|
Barbera e ravioli! L'Azienda
Pico Maccario
Sagrantino, la
forza in cerca d'eleganza
Passeggiata pedemontana, prima,
seconda e terza
parte
Maddalena
Mazzeschi, donna del vino
Valcalepio,
un vino in cerca d'identità
La Calabria
dei Cirò, e non solo
Manzone Fratelli "Lo
stile della tradizione"
36^ Vinitaly: un
primo bilancio
Le nostre cronache delle edizioni
passate

|
|
Passeggiata
pedemontana, parte terza
di Riccardo Farchioni
Dante Rivetti
Quel
vignaiolo verace e sanguigno che è Dante Rivetti ha portato qui
a Vinitaly anche qualcuno dei suoi figli maggiori, nel senso
di vecchie annate. E noi non possiamo non approfittarne sentendo per
primo il Barbaresco Bricco de Neueis Riserva 1989: colore granato,
e profumi ampii ed intensi di frutta rossa e prugna matura accompagnate
da sottobosco, foglie bagnate e cenni di frutta secca dolce. In bocca
la partenza è lievemente ritardata ma poi non esita a mettere
in mostra una silhouette elegante e succulenta, equilibrata e chiusa
da un bel retrogusto di caramella di prugna. Il Barbaresco Bricco
de Neueis Riserva 1990, sempre di colore granato, al naso ci pare
un po più chiuso, e mostra note di prugna molto matura.
Al palato ha un attacco pronto e subito molto buono, caratterizzato
da frutta rossa saporita, rotonda e fresca. Il vino si mostra compatto,
di buona bevibilità anche se di lunghezza solo media. Passiamo
al Barbaresco Riserva Bricco 1997, dalla bella frutta matura
intensa, persistente e dalla copertura dolce che conferisce al vino
piacevolezza, estroversione ed un approccio non impegnativo. Anche al
palato lo troviamo già pronto, equilibrato e di grande bevibilità.
Gran bel vino il Barbaresco Bricco Riserva 1996, dal colore rubino
porpora carico e dai profumi compatti, intensi e persistenti nei quali
spiccano fiori secchi e marasca. In bocca è fluido, denso, di
corpo pieno, potente, deciso ed inarrestabile non mostrando cedimenti
dal principio alla fine. Un pizzico di eleganza in più e saremmo
su vertici assoluti. Il Barolo Riserva Bricco 1998 ha colore
rubino porpora ed un quadro olfattivo di media intensità incentrato
su profumi di fiori secchi, note balsamiche. Anche al palato prevale
la natura floreale della componente aromatica in un vino etereo, non
particolarmente grasso né dolce.
Passiamo ad altra categoria di vini assaggiando tre annate di una Barbera
chiamata Alabarda. La Barbera dAlba Alabarda 1996 che fa
18 mesi in legno fra grande e piccolo e che si mostra con un bel colore
rubino porpora piuttosto cupo. I profumi sono di bella persistenza e
vanno ad insistere sulle note di frutta rossa e di prugna matura caratterizzate
da dolcezze piuttosto piacione. Anche la bocca è
di grande estroversione ma sorprende con una nuova veste elegante nella
quale spiccano rosa, fiori secchi, frutta caramellata e quasi una tendenza
a nebbioleggiare. Un vino buono e di sicuro interesse. La
Barbera dAlba Alabarda 1997 ci sembra in qualche modo più
tipica; in bocca è fluida, molto espressiva, vivacizzata da note
balsamiche ed equilibrata. Infine la Barbera dAlba Alabarda
1998, un pochino più chiusa al naso, ci pare tuttavia probabilmente
la più elegante delle tre annate assaggiate. Floreale sia al
naso che in bocca, meno piaciona, è, ribadiamo, una
delle barbere più eleganti che ci sia stato dato di assaggiare,
con una tendenza, come abbiamo già detto, a nebbioleggiare
in un finale espressivo, ampio e succulento.
Nervi
Si dice: nebbiolo in Piemonte non è solo Langhe, e ormai, grazie
anche allopera di talenti ormai purtroppo non più fra di
noi, si deve dire che non è neanche solo Roero. Per questo ci
muoviamo verso lazienda Nervi, fondata da Luigi Nervi nel 1906
e passata successivamente ad Italo Nervi, è una delle più
antiche (se non la più antica) del comprensorio del Gattinara.
Comprensorio costituito da colline prealpine nel quale viene coltivato
un nebbiolo che in un clima meno umido di quello delle zone più
celebrate fornisce spesso risultati meno opulenti ma molto raffinati,
e che cresce su di un terreno che offre in modo naturale e spontaneo
rese molto basse come possono essere i 40 quintali per ettaro dellazienda
di cui stiamo parlando. Qui la rivoluzione barrique con
i suoi scontri ideologici non si è fatta vedere.
