Le presentazioni dei Consorzi toscani

I vini della DOC S. Antimo

Brunello di Montalcino Riserva 1998

Brunello di Montalcino 1999 - Prima, seconda e terza parte

Vino Nobile di Montepulciano 2001
Prima parte

Seconda parte: le selezioni e le Riserve

Chianti Classico 2001. A bocce ferme.

Le quattro stelle del vino toscano, fra inquietitudini e minacce europee

 

 


Benvenuto Brunello 2004.
I Brunello di Montalcino 1999. Parte Prima
di Fernando Pardini

Come ogni anno, di questi tempi, siamo a dare il benvenuto ai nuovi Brunello.Come ogni anno, di questi tempi, il primo incontro con l'annata nuova. Un appuntamento di quelli che instillano curiosità, sempre e comunque, ed un sottile ma progressivo accumulo adrenalinico a tutti coloro che amano la Toscana del bere bene. Come ogni anno, tante le aspettative, quasi arrivasse carnevale, per chi ama il sangiovese. Perché ogni volta, noi amanti, ci si carica invariabilmente di speranze tutte nuove, si dimenticano in fretta le delusioni del passato e come se niente fosse ci immergiamo beati e contenti nel racconto dei vini nuovi con l'ingenuità di chi vuole esserne soltanto travolto e inghiottito.

I Brunello 1999 per la verità escono sul mercato in un momento confuso, fatto di vacche non troppo grasse. Peraltro target e mercati a cui questi vini si indirizzano non stanno rispondendo nel modo atteso. Eppure, astraendo, fermandoci cioé ai sensi e ai bicchieri, sento che le cose stanno migliorando. Le cose del vino intendo. Assaggio, penso, confronto e mi accorgo che sono diverse le note belle da ricordare.Intanto continua inesorabile l'ascesa di tutto il comparto vinicolo ilcinese verso una più generalizzata qualità, assai più consona al blasone che porta in dote. E se a qualcuno questa affermazione può sembrare scontata, visto che si parla di Brunello, vi assicuro che non è così. Sempre più sporadiche quindi le difettosità, le sporcizie e le approssimazioni. Inoltre, gli influssi di un'annata benevola quale la 99 hanno senz'altro contribuito a far brillare l'intera proposta, una proposta di tutto rispetto, che non disdegna in qualche caso la meraviglia, e che continua a tener alto il buon nome del sangiovese nel mondo. Palpabile la rinnovata coscienza contadina, la sensibilità e l'accortezza nel cercare di fare le cose al meglio. Tutto questo mi è parso di scorgere nei 130 bicchieri circa assaggiati lo scorso febbraio. Centotrenta, come a dire la quasi totalità della produzione, per un affresco stavolta assolutamente esaustivo della nuova annata. 130 bicchieri quali piccole storie, che mi hanno raccontato di grandi vini (ne rammento una ventina), di un nutrito gruppo di vini affidabili e ben fatti, e di un altro (fors'ancora troppo vasto) costituito da vini dal passo più incerto ma sicuramente, pur nell'incertezza , migliori che non in passato. Confortante inoltre, quando non eclatante, la prestazione di alcune fra le realtà più giovani. Qualche nodo, pur tuttavia, ha da venire al pettine. Magari per essere sciolto.Devo dire infatti che non è così facile incontrare vini di grande personalità, vini cioé il cui carattere ti sorprenda, ti coinvolga, ti possegga. Una ragione di questo voglio pensare stia nella estrema gioventù del vigneto ilcinese, della gran parte del vigneto ilcinese, rivisitato in ogni dove negli ultimi scorsi per dare di meno e meglio nel prossimo futuro. Un'altra verità-ragione, palpabile se fai caso al costante aumento delle aziende produttrici ed imbottigliatrici, sta in una denominazione forse dilatatasi troppo geograficamente, capace così di sfornare primattori assieme a più anonime " buone comparse". In entrambi i casi si chiamano Brunello. Un problema questo che può cozzare con un'esigenza legittima del consumatore, che chiede più di tutte, se mi parli di Brunello, l'identità e la singolarità.Eppoi, sebbene in minor misura rispetto ad altre vendemmie, sento in alcuni casi perpetuarsi la voglia di costruzione anziché di creazione. Ecco quindi spuntare una serie di vini, o vinoni, fuorvianti, furbetti, che poco hanno a che vedere con il territorio, e che nella loro evidenza ostentativa gridano forte contro ogni sensibilità ed ogni ragion d'essere. In quei vini, ben aldilà dei premi -che non meritano- non dimora la verità. Ce ne sono ancora più di un po' ed io penso, e qui non mi riferisco solo al Brunello per carità, che una sincera lavata di capo sia necessaria, per tutti, ché di forzature ed artefazioni non se ne può più. C'è voglia di naturalezza, di genuinità, di istinto, di ascolto più attento a quel che la terra - veramente - vuole e dà. Solo così i frutti che ne deriveranno ( il vino è o non è un frutto della terra?) saranno parlanti. Montalcino potrebbe essere ancor più fantastica se cogliesse questo appello: terreni vocati, determinazione del vignaiolo, attenzioni in campagna, poco altro basterebbe al futuro e alla meraviglia.Uno spunto di meditazione infine su una sensazione, su una idea mia. Per istinto, forse più che per ragione, non mi affeziono al vino che non ha millesimo. Pensiamo agli spumanti o agli champagne; molti di essi sono "nm". Ciò mi rattrista, perché danno adito di pensare a manipolazioni, dosaggi, pratiche alchemiche per farli "tornare". Invece per conto mio i vini devono essere l'espressione della loro terra colta in un determinato momento, e basta. Per questo devono portare un millesimo. Quando dei vini leggo il millesimo mi rincuoro. Ecco, il disciplinare di produzione del Brunello ammette il ringiovanimento fino ad un 15% ( se non erro) con vino brunello di annata più recente. Istintivamente non mi piace l'idea, perché il vino è come se cantasse con voce afona la sua appartenenza. Sia ben chiaro, ne comprendo i motivi, ma mi chiedo se una modifica al disciplinare - per esempio andare sul mercato prima- sarebbe una via praticabile per evitare od eliminare questa possibilità. Lo dico da purista, e lo dico perché a volte i ringiovanimenti nascondono solo parzialmente le magagne, che rispuntano più in là nel tempo, inesorabili, magari solo qualche mese dopo il tuo primo "lusinghiero" assaggio, con la bottiglia - ahimé - già acquistata.Ma torniamo al dunque, cioé ai vini. Qui sotto ci sta una saga, proposta in tre puntate. Salvo pochi casi, i miei assaggi di febbraio non hanno compreso le selezioni aziendali, i cru o "i vigna" come dicono a Montalcino. Per tutti gli altri , l'eventuale assenza trova due tipi di ragioni: una bottiglia sfortunata o un'assenza vera e propria. Tra gli assenti veri e propri mi vien da citare Pieve Santa Restituta di Angelo Gaja, Cerbaiona di Diego Molinari, La Cerbaiola dei coniugi Salvioni, Podere Salicutti di Francesco Leanza, Conti Costanti, Biondi Santi (Tenuta Il Greppo) e Fattoria dei Barbi. Un appunto di merito, per finire, vada all'organizzazione del singolare evento, che -lo avrete capito- è Benvenuto Brunello. Ottimi calici, giusta temperatura, cura e prontezza nel servizio ai tavoli da parte dei sommelier dell'AIS. E poi......un'ospitalità che non si dimentica. Come i luoghi d'altronde.Sì, è proprio il caso di dirlo: "Benvenuto, Brunello!".


