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Brunello di Montalcino Riserva 1997, prima e seconda parte Brunello di Montalcino 1998, prima e seconda parte Chianti Classico Riserva 1999 I Chianti Classico 2001 Chianti Classico, annata 2002: uno sguardo in anteprima Vino Nobile di Montepulciano 2000 e Riserva 1999 Le prime impressioni Chianti Classico, Montepulciano, Montalcino: la presentazione delle nuove annate
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Ci siamo. Qua sotto troverete le prime impressioni a caldo - ne conto trentaquattro- derivate dagli assaggi alla cieca effettuati quest'anno alla Certosa di Firenze, nell'ambito della presentazione ufficiale alla stampa dei nuovi chianti classico 2001 da parte del Consorzio del Marchio Storico. A loro la parola dunque, non prima di aver sottolineato che nella maggior parte dei casi si è trattato di prove di botte o comunque di campioni da vasca, in attesa dell'imminente imbottigliamento. Per cui più attendibili saranno le conferme tra qualche mese, quando sarà "calata" l'estate ed il riposo in bottiglia avrà sortito effetti benefici e chiarificatori sulla armonizzazione e l'amalgama. Una ulteriore precisazione, che ogni anno immancabilmente dobbiamo fare ai lettori, riguarda l'esaustività del panorama offerto. Il Chianti Classico non conta di certo 34 aziende soltanto. Qui si tratta delle aderenti al Consorzio di cui sopra, anzi, di una parte di esse, quelle che hanno ritenuto il loro vino "pronto" per un assaggio in anteprima. Molte altre non hanno scelto questa "rappresentanza" pur chiamandosi i loro vini- a pieno titolo- Chianti Classico. Fra di esse, cantine di assoluto prestigio e rinomanza, che è inutile star qui a ricordare. Altri commenti quindi seguiranno, una volta che quei vini li avremo assaggiati. Considerate perciò questi appunti quasi fossero la prima puntata della "saga" chiantigiana. Per di più, in stretto ordine di apparizione. Chianti Classico Contessa di Radda 2001 - Agricoltori del Geografico Quel naso carnoso, ancora da inspessirsi,
non sarà forse in grado di offrire peculiari dinamismi ma è
oltremodo fresco e piacevole.La bocca invece, di bella grinta ed ardore,
è calda e calorosa. Mi piace per la spina acida che la lega alla
sua terra e per il succo, sincero, che non lesina. Un vino riconoscibile,
di fiera dignità, in costante crescita pur essendo una "base"
e, last but not least, ad un rapporto qualità/prezzo da non dimenticare. Chianti Classico 2001 - Badia a Coltibuono L'approccio è sfumato e gentile
ma non propriamente intenso ne nitido. Vuole tempo, perché dentro
ci stanno i frutti del bosco e gli umori floreali, lo senti. Invece, una
bocca leggermente squilibrata e meno vigorosa del solito, con quelle indecisioni
nella insistenza fruttata e quel finale in cui si "slega" e
deconcentra, mi riconduce le sorti in un limbo di espressività
e carattere. Mi aspetto vecchie meraviglie, prima o poi, come il blasone
aziendale meriterebbe.
Naso caratteriale e terroso, molto toscano
-humus e sottobosco- per una presenza aromatica seriosa e interessante.
Anche qui intensità ed amalgama non sono al massimo. Il palato
coerentemente rigoroso, senza concessioni, "tirato" nel frutto,
asciutto e sapido, ci regala un finale tannico in cui i sapori non si
disperdono. In linea con la tradizione. Chianti Classico 2001 - Casale dello Sparviero Colore e naso intriganti e sensuali, laddove
ti appare leggibile l'apporto di varietà alloctone. Ribes, amarena,
balsami fini..... preludono ad una bocca di trama dolce e "merlottata",
soffice e dignitosamente lunga. Certo che istintivamente è molto
confortevole, assolutamente piacevole, ma forse non altrettanto personale.
Naso austero e sulle sue, con note di rovere
in evidenza ed "elargizione" fruttata non proprio espansiva.
Bocca asciutta e piuttosto decisa nel suo portamento severo. Vi senti
un sincero attaccamento alle terre di Castellina, quel soffio tannico
personale e discreto che a volte, in altre occasioni, si è tramutato
finanche in carattere ed identità. Chianti Classico 2001 - Castello di Bossi Naso carnoso, pieno e maturo, sicuramente
ben espresso anche nelle intrinseche sue capacità cangianti. Palato
di succo ostentato, sicuro, dove la tensione è buona e decisa la
spinta, perlomeno fino a mezza via. Percepibile un allargamento di trama
nel finale. In lui la calda impronta del terroir, giocata qui sulla maturità
del frutto e sulla esuberanza, a sancire uno stile.