E allaltezza dei grandi nebbiolo ci è parso il Gattinara
1997, dal colore rubino molto bello e dal quadro olfattivo
costituito da un floreale intenso e da bel lampone. Al palato la partenza
è pronta sulle note di caramella di frutta rossa ben espressa.
Bella fattura per questo vino che chiude su sontuosi rimandi di ciliegia
matura. Il Gattinara Vigneto Molsino 1996 è contraddistinto
da un naso molto elegante, intenso e persistente nel quale, alle note
già descritte precedentemente si aggiungono suadenti tocchi mentolati
e balsamici. Al palato sentiamo un vino saporitissimo, con rosa e ciliegia
a fare da protagoniste del quadro aromatico arricchito da un bel minerale
e da rimandi di sottobosco in un contesto di bella ampiezza e bevibilità.
Piero Busso
Nellarea degli indipendenti che formano il raggruppamento
denominato Nuove Radici incontriamo questa azienda, fondata
nel 1975 da Piero Busso, si è poi sviluppata attraverso successive
e giudiziose acquisizioni che hanno consentito di aggiungere alloriginaria
Vigna Mongese il Bricco Mondino, il Bricco Gallina e, da ultimi, vigneti
nella zona di Treise nei quali è stata curata la prima vendemmia
nel 2000 che porterà nel 2003 ad un Barbaresco (il Barbaresco
Santo Stefanetto) che ci assicurano sarà strepitoso. Larrivo
al traguardo del vino di prestigio è arrivato nel 1985 quando
il Nebbiolo che veniva prodotto è diventato Barbaresco.
Sentiamo
per primo il Dolcetto dAlba Vigna Majano 2001 (botte grande)
ha colore rubino violaceo ed è uno di quei vini che si possono
definire come puro frutto, espresso con intensità sia al naso
che in bocca dove viene leggermente arrotondato dagli effetti della
maturazione in legno. La Barbera dAlba Vigna Majano 2000
(9 mesi di barrique) ha un colore rubino cupo e un quadro olfattivo
che presenta stilemi di rusticità dovuti a note un pochino pesanti
di frutta cotta. La bocca è morbida, concentrata e saporita,
ma di nuovo ricca di rimandi di frutta stramatura o cotta. Insomma,
la sostanza cè, lo stile forse andrebbe rivisto. Ma passiamo
ai Barbareschi con il Barbaresco Bricco Mondino 1999 (va in barrique
il 50% della massa), intenso, dolce e piacevole al naso, ha una partenza
rapida al palato dove sfoggia grande stoffa, tannino setoso e bella
persistenza; forse nel finale lo sentiamo un tantino sovralcolico, ma
sentiamo anche tanta frutta rossa matura ben espressa. Il Barbaresco
Vigna Borgese 1999, vinificazione tradizionale, travolge il naso
con una rosa intensissima ed una viola pura e cristallina. La bocca
ha una silhouette più sfilata e va a caratterizzare questo vino
come un nebbiolo di grande purezza ed espressività che ha in
una dolcezza finale la sua giusta conclusione. Esordio per il Barbaresco
Gallina 1999 (1000 magnum questanno) ottenuto da diradazione
esasperata in vigna fino ad arrivare ad un grappolo per pianta. Ed in
effetti i risultati si vedono, in un vino di corpo pieno, di grande
grassezza e struttura e con uno stile ricco di dolcezze che è
più vicino al Bricco Mondino. Lattacco è pronto,
componente aromatica di tutto rispetto e tannino da smussare.
Piero Gatti
E
non troviamo modo migliore di terminare questa lunga escursione pedemontana
con il Piemonte dei vini minori, ma che sono quelli che
spesso fanno la felicità, che rendono allegre le compagnie, insomma
sono lanima della convivialità. E siamo da uno dei maestri
di questi vini. Il Verbeia 2000 (80% di barbera e 20% di freisa)
ha un quadro aromatico di grande varietà fatto di glicine, rosa,
lampone, mela; anche al palato è molto gustoso, semplice e di
grande piacevolezza. Il Piemonte Brachetto DOC 2001, dalla bella
spuma, presenta un colore rubino scarico e aromi di frutta bianca. In
bocca è una vera marmellata di mela e di pera, impressionante
per precisione. Infine il Piemonte Moscato DOC 2001 si presenta
con bei toni di vaniglia e crema e pesca; al palato è spesso,
corposo e con suadenti toni dolci di pesca finisce in bellezza.
(7/11/2002)
|