente, vivido e fruttato lo spettro aromatico per un approccio
di dignitosa eleganza, in cui riconosci i ricami e i richiami boisé.
Di contro ti apparirà molto tirato ed essenziale al palato, dove
la buona estrazione tannica, insieme ad una salutare vena acido-sapida,
regalano continuità e precisione, tipicità e discreto peso.
Buondonno - Chianti Classico 2000
Base aromatica intensa e fruttata, appesantita però da eccessi
dolciastri e surmaturi. Bocca in leggero disaccordo con quanto hai appreso
al naso, corpulenta e speziata, che palesa imprecisioni aromatiche lungo
il cammino insieme ad alterna tensione e a tannini ruvidi.
Castello
di Lucignano - Chianti Classico 2000
Discreta l'articolazione aromatica per uno spettro intenso e variato,
ingentilito da certe note floreali, appesantito - un po troppo -
da taluni influssi vegetali. Bocca assai grintosa e tesa, dove il nostro
dimostra consistenza, dignitosa continuità, con solo una leggera
sensazione sovralcolica a ledere.
L'esito della gustativa riscatta comunque quello non finissimo della olfattiva.
Castello
di Lucignano
- Chianti
Classico Riserva 1999
Molto
bella la proposta aromatica, variata e profonda nel continuo rimando di
note fruttate e speziate, con segnali d'incenso ad impreziosirne la trama.
Sontuosa ed avvolgente la bocca, dove vi incontri ritmo, tenuta, progressione,
lunghezza. Uno dei migliori chianti classico assaggiati quest'anno. Dirò
di più, per me una vera e propria sorpresa.
Castello
di Selvole - Chianti Classico 2000
Naso elegante e fuso, ancor vinoso, intrigante nella sincera propensione
verso il piccolo frutto del bosco che si porta appresso e che ti offre.
Fine ed espansivo il risultato che ne trai. In bocca non palesa un corpo
eccezionale, ma è preciso e piacevole, giocando le sue carte su
un lodevole equilibrio tra le parti, senza farsi mancare niente. Nessuna
mirabilia, solo genuina sincerità.
Cecchi
- Chianti Classico Messer Pietro di Teuzzo 2000
Molto intenso e vinoso, fruttato e caldo, sanguigno e fine ad odorarlo
attenti. Teso e concentrato, continuo e vivo nonostante i rigori tannici
se lo bevi. Buon vino, di stoffa certa e dignitosa finezza. Sorpresa positiva
dalla vinicola Cecchi, che non è nuova a mirabilie, soprattutto
nella sua linea curata e alta.
Piccini
- Chianti Classico 2000
Profumi assai atipici, tutti sfumatura e gentilezza, come di uva moscato
e fragolina di bosco. Bocca presente e severa, meno fruttata di quanto
ti aspetti, rigorosa e più che essenziale nella trama tannica.
Chiusura ripida. Curioso.
Carobbio
- Chianti Classico Riserva 1999
L'impianto olfattivo presenta un'evoluzione variegata e fitta, su cui
si innestano vibrazioni carnose e calde, di intensa fruttuosità
ed ancora boisé. La bocca è spessa, soffice, calda e terrosa.
Senz'altro affascinante, ne attendo con ansia sviluppi, sfumature, profondità
ed armonie a venire. Potrebbe farcela e stabilirsi così ai piani
alti della sua denominazione, come già fu - almeno per quanto mi
riguarda - nell'annata precedente, che ancor rimembro grande.
Castellare di Castellina - Chianti Classico Riserva 1999
Profumi intensi con screziature vegetali e rimandi speziati a renderne
peculiare l'articolazione e il quadro. Bocca tutto sommato avara di emozioni
per via di una certa monotematicità sviluppata sulle note del frutto
maturo, senza scarti o progressioni che possano far presagire a vibratili
tensioni. Buona comunque la sostanza.
