Passeggiata
pedemontana, parte seconda
di Riccardo Farchioni
Questa seconda passeggiata,
dagli esclusivi orizzonti "baroliani", si apre verso più
vaste prospettive, gettando uno sguardo verso il vicino territorio di
Barbaresco e, al di là del Tanaro, il Roero.
Matteo Correggia
Ornella
Correggia, salda nel suo compito di continuare il lavoro del compianto
Matteo, ci fa assaggiare per primo il Roero Arneis 2001
che ha intensi profumi di infuso derbe, tè e lavanda; al
palato parte dolce confermando i bei toni di tè e si sviluppa
grasso e piuttosto potente, con un bel nerbo acido a rendere il tutto
equilibrato. Il Langhe Bianco Sauvignon 2000, che passa
per metà in legno (sia nuovo che usato) e metà in acciaio
(ma anche questa metà è destinata ad affinare in legno
usato) presenta al naso un bel varietale arricchito da note di frutta
tropicale di bella eleganza e sicurezza. In bocca parte pronto e sicuro,
molto saporito, grasso, esibisce grande equilibrio contrappuntato qua
e là da sfumature di mentolo. La Barbera dAlba
2001 passa pochi mesi in legno dopo la maturazione che avviene
in acciaio; al naso si avverte una grande esibizione di frutto, potente
e compatta. Al palato qualche nota legnosa slegata ancora marca una
beva che comunque non dubitiamo andrà ad amalgamarsi presentando
già una frutta dolce e polposa e grande morbidezza. Il Roero
2001, di colore rubino porpora, presenta un olfatto dominato
da belle tonalità di rosa non intensissime ma di grande eleganza;
bello in bocca, sia fruttato che floreale, di corpo medio e di nuovo
di grande eleganza. Sentiamo un tannino ancora prevaricante ed un finale
non lunghissimo.
Torniamo alle Barbere con la Barbera Marun 2000 (un 70% della
massa va in legno nuovo per 15-18 mesi): colore rubino violaceo cupo,
e bei profumi di viola e ciliegia; in bocca mostra una polpa notevole,
è nella sua fase finale di assestamento, ma quella che si percepisce
già chiaramente un finale spesso, polposo, fruttato e lungo.
Il Nebbiolo Val di Prete 2000 sfoggia una rosa ed una frutta
rossa pulite, eleganti, ed al palato un mirtillo che va a completare
un quadro aromatico molto sicuro e preciso. Finale di media lunghezza
con un tannino da smussare. Ed arriviamo ad un finale di sicura bellezza
con il Roero Roche DAmpsej 1999 (100% di legno nuovo stemperato
da un anno di bottiglia) che mostra un colore rubino cupo e profumi
intensi ed eleganti di rosa, frutta rossa (ribes, marasca) che si definiscono
e si chiariscono sempre meglio con lossigenazione. Gran bellingresso
in bocca, sicura progressione, freschezza, ampiezza di frutto per un
vino saporito, dalla beva grande e non pesante. E, in appendice, lAnthos
2001, Brachetto secco dai bei profumi di frutta rossa dolce e dalla
beva semplice, bella fluidità e spessore.
Moccagatta
Veniamo
a questa azienda di Barbaresco per sentire prima di tutto la Barbera
dAlba 2001, che sta 7-8 mesi in botte grande, e che presenta
un colore rubino cupissimo ed un naso iperespressivo dalla quantità
talmente impressionante di frutto che sembra veramente di mettere il
naso su di una spremuta di mirtilli, con in aggiunta amarena e viola.
Grande frutto anche in una bocca prepotente, succulenta ed espressiva.
Passiamo ai Barbareschi, con il Barbaresco Basarin 2000 (siamo
allultima uscita, perché il proprietario si è ripreso
il vigneto; lo ha vendemmiato nel 2001, ha offerto le sue uve che non
sono state accettate, perché il controllo della vendemmia è
fondamentale per la qualità di un vino): al naso sentiamo un
floreale molto puro, e in bocca avvertiamo concentrazione, spessore
coniugato ad eleganza, frutto puro leggermente amalgamato da note di
vaniglia. Il Barbaresco Basarin 1999 ha un bel naso che manda
su a folate fiori e frutta rossa. In bocca lo avvertiamo piuttosto duro,
amarognolo, con un tannino alquando ispido; il Barbaresco
Bric Balin 1999, il cui vigneto ha sofferto una grandinata, ha un
bel colore rubino e fa delleleganza il suo carattere principale.
