Amaroni a colazione

 
 

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Amaroni a colazione

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Come già l'anno scorso, anche in questa decima edizione del Merano Wine Festival il Consorzio per la Tutela Vini della Valpolicella ha proposto in degustazione i Valpolicella Classico e Superiore e gli Amaroni della Valpolicella di numerose aziende. E non ci si poteva lasciar sfuggire un'occasione così ghiotta di avere una panoramica di questo importante vino italiano, anche al di là dei grandi nomi che si incontrano più spesso sulle strade virtuali del vino, per vedere come esso viene concepito ed interpretato nella varietà del tessuto territoriale.

Eccoci quindi all'apertura del secondo giorno di Festival, alle 10, dunque all'ora della (prima) colazione, per affrontare la possente batteria al fine di proporvi, in rassegna, pressoché tutti gli Amaroni presentati in questa occasione oltre a quelli dalle aziende inserite nella fascia dei "top producers", dando così, crediamo, un panorama sufficientemente ampio dell'annata 1997 (oltre a qualche fuori quota) di questa grande espressione del territorio veneto, già sul mercato dal Febbraio 2001.

L'Amarone della Valpolicella è senza dubbio il vino più prestigioso di questa famosa zona vinicola posta nel Veneto occidentale, provincia di Verona, ad est dell'Adige. Il suo nome dovrebbe derivare dal latino Vallis-polis-cellae, Valle dalle molte cantine. Le uve presenti nel disciplinare sono la Corvina (40-70%), la Rondinella (20-40%) e la Molinara (5-25%) che, essendo la più debole delle tre pare destinata a passare fra le "altre uve" con una percentuale massima del 15%. La raccolta, effettuata fra la terza decade di Settembre e la prima settimana di Ottobre, è seguita da un delicato processo di appassimento che può avvenire anche in ambienti opportunamente condizionati. Il metodo tradizionale di vinificazione prevede un lungo contatto con le bucce e quindi un conseguente lungo periodo di affinamento in legno. Tecniche più moderne si stanno affermando per la realizzazione di vini più prontamente bevibili, e il consueto dualismo botte grande-barrique si verifica, anche se ci sembra in modo meno polemico che altrove, anche nella realizzazione di questo vino.

Eccoci dunque davanti alla compatta schiera di bottiglie, che affrontiamo da sinistra a destra iniziando con l'Amarone della Valpolicella 1997 di Ravazzol, che presenta colore rubino porpora di intensità media e mostra profumi non intensissimi ma comunque puliti di amarena sotto spirito. La bocca parte dolce e molto aitante: ha corpo pieno, buon tenore acido a sostenere e prosegue con belle dolcezza mantenendosi sui toni aromatici sentiti al naso. Buona persistenza finale. Dalla Cantina Sociale Valpolicella arriva l'Amarone della Valpolicella Vigneti Jago 1997, tre anni in barrique, che non è troppo convincente al naso, non a fuoco e dai toni carnosi. Si riscatta in bocca dove è saporito ma comunque piuttosto segnato dal rovere. Chiude leggermente amarognolo.

L'Amarone della Valpolicella 1997 di Rocca Sveva inizialmente ci pare appesantito da note metalliche; successivamente libera bei profumi di frutta rossa matura piuttosto intensi assieme a spunti di vaniglia. In bocca ha medio corpo, non è di grande complessità, dominato da note dolci, è sufficientemente ampio anche se nel finale si ritira in modo abbastanza brusco.
Veniamo ad Igino Accordini e al suo Amarone della Valpolicella Le Bessole 1997, che è un bel vino, con il suo colore rubino-violaceo cupo e le sue eleganti espressioni di frutto (ciliegia matura su tutte) intense e persistenti. Ancora una ciliegia piena e in generale bella frutta rossa contribuiscono aromaticamente ad una bocca ben sostenuta anche nella sua componente acida, anche se la struttura non è imponente e il vino non è lunghissimo.

Delle Cantine Aldergheri sentiamo l'Amarone della Valpolicella 1997 dal colore rubino-violaceo cupo: i profumi non sono pulitissimi né a fuoco. C'è un certo miglioramento in bocca, tuttavia l'attacco è ancora poco preciso, si osserva diluizione e il profilo aromatico non ci sembra definirsi adeguatamente. Di Baltieri sentiamo il l'Amarone della Valpolicella Sortilegio 1997, dal colore che si attesta sul rubino pieno, fra i meno fitti della "batteria" e dai profumi che hanno un carattere spiccato di confettura di frutta rossa. Al palato parte bene, su toni di frutta cotta; poi arriva un tannino un po' rude a squilibrare una bocca di corpo medio che non riesce a sostienerlo appieno. Aromaticamente si mantiene invece valido e piacevole, e lascia la bocca dolce. L'Amarone della Valpolicella 1997 di Bixio ha ancora un colore non eccessivamente cupo, e non ci sembra brillare per pulizia di profumi né al naso né in bocca, dove è tuttavia più piacevole.

