Le presentazioni dei Consorzi toscani

I vini della DOC S. Antimo

Brunello di Montalcino Riserva 1998

Brunello di Montalcino 1999 - Prima, seconda e terza parte

Vino Nobile di Montepulciano 2001
Prima parte

Seconda parte: le selezioni e le Riserve

Chianti Classico 2001. A bocce ferme.

Le quattro stelle del vino toscano, fra inquietitudini e minacce europee

 

 


Anteprime Consorzi Toscani 2004

Chianti Classico 2001. A bocce ferme.
di Fernando Pardini

L'occasione era di quelle buone, fatte per iniziar bene il 2004 enoico, ed io l'ho colta: la presentazione in anteprima alla stampa delle nuove annate di Chianti Classico, questo era. Per la precisione trattavasi della vituperata e "temutissima" 2002 e della più "consolante" e "salvifica" 2001, quest'ultima in versione riserva o selezione. Le premesse c'erano tutte, perché il Consorzio del Marchio Storico, ideatore dell'evento, sa il fatto suo e non ha tradito di certo le aspettative quanto ad organizzazione, cura, cipiglio e sensibilità nell'accoglienza. Gli ambienti, nuovi della stazione Leopolda in Firenze, hanno saputo poi trasmettere una tale suggestione da trapassare quasi la nozione dello spazio, inghiottendoti letteralmente dentro un emblematico mondo notturno archeologicamente moderno, ovattato ed intrigante, sferzato da luci taglienti e calde quali isole di benessere in mezzo al buio. La dedizione dei sommelier FISAR è stata
impagabile nell'assisterci. Le temperature a posto, i bicchieri pure. Diciamo che la cosa di cui ho sentito di più la mancanza sono stati i vini. Come i vini, direte voi? Sì, i vini, o meglio, i vini compiuti. Qualche numero per capirci meglio: una quarantina i Chianti Classico 2002 all'assaggio di cui oltre la metà ancora campioni di botte o di vasca; solo 24 i chianti classico riserva 2001, in gran parte campioni di botte e di vasca. Per gradire, una quarantina le anteprime 2003, ad uno stadio evolutivo che vi lascio immaginare.... insomma una selezione in fieri. Per cui ho visto bene di dedicarmi con affetto, tra le altre cose, alla selezione più cospicua presente quel giorno: i 50 e passa Chianti Classico 2001, quasi tutti - ma non tutti- già usciti sul mercato. Non ho niente da rimproverare al buon Consorzio ma vorrei pensare ad un azzardo: che forse spostare l'evento di un paio di mesi o tre in avanti (oppure affiancargliene un altro) consentirebbe di offrire agli operatori professionali e alla stampa un panorama ben più ampio di bottiglie rappresentative della nuova produzione chiantigiana, proposto in uno stadio evolutivo più consono ad essere sviscerato e compreso con plausibile ragionevolezza ed oggettività.

E' sulla base di queste considerazioni che ho coniato il titolo: "a bocce ferme". Alle bocce ferme ho dedicato le mie attenzioni. E' stato molto interessante tastare il polso ai chianti classico 2001 - annata dai più considerata molto promettente- anche perché nella stragrande maggioranza dei casi trattavasi di vini assaggiati almeno due volte dal sottoscritto nel corso dell'anno passato. Ho potuto così constatare con piacere le felici intuizioni e le promesse, le tenute e le false illusioni, senza voli pindarici o troppe meraviglie, questo no, ma con la convinzione che esistano bottiglie di sicura affidabilità ed impegno, ovverossia "bocce nient'affatto ferme", cangianti, propositive e dinamiche nel rotolare fiere verso un futuro di sincera dignità espressiva. Ne ho tratto una selezione, un affresco da offrirvi, costituito da suggestioni sensoriali lievi ma ponderate. Prima di lasciarvi in loro compagnia non posso esimermi dal ricordare, una volta ancora, che al Consorzio del Marchio Storico aderiscono le aziende chiantigiane che vi vogliono aderire. Ve ne sono più di un po'. Molte altre restano al difuori del contesto e purtroppo non ci sono occasioni di ascolto comparato, se non quelle - per chi può - degli assaggi estivi guidaioli. Peccato. Per cui pensate pure che 50 Chianti Classico rappresentano circa un quarto dei Chianti Classico imbottigliati e messi in circolazione oggi. Quel che si dice un campione forse esauriente ma nient'affatto esaustivo, presentato qui fra l'altro alla vostra attenzione in stretto ordine di apparizione.

