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Barbera e ravioli! L'Azienda Pico Maccario Sagrantino, la forza in cerca d'eleganza Passeggiata pedemontana, prima, seconda e terza parte Maddalena Mazzeschi, donna del vino Valcalepio, un vino in cerca d'identità La Calabria dei Cirò, e non solo Manzone Fratelli "Lo stile della tradizione" 36^ Vinitaly: un primo bilancio |
La nostra attenzione si è rivolta ad alcune delle DOC della regione, quali le DOC Cirò, Savuto e Donnici, tutte situate nella zona centrale della Calabria, tra le province di Catanzaro e Cosenza, senza tralasciare altri prodotti quali gli IGT della Valle del Crati e i vini da tavola prodotti dalle varie aziende. Non ci sembra facile anticipare un giudizio di insieme su questi vini: sia per tipologia sia per qualità abbiamo trovato alti e bassi, e simili ai vini ci sono sembrati i produttori, alcuni riservati e orgogliosi, quasi scontrosi, fedeli allo stereotipo del calabrese, altri affabili e cordiali, qualcuna ... fascinosa. Ecco i nostri assaggi, dove abbiamo anche indicato il prezzo approssimativo di questi vini al consumatore. Il primo vino che assaggiamo è il Cirò Bianco DOC 2001 (3,5 €) prodotto dall'A.A. Malena Francesco. Prodotto con greco bianco in purezza, questo vino di 11,5% e dal colore paglierino, ha profumi citrini e floreali di media intensità a cui segue una bocca di buona ampiezza aromatica, fresca, poco corposa, floreale. Come molti dei produttori incontrati, Malena affianca alla produzione a DOC, quella dei vini IGT, solitamente a base di vitigni internazionali. Ecco dunque il Similoro Bianco IGT 2001, (4,5 €) da chardonnay. I profumi vanno dagli agrumi a nette note minerali e la bocca mostra una certa profondità ma si siede un po' nel finale. Il tenore alcolico non è elevato, solo 12%, ma la sensazione è di un vino caldo, carente in acidità. Interessante la sensazione di roccia spezzata che, percepita nei profumi, ritroviamo nel retrogusto. Questa azienda, seguita dall'enologo Lo Russo della Cantina Sociale di Locorotondo, produce 100.000 bottiglie su 18 ha di vigna e una discreta gamma di prodotti, tra cui due rosati, che assaggiamo. Il Cirò Rosato DOC 2001 (3,5 €) è di color cerasuolo maturo e ci accoglie con un naso molto fresco e profumato, di mela verde matura. Aroma che resta molto evidente al gusto, accompagnato da spunti vegetali un po' crudi. Finale moderatamente tannico. Ben più elegante troviamo il Lipuda IGT Rosato "Bacco" (4,5 €) che, a un colore simile, associa un naso più austero e più intenso. Maggiore anche l'intensità gustativa e l'equilibrio, chiusura più tannica, piacevole. Passiamo ai rossi col Cirò Rosso Superiore DOC 1999 (4 € e 13,5%) da uva gaglioppo. Un vino ottenuto con una macerazione di sette giorni, assai prolungata per un gaglioppo, e un passaggio in barrique usate per un mese. Il colore è rubino con cenni di scoloritura. I profumi sono ampi, di frutta rossa assai matura e poi ceneri, incenso, erbe aromatiche. Larga la bocca, ma un po' semplice, vi ritroviamo gli spunti aromatici percepiti al naso ma senza profondità. Chiude un tannino rustico. Ecco poi il Cirò Rosso Riserva DOC 1998 (8 €), dal colore rubino e dai profumi intensi di ciliegia e prugna surmature, con cenni di uva passa e cipria. Vino che passa cinque mesi in barrique e che apprezziamo per la bocca elegante e speziata e per il finale pepatino. Notiamo per una certa carenza di sapidità, mentre ci piacciono i tannini, tosti ma non rudi. Lidia Matera ci attende allo stand della Tenuta Terrenobili, lei è la proprietaria agronoma di questa azienda situata nella Valle del Crati, in provincia di Cosenza. Agronoma per amore del padre, ci dice, e ora donna del vino a tempo pieno che passa il suo tempo in cantina e in vigna. Assaggiamo il suo Santa Chiara IGT 2001 (6 € per 11,5%), a base di greco e malvasia. Il colore è molto pallido e il naso lo troviamo un po' nascosto, con cenni di fiori bianchi e un tenue fruttato. Più piacevole al gusto con un bell'ingresso vivace, poi notiamo un calo della tensione gustativa e una buona pulizia. Il Vigna del Crati IGT 2000 "Cariglio" (6 €) prende il nome da un antico guerriero. Si tratta di un vino a base di nerello e magliocco, di 13 gradi, dal colore rubino vivo e dagli eleganti profumi di frutta rossa, di ribes, di lacca. Un naso dolce ma non stramaturo come accade talvolta di trovare nei vini del sud. In bocca il vino non è molto sapido, di corpo medio, bella pulizia. Assaggiamo anche un campione di botte dell'annata 2001 di questo stesso vino, che ci colpisce per la vivacità del colore e l'olfatto fresco in cui percepiamo lampone e petali di rosa. Eleganti i tannini. Concludiamo con un assaggio dell'olio dell'azienda, un bel prodotto maturo