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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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| SIDEWAYS: quando
il degustatore passa per un ubriacone...
di Fabio Cimmino
Potrei essere io, l'amico Fernando, gli amici Luca e Riccardo de L'AcquaBuona o Roberto Giuliani di laVINIum. Eppure a me sto tipo mi sta proprio sulle scatole... Molto onestamente non mi ricorda nessuno degli amici appassionati al divino Nettare di Bacco che Vi ho appena citato, nè altri!. A me sembra che con lo scorrere delle immagini Miles abbia più di qualche problemino: di soldi (derubare la propria madre, sigh!, manco fosse un drogato!), dimenticare la propria ex-moglie, rilassarsi e sentirsi a proprio agio con le donne ed, infine, ammettere i propri fallimenti letterari. E finisce così con annegare tutti i suoi problemi nell'alcol... insomma un ubriacone!!! La commedia è, nell'insieme, carina e brillante, grazie però soprattutto alla figura di Jack l'amico, attore da spot pubblicitario, playboy bugiardo, che non resiste a mentire a se stesso prima ancora che agli altri. La classica commedia, piacevole e intimistica, della nuova america moderna e contradditoria. Eppure se le storie nella loro semplice e, a tratti, struggente banalità possono, pure, andare e farci sorridere, finanche riflettere sulle quotidiane incombenze della vita e sulle difficoltà ad affrontarle, quello che proprio non mi va è l'idea che si fa passare: cioè che il degustatore Miles in più di un occasione "usa" l'alcol ed il vino (nello specifico) come mezzo di fuga e di reazione a tutto ciò che gli accade intorno e "contro"...
Un tizio che beve più per evadere che per vera passione... la terza scena, infine, quando addirittura decide di attaccarsi ad una "sputacchiera" (si avete capito bene... bleahhh) chiude il cerchio di una spirale che definirei da alcolista più che da enoturista... Per il resto, nonostante la serietà, o meglio una ricercata serietà di impostazione, i luoghi comuni si sprecano, il merlot odiato e rifiutato come l'anticristo, la glorificazione del pinot noir, che insieme al riesling rappresentata l'accoppiata irrinunciabile, la meta agognata dell'arrivato degustatore! Già, il pinot nero alla ribalta nelle sale cinematografiche di tutta Italia non poteva passare inosservato, con le conseguenze che non hanno già tardato a mostrare i loro effetti. Nell'enoteca wine-bar dove organizzo i miei corsi di approccio al vino le richieste si sono moltiplicate con il problema di un'offerta che non può che essere limitata, soprattutto considerato che i ragazzi (ma anche gli adulti, inutile illuderci) appena usciti dal cinema vogliono spendere, come sempre, non più di una decina di euro per una bottiglia ("massimo 15!"). Per fortuna che a venire in soccorso sono quasi sempre le etichette altoatesine (pur non essendo il massimo in assoluto, sono pur sempre una valida opzione) ed almeno si evitano quei vini (che ho degustato all'ultimo Vinitaly) della Santa Ynez Valley, che veramente ben poco o nulla hanno a che spartire con il mito e la magia del vitigno borgognone... Se fino a ieri molte persone, scherzando, quando sentivano che andavo ad una degustazione rispondevano ridendo "cioè, ti vai a ubriacà!", vorrà dire che da oggi in poi avranno un motivo in più per ghignare ed avvalorare il loro sberleffo. Grazie Miles! 30 aprile 2005 |
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