Tenuta Manincor -
Caldaro (BZ)
La
Tenuta Manincor (da Man-In-Cor, mani sul cuore) è una delle realtà
più importanti dellAlto Adige. Si trova nella zona del
Lago di Caldaro, e la gestione attuale del conte Michael Goëss-Enzenberg
(anche enologo) e famiglia risale al 1977. Di recente (2004) e stata
inaugurata la nuova cantina sotterranea.
I vini assaggiati, che costituiscono delle novità per l'azienda,
vogliono rappresentare il territorio dal quale provengono facendo esprimere
in modo corale i vitigni bianchi e rossi più tradizionali e meglio
acclimatati.
Gli assaggi
Alto Adige Terlano DOC Réserve della Contessa 2003 (pinot
bianco, chardonnay, sauvignon - 13%)
Naso elegante, piuttosto essenziale ma di buona complessità,
che spazia dalle sensazioni di tè a quelle di lavanda e glicine,
a spunti vegetali e minerali; un quadro gentile e sussurrato,
e di grande persistenza. Lattacco in bocca è molto fresco,
vivo e gagliardo, freschissimo e deciso, ma nello sviluppo la beva mostra
un impatto aromatico un tantino sottotono, coperto comè
ancora da una forte spinta acida.
Réserve del Conte 2003 (merlot, cabernet sauvignon, lagrein
- 13%)
Una frutta matura dolce espressa con buona intensità si avverte
con chiarezza, affiancata da spunti vegetali e toni di cioccolato, menta
e liquirizia. In bocca il vino mostra morbidezza e cremosità,
conferma un bel contenuto fruttato che conferisce alla beva energia
sufficiente per assicurare discreta brillantezza ad un finale di giusta
dolcezza.
Assaggiati il 21 marzo 2005
Schede di Luca Bonci e Riccardo Farchioni
Alto Adige Moscato Giallo 2003 (moscato giallo - 12.5%)
(da En passant: Gli insegnamenti del moscato giallo, di Fernando Pardini)
Oggi, sul cammino, ho incontrato l'Alto Adige Moscato Giallo 2003
di Manincor. Quanti insegnamenti però! Per esempio
su quanta velleità vi sia a volte nell'affannoso e frettoloso
tentativo di importare e provare sulle proprie terre vitigni altri,
per cercare di ricreare - magari da subito- nuove quanto improbabili
identità, quando, a ben vedere, il territorio in se ha conservato
le armi per vincere non la battaglia ma l'intera guerra per l'identità.
Spesso, è vero, quelle armi sono state rese inefficaci e quasi
seppellite, prima per contingenze ed emergenze, poi solo per mancanza
di curiosità, pigrizia mentale, freddo raziocinio contabile,
pruriti manageriali tipici degli "uomini nuovi" di campagna.
Ma a quanto vedo, non tutto è perduto. La antica, nobile famiglia
Enzenberg, altoatesina da Caldaro, non dimentica e non sottovaluta,
e in questo bicchiere di oggi ci sta tutta la gratitudine di una terra,
finanche di un lago.
Il giallo tenue e terso con cui ci accoglie è sinonimo di viperina
e fresca gioventù, mentre di rimando l'impatto aromatico sa essere
travolgente e deciso, senza dimenticarsi affatto della compostezza espressiva:
sono erbe aromatiche e felce, spezie fini e pera williams, cedro e petali
di rosa a rendere inebriante l'intrico odoroso. La sua bocca, dal corpo
slanciato e snello, ha schiena affusolata e diritta senza per questo
essere tagliente, pur nell'acidità che batte, e quegli umori
verdi del fondo, del vegetale più buono che c'è, non ledono
affatto alla integrità e alla succosità della proposta.
Il suo finale poi, quanto mai rigoroso, secco e rinfrescante, è
il suggello di una identità, quella derivatagli da un vitigno
particolare e da un terroir elettivo -matrimonio d'amore officiato dal
tempo- che ammicca ma non cede a sdolcinate effusioni e in quell' equilibrio
"in contrasto" (o "in trattenere") dolce/non dolce
trova la cifra della sua unicità.
Tenuta Manincor
San Giuseppe 4 - 39052 Caldaro (BZ)
tel. 0471/960230
FAX 0471/960204
info@manincor.com
www.manincor.com