International wine
festival: troppo successo?
Parlare
del successo del Festival di Merano sembra quasi una stanca ripetizione.
Da anni ormai l'autunnale appuntamento alto atesino raccoglie consensi
di critica e di pubblico. Una organizzazione di alto livello e la formula
azzeccata di unire alla selezione di grandi vini italiani i Grands Crus
bordolesi e una ampia rappresentanza di vini stranieri, porta ogni anno
nella piccola e graziosa cittadina della Val Passiria migliaia di appassionati
e operatori del settore. Il fine settimana appena trascorso non ha rappresentato
una eccezione, la quattordicesima edizione dell'IWF è stata anzi
la più affollata che si ricordi. Già nella mattina di
sabato 12, poco dopo l'apertura, alcune sale erano talmente gremite
da impedire una decente fruizione dei vini in assaggio, e questo nonostante
il prezzo di ingresso decisamente elevato.
A
giustificare il successo di pubblico forse anche un'offerta di vini
e prodotti gastronomici sempre più ricca, che vedeva quest'anno
anche l'interessante sezione dedicata ai produttori di vini "estremi"
e la presentazione delle Corone della Guida dei Vini Buoni d'Italia.
Abbondanza che purtroppo ha messo a dura prova anche la capacità
ricettiva del pur ampio Kurhaus, il palazzo nato a fine ottocento come
casa di cura, e creato disagio, per la sistemazione disagiata, in alcuni
dei produttori presenti, tanto che un certo numero di aziende si sono
ritirate dalla manifestazione.
E' proprio vero che talvolta un successo eccessivo può generare
problemi, ed è forse arrivato il momento, per gli organizzatori
del Festival meranese, di pensare ad aggiustamenti che, senza snaturare
la formula vincente della manifestazione, la rendano meno caotica.
14 novembre 2005