Certo, anche qui al palato avvertiamo una certa durezza finale che ci
porta a cercare una nuova occasione per assaggiarlo. Infine il Barbaresco
Cole 1999, ancora improntato a seducente eleganza, ha dalla sua
grande personalità aromatica e una maggior potenza che gli consente
di equilibrare meglio la imponente carica di un tannino che, ulteriormente
arrotondato, farà di questo vino qualcosa di importante.
Luigi Pira
Il
Barolo Vigneto Margheria 1998 è un vino molto piacevole:
ad un colore rubino tendente al granata sia affiancano profumi intensi
di fiori, frutta rossa e foglia di tè; al palato è aromaticamente
coerente, molto morbido, con un tannino finale globalmente ben imbrigliato.
Il Barolo Vigneto Marenca 1998 (metà in legno piccolo
e metà grande) ha colore rubino cupo, ed un naso più spostato
verso il versante floreale, è più fresco e meno dolce.
La bocca, assai saporita, è caratterizzata da grande ampiezza
e il tannino è leggermente asciugante. Infine il Barolo Vigna
Rionda 1998, che va al 100% in barrique nuove, ci si mostra ancora
chiuso, con unimpostazione che ci sembra poter intepretare come
più internazionale ed una carica tannica da domare.
Pelissero
Ancora
un produttore di Barbaresco che ci fa sentire per prima la Barbera
dAlba I Piani 2001, marcata dallinfluenza del rovere
attraverso toni liquiriziosi e di cioccolato ai quali si affianca comunque
una buona esibizione di frutta nera per un quadro olfattivo nel complesso
dolce e profondo. Al palato lattacco ci pare un tantino magro
anche se poi il frutto viene fuori bene alla distanza senza evidenziare
toni muscolari che a quel punto ci aspettavamo di trovare
anche in bocca; conclusione piuttosto rapida. Il Dolcetto dAlba
Munfrina 2001 ha colore rubino violaceo ed un carattere olfattivo
fresco e floreale, esibendo una viola molto precisa. In bocca si conferma
vino fresco, leggero e pulito. Il Langhe Nebbiolo 2001 esibisce
toni di rosa e di frutta rossa (lampone il meglio esibito) di bella
soavità. Al palato osserviamo ancora un attacco non grasso ma
una sostanza acquistata con buona progressione. Il tannino si fa sentire
in una bocca invasa da una componente aromatica di buona nobiltà
ed ampiezza. Il Langhe Long Now 2000 mette in mostra belle note
di progna dolce e leggera vaniglia, ancora da aprirsi nella loro pienezza
ed affiancate da una ciliegia nera con un carattere tendente al surmaturo
che si ripresenta anche nellattacco in bocca. Qui il vino esibisce
corpo medio, nessuna muscolarità né particolare grassezza,
ma si mostra saporito, concentrato e ricco di estratti, e lungo su toni
piuttosto dolci.
Veniamo ai Barbareschi: il Barbaresco 1999 ha un colore
rubino porpora piuttosto carico e bellissimi, soavi e nobili profumi
profumi di rosa e ribes, intensi e persistenti. In bocca è più
timido, coerente aromaticamente, fino ad un finale amplissimo anche
se non particolarmente lungo, con tannini già sulla strada di
risolversi. Il Barbaresco Vanotu 1999, dal colore leggermente
più carico del precedente, di suprema eleganza con le sue larghe
folate di lampone; sia al naso che in bocca ha un andamento più
lineare, con uno sviluppo aromatico ai frutti di bosco che, senza eccedere
in grassezza e mantenendosi di corpo medio, si conferma di grande eleganza
e con un finale molto lungo.
Riccardo Farchioni
(14/10/2002)