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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 

L'appunto al vino di Fernando Pardini

Il vino: Toscana IGT Melograno Rosso 2004 - Podere Còncori

Sotto-zona/cru: Podere Còncori - Loc. Fiattone - Gallicano (LU)

Data assaggi: Dicembre 2006

Il commento:

Il rosso rubino é lucente e giovanile, il profilo aromatico diretto, intrigante, vivace, di felice espressività, quale articolazione limpida di fragranze fruttate rosse del bosco ( amarena, lampone...), pepe, tamarindo ed erbe selvatiche. E' un affresco arioso e ben registrato, dal quale odorare solo l'essenza, non la costruzione.

La bocca, coerentemente, è bocca profilata, distesa, precisa ed accogliente; in lei ritmo e freschezza, succosità e "trasparenza", seducente speziatura e tannino croccante. Non ultima una grande, istintiva bevibilità. Ineludibile si farà l'immedesimazione. Tutt'intorno, a ben vedere, non una ridondanza, ma una schietta corrispondenza amorosa, dal momento in cui ci senti dentro la nobiltà spesso obnubilata del vino contadino, un vino ricamato a festa e ispiratore di racconti tutti nuovi.

Nelle enoteche d'Italia, o meglio ancora al Podere Còncori in Gallicano, a 15 euro o giù di lì un raro conseguimento, una risposta perentoria ( e per nulla pacificata) alla necessità impellente di fare in modo che la terra non smetta di raccontarsi.

La chiosa:

Al Podere Còncori ho respirato l'aria di un tempo, "riveduta e corretta" dalla giovanile intelligenza e da una ruralità più consapevole. Al Podere Còncori ho scoperto la felice illusione di sperimentare e crederci, la salutare incoscenza di praticare strade diverse, fra fatalismo e caparbietà, la sensibilità conclamata di saper ascoltare, finalmente, le ragioni della terra. Qui conduzioni biologiche, con impulsi ( e preparati) biodinamici, grazie ai fondamentali saperi di Saverio Petrilli, valente enologo della lucchese Tenuta di Valgiano. Qui il regno di Samantha e Carolina, le preziose mucche dal prezioso concime. Qui nessun interventismo cantiniero e pochissima tecnologia. Qui la magia rinnovata dei piccoli numeri e la sensazione bella di poter riconoscere ogni piede di vigna. A proposito, dei vigneti più vecchi ne ho percorso le balze pendenti, al cui interno si nascondono vitigni tanto radicati quanto inesplorati: marraccina, carrarese.... poi anche ciliegiolo e merlot. Ho visto, fieri della loro gioventù, i recenti impianti di pinot nero e syrah spuntare dalla boscaglia su in alto, dirimpetto a un fiume di lontana rimembranza rodaniana. Sono loro le nuove scommesse per il futuro.

Gabriele Da Prato ama la Garfagnana. Incondizionatamente. Una terra difficile, che tempra il carattere della gente e che sembra non lasci niente al caso. Dalla Garfagnana sono partiti in molti e tornati in pochi. Quelli che restano, a volte, crescono con l'urgenza di farla vivere. E lo fanno con impagabile entusiasmo. La Garfagnana eppure, ancor oggi, è un polmone verde insostituibile. In ogni caso, è qualcosa che non si dimentica. A parer mio, è dove il tempo scorre più lento, come a riprendersi la certezza di una scansione più naturale, e le teste possono pensare più liberamente. Ecco, Gabriele Da Prato è un oste-contadino con la testa sempre a rimuginare. Quanto a me, accade a volte che dalla mia proverbiale ingenuità estragga delle intuizioni che non so spiegare, tipo quella che la terra sappia ripagare solo chi in verità la ama. Me lo spiego così che, quando meno te lo aspetti, questa se ne esca con piccole gemme a sparigliare. In tal senso Melograno Rosso, della vendemmia 2004, è una gemma da non perdere. Perché in questa bottiglia garfagnina c'é dentro un messaggio pieno di rimandi che ci parla di futuro. Non mi meraviglia perciò che, grazie a lei, acquisti persino un senso l'augurio mio sincero per l'anno che sarà.

 

Nelle foto: Samantha e Carolina con vigneto sullo sfondo; Gabriele Da Prato tra i filari (con il sottoscritto); il Podere Concori.

 

 

 

 

 

 

 
 
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