Brunello di Montalcino 1999 - San Filippo Neri

Naso dal quale frutto e rovere se ne escono con un effetto dolce e caramellato, seppur gravido di umori. La bocca è corposa, lunga e seria, anche se non fa dell'eleganza il suo tratto distintivo. Il tannino lievemente polveroso chiosa un vino di buona grinta, dalla confezione non originalissima, che forse oggi cede qualcosa in fatto di personalità.

Brunello di Montalcino 1999 - San Giorgio


Ad un naso maturo e malinconico, di buona lena, fa da proseguio una bocca composta in modo più incerto ed impacciato. Gli umori asprigni d'accompagno non favoriscono appieno l'intesa e la chiarezza.

Brunello di Montalcino 1999 - San Carlo

Naso di bel passo, diffusivo, elegante, equilibrato, senza ostentazioni od incertezze. La bocca è rigorosa nell'apporto calorico e nel passo, quest'ultimo asciutto, serio, terroso. Sa distinguersi, questo sì, e pecca solo di un finale contratto e leggermente rugoso.

Brunello di Montalcino 1999 - Santa Giulia


Naso iniziale di caramella, che al contatto prolungato con l'aria si distende e si fa più intrigante, ricordando con fare rilassato le erbe campestri ed il bosco. Buono l'attacco al palato, dignitosa la felpa e l'agilità, solo leggermente scisso i lfrutto ed in ritardo l'armonizzazione. Finale di buona polpa, con un legno leggermente asciutto a contrarre.

