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Piccolo Mondo Conero


La degustazione ragionata di oggi prende spunto dalla malcelata voglia (o chimerica ambizione) della redazione tutta di scoprire e imparare il nostro mondo vitivinicolo, quello costituito dai vini italiani da cima a fondo, quello dei vini italiani da vitigni autoctoni. Per raggiungere lo scopo, o arrivare alla meta, molte sono state le spinte perché si iniziasse dalla regione Marche e dalla sua denominazione "in rosso" più conosciuta: il Rosso Conero.

Potevamo di certo stupirci con effetti (e vini) speciali, che il nostro percorso di vita e gustativo ci ha fatto di già incontrare e dei quali siamo consci e felicemente testimoni; abbiamo però scelto (quasi a caso) tra i Rossi Conero "base" di alcune cantine, emergenti e non, accomunate forse dalle piccole dimensioni, perché abbiamo ritenuto che una pur parzialissima idea su un terroir ce la possiamo avere solo partendo dal basso, che non significa giocoforza basso in senso qualitativo, bensì basso in senso di base, fondamento.

Base che, almeno a nostro avviso, deve essere ben solida e propositiva per poter dare linfa e morale ai vignaioli che su quella base lavorano, riscuotere curiosità e consensi da parte dei gourmands sparsi in ogni dove, regalare piacere quotidiano a chi semplicemente vuol bere buon vino perché fa parte della nostra vita (il vino checché se ne dica deve essere fatto per bere, senza elucubrazioni eccessive), sollevare e far vivere una denominazione tutta: e i requisiti per una base solida e propositiva stanno nella sincera qualità dei prodotti, nella girandola degli stili, nel carattere dei singoli terroirs nonché nella fantasia e nella sapienza del vignaiolo. Perché non di soli cru si vive.

Ecco allora che la mini orizzontale ha dettagliato 3 vini Rossi Conero dell'annata 1998, ossia i giovinetti attuali. I 3 vini provengono da altrettante cantine, in particolare dalla Fattoria Le Terrazze di Numana, da Alberto Serenelli e da Maurizio Marchetti, entrambi di Ancona.

Non vi vogliamo tediare troppo con discorsi di geografia vinicola e ampelografia, diciamo soltanto che la zona DOC Rosso Conero si estende dal massiccio del Conero ai comuni di Ancona, Castelfidardo, Osimo, Numana, insomma è quella che vi facciamo vedere qui a destra all'interno del tratto giallo. Per la presentazione delle cantine, perlomeno di alcune di esse, troverete ampie sottolineature sparse qua e là nella nostra rivista.

Ci pare doveroso sottolineare infine il vitigno principe che compone il rosso di cui stiamo parlando: si chiama Montepulciano, sì, come quello che c'è in Abruzzo, ma anche nelle Marche, altra regione adriatica si badi bene, trova dimora da moltissimo tempo. Gli appunti che seguono, in fondo, parlano di lui e, in sottofondo, della terra marchigiana.



Il dettaglio:


Rosso conero 1998 - Le Terrazze
Rosso Conero 1998 - Serenelli
Rosso Conero 1998 - Marchetti


Rosso Conero 1998 - Le Terrazze

Rubino netto, brillante e limpido, piuttosto denso. La gamma aromatica è ben espressa, abbastanza intensa e di media persistenza, sentitamente fruttata, con rimandi empireumatici di chicco di caffè e marron glacé che si integrano con equilibrio. La bocca è buona, brillante e di bel contrasto, sapida e di giusta lunghezza, senza esplosioni o esagerazioni. La trama tannica è distesa e assai morbida, il che arrotonda e ingentilisce la beva, che nel finale ritorna su toni roverizzati. Vino da tenere d'occhio, visti l'equilibrio complessivo e la pienezza, soprattutto visto il prezzo . Può durare un bel po'.


Rosso Conero 1998 - Serenelli


Rosso rubino carico, a tratti scuro, di media densità comunque promettente: i profumi però non sono marcati e propongono asprezze e spigolature poco eleganti. In bocca la massa tannica non pare sostenerne lo sviluppo e il vino resta un po' a corto di frutto e di spinta, con in più una vena acidula sopra le righe. Il finale, non eccezionale, è caldo ma ribadisce il sostanziale disequilibrio delle parti e una certa vena "artigianale" nella fattura, che riscontriamo pure nella etichetta d'antan.



Rosso Conero 1998 - Marchetti

Dai colori e dai toni cromatici piuttosto simili al Serenelli di pari annata, quindi promettenti, il vino di Marchetti si distingue certamente nell'approccio aromatico, che vuole comunque debita ossigenazione. Al naso infatti è molto fruttato (lodevole il fine tappeto di piccoli frutti rossi, lamponi su tutti) e di discreta profondità, ma qualche tono va fuori registro, vedi quella pungente nota di lacca che ne rende il quadro solo abbastanza fine e non totalmente accattivante. La bocca è sapida, con minor frutto rispetto all'olfatto, e lì la massa tannica, con l'effetto del rovere (in spinta) tende a irrigidire lo sviluppo e l'impianto, e ne intacca la comunicabilità, non certo il carattere e il vigore. Questi ultimi non mancano. Un vino dagli equilibri non risolti ma che sottintende una mano e un estro da tenere veramente in considerazione.


Che dire?

Questa piccola passeggiata del gusto ci fa capire come la base possa essere consolidata se le attenzioni dei vignaioli andranno nel senso della cura delle vigne e se su queste vigne continueranno a far crescere grandi uve montepulciano, perché lì sta il futuro. Qua e là si può cogliere una non accuratissima pulizia nella espressione gusto olfattiva, che può essere migliorata; sicuramente cogliamo il carattere e la lodevole proposta che possono rendere vini che stanno ben al di sotto delle 10000 lire in cantina (ricordiamocelo questo) soddisfacenti e di ottima bevibilità, e con in più una bella scorta di tipicità.

Certamente vi sono differenze marcate tra i tre vini che abbiamo assaggiato: la perizia e lo stile di Antonio Terni e della sua fattoria Le Terrazze si evidenziano anche in questo "base"; più artigianale, ruvido (e un po' "ammiccante" con quel suo uso del legno) lo stile di Alberto Serenelli, mentre sicuramente di Marchetti ne sentiremo riparlare.

Anzi, a brevissimo lo faremo noi e ve ne renderemo conto, perché la curiosità ci ha spinti fino alla sua cantina. È lì che lo abbiamo conosciuto ed è lì che abbiamo imparato un po' di più sui suoi vini e sulla terra di Marche tutta.

 

(fp,rf & lb)

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