Cupo e denso, carico da par suo, sfodera
un naso dolcissimo e sensuale, non propriamente territoriale ma tipico
della cantina e degli ultimi suoi sviluppi. In bocca certo, da subito,
contrariamente ad altre edizioni, mi è apparso bello, denso, vivo,
d'una piacevolezza innata: sapere unire d'incanto la freschezza dei tratti
alla tensione ed al corpo dei giorni migliori. Un bel vino. Supertuscan
ma bel vino. Chianti Classico 2001 - Castello di Lucignano Qui i cromatismi della veste assumono i
tratti della tradizione ed il naso la severità ed il rigore, come
di ciliegie e bosco fuse e autunnali. Certo c'è ordine e linearità
nell'approccio, che cresce man mano con l'aria. In bocca non mi dispiace
affatto per tensione e passo. E' asciutto ma di buona e confortante spina
acido/tannica. Sì, è vino convincente e piuttosto elegante.
D'un violaceo intenso e giovanile, ci rivela
un naso fruttato in cui i riflessi dolci del bosco si fondono con striscie
balsamiche e cioccolatose. Invitante il risultato ma anche un pò
"fuori sede". Uno sviluppo polposo e ricco viene assorbito nel
finale dall'ardore roverizzato. Mantiene beva piena comunque, ma qualche
dubbio mi giunge con l'aria, quando il naso perde l'autorità fruttata
della prim'ora per riservare (troppo) spazio all'alcol. Chianti Classico 2001 - Castello il Palagio Di veste rubina che vira all'amaranto,
ha naso di visciola e prugna, caloroso ma un pò surmaturo, dove
non mancano comunque le sfumature: sento toni laccati, floreali, di cipria
e viola. Una bocca calda e spessa lascia trasparire un bel frutto toscano.
Meno ridondante rispetto a quanto odorato, sa offrire una accoglienza
sincera rimontando le smaccature aromatiche. La sostanza qua dentro vi
dimora, mi manca solo un plasmare più quieto ed elegante. Sul fondo,
nel frattempo, si fanno intriganti le note di tabacco. Nonostante il fascino,
forse, è troppo evoluto per la giovine età. Chanti Classico San Jacopo 2001 - Castello di Vicchiomaggio Rubino old fashioned, con dichiarate
luminose trasparenze. Naso antico, di sincera propensione all'ascolto
attento, sì che con l'aria si approfondisce. Bocca di attesa asciuttezza,
che si lascia apprezzare per grinta e sincerità. Forse la tenuta
non sarà delle migliori....
Profumi e profilo aromatico a doppia lettura,
indeciso da una parte - quasi in ritardo - e gentile dall'altra, tutto
more e viola. In bocca dimostra un certo ardore ed una vigoria che apprezzo
molto, riscattandosi dalle alterne vicende al naso apprese.
Naso sfumato e dolce, su umori tostati
ben integrati. Non intensissimo lo spettro, che sa giocare comunque su
sfumature timbriche e sottili equilibri d'altura, di quelli che vogliono
tempo, calma ed attenzione. Bocca essenziale e sussurrata, che insiste
non certo sulla esuberanza del frutto bensì sulla fulgida maturità
tannica, che ne veicola le sorti. Rigoroso, aereo ed asciutto, non nasconde
la personalità ed il carattere. Forse forse un pò sottile...
Chianti Classico 2001 - Fattoria L'Ottavo L'approccio è sfumato ma un pò
surmaturo, con latente indecisione espressiva. Sta ai margini invece di
cercare la profondità e la decisione. Bocca di medesima sorte,
indecisa anch'essa nel sostenere con tensione e continuità il frutto.
Chianti Classico 2001 - Fattoria Le Fonti Il naso mi piace perché espressivo,
senza ostentazioni inutili: netto e deciso mi rivela un frutto rigoroso
ed un carattere sincero. La bocca ha un buon ingresso, assai ampio, preciso,
ordinato. Mantiene poi un rigore ed una pienezza da non sottovalutarsi
affatto.
Naso carnoso che rimanda fitto ai frutti
neri, alla carruba, alla liquirizia. Bella la sfumatura e suggestiva la
dolcezza. Il quadro è moderno ma sa assumere tratti eleganti, da
ricordare. Il palato si apre bene, in grande distensione e progressione;
dolce ed espansivo, senza esagerare, assume finezza nell'incedere e dispensa
persino carezze. Non pienissimo nel finale ma promosso a pieni voti. Chianti Classico I Massi 2001 - Il Colombaio di Cencio Naso che sa unire d'incanto gli umori empireumatici
ad un frutto cospicuo e fresco; rifulgono in lui frutti neri e spezie.
Bocca di bella tessitura, di amalgama certo e sostanza elegante. Ottimo
davvero, senza discussioni. Chianti Classico 2001 - Il Mandorlo Naso bello ed elegante, sfumato e giovanile
su bella tensione gustativa, dedicata e viva. Riesce ad andare in profondità
con senso dell'equilibrio e con una classe sopra la media. Vera sorpresa. Chianti Classico Comignole 2001 - La Marcellina Naso carico con note tostate in evidenza
e frutto maturo, leggermente greve. Comunque potente e presente. Bocca
più scomposta e dall'ardore acido un pò accentuato, finanche
carbonico. Tensione dignitosa, senza esagerare. Chianti Classico 2001 - Lornano Naso pieno e denso, tutto more e ciliegia
con rinfrancante odor di terra. Bocca rigorosa e piuttosto asciutta rispetto
a quanto ti saresti atteso. Lunga la scia aromatica però, e persistente
il sapore.