 

Chianti Classico Contessa di Radda 2001 - Agricoltori del Chianti Geografico

Il profilo aromatico nitido, espressivo, soavemente fumé, così riconducibile alla terra d'appartenenza, rilancia una bocca fusa e spedita secondo una linea essenziale e snella, splendidamente assistita da tannini ordinati , cosparsa da un succo generoso e dolce. Un vino questo di rigorosa desinenza chiantigiana, che si conferma ancora tra i migliori dell'annata, sia qualitativamente che in ragione del prezzo. Meglio di così!

Chianti Classico 2001 - Antico Borgo di Sugame

Una delle giovani sorprese degli assaggi ultimi estivi 2003 che si conferma tale alla luce del tempo. Il Sugame 2001, grevigiano, ha un naso boschivo e marcato, floreale d'accompagno e pensieroso nell'essenza, di bella nettezza. L'attacco al palato è deciso, importante, mentre lo sviluppo si fa morbido e unito. Qualche reminiscenza vegetale ed una chiusura chinata non ledono affatto alla dignità e alla fierezza.

Chianti Classico RS 2001 - Badia A Coltibuono

Profilo aromatico elegante e sfumato, di sussurri senza grida. E' lento nel dipanarsi quel naso, raffinato però nei ricami floreali, forse solo troppo timido. In bocca mantiene rigoroso lo spirito della terra e sapida l'essenza. Sa del rigore e della dolcezza, quest'ultima discreta e mai invasiva, e prova a regalarteli. Il passo severo e minerale non disperde il succo che ha in dote e tutto sommato dimostra maggiore presenza scenica che non in quel naso, pur apprezzabile, ma dai tratti sfuggenti.

Chianti Classico 2001 - Buondonno

Naso poco comunicativo per via di un apporto fruttato sfuggente, quasi dilavato. Assai meglio va se lo assaggi, perché la linea sapido-minerale del sangiovese sa marcare la scia, una scia come d'altura. Peccato per i profumi e per la reticenza aromatica perché non mi dispiace affatto il disegno tannico, che è solo leggermente scarno e svestito nel finale.

Chianti Classico 2001 - Casale dello Sparviero

Ad un anno di distanza dal primo assaggio si conferma il buon standard qualitativo di questo vino, giocato su una certa esuberanza fruttata e su una confezione forse non originalissima ma non per questo non efficace. Qui il naso assume i toni netti della ciliegia, senz'altro matura, con leggeri picchi alcolici. La bocca però rivela grinta ed impegno: coperta, salda, umida...... sa convincere per la polpa e per l'equilibrio che non lesina. Morbido l'effetto, forse consolatorio, ma vivace il quadro d'insieme, questo sì.

Chianti Classico 2001 - Castello di Bossi

Il naso qui tira fuori umori molto interessanti, e per questo è espressivo, cangiante, propenso a ben sfumare. La bocca è grintosa, intensa e fusa, leggermente erbacea; gli manca forse soltanto una migliore articolazione nel finale. Buono comunque il risultato, per la tenuta e l'armonizzazione che ha dimostrato appartenere alle sue corde.

Chianti Classico 2001 - Castello di Monastero

Profilo serioso e sfuggente, di compassata dignità. Bocca sapida e accogliente nella sua rigorosità. Procede di buona lena, con ordine e dedizione, disegnando un profilo appuntito, senza peso superiore ma molto naturale nello sviluppo e riconoscibile nell'essenza. Per questo va premiato.