Castello
di Meleto - Chianti Classico Riserva 1999
Non profondissima né propriamente intensa la proposta aromatica
di questa riserva, dove peraltro la nitidezza del frutto è raffreddata
da talune note minerali e di carne cruda. Buona la scorrevolezza e la
vinosità tattile quando lo assaggi. Nel proseguo trova tensione
giusta e sviluppo ordinato. Siccome è un campione di botte, dò
fiducia al naso, per prossime augurabili "aperture" e ricomposizioni.
Il Mandorlo - Chianti Classico Riserva 1999
Buono il naso, là dove i profumi ti appaiono nitidi, espressivi,
fruttati, brillanti nella articolazione, pur senza scomodare abissi di
profondità. Caldo l'approccio. In bocca si concede ampio e teso,
succoso e vivido, con un eccesso di surmaturazione nella espressione fruttata
ma con un tannino ben estratto e mai puntuto ad accompagnare. Non lunghissimo,
sa essere convincente.
Il
Vescovino - Chianti Classico Riserva 1999
Frutto non proprio imperioso - per non dire sottile- per questo giovane
campione di botte panzanese, laddove il naso mi presenta un difetto di
fusione - peraltro plausibile- e la bocca brilla solo in spinta acida
- troppa - a fronte di un impianto austero e poco estroverso.
La
Madonnina - Chianti Classico Riserva 1999
Leggermente surmaturo nella espressione fruttata, con polpa di pomodoro
in evidenza e poche nuances ad intrigare se non per il brillante tocco
minerale, in bocca mostra sapidità ed una certa solidità
di impianto ma lede, al compiacimento tutto, l'incedere asciutto.
La
Madonnina
- Chianti
Classico Riserva Sassocupo 1997
Profumi
di media articolazione e profondità, con cenni di cosmetico a incuriosire
e raffreddare il quadro. Incedere frenato e complessivamente compresso
per un vino che non assume il passo che ti attendi, sostenuto com'è
da una struttura discreta ma nient'affatto ordinata o prorompente.
Montemaggio
- Chianti Classico Riserva 1999
Si tratta della riserva chiantigiana che, a parità di stato evolutivo
con altre, mi è sembrata tra le più equilibrate ed armoniche.
Buono lo sviluppo, in cui nitidezza e precisione, insieme ad una sincera
ed ammiccante propensione fruttata, fanno la loro parte. Grazie ad una
leggibile grinta tannica inoltre riesce a dare un tocco di profondità
e di tensione in più alla sua trama. A quanto pare - visto che
è una new entry mi sono incuriosito - si tratta di una riserva
destinata per intero al mercato estero. Vabbè.
Poggio Amorelli - Chianti Classico Riserva 1999
Naso di media articolazione, dove la propensione fruttata pur percepibile
viene lesa a più riprese dalle screziature vegetali del contorno.
Bocca rigorosa ed asciutta, che lascia pochi spazi al frutto, con un tannino
rigido che non aiuta. Il portamento comunque è dignitoso.
Villa
Cerna - Chianti Classico Riserva 1999
Qui, a "rovinare" - si fa per dire - il gioco, ci sta una proposta
aromatica non propriamente elegante e raffinata, che toglie fiato ad un
palato sapido e ritmato, di lodevole speziatura e soprattutto buon frutto,
soltanto leggermente surmaturo. Sarà da rivedere più in
là nel tempo, per sperare in un maggiore compiacimento, che sotto
sotto percepisco.
Castello di Vicchiomaggio
- Chianti Classico Riserva Petri 1998
Profumi ben espressi, ancora pieni nel frutto, ben integrati dal rovere.
Bocca sapida e viva, fragrante e croccante, di tipico impianto sangiovesista
con in più il dono della piacevolezza immediata. Tannino leggermente
asciutto e polveroso, che spesso ho incontrato in questa etichetta, per
un risultato di buon portamento a cui mancano forse solo la profondità
delle sensazioni e la piena raffinatezza.
