Verduno è
uno: la presentazione dei Verduno Pelaverga 2005
di Paolo Rossi

Verduno, colline delle Langhe - Chi vi arriva, a fine estate,
dalle strade che dalla valle del Tanaro salgono verso le colline, resta
affascinato dalla bellezza dei noccioleti e delle vigne. Nella calura
ormai non più afosa, si percepisce dal carisma che sono vigne
particolari: lì intorno matura il nebbiolo da Barolo. Un Barolo
meno complesso e più fruttato rispetto quello che proviene dal
cuore della denominazione, ma assolutamente da prendere in considerazione
da parte di consumatori attenti alle sfaccettature che si celano dietro
un nome importante.
Ma
Verduno sta salendo alla ribalta anche per un altro vino: il Pelaverga.
Nasce dall'omonimo vitigno pelaverga piccolo, da grappoli dall'assai
inconsueta colorazione blu-violaceo, dotati, già in vigna, di
un inconfondibile sentore pepato. È un vitigno assai tardivo:
lo si vendemmia in ottobre, spesso in concomitanza o addirittura dopo
il nebbiolo.
Una stranezza biologica, una meravigliosa esperienza all'assaggio,
che scatena, visto il nome, passioni carnali, sensualità inaspettate.
Qua dicono che è un vino afrodisiaco. Da undici anni il Verduno
è una DOC. Una piccola doc, limitata al comune di Verduno stesso
e ad alcune aree di due comuni limitrofi, Roddi e La Morra.
Domenica
3 settembre 2006 nelle strade e nelle piazze del paese si è tenuta
l'undicesima edizione di "Verduno è uno", presentazione
dei Verduno Pelaverga dell'annata 2005. Una delle pochissime occasioni
di poter assaggiare, in un'unica giornata e senza rischiare il coma
etilico, tutti i vini iscritti a una DOC. I produttori di Pelaverga
sono infatti 13, prevalentemente verdunesi, con qualche eccezione proveniente
da comuni vicini. Le aziende con i vini in degustazione erano state
suddivise su tre piazze sparse per il paese e presentavano, oltre ai
Pelaverga, anche il resto della loro produzione, ovvero Baroli, Dolcetti
e Barbere. Nella piazza centrale, un banchetto del consorzio metteva
a disposizione degli acquirenti tutti i pelaverga a prezzo fisso e molto
conveniente, così come i Barolo.
Davvero una bella manifestazione, allietata da artisti di strada, cantanti,
gruppi teatrali e dalla bellezza di questo paesino, che può vantare
tra l'altro, nel suo punto più alto, un meraviglioso prato-terrazza
con una vista che spazia dalle Langhe al Roero.
Ma
veniamo ai vini:
Verduno Pelaverga 2005 - Cadia - 12,5°
Rubino dall'accentuata brillantezza e vivacità di riflessi, al
naso propone da subito i tipici sentori di pepe macinato fresco e peperone
verde. Alla bocca appare da subito beverino, molto piacevole, leggermente
amarognolo, e con un finale dove si riporta in primo piano la sensazione
pepata. Buona la sapidità. Eccezionale l'abbinamento gastronomico
con la carne cruda battuta al coltello tipica della tradizione piemontese.
Verduno Pelaverga 2005 - Burlotto Comm. G. - 12,5°
Bel rosso rubino, in bocca dà una sensazione di maggiore densità
ed estrazione rispetto alla media della denominazione. Al naso appare
dall'inizio un po' timido, con un leggero pepato e accenni al peperone
giallo. Buono il corpo, che lo rende adatto alle carni e alle pastasciutte.
Verduno Pelaverga 2005 - Bel Colle
All'esame visivo si mostra con un bel rubino brillante. Naso non esplosivo,
che propone con discrezione i tipici sentori pepati. Col tempo e l'ossigenazione
questi ultimi si palesano con decisione. Buon corpo. Sensazione di alcolicità
forse eccessivamente presente, ma è una caratteristica che è
comune a molti dei Pelaverga assaggiati.
