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Summus
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Vini assaggiati: Summus
1998, 1997, 1996, 1995, 1994, 1993
Produttore: Castello Banfi
- Montalcino (Si)
Zona di produzione: Poggio
alle Mura - Montalcino (Si)
Fuori Programma: campioni
di botte sangiovese 1999; cabernet sauvignon 1999; sirah 1999
Data assaggi: 2 ottobre
2000
La Premessa:
La premessa è dedicata quasi interamente
ai complimenti.
Verso chi ha reso possibile questa
interessante passeggiata del gusto, verso chi ha creato cioè questa
occasione.
Stefano Portaluppi è un giovane
attento e preparato, e porta in sé la passione per il mestiere
che ha scelto.
LEnoteca Sergio di Viareggio
(siamo in provincia di Lucca, sulla riviera di Versilia) ha ritrovato,
sotto la sua gestione, smalto e vigorìa. Lo testimoniano la continua
ricerca verso il mai scontato, per ogni gusto e per ogni tasca.
Ed è stato proprio lui, coadiuvato
dai suoi giovani e fidi collaboratori, ad organizzare levento, in
questo caso facendo leva sulla disponibilità dellagente di
zona, Stefano Dal Pino e, naturalmente, della Banfi stessa.
Sono così sbarcati a Viareggio,
oltre i vini di cui vi dirò, il responsabile marketing Rodolfo
Maralli e il direttore enologo Rudy Buratti, assieme alla loro competenza.
Ritengo inutile parlare di Castello
Banfi, di quello che ha rappresentato e di quello che rappresenta,
perché cè ben poco da dire che non sia già
stato detto o che non sia ai lettori conosciuto già: Banfi ha a
che fare con la parola grande, e non solo in termini "fisici".
Saltando quindi a pié pari largomento
è grazie alla iniziativa di Stefano (e al suo invito) che mi è
oggi possibile fornire un personale e appassionato resoconto della degustazione,
che si è svolta in un quadro conviviale attento, in locali climaticamente
buoni, senza eccessi fumosi, con set di bicchieri finalmente adeguato,
con contorno di stuzzichini caldi e freddi di apprezzabile dignità
e fattura.
Mille di queste occasioni.
Il commento:
Il Summus è vino di fantasia e da
un uvaggio trae vita: sangiovese grosso 45%, cabernet sauvignon 40 % e
syrah per il restante 15% da diverso tempo ne sono gli unici costituenti.
Dal 1996 rientra nella giovane DOC
SantAntimo, quindi nasce in zona Brunello tanto per capirci.
Le uve sono vinificate separatamente
ed elevate in carati per circa un anno; successivamente assemblato, il
vino torna in botte per ulteriori 6 mesi concludendo laffinamento
in bottiglia (10 mesi mediamente) prima della commercializzazione.
In quanto frutto di assemblaggio la novità
della serata, il fuori programma, è stato quello di portare allassaggio
3 campioni di botte relativi rispettivamente a sirah, cabernet e sangiovese
della vendemmia 1999, che confluiranno tra un po nel Summus di pari
annata, per far capire quali ne siano i caratteri specifici e quali tra
questi caratteri probabilmente si trasmetteranno al Summus che verrà.
Da lì dunque la degustazione è
partita per proseguire poi nella sequenza anticipata allinizio della
chiacchierata, dedicata totalmente al Summus.
Qui di seguito vi rimetto le mie
impressioni, in stretto ordine di apparizione, ricordando che il primo
Summus della storia è targato 1985, ed allora, come lo è
stato per un po, non cera sirah nella sua composizione.
Sirah 1999 - campione di botte
Colore rubino/violaceo scuro, a tratti
impenetrabile e piuttosto denso.
Vinoso e assai ampio nei profumi, con toni
fruttati compositi e variegati su spiccata speziatura, è aromatico
e per questo deliziosamente tipico e mostra un quadro assai equilibrato,
molto fine.