Veniamo invece a due bei vini: il primo è l'Amarone della Valpolicella 1997 di Brigaldara, dal colore rubino-violaceo cupo, limpido e bellissimo. Al naso mostra profumi precisi e molto profondi di frutta rossa e nera con una lieve copertura cioccolatosa. In bocca è equilibrato, aromaticamente molto teso, su toni dolci. Il tannino nel finale è un pochino sopra le righe, ma comunque di grana fine. Finale lungo per questo vino veramente ben fatto. L'Amarone della Valpolicella 1997 de I Castei è invece un vino che al palato concentra le virtù più che altro verso la fine e questo fa sì che lasci a chi lo beve una impressione di grande piacevolezza. Il colore è rubino violaceo; l'olfatto si attesta su toni dolci e confetturati, confermati in una bocca di grande corpo, dove il vino parte un po' seduto, poi si assesta bene, va in sicura progressione con un frutto espresso in modo deciso, fino ad un finale di grande dolcezza e lunghezza.

Veniamo all'Amarone della Valpolicella Vigneto Il Bosco 1997 di Gerardo Cesari, che fa 12 mesi in tonneaux. I profumi si attestano sui toni della confettura di prugna, inizialmente piuttosto chiusi ma che poi progressivamente si aprono nel bicchiere. In bocca non appare caldo, come frenato, con una nota alcolica piuttosto invadente. Anche aromaticamente stenta a venire fuori e a chiarirsi, apparendo comunque coerente col naso. Quello che si avverte è una bella lunghezza finale. L'Amarone della Valpolicella 1997 de Gli Archi ha profumi intensi di frutta sotto spirito che denunciano qualche cenno di evoluzione. Al palato mostra caratteri di dolcezza un po' indefinita e generica, anche se nella seconda parte della bocca si presenta una vena acida a movimentare il quadro. Un tannino è di grana fine e piacevole rende molto accattivante il finale di beva.

L'Amarone della Valpolicella 1997 di Conte Regali presenta al naso note di frutta rossa dolce e di vaniglia, un po' generiche e non intensissime. In bocca è sicuramente compatto fin dall'attacco, anche se su toni sempre un po' monocordi di ciliegia dolce che si rinfresca solo nel finale. Il retrogusto è caratterizzato da toni di pasticceria. L'Amarone della Valpolicella 1997 di La Rosita è dominato da note di confettura di prugna, in bocca è saporito, di bella struttura e lunghezza media; l'Amarone della Valpolicella 1997 dei F.lli Farina, affinato per due-tre anni in legno grande, ha un quadro olfattivo di bella complessità: profumi intensi, dolci di confettura di frutta e vaniglia ma anche venature floreali. In bocca non ha struttura imponente, tende a diluire un pochino, comunque ha una bella succosità ed è lungo nel finale.

Veramente bello l'Amarone della Valpolicella 1997 de I Scriani, rubino-violaceo cupo, dalla bella eleganza floreale e fruttata riscontrata in un olfatto arricchito da nuances di cacao e che pertanto risulta tra i più intriganti della intera serie. In bocca si conferma buono, pieno, dominato stavolta da note di ciliegia e frutta rossa in generale, teso e lungo. Molto buono anche l'Amarone della Valpolicella Le Pergole Vece 1997 de Le Salette: un naso bellissimo ed elegante pervaso da note intense di viola, frutta rossa e nera. In bocca entra teso, deciso su note di frutta dolce; è pieno ma anche succoso, e mette in mostra se possibile ancora più frutta che al naso, oltre a fiori e a sentori di cosmetico. L'Amarone della Valpolicella 1997 di Pastera è chiuso e piuttosto inespressivo al naso. Più interessante in bocca, pulito e di buona compattezza, ma sempre contenuto sul fronte aromatico.

Un altro bel prodotto è l'Amarone della Valpolicella Punta di Villa 1997 di Roberto Mazzi e Figli che presenta uno dei colori più cupi, tendente al color melanzana. Anche all'olfatto denota una precocità evolutiva superiore rispetto agli altri vini della serie. I profumi sono dominati da caratteri di ciliegia nera e prugna. In bocca all'inizio si mostra chiuso, anche se si intravede già la polpa fruttata e un floreale da aprirsi. Fatto stare un po' nel bicchiere infatti si rivela saporito (anche se su toni di dolcezza un po' smaccata), levigato, polposo e lungo.


Buono anche l'Amarone della Valpolicella 1997 di Musella, caratterizzato da peculiari profumi intensamente floreali e assai fini, non dolci ma freschi. È bello anche in bocca dove risulta succoso, dolce il giusto, piacevole e dal finale setoso.


