L'appunto al vino di Fernando Pardini
Il vino: Rosso
di Montalcino DOC 2005 - Sesti
Sotto-zona/cru: Castello
di Argiano - Sant'Angelo in Colle (SI)
Data assaggi: giugno
2007
Il commento:
Il
rubino di oggi mostra con orgoglio le sue trasparenze. Non si nasconde,
questo è. Al naso una conclamata naturalezza espressiva per una
aromaticità seducente e sfaccettata, dal frutto rosso e candido,
dai suggestivi ricami floreali, dalla struggente scia di sottobosco,
appena solcata da rivoli ferroso-minerali di solida concretezza e fascino:
è sangiovese.
In bocca hai continuità d'azione, elegante diffusione ed eloquio
garbato; un soffio di terrosa consistenza in cui risplende tutta la
tenerezza del frutto e la fragranza pura di una essenza prepotentemente
"sangiovesa". E' un "volo" leggero di sottile carnosità
e avviluppo; è espressività senza filtri, melodica e vibrante,
sapida e matura, che si acquieta a stento su una coltre tannica vestita
a festa. E' l'istintivo coinvolgimento di un bere amico. E' il calor
buono che si fa conforto.
Un vino emblematico, intriso di autenticità, sugli scaffali
d'Italia a 16 euro o giù di lì.
La chiosa:
Giuseppe
Maria Sesti, vignaiolo in Montalcino, ama la luna e le stelle. Dall'alto
delle sue conoscenze potrebbe permettersi di rivolgersi al cielo e dirgli:
"so tutto di te!", ma per quel poco che so di lui non credo
gli appartenga la presunzione. Fatto sta che grazie agli studi astronomici
ha maturato delle convinzioni ( e scritto diversi libri sull'argomento)
che ben volentieri ha tradotto nel suo lavoro di campagna e di cantina.
Sono le fasi lunari a guidare le sue scelte. E i vini, chissà
se in corrispondenza euritmica con i silenziosi impulsi celesti, stanno
rispondendo da par loro, dimostrando una linea stilistica vivaddio definita
e coerente, di solida matrice territoriale. Non sempre ineccepibili
dal punto di vista della mera esecuzione tecnica, sono spesso in grado
di restituire con gli interessi un bonus di autenticità e ricchezza
interiore da non lasciare indifferenti. E tutto questo senza scomodare
affatto le armi fiacche della seduzione fine a sè stessa, "piacionica
e morbidona", bensì scavando nell'essenza delle cose, a
tirar fuori dalla terra sale e roccia. Da quei vini - Brunello e Rosso
di Montalcino in primis - se ne esce un messaggio chiaro, che passa
dal rispetto verso la natura e arriva a toccare i "nervi"
scoperti del cuore, ben distante dalla supponente cerebralità
di certi "animali da palcoscenico" spacciati per vini, ancor
oggi sempre in voga nelle stanze poco fantasiose dell'enologia modaiola.
Sia pur senza schiamazzi (anche mediatici), i vini di Sesti hanno il
dono grande della naturalezza, e in silenzio ti urlano la loro appartenenza.
Nelle edizioni migliori, dopo che li hai sorseggiati, felice di quel
beato rigore, potrai persino alzare lo sguardo al cielo, magari alla
luna, per chiedere ragioni. Probabilmente non le troverai, ma in loro
compagnia - vini e luna - sarai stato bene.
La foto di Giuseppe Sesti è tratta dal sito www.orielwines.com
13 luglio 2007