Naso ricco e rovere in evidenza. Ottimo
il frutto se non fosse per una tendenza chiara alla surmaturazione. In
bocca è succoso, espansivo, ampio e masticabile. Nonostante la
maturità del frutto riesce a mantenersi nei canoni dell'eleganza
espressiva. Il colore ci rivela alcune trasparenze
ed il naso un ritardo d'affinamento. Bocca di medio compiacimento, con
una pienezza priva di quel reale coinvolgimento di cui in altre occasioni
era stato capace. Chianti Classico 2001 - Poggiopiano Aromaticamente è ancora alla ricerca
di nitidezza e composizione (peccato di gioventù) ma vi percepisci
di già le doti di complessità e frutto. Spuntano mora matura
e ciliegia su quadro elegantemente moderno. Al palato regala una progressione
dolce, bilanciata, intrisa di umori floreali gentili e territoriali. Buona
mi appare la spina acida e ancor di più mi affascina per il crescendo
inesorabile di tensione - e presumibile futuro- che mi riserva.
Naso fresco e balsamico su frutto non profondissimo
ma vivace. Bocca lineare e poco propensa ad ispessirsi. Screziature fredde
ledono alla piena armonia degli intenti lasciandomi un bicchiere meno
curato dello standard a cui questa cantina ci ha abituato negli ultimi
anni.
Naso un pò sporcato su spirito fruttato
pieno e dignitoso, di discreta profondità. Si percepisce la gioventù
e il bisogno di bottiglia. In bocca procede severo, sulle sue, con un
frutto che non si espande come vorresti ma con una trama tannica fulgida,
chiara, rigorosa, che non fa disperdere tensione o sapore. La marca del
territorio montigiano c'è, insieme ad una ricerca più sentita
della fruttuosità - qui soprattutto aromatica- figlia quest'ultima
degli "sbocchi" stilistici più recenti in casa Firidolfi
Ricasoli.
Naso old fashioned con note pure "ruvide"
e selvatiche. Buono il vigor di bocca: asciutta, precisa, orgogliosa.
Certo un pò acerba. Vino e stile per palati di carattere, as
usual. Chianti Classico 2001 - San Fabiano Calcinaia Naso molto personale, di piena ed intrigante
piacevolezza, fresco di balsami ma altresì ricco di terra e sottobosco.
In bocca mi impressiona per lo spessore ed il peso estrattivo nonché
per il fulgore vellutato dello sviluppo, che sa lasciarti aristocratica
traccia. Molto lungo il finale, tal da suggellare una prova coi fiocchi
e l'assaggio mio più bello della kermesse tutta. L'impronta è
moderna, forse pure corroborata da apporti "foresti", eppure
lo stile ed il tocco sono da fuoriclasse toscano.
Naso carnoso, di buon carattere, accattivante
e profondamente toscano. Palato ben tessuto, rigoroso e ampio, come di
un chianti classico del quale senti fascinoso il richiamo. Bella sorpresa,
finalmente all'altezza del nome che porta, per un Chianti istintivamente
amico. Il naso è un po' da scoprire, stenta
a concedersi rilassato, vi percepisco note sfuocate di amarena e chinotto.
La bocca mi appare comunque di bell'impianto, solo timida nell'espansione
e nell'estroversione. In fondo, coerente.
Profilo ricco e balsamico all'olfatto,
moderno e nero nei frutti; poi, con dispiacere, mi lascia una bocca asciugata
e poco propensa ad elargire sostanza fruttata. Le basi indubbiamente ci
stanno. Profumi in ritardo di espressione ma dai
quali spunta un buon afflato balsamico. Palato tirato e secco che tende
a lasciar la presa forse troppo in fretta.
Anche qui, a fronte di una naso invitante,
intrigante e pure sfumato, è la bocca a dimostrare, dopo l'iniziale
decisione e nettezza, un rilassamento ed una distensione troppo repentini.
E' vino interessante però, con fondo buono di dolcezza e discreto
corpo. Buon esordio per questa giovane cantina
di San Casciano, che forse ha calcato troppo la mano sul rovere. Per il
resto il suo chianti presenta un naso abbracciante, dolce , vario, sicuramente
ben espresso ed una bocca in cui la sostanza e l'estrazione mi appaiono
ottime. Ripeto, il rovere tende ad asciugare trame e controtrame.
Naso molto ben sfumato ed elegante: frutto nitido e ben espresso con contorno floreale fragrante ed aggraziato. Certa la dignità territoriale al gusto, che si traspone in un passo sicuro sia pur non di stampo superiore. Il finale è all'insegna dell'equilibrio e dell'asciuttezza. Affidabilità confermata ampiamente. Assaggi effettuati nel mese di febbraio
2003
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