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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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| Cascina Corte: alla Corte del Dolcetto
di Fabio Pracchia
Con questo articolo inizia la collaborazione con L'AcquaBuona di Fabio Pracchia , forte di una specializzazione in Comunicazione e Giornalismo Enogastronomico, di collaborazioni con guide e riviste specializzate, nonché di una lunga esperienza sul campo. Arriviamo alla frazione San Luigi, vero e proprio cru per il Dolcetto di Dogliani; dai declivi intorno, per intenderci, provengono i vini più fini e strutturati che questa tipologia regala a noi fortunati bevitori. Alessandro Barosi ci aspetta nel cortile della sua azienda biologica: Cascina Corte. "Vedrete dei bei vigneti, non una bella cantina" aveva detto al telefono, conquistando già la nostra simpatia.
Camminiamo tra i filari; le viti, sgorganti linfa dalla recente potatura, sprofondano le proprie radici su umori di terra tufacea e calcarea non dissimile dalle pendenze della vicina Monforte; tra le vigne piante di favino, trifoglio e malva a portare nutrimento ed equilibrio, una volta interrate, alle viti soprastanti. Per i proprietari, Cascina Corte rappresenta la svolta di una vita, il realizzarsi di un sogno. La coltivazione della vite verrà integrata dalla produzione di grano e pane biologico, oltre a una struttura ricettiva immersa in uno splendido paesaggio naturale. "Abbiamo scelto Dogliani -dice Alessandro- perché qua è ancora possibile parlare di biodiversità. Insieme alla vigna infatti, coesistono alberi, grano, e tanti animali, fattori ideali per una qualsiasi attività agricola". Prima di entrare in cantina volgiamo lo sguardo intorno: uno scenario meraviglioso circonda Cascina Corte, oltre i vigneti, da una parte le Alpi dall'altra, in lontananza, Monforte. "Il massimo rispetto della natura, la fortuna di possedere vigne molto vecchie -dice Alessandro- ci porta a ricercare vini naturali, traduzione speculare del territorio di provenienza". Per i primi anni grazie all'aiuto di Beppe Caviola, ancora oggi enologo dell'azienda, i vini sono stati prodotti senza una vera e propria struttura di proprietà, dalla scorsa vendemmia invece tutto la massa è in affinamento nell'embrione della nuova cantina. Degustazioni
Vino ottenuto da un singolo vigneto con piante di 60 anni di età. Profumi floreali e carnosi di grande pulizia, incalzati da una nota minerale ancora embrionale. Palato dall'impatto naturalmente ruvido ma già sorretto come si deve da notevole spinta acida. Ancora in definizione la struttura complessiva Dolcetto di Dogliani 2007 (da vasca) Una bevibilità già indiscussa si evince da questo campione. Frutta rossa e liquirizia nel bicchiere appena spillato. Già sfacciatamente aperto prima di nascere, il vino regala un palato fresco e persistente dove la serbevolezza troneggia indiscussa. Barbera Piemonte 2007 (da barrique) Naso appena velato ma di notevole profondità: ne avvertiamo la potenzialità aromatica di mora e liquirizia. La spinta acida trafigge il percorso gustativo risultando in questo momento dominante; di sicura persistenza è ancora un vino prematuro. Dogliani Vigna Pirocchetta 2006 Una fortuna assaggiare questo bicchiere. Già dal rosso scuro esprime una sorprendente concentrazione. Un olfatto colmo di viole mature, frutta rossa e terra. Al palato trova un perfetto equilibrio tra la naturale densità del corpo e una fresca spinta acida; il finale risulta ricco di succo e di grande piacevolezza. Dolcetto di Dogliani 2006 Semplicità e schiettezza; profumi intensi di viola mammola e pepe introdotti da un colore violaceo denso e di grande luminosità. Al palato riesce a risolvere un tannino dal tono sabbioso grazie a una più che convincente vibranza acida. Succoso e pulito, invita a berne senza moderazione. |
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