dal colore giallo oro e dai profumi di polpa di pomodoro. Senza filtraggio e molendo le olive colte nell'arco della giornata, si ottiene questo raffinato olio, rotondo e morbido, con un finale piccantino e piacevolmente amarognolo. La Casa Vinicola Linardi si trova a Crucoli Torretta, in provincia di Crotone, e produce 250.000 bottiglie in numerose tipologie. Assaggiamo il Cirò Bianco 2001 (7 €), di 11,5 %, trovandolo intensamente profumato di fiori bianchi e mela acerba. Meno convincente al gusto, dove prevalgono toni ridotti sempre su sentori di mela. Il vino da tavola Gagliò 2001 (10 €) è un altro bianco, ma ottenuto da uva gaglioppo, esempio di vinificazione in bianco di questo robusto vitigno meridionale. I profumi di questo prodotto sono eleganti, di mela matura e biancospino e al gusto lo troviamo sapido e corposo, di buona soddisfazione. Un bianco che migliorerà col tempo, ci assicura il produttore. Il Cirò Rosso 2000 (7 €), è un gaglioppo in purezza di 13%. Il suo colore è rubino chiaro non vivo e tipici sono i profumi, di frutta rossa con sovrapposizioni vegetali, di rovo, e minerali, ferrose. Buona la profondità aromatica su una intensità media. Fresca e pulita la bocca, sapida e discretamente strutturata, conclusa da un fine tannino. Ed eccoci al Cirò Superiore 1998 (12 €), dai 13,5 gradi alcolici. Un bel colore rubino con una leggera unghia e un naso intenso di frutta rossa matura sono le prime impressioni che ci dona questo buon vino. Poi ci pare di percepire anche profumi floreali, eleganti, che ci ricordano il glicine. Il gusto è di frutta un po' cotta, dolce, molto sapido, non lungo ma elegante. Levigati i tannini. Cambiamo zona con la Cantina Valle del Savuto che produce 200.000 bottiglie oltre a vendere vino sfuso. Il Savuto Rosato DOC 2000 (5 €) è di colore cerasuolo maturo, molto chiaro e sprigiona profumi fini ma tenui. La bocca è in linea, un po' cotta, poco fresca, con cenni vegetali. Il Savuto Rosso DOC 2000 (5 € e 13,5%) è di colore rubino poco marcato e sprigiona profumi di sottobosco, lattiginosi, non puliti. Simile al gusto dove troviamo i tannini invadenti e il frutto sovrastato dall'alcol. Troviamo migliore il Savuto Rosso Superiore 1996 (13 €) nonostante il colore scarico e la scarsa sapidità al gusto. Piacevoli sono i profumi di confettura di ciliegia che si ritrovano in bocca. L'azienda Spadafora di Donnici (CS) produce oltre 800.000 bottiglie. Si tratta di vini IGT o appartenenti alla DOC Donnici. Il primo che assaggiamo è il Donnici Bianco DOC 2000 (6 €) da greco, gaglioppo e malvasia. Il colore è carta e i profumi sono freschi e penetranti, di fiori gialli, balsamici. Peccato che al gusto non si ritrovi la stessa vivacità e si percepiscano cenni di riduzione. Il Donnici Rosato DOC 2000 (6 €) è un vino dal colore rubino chiaro, di 12% e un po' semplice in bocca. Più complesso al naso dove si intrecciano spunti laccati ed erbe mediterranee. Proseguendo con in prodotti base assaggiamo il Donnici Rosso DOC 2000 (6 € e 12,5%) dal colore rubino limpido e dai profumi di sottobosco, funghi freschi e di latticini. La bocca è piacevole, semplice, non lunga. Rotondi i tannini. Lasciamo i prodotti affinati in acciaio per il Nerello Calabria IGT 2000 (8 €), un vino di 13% prodotto con gaglioppo e mantonico nero che affina sei mesi in botti di castagno. Il colore di questo vino è un bel rubino vivo e i profumi sono di frutta surmatura, lacca e balsamo. Buona la pulizia su un corpo e una sapidità solo medi. Concludiamo assaggiando una bottiglia di prova, un passito che troviamo interessante all'olfatto, dove i toni aromatici tipici dell'uva moscato si mescolano a profumi minerali, ma che non convince ancora al gusto. La bocca, in cui percepiamo mandorle e pasticceria, è infatti ridotta e disarmonica. Torniamo nella Valle del Crati con Boscarelli, un piccolo produttore da 35.000 bottiglie. Il suo Valle del Crati Bianco IGT 2001 (5,5 €) è prodotto da greco, trebbiano e malvasia, ha ben 13% e profumi fini ma non intensi di fiori bianchi e salmastro. Un vino corretto e pulito. Meno interessante il Campovile Chardonnay 2001 (6 €), prodotto con chardonnay e pinot bianco, dai profumi agrumosi ma dalla scarsa presenza aromatica. Anche nel Valle del Crati Rosso IGT 2001 (5,5 €) c'è un tocco di internazionale, con l'aggiunta, a gaglioppo e sangiovese, di un terzo di cabernet sauvignon. Il vino è rosso vivo e limpido, pulito olfattivamente, con un tocco erbaceo sulla frutta rossa (ribes). Infine un vino da aglianico e magliocco, uva di cui l'azienda coltiva un clone particolare, che uscirà solo nel 2003. Lo troviamo di medio corpo, elegante, con un bel profumo di lampone, promettente.
Luca Bonci
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