Molino di Sant'Antimo: una piccola azienda che pensa in grande
di Riccardo Brandi
Ogni
angolo della splendida collina di Montalcino riserva sempre uno scenario
di grande impatto emozionale per chi, come me, proviene dalla grande
città. A dire il vero provo forti sensazioni ogni volta che mi
aggiro, intruso, nei panorami collinari vocati alla viticoltura, particolarmente
fra le colline del Chianti e in questo angolo di paradiso mi capita
più frequentemente di perdere la bussola. Regali del nostro Bel
Paese. I colori, i contrasti, i profili, i profumi
tutti qui
è nato per parlare alluomo in tutte le forme possibili,
comunicando quiete, forza, equilibrio, solennità e vita.
In questo contesto un grande conoscitore del terroir montalcinese
come Carlo Vittori ha individuato il luogo ideale dove esprimere
al meglio tutta la sua passione e competenza; proprio vicino al borgo
di Castelnuovo dellAbate ha trovato infatti il luogo ideale dove
intraprendere un percorso vitivinicolo importante ed una pagina determinante
nella vita di tutta la famiglia. Nasce così lAzienda
Agricola Molino di S. Antimo che da poco si affaccia sul mercato
con il marchio Paolus Wines appositamente creato, assieme
allomonima struttura societaria, per la distribuzione di tutti
i prodotti aziendali e non solo. Il nome dellazienda si ispira
allantico Molino ad acqua, probabilmente risalente al XII secolo,
che oggi completamente restaurato è un funzionale ed accogliente
agriturismo di 300 metri quadrati completo di camino, comfort e piscina.
Siamo
andati a trovare Carlo Vittori a casa sua, nella sede del Podernuovo
ai Campi, lottocentesco casale che, restaurato con grande rispetto
dei materiali, della tradizione e dellambiente, torreggia sulla
valle del fiume Orcia e, allombra del monte Amiata, sembra vegliare
sullultimo avamposto del Brunello. Qui la famiglia Vittori vive
e lavora, qui accoglie gli ospiti che desiderano visitare lampia
cantina e provare la produzione vinicola, respirando a pieni polmoni
laria dei vigneti che circondano il casale. Così lo abbiamo
seguito allinterno della cantina e abbiamo ascoltato il suo racconto
del vino, affascinati dal profondo rispetto e dalla calda passione che
animano il suo rapporto con il sangiovese grosso, ripercorrendo il meraviglioso
viaggio dalla vendemmia allimbottigliamento.
La
vendemmia sarebbe cominciata proprio il giorno successivo alla nostra
visita, bella coincidenza: prima la pigiatura soffice e la diraspatura,
poi la fermentazione alcolica nelle vasche dacciaio a temperatura
controllata e lattenta e misurata correzione di anidride solforosa,
la follatura e il rimontaggio; infine la svinatura ed il passaggio nei
recipienti di affinamento dacciaio o in legno a seconda del prodotto.
Per i rossi da invecchiamento, anche la fermentazione malolattica. Abbiamo
respirato il legno della sala invecchiamento, dove convivono
pacificamente le grandi botti di rovere francese da 50hl e le più
piccole barriques di Allier, ma anche di legni americani. Ci siamo poi
soffermati nellampio reparto di vinificazione, dove i classici
tini di acciaio inox sono ora affiancati da nuove vasche che saranno
dedicate da questanno alle uve migliori destinate a Brunello,
con le quali verrà fatto un nuovo passo verso la ricerca della
migliore qualità. Come infatti ci spiega Carlo Vittori queste
nuove vasche consentono di effettuare la fase di rimontaggio in maniera
dolce, ossia senza la forzatura intrusiva dellazione
meccanica, ma con un sistema a pressione controllata che, attraverso
liniezione di anidride carbonica nei vasi, spinge
il cappello verso il basso senza danneggiare lacino e preservando
le sue migliori proprietà. Molto interessante, vedremo i risultati
tra qualche anno, ma a giudicare dalla luce che accende lo sguardo di
Carlo, rivolto al futuro, cè da credere che ne
assaggeremo
delle belle.
A cena, siamo lieti di scoprire che gli interessi di Carlo Vittori si
aprono a ventaglio su molteplici fronti e ci troviamo a tavola con registi
polacchi, scultori, artisti e amici giornalisti in un convivio dallaspetto
davvero familiare. Assaggiamo salumi eccezionali ed una pasta casereccia
cotta a legna nel forno di pietra; un misto di carni arrostite completa
un pasto davvero gustoso e di commovente semplicità che strappa
lapplauso tutto dedicato alla signora Vittori ed a
tutte le donne di casa che si sono rivelate davvero protagoniste in
cucina.
A supporto di tanto buon gusto abbiamo potuto apprezzare la produzione
vinicola dellazienda, a partire dallunico bianco della casa
che abbiamo apprezzato come ottimo aperitivo.
