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Bordeaux nel XVIII secolo, gli intendenti che la fecero moderna, Dupré de Saint-Maur e il vino.
di Tiziana Passuello

Nel XVIII secolo Bordeaux era la città più importante del sud-ovest della Francia, era la capitale politica, giudiziaria e amministrativa della Guienne. L’autorità e il potere stavano in realtà nelle mani di un’Intendente provinciale, il quale rappresentava l’uomo più vicino alla monarchia tra gli abitanti della città.

Tra gli Intendenti più importanti di questo secolo ricordiamo Boucher, Tourny e Dupré de Saint- Maur, questi erano chiamati anche “de grands administrateur” poiché sotto la loro guida e tutela Bordeaux lasciò il suo aspetto medioevale e si trasformò nella città più bella e moderna della nazione.

Tra il 1720 e il 1743 l’Intendente al potere era Boucher, grazie al quale cominciarono i lavori per il “Grand Théatre”, che durarono mezzo secolo. Fu l’architetto reale Jacques Gabriel, che arrivò in città nel 1729, colui che progettò tale teatro.

Successivamente tra coloro che hanno portato al prestigio e al dinamismo di Bordeaux troviamo l’intendente Tourny tra il 1743 e il 1757. Quest’ultimo vietò ogni nuova costruzione, se non con il suo consenso, la città, infatti, era ancora costituita di costruzioni brutte e senza simmetria.

In quel periodo i mercanti che non erano cittadini di Bordeaux, in pratica quasi tutti i mercanti di vino, erano tenuti a stabilirsi fuori Bordeaux formando quasi una città a se stante all’interno della “palus”. Fu Tourny ad incaricare Gabriel di collegare l’antico monastero certosino di Chartrons, da cui prende il nome la “palus”, con la città. Gabriel ebbe la felice idea di costruire un giardino pubblico molto elegante, custodito da guardie perché il “popolino” non potesse entrare, il quale divenne un punto di ritrovo per le due comunità. I mercanti della città e della “palus” avevano occasione di incontrarsi e di concludere affari, in questo modo tale luogo divenne una specie di borsa serale.

Dal 1776 al 1785 fu il turno per Dupré de Saint-Maur di lasciare il suo segno nella città. Il progetto del “Grand Théatre” vide il suo completamento con questo intendente, nel 1779; il lavoro era riuscito così bene che Artur Young lo descrive così: “ Da lontano è il più magnifico teatro di Francia, non ho visto niente che gli si possa comparare”.

Questo intendente inoltre fu il primo ad intuire la necessità di un ponte, la città di Bordeaux, infatti, era collegata alla maggior parte del suo territorio al di là della Garonna solo per via fluviale. Tale progetto cominciò nel 1782 ma fu interrotto dalla rivoluzione e ripreso con Napoleone, solo nel 1810. Inoltre il Museo Lapidario, antenato dell’attuale Museo d’Aquitania, fu creato nel 1783, su domanda di Dupré, con lo scopo di raccogliere le “vestigia” dei romani e divenne anche un centro culturale dove si svolgevano dibattiti politici, economici e ideologici. Museo che comunque perde d’importanza rispetto agli altri lavori di urbanizzazione della città.

Anche nel campo dell'editoria questo periodo fu importante. Infatti Dupont, amico di Dupré, ottenne di farsi concedere dei privilegi di pubblicazione per il “Journal de Guienne”, a discapito però dell’ “Affiches” di Bordeaux che li perse dopo ventisei anni di pubblicazione. Nel 1784 si comincia quindi a stampare il “Journal”, il primo giornale provinciale Francese. Il quale aveva un’impronta critica e riformista simile a quella Inglese.

Duprè, che viene considerato uno degli uomini culturalmente più completi di Bordeaux, ammirato e con una buona reputazione è anche molto conosciuto in campo viticolo. Appassionato di questa materia, tentò di usare i suoi colleghi di altre province come corrispondenti per la raccolta dei campioni, compiendo un passo avanti per l’epoca.

Ma la sua fama è dovuta soprattutto alla lista che scrisse tra il1776 e il 1784, una tra le più complete e dettagliate riguardanti la viticoltura francese e precedente alla classificazione ufficiale del 1855. La decisione di una ricerca tanto approfondita e appassionata deriva da ragioni fiscali e si può ben considerare la prima classificazione del vino di Guienne.

Dupré realizzò tale ricerca consultando i 'courtiers', personaggi chiave nelle questioni bordolesi, i quali stabiliranno poi, la classificazione del 1855. Negli anni ottanta del ‘700 si ha già un notevole commercio di vino nel mondo, e Dupré si esprime in proposito dicendo: “La fortuna di avere questi grandi vini (di Bordeaux) è indispensabile per vendere i meno pregiati del médoc”. Si riscontra che il primo dei premiers “cru” per Dupré è Chateau Margaux, seguito da Lafite, Latour e Haut-Brion ma nella sua opera ve ne sono citati molti altri.

In questa opera si trovano anche elencati e descritti 34 vitigni rossi e 29 bianchi, sono già presenti cabernet sauvignon, franc, merlot, malbec (Noir de Pressac), petit verdot, sauvignon blanc, tutti vitigni che oggi sono tra i più conosciuti e amati di Bordeaux, ma ve ne sono descritti anche altri molti dei quali considerati mediocri. Da ciò si capisce che non aveva ancora preso piede in larga misura l’idea di selezionare i vitigni per ottenere la qualità.

Si deduce d'altronde che all’epoca di Dupré la Francia aveva già cominciato la sua ricerca della qualità, ed è stata per l’Italia una vera musa ispiratrice grazie agli insegnamenti che ci ha dato a riguardo, in particolar modo con riferimento alle denominazioni, che attualmente sono la fortuna dei vini italiani.

Bibliografia

Hugh Johnson- Il Vino. Storia, Tradizioni, cultura; Franco Muzzio Editore 2001
François Gilbert et Philippe Gaillard- Le guide des vignobles et des vin: Bordeaux; M.A.Editions, 1990
El mundo vino: JUANCHO ASENJO, DESDE 1855 HASTA HOY - Burdeos: clasifica, que algo queda
Musées de Bordeaux en Gironde Aquitaine
LES AFFICHES DE BORDEAUX: FRANCE'S SECOND CITY GETS ITS FIRST NEWSPAPER
THE JOURNAL DE GUIENNE, THE MUSEE DE BORDEAUX, AND THE END OF THE OLD REGIME, 1784-1791

23 novembre 2004

  

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