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I vini della DOC S. Antimo Brunello di Montalcino Riserva 1998 Brunello di Montalcino 1999 - Prima, seconda e terza parte Vino Nobile di Montepulciano 2001 Prima parte Seconda parte: le selezioni e le Riserve Chianti Classico 2001. A bocce ferme. Le quattro stelle del vino toscano, fra inquietitudini e minacce europee
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Chianti
Classico 2001. A bocce ferme.
Il profilo aromatico nitido, espressivo, soavemente fumé, così riconducibile alla terra d'appartenenza, rilancia una bocca fusa e spedita secondo una linea essenziale e snella, splendidamente assistita da tannini ordinati , cosparsa da un succo generoso e dolce. Un vino questo di rigorosa desinenza chiantigiana, che si conferma ancora tra i migliori dell'annata, sia qualitativamente che in ragione del prezzo. Meglio di così! Chianti Classico 2001 - Antico Borgo
di Sugame
Profilo aromatico elegante e sfumato, di sussurri senza grida. E' lento nel dipanarsi quel naso, raffinato però nei ricami floreali, forse solo troppo timido. In bocca mantiene rigoroso lo spirito della terra e sapida l'essenza. Sa del rigore e della dolcezza, quest'ultima discreta e mai invasiva, e prova a regalarteli. Il passo severo e minerale non disperde il succo che ha in dote e tutto sommato dimostra maggiore presenza scenica che non in quel naso, pur apprezzabile, ma dai tratti sfuggenti. Chianti Classico 2001 - Buondonno Naso poco comunicativo per via di un apporto fruttato sfuggente, quasi dilavato. Assai meglio va se lo assaggi, perché la linea sapido-minerale del sangiovese sa marcare la scia, una scia come d'altura. Peccato per i profumi e per la reticenza aromatica perché non mi dispiace affatto il disegno tannico, che è solo leggermente scarno e svestito nel finale.
Ad un anno di distanza dal primo assaggio si conferma il buon standard qualitativo di questo vino, giocato su una certa esuberanza fruttata e su una confezione forse non originalissima ma non per questo non efficace. Qui il naso assume i toni netti della ciliegia, senz'altro matura, con leggeri picchi alcolici. La bocca però rivela grinta ed impegno: coperta, salda, umida...... sa convincere per la polpa e per l'equilibrio che non lesina. Morbido l'effetto, forse consolatorio, ma vivace il quadro d'insieme, questo sì.
Il naso qui tira fuori umori molto interessanti, e per questo è espressivo, cangiante, propenso a ben sfumare. La bocca è grintosa, intensa e fusa, leggermente erbacea; gli manca forse soltanto una migliore articolazione nel finale. Buono comunque il risultato, per la tenuta e l'armonizzazione che ha dimostrato appartenere alle sue corde.
Profilo serioso e sfuggente, di compassata dignità. Bocca sapida e accogliente nella sua rigorosità. Procede di buona lena, con ordine e dedizione, disegnando un profilo appuntito, senza peso superiore ma molto naturale nello sviluppo e riconoscibile nell'essenza. Per questo va premiato.
Una conferma, una certezza. Qui hai un naso di buon respiro, ampio, rilassato, attento, non intensissimo ma che sa farsi desiderare. La bocca però ha grande articolazione e passo serio, sapida, minerale, snella e decisa come si ritrova. Man mano che gli apporti di vivace fruttuosità conferitagli dal merlot si son placati e più sta spuntando fuori l'essenza della sua terra, e con essa il carattere, non c'è che dire. Tra i migliori.
Il naso è intenso, pieno, carnoso, invitante anche se non troppo profondo, certo confortevole. La bocca pecca di articolazione ma la materia prima è buona. Pare di essere di fronte ad una fase in cui le componenti vogliano recitare ruoli solisti più che accordarsi e musicare assieme. Credo che passerà, perché il nostro dimostra una buona gradevolezza, questo è certo.
Naso aereo e sottile, in continuo sfumare; per questo d'altura, dichiaratamente d'altura, e riflessivo pure. La bocca è profilata con rigore, asciutta e sapida nello sviluppo; qua e là ne scopri qualche nudità e, nel finale, un tannino essenziale.
Naso espressivo, pieno e deciso, su nota alcolica in evidenza. Bocca di fulgido attacco, sviluppo certo ed accogliente, vegetale senza troppe crudità, d'allungo generoso e sul frutto. Qui c'è volume e consapevolezza, disegno tannico dolce, fors'anche qualche marcatura varietale foresta. L'energia e lo stile poi non mancano, e lo trasportano di diritto nel novero dei migliori.
Naso intriso di umori buoni, preciso, sincero, solo raccolto e timido. La bocca dimostra generoso impegno e disvela umori boschivi, sapidi e terrosi. Bella l'eleganza, in giusto e modulato crescendo il suo finale. Forse una leggera sovraestrazione, ad allappare...non importa, questo è un vino di lodevole sincerità e chiara appartenenza. Chianti Classico I Massi 2001 - Il Colombaio di Cencio Si conferma di alto profilo I Massi 2001, per quel naso ricco, pieno, sensuale, di piccoli frutti rossi, bacca e selva, molto interessante. Così la bocca, energica e viva con un tannino croccante che vivacizza da par suo un finale all'altezza. Vino dal futuro roseo. Tra i migliori "nonostante" la confezione moderna. Chianti Classico Vigna Piccola 2001 - Il Vescovino Naso eucaliptico, scuro ed intrigante con note di rabarbaro, china e spezie a decretarne il quadro esotico. La bocca possiede buon vigore ed altrettanta freddezza tecnica. Non manifesta palesi mancanze ma ti appare distante nella sua evidenza dimostrativa. Con un po' di calor buono in più.....