Brunello di Montalcino 1999 - Santa Lucia


Gli umori di mora, liquirizia ed eucalipto emergono in un quadro aromatico fuso e diritto, che tende a ridondare con l'aria, soprattutto nei toni maturi del frutto. La bocca mi appare oggi più in ritardo di armonizzazione, leggermente indecisa e confusa sul da farsi. Ma il tannino è rigoroso, ben coperto dal frutto. Il profilo che se ne esce persegue una linea austera, non priva di interesse e intrico.

Brunello di Montalcino 1999 - Scopone


Naso di bel passo, arioso, ampio, elegante con un rovere presente ma ben integrato. Da rimarcare soprattutto per profondità di intenti. Bocca melodica e dolce, calda, saporita, finissima e spessa. Grande la sensazione di volume e di peso. Sebbene l'apporto roverizzato non manchi, riesci ad apprezzarne nel contempo la razza e la tessitura, a decretarne sincera la sorpresa.

Brunello di Montalcino 1999 - Sesta di Sopra


Naso caffeoso cospicuo e fitto, di sicuro impianto e dal richiamo di selva, umorale vaddassé. Bocca che non lesina in carattere, sciorinando un attacco vivido sangiovesista e una bella profondità. Molto seria. Pur allargandosi nel finale, dove non si concede poi troppo in persistenza e tensione, conserva intatta l'impronta del brunello. E questo, a ben vedere, basta.

Brunello di Montalcino 1999 - Sesti


Aromi imperfetti, screziati e smaccati nella sensazione matura del frutto, creano oggi un effetto non proprio accogliente, ostico ed in ritardo di distensione. Più fresca la bocca, di medio peso, discreta articolazione e precoce acquietarsi. Sotto le aspettative, se sto al rigore e alla personalità - grandi - sfoderate in altre annate.

Brunello di Montalcino 1999 - Siro Pacenti


Quel profilo vinoso ed elegante, fresco e propositivo, quale distillato di frutti maritati con gli umori del rovere; quella profondità e quello spirito, quella confezione moderna cucita con garbo e ragion d'essere non lasciano insensibili i sognatori. In bocca dimostra una spina dorsale diritta e un'avvolgenza, progressiva ed incalzante, a cui non puoi resistere. Si espande così verso un finale teso, saporito, equilibrato e lunghissimo, di grana ultra fine nella matrice tannica. Nel contempo piena ne ricevo la conferma.Sì, della sua appartenenza all'olimpo dei grandi.

Brunello di Montalcino 1999 - Solaria Cencioni


Di forma e sostanza. Grasso e volumico così come elegante e sinuoso, esprime un carattere a suo modo elettivo, fatto di tensione, calor buono, densità e vigore. In bocca si allarga e si diffonde con dedizione ed impegno, coinvolgendo. Resta a lungo, muovendosi a suo agio ed in modo naturale, liquido figlio di una grande annata magistralmente interpretata da un animo femmina contadino, intriso pur esso di sensualità e determinazione. Ancora, di forma e sostanza.

Brunello di Montalcino 1999 - Talenti


Un naso di erbe aromatiche, selva e cenere, tirato e spigoloso quanto basta da rendersi personale (anche se oggi non decisissimo) prelude ad un palato di pastosa consistenza, spessore tattile terroso e ruspante appartenenza ai suoi luoghi. Tannini ben maturi ne realizzano un profilo austero, ottimamente disegnato, rigoroso, magari un po' asciutto se volete, ma di assoluto interesse.

Brunello di Montalcino 1999 - Tenimenti Angelini


Note leggermente evolute conferiscono da un lato un certo fascino di vissuto al vino, dall'altro qualche eccesso di maturità che si riflette in una spinta non così decisa come chiederesti alla sua gioventù. Una bocca di territoriale rugosità, più fresca di quanto non ti aspetti, sa rimontare le sorti alterne al naso apprese, anche se nel finale s'asciuga un po'.

Brunello di Montalcino 1999 - Tenuta Caparzo

Naso pieno, caldo, forte, con un frutto ben impresso ed una aura importante, carnosa e terrosa insieme. Bocca con attacco volumico ed apertura accogliente, poi più ripida e indecisa nel finale, laddove ammara quietamente disperdendo - solo in parte però - ciò che di buono era emerso sulla via. Buona "base" comunque, non c'è che dire.