Diverso nel carattere è l'Amarone della Valpolicella 1997 di Ambrosan, dominato al naso da note di frutta nera e cioccolato. In bocca è compatto, di bella beva anche se di dolcezza forse un tantino smaccata e un po' monotona. Invece l'Amarone della Valpolicella 1997 Terre di Cariano ha un colore rubino pieno e una bella frutta rossa di maturità esemplare. È un vino rotondo, pulito, espressivo ma non smaccatamente dolce e si trova, ci sembra, in un momento di piena espressività. L'Amarone della Valpolicella Campo dei Gigli 1997 della Tenuta S. Antonio ha una bella eleganza olfattiva, sui toni intensi della frutta fresca e dei fiori con lievi venature di cacao. In bocca si segnala per un attacco dolce pieno di frutta matura (compare la prugna) ed è piacevole anche se alla lunga forse un po' stancante. L'Amarone della Valpolicella 1997 di Santa Sofia ha toni al naso leggermente evoluti, comunque ricchi di frutta rossa matura di bella espressività. In bocca ha bella struttura e discreta succosità.

L'Amarone della Valpolicella 1997 di Venturini è un vero vino da meditazione, carico al naso di profumi intensi di prugne secche. In bocca non ha struttura imponente, ma comunque coerente nella sua impostazione aromatica. Molto bello l'Amarone della Valpolicella 1997 di Zenato: colore cupissimo, al naso austero, nobile, dolce ma elegante. Buonissimo anche in bocca dove è aromaticamente complesso anche se dominato ci sembra più che altro da caratteri floreali, ed è fluido e succulento. L'Amarone della Valpolicella 1997 dei F.lli Zeni ha profumi ampii di confettura di frutta rossa, veramente seducenti. In bocca si muove sulla falsariga, è pieno e cremoso e assai largo nel finale.

Eccoci a qualche vino di annate diversa dal 1997. L'Amarone della Valpolicella 1996 di Guerrieri Rizzardi ha al naso una dolcezza un po' generica nella quale il frutto sfugge nella sua individualità. In bocca ha bella struttura e polpa, anche se si conferma semplice e un po' stucchevole. Di pari annata l'Amarone della Valpolicella 1996 di Roccolo Grassi dal colore ruubino-melanzana cupo e vivissimo e dall'olfatto pervaso da note di confettura di frutta nera e cioccolata di buona compattezza. In bocca è pieno e dolce, esemplare vino da meditazione, masticabile, ma che corre di nuovo il rischio della stucchevolezza. Nell'Amarone della Valpolicella 1996 di Vigneti del Geso, si ritrovano al naso caratteri di frutta rossa sotto spirito di buona intensità. In bocca è coerente, piacevole, "beverino", cioè non pesante.

L'Amarone della Valpolicella Riserva 1995 dei F.lli Fabiano è essenzialmente floreale al naso, elegante, nobile; buono anche in bocca dove ha grana fine e una beva bellissima e non pesante. L'Amarone della Valpolicella 1998 di Zardini ha lo spettro olfattivo dominato dai toni della ciliegia nera e dell'inchiostro che formano un quadro di bella compattezza. Anche in bocca è uno dei vini più compatti, concentrati, muscolosi che abbiamo incontrato in questa occasione; è pastoso, masticabile anche se aromaticamente un po' schiacciato sulla confettura di more. Buono anche il coetaneo Amarone della Valpolicella 1998 di Trabucchi, dai bei profumi di frutta nera tendenti alla confettura, compatti e persistenti; anche la beva è bella, fluida e coronata da un tannino setoso. Bella sorpresa.


E concludiamo con gli Amaroni presentati nella zona dei "top producers", iniziando dall'Amarone della Valpolicella Monte Olmi 1997 dei F.lli Tedeschi, due anni in botti piccole e caratterizzato da profumi intensi, intriganti e seducenti, ricchi di fiori e di frutta rossa e accompagnati ed amalgamati da belle note dolci; in bocca conferma le belle note del naso, unendo tattilmente sensazioni di grande polposità. E poi l'Amarone della Valpolicella 1997 di Allegrini: che dire di più di questo vino se non che è un vino perfetto? Colore rubino-violaceo cupo; al naso è un esempio di eleganza e complessità con i suoi toni floreali, di frutta rossa e nera intensi, campatti e penetranti. Al palato è pieno, ampio e potente, si assesta in bocca con autorità e inizia una progressione lineare e inesorabile, rinfrescata al momento giusto da nerbo acido e coronata dal tannino dolce e da un finale di bella lunghezza.

Terminiamo davvero con l'immensa eleganza dell'Amarone della Valpolicella 1995 di Bertani. Per questo vino-simbolo della Valpolicella intera non viene modificata in nulla l'impostazione della vigna e della vinificazione, lasciando ad altri prodotti le esigenze di innovazione della casa produttrice. Fiori e frutta rossa al naso, mentre in bocca colpisce per la sua estrema bevibilità e l'understatement con cui ci si presenta, al quale concorrono il suo corpo medio, la sua succosità e, di nuovo, la sua eleganza di beva.

Riccardo Farchioni
(21/12/2001)

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