Un naso leggermente compresso nel sentimento fruttato tende a sfumare troppo rapidamente mentre la bocca più si sofferma: nella sua essenzialità non si fa mancare ordine ed efficacia. Sfocia in un finale accorto, dedicato, dalla estrazione tannica soffice, quasi silenzioso ma non tale da passare inosservato.
Naso vinoso e sbarazzino che ha voglia di esprimersi e lo fa in modo diretto e gioviale, sgranato, netto e naturale. Così la bocca, continua, fusa e piacevole, che non cerca - e forse non vuole - complessità o profondità. E' un vino a suo modo appariscente ma non nel senso ostentativo del termine. Per questo da conoscere e apprezzare. La Marcellina
Qui il naso assume bella profondità, intimamente fruttata, con la quieta espressività e la continua capacità nel proporsi tipica dei vini saggi. Una vena erbacea, mista a radici e corteccia, lo traversa tutto, sottolinenando pure un palato dallo sviluppo dignitoso e dalla sostanza certa. Nel finale, meno deciso, lascia spazio a più nude essenzialità vestite di spezie.
Naso pieno e vigoroso, gravido di umori e di rovere buono, in cui rifulgono profondi i rintocchi di pietra e cenere, rendendolo intrigante. Bocca di spinta decisa, buon grasso, orgoglio e solidità. Molto convincente e in allungo il finale, che pare sorretto dalla tensione degli anni migliori. Una vena vegetale, nelle retrovie, non ne rompe l'incantesimo. Un vino che ha da uscire ancora sui mercati, sicuramente con un ruolo da protagonista. Chianti Classico 2001 - Lornano Naso di bella pienezza, potente, cospicuo senza per questo offrire la stura a velleitarismi e superficialità fini a se stesse. La bocca è succosa ma il profilo se ne esce con meno dinamismo rispetto a quanto ti aspetti, approdando verso un finale di grana tannica non finissima Chianti Classico 2001 - Poggio Bonelli Naso ben impostato, di buon sentimento, attento nelle evoluzioni e nello sfumare, a suo modo propositivo. Bocca rigorosa e di riconoscibile appartenenza. Il legno, a ben vedere, è un po' asciutto ma la materia sottesa rivela generoso l'impegno. Il finale contratto non lede più di tanto alla dignità.
Naso ben vestito di rovere buono, affascinante e mai smaccato nella sua modernità. Ma è in bocca che dimostra tutte le virtù in fatto di profondità ed intenzioni, perché procede fuso, diritto, armonioso e succoso. Bella la tenuta nel tempo, a distanza di un anno dal primo assaggio. Sa convincere con sensualità. Chianti Classico 2001 - Santo Stefano Naso sfumato e rarefatto, accennato, senza falsità od incertezze, solo timidezza. Bocca di buon impasto, forse ancora in ritardo di focalizzazione, armonia d'intenti e scorrevolezza. Da apprezzare per la sincera naturalezza di proporsi.
Naso che gioca molto sull'equilibrio e sulla giustezza dei suoi chiaroscuro; possiede garbo, dedizione e sfumatura, e sa catturare l'attenzione. La bocca dimostra un fascino sentimentale, melodico, dolce e ricco nel frutto che non lesina, e mi appare integrata e spinta al punto giusto sì da permettersi un finale in espansione. Vera sorpresa, nuova e grevigiana, da riascoltare sicuramente, da che sta per uscire sul mercato. Chianti Classico Montornello 2001 - Tenuta di Bibbiano Sebbene percorso da brividi metallici il suo frutto dimostra al naso una reale genuinità, finanche ingenuità. In bocca va meglio, perché non si fa mancare calore ed accoglienza nonostante il peso e gli allunghi non siano poi così decisi nel portarti lontano.
Quel naso eucaliptico e di menta piperita, come sempre "sgranato" e chiaro nella esposizione, sia pur oggi non raffinatissimo, mi introduce ad un palato dal passo severo, cadenzato, ordinato a cui mancano soltanto l'articolazione e la tensione vibratile delle migliori bottiglie della denominazione. Non l'affidabilità però, che come da tradizione gli appartiene. Chianti Classico 2001 - Villa Mangiacane Anticipandovi che trattasi di cantina giovane e che forse l'anno scorso si chiamava Villa Palazzo vi dico anche di un naso chiaro ed equilibrato, fuso ed elegante nei suoi affetti. La bocca dimostra una buona materia, non c'è che dire, a cui forse andrebbero associate migliori fluidità e naturalezza nell'eloquio. Interessante però si farà l'ascolto del futuro di questa cantina, visti i presupposti. Assaggi effettuati alla cieca in Firenze il 12 febbraio 2004 24 febbraio 2004
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