Riconosco melange eccellente
di frutti di bosco e spezie fini, qualche accento rinfrescante, qualche
altro "zuccheroso".
Al palato è intenso e persistente,
di corpo pieno, vivo e fresco, ha massa tannica di bello spessore e tendenzialmente
morbida e regala ottime sensazioni gustative, coerenti con quanto al naso
appreso, insieme ad un finale di buona lunghezza, caldo e leggermente
allappante.
Sangiovese grosso 1999 - campione
di botte
Bella lestrazione del colore per
questo sangiovese in purezza, il rosso rubino è carico e concentrato,
la densità si fa apprezzare.
Al naso non ha caratteri spinti sia
nellintensità che nella persistenza ed è sostanzialmente
laspetto fruttato che colpisce per la sua presenza, fatta di gentilezza
e di eleganza più che di pregnanza e profondità. Lieve la
pepatura.
In bocca è già estremamente
bevibile, fruttato e di polpa, poco austero e per questo più comunicativo
del dovuto.
Il corpo è pieno e non esaltante,
il tannino solido e non invasivo, il rovere sta sotto ben amalgamato.
Più nervosismo non guasterebbe.
Cabernet Sauvignon 1999 - campione
di botte
Colore quasi nero, impenetrabile e di marcata
consistenza.
Quadro olfattivo fine e gentile senza
essere troppo spinto in intensità.
Risulta buono lequilibrio e
i toni varietali della gioventù non sono esacerbati, al punto che
preferiremmo maggiore contrasto.
Leggeri i sentori vegetali e di erba,
comunque ben amalgamati, non nitidissimo e non particolarmente incisivo
nelle sue componenti, ma gradevole sì.
La bocca è avvolgente, abbastanza
morbida e un po cruda, neanche finissima, non percepisco molta toscanità.
Buone le sensazioni finali anche se non esplosive e scalpitanti come ci
si attenderebbe.
Summus
1998 - a pochi giorni dallimbottigliamento; un'anteprima
Rubino scurissimo, limpido e assai denso
mostra profumi ampi, di buone intensità e persistenza, dominati
dai toni empireumatici e dalle nuances balsamiche; sentita la speziatura.
La bocca ha spessore e discreto dinamismo,
di certo non è equilibrata.
Conduce ad un finale non esaltante
e leggermente amaro.
Amalgama e armonia sono in divenire. Occorrerà
tempo e di tempo ce nè.
Summus 1997
Anche qui il rubino è fitto,
ha toni cupi, è limpido e assai denso.
Il quadro olfattivo si presenta ampio,
di estremo equilibrio, fruttato con rimandi vegetali e qualche nota minerale.
In bocca il vino è sapido,
speziato, di bella pienezza e apprezzabile lunghezza. Manca di armonia
ma ha scorta e tempo per migliorarsi. Più netta che in altri casi
la nota cuoiosa così come il gusto del rovere "dolce",
che resta anche sul fondo del bicchiere. Vino
sostanzioso e di bella presenza, in divenire.
Summus
1996
Il colore qui vira sul granato scuro ed è piuttosto denso.
I profumi acquisiscono particolare finezza
ed eleganza e risultano nitidi nelle note tipiche del cabernet e piacevoli
nella speziatura che rimanda al sirah.
La bocca è sapida ma perde colpi
in dinamicità e carattere. Ci conduce ad un finale non esaltante
e ancora una volta amarognolo. Per queste ragioni resta ad oggi un vino
non tanto equilibrato, che colpisce molto nellapproccio aromatico,
meno in quello gustativo e retrogustativo. Come
negli altri casi ancora, su tutte, ci sta una struttura da competizione.
Summus
1995
Il granato è scuro con leggera unghia mattone, abbastanza consistente.
Il quadro olfattivo è ben composto,
di lodevole profondità e buona persistenza, peculiare; si lascia
apprezzare particolarmente per i richiami al sottobosco, al mallo di noce,
ai frutti di bosco (rossi e neri), alle essenze floreali, con le note
erbacee ben amalgamate sullo sfondo.
