Vallée d'Aoste DOC Chambave
Muscat 2000 - La Crotta de Vegneron
A.
A. Kerner 2000 - Manfred Nossing
Soave
Classico Superiore DOC Vigna Ronchetto 2000 - A. A. Umberto Portinari
Morellino
di Scansano 2000 - Mantellassi
Malvasia
dolce Le Rane 2000 - Luretta
Trentino
DOC Marzemino 2000 - Letrari
Antas
1999 - Vigneti Mauritania
Ode
al greco maceratino
Barbaresco
1997 - Punset
No
Turriga? No party!
Gavi
2000 - Montobbio
Però,
'sti Montepulciano...
Sauvignon
Blanc 1998 di Mount Nelson
Esprit
de finesse...
Montagny
Premier Cru
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Però,
'sti Montepulciano...
Voglio rimettervi qui, di getto, alcune impressioni importanti, dense
di significato, sia pur nella loro fugacità; non vorrei si disperdessero
nei rivoli della mia memoria. Mi arrivano tutte quante da vini ad esclusiva
base montepulciano, e di questa particolarità ne godo. Li ho incontrati
in un posto solo, con comodità, in una tiepida e solare giornata
novembrina trascorsa sulla strada per Bolgheri.
Ad ottimi livelli veleggia il Riflesso Antico 1999 di Lorella
Ambrosini; ritrovata mi appare la verve e l'eleganza espositiva per
questo montepulciano in purezza che vien da Suvereto e che dimora le sue
uve su quelle sponde per scelta e tradizione di famiglia. Molto ben definito
al naso con un fruttato maturo, rosso e dolce, contrappuntato dalla freschezza
aromatica e dalle spezie fini.
Fitto ed importante se lo accogli al palato, dove si sofferma (mai statico)
a lungo e si compiace, morbido, malleabile, raffinato e di già
in beva. Espressiva e tipicamente montepulcianese la massa tannica, diffusa
e delicata, per un finale asciutto e setoso.
Esplosivo e profondo allo stesso tempo, il Fibbio 1999 di Lanari
è un Rosso Conero dal colore importante, scuro, denso; dal naso
espressivo ed importante, impreziosito dal fuso contributo del rovere,
tutto spezie e balsami. La bocca è superba per fittezza e concentrazione
fruttata, per ritmo e tensione. Ormai tipico il timbro tannico, piuttosto
puntuto e severo, senza per questo nulla togliere alla piena armonia dell'assaggio,
duraturo e trasognante.
Così come molto interessante e riconoscibile ti appare il Grizio
2000 di Cimarelli Medoro, che stavolta è Rosso Piceno.
Olfatto all'insegna del montepulciano e delle sue tipiche sfumature, su
base rossa matura e dolce. Eccessivo nel frutto e nella marmellata in
bocca, dove a tratti pare mirare alla stucchevolezza, sciorina una pastosità,
soprattutto una finezza tannica che, unita a quegli aromi di bocca così
gentili e floreali, mi indica qualcosa di più, qualcosa di buono,
di caldo, nel quale mi dilungo.
Ultima ma non ultima (last but not least) una suggestione dalla terra
di Abruzzo, laddove il montepulciano è re; mi arriva da una cantina
piccola piccola, nuova, giovane e sconosciuta.
Direttamente da uve coccolate una a una nel vecchio vigneto Cocciapazza
di Loreto Aprutino, Torre dei Beati ci presenta all'assaggio il
suo Montepulciano d'Abruzzo 2000. Che dire?! affascinante nella
sua semplice esposizione, senza sbavature, precisa, divertita, rigorosa:
dal quadro aromatico vinoso e intenso di frutti rossi e viola al leggero
sottile velluto, dalla simpatica scorrevolezza, senza una punta di asperità,
alla soffusa massa tannica, seducente e mai marcata. Pura espressione
di giovani estri, senza profondità da scoprire e senza stupori,
è un vino che mi riporta, non so perché, un velo di autenticità
dentro un mondo a volte incomprensibile. Io ci unisco il semplice gesto
del bere ripetuto, autentico pur esso: a meno di diecimila lire per bottiglia
ti senti beato in una torre di beati.
Fernando Pardini
(14/12/2001)
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