SantAntimo DOC Chardonnay 2006
Un vino di bella presenza, che palesa già nellaspetto un
leggero passaggio in legno, ma che sia allolfatto sia al gusto
accosta una gradevole freschezza ad una profondità di fragranze
incisive e al tempo stesso docili. Un naso tonico ed elegante si estende
su note speziate e di frutta secca cui seguono fiori secchi e tostatura;
mela matura e mineralità caratterizzano un finale affatto corto.
In bocca è pieno, caldo e strutturato, progressivo nella distribuzione
del gusto che da una certa opulenza iniziale si evolve sino ad una fresca
mineralità finale. Interessante e gradevole si lascia bere con
gusto regalando ottime sensazioni di eleganza e corpo.
SantAntimo
DOC Cabernet 2004
Brillante nel bicchiere, con sfumature rubino e riflessi violacei, questo
cabernet è un vino generoso e sincero, che nonostante il passaggio
in barriques non strizza ammicca a facili piacevolezze in cerca del
mercato a tutti i costi. Naso abbastanza intenso, con trame fruttate
di sottobosco e humus, non male sotto il profilo della complessità
ed equilibrio fra le componenti. Al palato presenta una discreta solidità,
con tannini energici seppure non invadenti; i frutti a bacca rossa prevalgono,
ma lentamente escono note più evolute e balsamiche, con liquirizia
e tabacco in bella evidenza. Non brilla per verve acida, con una leggera
inclinazione alla ruvidezza, ma le basi per evolvere in gustosità
più morbide ci sono tutte.
Rosso
di Montalcino DOC 2004
Questo Rosso mostra sfumature granate e trasparenze luminose su un fondo
rubino. I profumi abbracciano la carnosità delle prugne e sfumature
di viola e mirtillo; un finale vanigliato e cioccolatoso. In bocca è
fedele, unincipiente veemenza tannica trova riscontro in un sostegno
alcolico adeguato; la prugna ritorna lunga con variazioni di amarena
ed un finale a base di liquirizia dolce e di buona persistenza.
Brunello
di Montalcino DOCG 2002
Certo il 2002 non è stato proprio lanno del Brunello. Ma
Carlo Vittori è riuscito proporne comunque una versione più
che apprezzabile, indizio più che decisivo su quanto sia in grado
di proporre in annate buone. Il colore sanguigno è
imperscrutabile e lascia presagire una struttura ed un corpo di grande
impatto. Lintroduzione olfattiva è maschia e fruttata,
prugna e amarena in confettura aprono la strada a sentori di sottobosco
e terra umida a cui fanno seguito note di tabacco dolce, cacao e tostatura;
il lungo finale speziato e minerale si sprigiona con una generosa ossigenazione
del calice, ma regala ancora profondità aromatiche di conciatura
e una chiusura balsamica. Entra vigoroso in bocca e abbraccia il palato
con una serrata trama tannica ed un sostenuto tenore alcolico, il tutto
bene equilibrato da una nervatura acida non indifferente. Come per il
naso, anche al palato si concede con pigrizia e solennità, liberando
lentamente si la componente fruttata che quella più speziata
e aromatica; osserviamo con attenzione un accenno floreale di viola.
Non è un Brunello comodo da bere, ma non ci aspettavamo miracoli
da un 2002, ma palati esigenti e meno votati al piacere facile ed immediato,
sapranno cogliere in questo vino tutta lausterità e la
profondità che è in grado di proporre.
Romito dei Vittori SantAntimo DOC 2004
Questo è un supertuscan a base di Sangiovese e con aggiustamenti
di Cabernet e Merlot a contenere e ammorbidire la ruvida potenza delluva
nostrana; tutte le uve, ricavate da una resa volutamente bassa, stagionano
il giusto in barriques francesi, per conferire al vino quella struttura
e quelleleganza propria dei tagli internazionali. Bellissimo colore,
intenso, scuro, brillante e ricco di riflessi; si accosta al naso con
fragrante fruttosità di ciliegia e marasca, poi un elegante bouquet
che accoglie ancora il sottobosco e la sua terra umida, il suo fogliame
verde e intriso. Una chiusura lievemente vanigliata e una lunga mineralità
trasmettono sensazioni di eleganza e complessità. Lingresso
in bocca è carico di frutta, rossa, carnosa e matura, i tannini
laccompagnano con copiosa intensità, ma con un garbato
incedere; la complessità olfattiva si riversa sulle papille con
unarmonia densa di sapori vivaci e compiacenti, il calore alcolico
è misurato, la struttura importante e la persistenza invidiabile.
La nostra degustazione si ferma a queste etichette, ma la produzione
del Molino SantAntimo si completa ancora con un Chianti dei Colli
Senesi, un Morellino di Scansano ed una Igt denominata Asso che vinifica
in purezza il Sangiovese riservandogli un percorso che incontra esclusivamente
l acciaio. A perfezionare lassortimento dei prodotti dellazienda
non possiamo non citare la Grappa di Brunello che si può trovare
sia dannata, sia con un invecchiamento di 5 anni e lOlio
Extra Vergine di Oliva IGP.
24 ottobre 2007