|
Barbera e ravioli! L'Azienda
Pico Maccario
Sagrantino, la
forza in cerca d'eleganza
Passeggiata pedemontana, prima,
seconda e terza
parte
Maddalena
Mazzeschi, donna del vino
Valcalepio,
un vino in cerca d'identità
La Calabria
dei Cirò, e non solo
Manzone Fratelli "Lo
stile della tradizione"
36^ Vinitaly: un
primo bilancio
Le nostre cronache delle edizioni
passate

|
|
Maddalena Mazzeschi, donna del vino
Maddalena Mazzeschi labbiamo conosciuta a cena, al Castello di Camigliano
(nei pressi di Montalcino), dopo una giornata passata a degustare Nobili
di Montepulciano. Subito ci apparve una vulcanica donna del vino, e dallora
non abbiamo che avuto conferme sulla sua inesauribile capacità
di promuovere realtà piccole e meno piccole di questo mondo in
pieno fermento e pieno di voglia di farsi conoscere ed affermarsi. Al
Vinitaly ha il suo angolo, dove presenta i vini delle aziende da lei seguite,
e ci passiamo di fronte più duna volta prima di trovarla
libera di accoglierci. Stiamo per dirigerci verso una degustazione di
Sagrantini e quindi le chiediamo una piccola selezione dei suoi prodotti,
che ci avvicini alla terra umbra. Sappiamo di non scontentarla, visto
che lei vive sulla costa nord del lago Trasimeno, a cavallo tra la natia
Umbria e la Toscana, altro suo naturale riferimento professionale.
Eccola
così a farci conoscere per primi i prodotti dellazienda Terre
de' Trinci, una realtà medio grande (mezzo milione di bottiglie)
situata a Foligno. Si tratta di una azienda sorta dalle spoglie di una
cantina sociale, rilevata da alcuni dei soci e oggi gestita con criteri
di qualità, quali la ferrea selezione delle uve e il reimpianto
di cloni selezionati. Ne assaggiamo il Rosso IGT Umbria Cajo 2000,
da uve sagrantino, merlot e cabernet in prorporzioni uguali. Il colore
è rubino purpureo e la complessità olfattiva notevole (si
sente una componente floreale, poi mentolo, ribes, aglio fresco, alloro,
leggera erba tagliata che si dissipa con lossigenazione), mentre
al gusto il vino ci sembra meno intrigante, un po acerbo e marcato
da spunti vegetali. Corretto nellequilibrio acido-alcolico (è
un vino di 12,5%) tuttavia di scarsa consistenza e terminato da tannini
robusti ma ben levigati. Ma eccoci al Sagrantino di Montefalco 1998,
dai 13,5% alcolici e dal colore rubino pieno e limpido. I profumi sono
di frutta rossa matura (lampone) e, penetranti, di viola molto pura ai
quali si affiancano cenni di solvente e leggera copertura vanigliata.
Il corpo è pieno, i tannini delicati e la beva non è troppo
impegnativa in relazione a questa tipologia di vino. Un po carente
la sapidità. Entrambi questi prodotti affinano parzialmente in
botte piccola, e si distinguono globalmente per una bella pulizia.
I Girasoli di SantAndrea producono a Niccone Umbertide sotto
la direzione dellenologo Paoletti. Assaggiamo due loro IGT: l'Umbria
IGT Muda 2001, è composto da sangiovese, montepulciano e merlot,
e vede pochissimo legno con la chiara intenzione di valorizzare la componente
fruttata. Il suo colore è rubino purpureo e in effetti ci presenta
un bel frutto fresco, sui toni del ribes e del mirtillo, a cui sono associati
sentori cosmetici, erbe aromatiche e spezie. Media la consistenza gustativa,
così come la persistenza, tannino un po irruento. Più
importante lUmbria IGT Il Doge 2000, composto da un melange
di uve simile. Allolfatto di buona persistenza il vino si presenta
ben elegante e maturo, marcato da un bel floreale (iris), frutta rossa
matura e toni balsamici. Al palato lo troviamo grasso, rotondo e pulito,
morbido ed accattivante, chiuso da un tannino di tutto rispetto e da una
lunga scia aromatica un tantino vanigliosa.
Ed eccoci ora a una anteprima assoluta, un campione di botte dellOrcia
DOC 2001 dellazienda Capitoni. Prodotto da un vigneto
di soli cinque anni, con un 85% di uve sangiovese e un 15% di merlot,
sotto la direzione dellenologo Ciufoli, questo vino da colore rubino
violaceo cupo sprigiona profumi intensi, carnosi e penentranti di lampone,
ribes maturo e caramello, affiancati da note floreali, cosmetiche e laccate.
Un frutto vivissimo ed ancora laccato che ritroviamo in una bocca piena
ed equilibrata, con una bella espressione di frutto anche se non eccessivamente
complessa né lunga nel finale.
Ma
Maddalena non lavora solo in Umbria e la nostra ferma convinzione di non
uscire dal tema della mattinata vacilla e cede facilmente di fronte a
lei che ci stuzzica con un lungo salto nellestremo sud, per assaggiare
il Eloro Rosso DOC Pachino 1998, della sicula Elorina, Cantina
Sociale Rosolini. Un nero dAvola in purezza, vinificato sotto la
consulenza di Claudio Gori, dal colore rubino chiaro e dal naso amplissimo
e molto intenso di frutta rossa (ciliegia soprattutto) dolce e matura,
a cui si associano toni floreali e di polvere da sparo. Una grande complessità
olfattiva in cui percepiamo fragole e rosa appena sbocciata. Al gusto
lo troviamo morbido, di medio corpo e buona struttura, solo un po
in calo di acidità.
Abbiamo terminato con gli assaggi, ma restare a far due chiacchere non
ci dispiace, specialmente di fronte allassaggio di salumi di quel
macellaio per amore che è Augusto Binarelli di Montepulciano.
Con questi Maddalena sfodera una magnum Fazi Battaglia, il Verdicchio
dei Castelli di Jesi Masaccio 1999, un campione dimostrativo di un
vino creato dallazienda per propagandare le potenzialità
delle sue uve. Fatto con un 30% di uve da una vendemmia surmatura che
era stata preceduta da una rigida selezione sulla pianta, il vino è
di colore paglierino e sprigiona dolci aromi floreali (glicine e lavanda)
e mielati. Maddalena si scusa, la bottiglia è aperta da un bel
po, e infatti al gusto troviamo un po sottotono gli aromi,
ma possiamo pur sempre gustare un vino molto equilibrato e morbido, non
grasso, sostenuto da una buona vena acida. Un buon commiato!
Luca Bonci e Riccardo Farchioni
(27/9/2002)
|