Brunello di Montalcino 1999 - Tenuta di Sesta


Il colore ed il naso sono a loro modo esuberanti, ma per fortuna l'impatto "minaccioso" si traduce in uno svolgimento aromatico non così forzato anche se molto maturo. Nitida e spessa ho la coltre delle more. La bocca fascia morbidamente allettandomi, con un rovere che batte. Buona la dolcezza, per un sentimento fruttato in distillato ed un vigore che vorrei più dichiarato nel finale. Non bevibilissimo ora, ad un naso maturo fanno da riscontro, questo sì, una levigatura ed una naturalezza migliori al palato. Vino meridionale.

Brunello di Montalcino 1999 - Greppone Mazzi


Naso selvatico e spigoloso, di gomma, bacche, pirite ed erbe campestri. Bocca più asciutta e contenuta , certo rigorosa, con qualche cenno evoluto che lede alla freschezza ma con una sincera dignità, senza badare alla finezza.

Brunello di Montalcino 1999 - Tenuta La Fuga

Naso serioso, umorale, intrigante con e per i suoi spigoli, di ginepro e bacca, sentito e profondo nel battito nero del bosco. Bocca di buon volume e nitidezza, se non fosse per quel filo asciutto che la perseguita. Linea classica perseguita con determinazione, non c'è che dire. Manca solo il guizzo.

Brunello di Montalcino 1999 - Tenuta Oliveto


Un naso d'afflato alcolico deciso non nasconde sensazioni minerali di rimando molto interessanti; aromi dichiarati di bacca selvatica ne veicolano nel frattempo la scia; ai contorni pirite, sottobosco e pietra spaccata appaiono quali caratterizzazioni forti. La bocca è tesa, decisa, diritta, con tannini rigorosi ma coperti. Note saline d'accompagno, quasi iodate, ne amplificano una speciale nudità, alla quale il territorio s'aggrappa, per donarci il conforto dell'appartenenza. Bello.

Brunello di Montalcino 1999 - Tenuta Vitanza


Il naso, dall'umor fruttato semplice ed esplicito, rivela a ben vedere note più serie di rabarbaro e carruba, per un quadro oggi non ancora armonizzatosi con naturalezza. La bocca, succosa ed esplicativa, di simpatica grassezza ed umidità, dimostra qualche limite in estensione. Tannini leggermente asciutti.

Brunello di Montalcino Il Pinino 1999 - Tenuta Vitanza


Dal suo naso ne traggo oggi un effetto fruttato a svolgimento semplice anche se di spirito più rilassato ed accorto che non il "base". Passo largo in bocca, mellifluo, dedicato ma senza allunghi memorabili. I tannini sicuramente son più dolci, questo sì.

Brunello di Montalcino 1999 - Tenute Silvio Nardi


Il naso, di selva e spezie, rende un'idea di volume e pienezza quasi quasi compressa per sostanza sottesa. Bocca presenzialista ed insistente fino a mezza via, poi più scorrevole (ma anche indeterminata) nel finale, a cui manca solo il vivido guizzo per consacrarsi ad alti livelli. Livelli che appaiono, comunque, di sicura affidabilità. Personalità in crescita.

Brunello di Montalcino 1999 - Tiezzi

Naso spiritato nell'effetto fruttato, che tende a staticizzare un quadro pur gravido di umori. Bocca con un filo asciutto che la trapassa tutta ed un finale di sincera amaritudine. Vino che non riesco ancora a focalizzare nelle intenzioni.

Brunello di Montalcino 1999 - Tornesi


Quel naso cospicuo, come il colore d'altronde, non sa nascondere una certa presupponenza dimostrativa, frutto di un estrazione spinta. La bocca - me lo attendevo - è morbida ed ampia, senza troppo vigor acido, di certo confortevole e dolce ma che non riesce a dare profondità alle apparenze. Non manca la materia prima.

Brunello di Montalcino 1999 - Uccelliera


Naso scorbutico e terroso per un colore dai riflessi aranciati. Note di liquirizia, prugna e leggero goudron ne decretano lo stato piuttosto evoluto al primo ascolto, mentre maggior conforto me lo riserva la bocca: decisa, potente, arcigna, mascolina e senza fronzoli. Da rivedere più in là negli assetti e negli sviluppi. Forse sotto gli standard abituali. Ma è pur sempre figlio della sua terra, e di un vignaiolo vero, che non ama compromessi o scorciatoie nel nome della sincerità.

Brunello di Montalcino 1999 - Valdicava

Il colore compatto e cospicuo dell'apparenza si tramuta, guarda un pò, in un naso che ha il pregio del fine portamento, per via delle spezie e degli umori di bacca che ne disegnano il profilo. Così la bocca, di bel sentimento nonostante la coltre di modernità. Va diritta e non disperde orizzonti, secondo un quadro moderno ma di spirito toscano. Con meno rovere in corpo ed una maggiore personalità stazionerebbe nei quartieri alti.