Verduno Pelaverga Basadone 2005 - Castello di Verduno
- 13,5°
Rosso rubino classico, rivela al naso una alcolicità pronunciata,
con piacevoli accenni balsamici e sentori speziati. Peculiare l'ingresso
in bocca, giocato su note fumé. Bocca molto maschia, con alcolicità
ancora in evidenza.
Verduno Pelaverga 2005 - La Cantina
Rubino brillante, con i profumi classici di pepe e peperone; dietro
a questi però si apre con ottima vivacità una nota di
mora. In bocca conferma le aspettative olfattive, rivelandosi beverino
e fresco. Imperdibile con salumi di media stagionatura.
Verduno Pelaverga 2005 - Cascina Massara
Rubino di media intensità, naso in cui di primo acchito spicca
la nota alcolica. Una volta fatto respirare, affiorano i sentori tipici
del vitigno, intensi e molto pieni. In bocca si rivela essere ben concentrato
e succoso; rispetto alla media della denominazione, qua si mette in
evidenza anche una certa componente tannica.
Verduno Pelaverga 2005 - Fratelli Alessandria - 13°
Bel rubino classico. Il naso è da attendere: inizialmente prevale
la sensazione alcolica. Dopo alcuni istanti però si fa strada,
discretamente, una sensazione morbidissima di pepe. Bocca ben fatta,
con buona consistenza e morbidezza.Tannini in evidenza nel finale, che
si chiude su non banali note amarognole.
Verduno Pelaverga 2005 - Terre del Barolo - 13°
Il suo rosso rubino è il preambolo a sensazioni olfattive morbide
di lampone e pepe. L'ingresso in bocca sembra non del tutto incisivo,
e la sensazione permane nel finale.
Verduno Pelaverga 2005 - Reverdito - 12,5°
Bel rubino brillante, naso che concilia eleganza e calore; spicca, oltre
ai profumi classici speziati molto discreti e compatti, una nota di
mirtillo. In bocca entra morbido, e progressivamente svela una piccantezza
molto piacevole. Chiude in coerenza, con un bel finale caldo. Da provare
con un riso venere allo zola, o un filetto al pepe verde.
Verduno Pelaverga 2005 - Brero Antonio - 13°
Rosso rubino, dai profumi che si discostano dai classici della denominazione:
ricorda la vendemmia, gli odori della fermentazione. Bocca dolce e piacevole.
Verduno Pelaverga 2005 - I Bré - 13°
Rubino-violaceo, naso dapprima dominato dalla nota alcolica, che poi
si ricompone nei classici profumi pepati. In bocca è compatto
e coerente, molto bevibile.
Verduno Pelaverga 2005 - Poderi Rosèt - 13°
Rubino intenso, naso di frutti rossi: va più nella direzione
di un classico rosso langarolo rispetto ai compagni di denominazione.
Un vino molto concreto, da associare anche alle paste con sughi di carne.
Verduno Pelaverga 2005 - San Biagio - 14°
Rubino tenue e brillante, naso che esprime frutti rossi e note pepate.
Non manca la calda nota alcolica (e non poteva che essere così,
vista la gradazione veramente alta). In bocca è piccante, compatto,
coerente; grande la potenza, con una sensazione pepata che nel finale
torna preponderante.
Nota
conclusiva.
Peculiare, assolutamente non banale, affascinante fin dal primo assaggio
e difficile da dimenticare; il Pelaverga è davvero unico. Stupisce
soprattutto quando è ben accostato a un cibo. Per il suo carattere
peculiare, è infatti definibile un vino da abbinamento: dà
il massimo di sé quando crea un intreccio di rimandi, un dialogo
intrigante col piatto abbinato. È un vino per ristoratori attenti,
che vogliono avere la possibilità di consigliare e solleticare
i clienti con un connubio che, se azzeccato, regala sensazioni uniche.
È anche un vino per gente che non cerca la potenza o la corposità,
ma l'intelligente piacevolezza, la versatilità, la sorpresa.
A livello olfattivo e gustativo, ha caratteristiche sicuramente uniche
nel panorama mondiale. Lo slogan "Verduno è uno" è
veramente azzeccato. E buon Pelaverga a tutti!
7 novembre 2006