Castello
di Cacchiano - Chianti Classico Riserva Millennio 1997
Profumi fusi ed eleganti, di frutto integro, rigoroso, fulgido. Vivido
e pregnante al palato, dove se non fosse per una certa cedevolezza sul
finale veleggerebbe vento in poppa. Lo spirito è classico e terragno,
elettiva e fascinosa la matrice tannica che sostiene.
Casaloste
- Chianti Classico Riserva Don Vincenzo 1997
Vivido il frutto ti appare al naso, nonostante qualche imprecisione aromatica.
Sostenuta l'articolazione. In bocca dà il meglio di sé:
matrimonio di vigoria sapido-tannica e tensione vibratile. Estrazione
tannica perfetta per una bella riserva, in stato di forma elettivo.
Canonica a Cerreto - Chianti Classico Riserva 1997
Granato lucido e denso con unghia trasparente. Profumi intensi, eterei,
di frutto evoluto, ghianda ed idrocarburi. Bocca scorrevole e sapida,
di buon portamento chiantigiano, austera da par suo ma che non lesina
in eleganza.
Fattoria
Rodano - Chianti Classico Riserva 1997
Screziature vegetali e secche non è che facciano tanto bene alla
leggiadrìa aromatica, sebbene essa si sviluppi continua e sostenuta.
Leggermente verde poi ho trovato il tannino, per una articolazione di
medio peso, al disotto mi pare degli standard conclamati per le riserve
di Rodano (basti pensare al grande Viacosta).
Podere
Terreno Alla Via di Volpaia - Chianti Classico Riserva 1997
Tuffo nell'autentica autenticità dello spirito chiantigiano al
solo sfiorare questa riserva asciutta e rigorosa, flemmatica e diretta
che ti arriva dai colli alti sopra Radda, dalla Via di Volpaia appunto.
Occorrono tempo ed aria perché i profumi ti arrivino con continuità
e progressione, ne scoprirai allora nette le sensazioni di humus, di boisée
(ma da legno grande), di fior di violetta su una base delicata di ciliegia,
per un insieme non marcato ma di lodevole dignità. In bocca
entra con stoffa setosa e passo felpato, elegante, corposo, aristocratico,
rarefatto, ciò che ti riconduce all'alta quota delle origini. Ben
levigato e distribuito il tannino che però arriva fin dove il frutto
non ce la fa più, lasciandoti nel finale un effetto polveroso e
meno saporito di quanto vorresti. Comunque lo spirito della terra e una
sincera, emozionale introspezione dimorano tutte in questo bicchiere.
A me bastano.
San
Martino - Chianti Classico Riserva 1997
Etereo il ventaglio, frequenti gli influssi minerali, per un olfazione
tipica della maturità che non lesina in eleganza. Bocca rigorosa
e vigorosa che gioca le sue carte sulla scorta tannica: sostiene lo sviluppo
e rende piacevole e lunga la beva, pure volumica. Certo un po troppo
evoluto per l'età che ha e per l'annata che mi vuol rappresentare.
Cennatoio
- Chianti Classico Riserva O'Leandro 1997
Intenso il frutto, pieno il naso, per un quadro laccato e nitido in cui
fanno capolino china e idrocarburi. Bocca succosa e vivida, elegante e
piacevole, con finale amaricante e nerbo sostenuto. Bella riserva.
Collelungo - Chianti Classico Riserva 1998
Profondo e nitido, fuso ed elegante, così mi è sembrato
d'acchito il naso di questa riserva, a cui unisco una bocca terrosa e
sanguigna, intrisa di quel calore buono e di quei richiami selvosi che
hanno fatto la storia di una denominazione.
Pastoso ed elegante, si concede a lungo e rappresenta una delle sorprese
più piacevoli di questa campagna tardo-invernale di assaggi chiantigiani.
Lo ricorderò.
Fernando
Pardini
(30/5/2002)
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