Brunello di Montalcino 1999 - Vasco Sassetti


Naso incerto nell'apporto fruttato, più deciso in quello minerale. Certo quelle note aspre..... Bocca che non manca di spigoli aromatici e rusticità, poco accondiscendente per aprirsi ad una lettura rilassata, certo contadina, alla quale maggiori ordine e finezza non guasterebbero.

Brunello di Montalcino 1999 - Verbena

Note di fumo, cenere e pietra fanno da contorno ad un frutto ben espresso, riflessivo e boscoso. L'attacco al palato è fulgido così come il volume. Sincere mi appaiono espressività e volontà, senza facili concessioni. Per questo ne conservo il ricordo come di un vino prezioso e forte. Nitido e spoglio, è ricco così. Che sorpresa!

Brunello di Montalcino 1999 - Villa A Tolli


Un naso "spalmato" e in odor di marmellata apre ad una bocca melliflua e "giovanilista". Manca, con il vigore dei giorni migliori, un po' di naturalezza espressiva. China e liquirizia, più intriganti, non bastano alla meraviglia.

Brunello di Montalcino 1999 - Villa Le Prata


Quella veste cospicua e scura mi introduce un naso gravido di menta, pirite e pepe, determinato ma senza finzioni. China e rabarbaro stanno a contorno. Bocca non così piena come sembrerebbe, a giudicar dall'apparenza sua volumica, e che tradisce qua e là umori asprigni non proprio convincenti. Ampio, ma senza capacità di penetrazione superiore, il suo finale.

Brunello di Montalcino 1999 - Villa Poggio Salvi


Profilo carnoso, terroso, di prugne e terra. Buono il calore. Meno dinamica la bocca, quieta e rilassata, forse troppo rapida nel chiudersi. Peccato.

Brunello di Montalcino 1999 - Abbadia Ardenga


Naso con tratti evolutivi, da cui spuntano note piriche, fumé e speziate. Bocca spessa, di fascino antico, che non basta a coprire la latente evoluzione...

Brunello di Montalcino 1999 - Agostina Pieri


Naso viscerale ed eucaliptico, di menta e terra umida. Bocca d'impatto notevole, succosa, diffusiva, charmante. Non elegante ma "brunellesca". Sa mantenere alta la tensione nel finale. Più che buona la profondità. Che sia il miglior Pieri finora prodotto?

Brunello di Montalcino 1999 - Altesino


Naso ridotto, ancor confuso, in cui scorgo chiara la linea di amarena ed il filo secco d'accompagno. In bocca va meglio: volumica, densa e di buona dolcezza. Qualche dubbio sulla integrità della bottiglia permane ma la materia c'è. Forse non freschissima, ma c'è.

Brunello di Montalcino 1999 - Anfora d'Oro


Naso carico e stramaturo, esotico e senza richiami poi tanto chiari al territorio. Bocca morbida ed avvolgente, che pecca forse di impersonalità. Note torrefatte sulla scia.

Brunello di Montalcino 1999 - Argiano


Naso spigliato che si apre con lentezza, con un frutto espresso in modo non del tutto integrato. Bocca di buona verve acida iniziale ma scarica di energia nel finale, laddove il frutto appare poco supportato da un apparato tannico non all'altezza delle migliori sue performances. Soprattutto, mi par di notare, di grana non finissima.

Brunello di Montalcino 1999 - Armilla


Naso intriso di smalti e non proprio amalgamato. Lo spirito è moderno. La bocca è più rigorosa, nei ranghi, avvolgente ma non progressiva. Finale non trascendentale. Lì si ferma un po', indeciso sul da farsi.

Brunello di Montalcino 1999 - Banfi


Colore pieno e giovanile su naso fresco e ben sostenuto negli umori gioviali ed ammiccanti del bosco. Bocca fusa, diritta, giocata su equilibrio e precisione. Non c'è l'espansione dei grandi ma un'accurata dedizione a non disperdersi. Moderno con garbo. Sul cammino, qualche "effettaccio" di consolatoria morbidezza.

Brunello di Montalcino 1999 - Baricci


Il naso non è esente da spigoli per via di un fondo non pulitissimo. L'umore è contadino, e questo si sa. La bocca pastosa, un po' ingessata, volumica ma statica ......qualche cenno evoluto sulla scia.....insomma, un Baricci personale come al solito ma meno teso e determinato di quanto vorrei.

Assaggi effettuati alla cieca nei giorni 13-14 febbraio 2004 in Montalcino.

16 marzo 2004



   

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