Il corpo è denso e di peso,
con tannino imponente ma tendenzialmente morbido che si inasprisce nel
finale dove il vino, caldissimo ed equilibrato fino a quel punto, mostra
qualche segno di asciugatura e di legno.
Si sentono le note erbacee, qua e
là ne accompagnano lincedere, che è comunque di bella
sostanza.
Summus
1994
Ancora granato di bella compattezza con unghia mattone in espansione,
assai denso.
I profumi non sono di ampiezza paragonabile
a quella dellannata precedentemente assaggiata eppure portano con
sé toni di confettura e di fiori appassiti che ne danno un quadro
variegato, di discreta peculiarità anche se evoluto.
In fondo, leggeri ma presenti, ci
stanno legno secco e spezie.
La bocca non è di grande avvolgenza
e ci mostra un vino a tratti cupo e stancante alla beva.
Le note amare sono di troppo ma il
corpo e la trama tannica sono di peso; il vino è potente ma non
è di grande piacevolezza come in altre annate.
Le sensazioni poi, a onor del vero,
sono forse offuscate da un leggerissimo (ma percettibile) sentore di tappo.
Summus
1993
Granato con unghia aranciata, mostra ancora compattezza, limpidezza e
densità.
I profumi sono abbastanza intensi,
quasi eterei, ma riconosci piacevole la confettura di ciliegie, la speziatura
di un bel sangiovese grosso, un leggero goudron e una buona nota
caffeosa "zuccherata"; il tutto in un quadro non spinto in persistenza
ma nel suo "piccolo" variegato.
In bocca si mostra sentitamente toscano
nel carattere, di apprezzabile morbidezza e media lunghezza.
La massa tannica è levigata
e non reattiva e si distende non entusiasmante ma bellamente setosa.
È il vino dallo stato evolutivo
più maturo, per questo rispetto agli altri ha equilibri migliori,
pur restando inferiore sul piano della complessità, della brillantezza
e del contrasto.
Non ha i numeri del grande vino ma
bevuto adesso regala tipicità e, con essa, piacere.
La chiosa:
Che dire: certamente il Summus è
un vino potente e che "doma il tempo", nel senso che ha parametri
e caratteristiche elevate a tal punto da consentirgli di avere grosse
scorte per una vita longeva, e per questo motivo non manca affatto di
spigoli e contrasti.
Sono apprezzabili le differenze tra
un annata e laltra, in special modo per quelle dove il decorso stagionale
ha voluto dire la sua, e in modo pesante.
In ogni caso soddisfacenti sono i
risultati, che secondo me vanno dal buono al molto buono.
Quello che noto è che la muscolatura
e il carattere gustativo dovuti soprattutto al cabernet non è che
rendano bevibilissimo questo vino, o perlomeno occorre una certa preparazione
(predisposizione).
Più di una volta si intravvede
stanchezza nel proseguio di beva.
Ciò nonostante resta fulgido esempio
e viatico per sperimentazioni avanzate nei nostri ricchi terroirs
toscani, che mi pare possano competere con i primi della classe.
Se poi occorre stilare classifiche, beh
a tratti eccelle il 1995, aromaticamente è bello il 1996, e globalmente
forse sarà il 1997 a dare le maggiori soddisfazioni.
Nel suo piccolo, inferiore sotto molti aspetti,
ORA bevo bene il 1993, anche con i suoi difetti.
Una piccola nota infine per lassaggio
che più mi ha incuriosito e positivamente impressionato (insieme
a frammenti del 1995), quello del Sirah 1999 che tra poco confluirà
nel Summus di pari annata: da un lato dico peccato perché dei tre
campioni di botte è quello che a parer mio meriterebbe ampiamente
limbottigliamento "in solitario".
Tantè, e a risentirci.
(fp)
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