 

Chianti Classico 2001 - Castello di Selvole

Una conferma, una certezza. Qui hai un naso di buon respiro, ampio, rilassato, attento, non intensissimo ma che sa farsi desiderare. La bocca però ha grande articolazione e passo serio, sapida, minerale, snella e decisa come si ritrova. Man mano che gli apporti di vivace fruttuosità conferitagli dal merlot si son placati e più sta spuntando fuori l'essenza della sua terra, e con essa il carattere, non c'è che dire. Tra i migliori.

Chianti Classico 2001 - Castello di Verrazzano

Il naso è intenso, pieno, carnoso, invitante anche se non troppo profondo, certo confortevole. La bocca pecca di articolazione ma la materia prima è buona. Pare di essere di fronte ad una fase in cui le componenti vogliano recitare ruoli solisti più che accordarsi e musicare assieme. Credo che passerà, perché il nostro dimostra una buona gradevolezza, questo è certo.

Chianti Classico 2001 - Collelungo

Naso aereo e sottile, in continuo sfumare; per questo d'altura, dichiaratamente d'altura, e riflessivo pure. La bocca è profilata con rigore, asciutta e sapida nello sviluppo; qua e là ne scopri qualche nudità e, nel finale, un tannino essenziale.

Chianti Classico 2001 - Fattoria La Ripa

Naso espressivo, pieno e deciso, su nota alcolica in evidenza. Bocca di fulgido attacco, sviluppo certo ed accogliente, vegetale senza troppe crudità, d'allungo generoso e sul frutto. Qui c'è volume e consapevolezza, disegno tannico dolce, fors'anche qualche marcatura varietale foresta. L'energia e lo stile poi non mancano, e lo trasportano di diritto nel novero dei migliori.

Chianti Classico 2001 - Fattoria Le Fonti

Naso intriso di umori buoni, preciso, sincero, solo raccolto e timido. La bocca dimostra generoso impegno e disvela umori boschivi, sapidi e terrosi. Bella l'eleganza, in giusto e modulato crescendo il suo finale. Forse una leggera sovraestrazione, ad allappare...non importa, questo è un vino di lodevole sincerità e chiara appartenenza.

Chianti Classico I Massi 2001 - Il Colombaio di Cencio

Si conferma di alto profilo I Massi 2001, per quel naso ricco, pieno, sensuale, di piccoli frutti rossi, bacca e selva, molto interessante. Così la bocca, energica e viva con un tannino croccante che vivacizza da par suo un finale all'altezza. Vino dal futuro roseo. Tra i migliori "nonostante" la confezione moderna.

Chianti Classico Vigna Piccola 2001 - Il Vescovino

Naso eucaliptico, scuro ed intrigante con note di rabarbaro, china e spezie a decretarne il quadro esotico. La bocca possiede buon vigore ed altrettanta freddezza tecnica. Non manifesta palesi mancanze ma ti appare distante nella sua evidenza dimostrativa. Con un po' di calor buono in più.....

Chianti Classico 2001 - La Casaccia

Un naso leggermente compresso nel sentimento fruttato tende a sfumare troppo rapidamente mentre la bocca più si sofferma: nella sua essenzialità non si fa mancare ordine ed efficacia. Sfocia in un finale accorto, dedicato, dalla estrazione tannica soffice, quasi silenzioso ma non tale da passare inosservato.

 

Chianti Classico La Palaia 2001 - La Madonnina- Triacca

Naso vinoso e sbarazzino che ha voglia di esprimersi e lo fa in modo diretto e gioviale, sgranato, netto e naturale. Così la bocca, continua, fusa e piacevole, che non cerca - e forse non vuole - complessità o profondità. E' un vino a suo modo appariscente ma non nel senso ostentativo del termine. Per questo da conoscere e apprezzare.

La Marcellina

Chianti Classico Comignole 2001

Qui il naso assume bella profondità, intimamente fruttata, con la quieta espressività e la continua capacità nel proporsi tipica dei vini saggi. Una vena erbacea, mista a radici e corteccia, lo traversa tutto, sottolinenando pure un palato dallo sviluppo dignitoso e dalla sostanza certa. Nel finale, meno deciso, lascia spazio a più nude essenzialità vestite di spezie.

 

Chianti Classico Don Tommaso 2001 - Le Corti

Naso pieno e vigoroso, gravido di umori e di rovere buono, in cui rifulgono profondi i rintocchi di pietra e cenere, rendendolo intrigante. Bocca di spinta decisa, buon grasso, orgoglio e solidità. Molto convincente e in allungo il finale, che pare sorretto dalla tensione degli anni migliori. Una vena vegetale, nelle retrovie, non ne rompe l'incantesimo. Un vino che ha da uscire ancora sui mercati, sicuramente con un ruolo da protagonista.

Chianti Classico 2001 - Lornano

Naso di bella pienezza, potente, cospicuo senza per questo offrire la stura a velleitarismi e superficialità fini a se stesse. La bocca è succosa ma il profilo se ne esce con meno dinamismo rispetto a quanto ti aspetti, approdando verso un finale di grana tannica non finissima

Chianti Classico 2001 - Poggio Bonelli

Naso ben impostato, di buon sentimento, attento nelle evoluzioni e nello sfumare, a suo modo propositivo. Bocca rigorosa e di riconoscibile appartenenza. Il legno, a ben vedere, è un po' asciutto ma la materia sottesa rivela generoso l'impegno. Il finale contratto non lede più di tanto alla dignità.

Chianti Classico 2001 - San Fabiano Calcinaia

Naso ben vestito di rovere buono, affascinante e mai smaccato nella sua modernità. Ma è in bocca che dimostra tutte le virtù in fatto di profondità ed intenzioni, perché procede fuso, diritto, armonioso e succoso. Bella la tenuta nel tempo, a distanza di un anno dal primo assaggio. Sa convincere con sensualità.

Chianti Classico 2001 - Santo Stefano

Naso sfumato e rarefatto, accennato, senza falsità od incertezze, solo timidezza. Bocca di buon impasto, forse ancora in ritardo di focalizzazione, armonia d'intenti e scorrevolezza. Da apprezzare per la sincera naturalezza di proporsi.

Chianti Classico Drugo 2001 - Santo Stefano

Naso che gioca molto sull'equilibrio e sulla giustezza dei suoi chiaroscuro; possiede garbo, dedizione e sfumatura, e sa catturare l'attenzione. La bocca dimostra un fascino sentimentale, melodico, dolce e ricco nel frutto che non lesina, e mi appare integrata e spinta al punto giusto sì da permettersi un finale in espansione. Vera sorpresa, nuova e grevigiana, da riascoltare sicuramente, da che sta per uscire sul mercato.

Chianti Classico Montornello 2001 - Tenuta di Bibbiano

Sebbene percorso da brividi metallici il suo frutto dimostra al naso una reale genuinità, finanche ingenuità. In bocca va meglio, perché non si fa mancare calore ed accoglienza nonostante il peso e gli allunghi non siano poi così decisi nel portarti lontano.

Chianti Classico 2001 - Villa Cafaggio

Quel naso eucaliptico e di menta piperita, come sempre "sgranato" e chiaro nella esposizione, sia pur oggi non raffinatissimo, mi introduce ad un palato dal passo severo, cadenzato, ordinato a cui mancano soltanto l'articolazione e la tensione vibratile delle migliori bottiglie della denominazione. Non l'affidabilità però, che come da tradizione gli appartiene.

Chianti Classico 2001 - Villa Mangiacane

Anticipandovi che trattasi di cantina giovane e che forse l'anno scorso si chiamava Villa Palazzo vi dico anche di un naso chiaro ed equilibrato, fuso ed elegante nei suoi affetti. La bocca dimostra una buona materia, non c'è che dire, a cui forse andrebbero associate migliori fluidità e naturalezza nell'eloquio. Interessante però si farà l'ascolto del futuro di questa cantina, visti i presupposti.

Assaggi effettuati alla cieca in Firenze il 12 febbraio 2004

24 febbraio 2004



   

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