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Mondovino, una pellicola sul nostro mondo
di Marco Pala (da Grenoble)

Siamo andati a vedere per i lettori dell'AcquaBuona il famoso Mondovino di Jonathan Nossiter, che come documentario sul vino dei giorni nostri ha avuto l'onore di far parte della selezione ufficiale dei film in concorso al Festival di Cannes 2004. Mondovino è sopratutto la storia delle persone che ruotano intorno al vino al mondo d'oggi ed è un documentario dichiaratamente schierato dalla parte di chi il vino lo vuole ancora fare secondo le antiche tradizioni che hanno portato alla gloria i grandi crus francesi.

In una descrizione, che diventa poco a poco sempre più manichea, vengono alternativamente presentati i protagonisti di due opposte scuole di concezione del vino. Durante le quasi due ore del documentario si fronteggiano i rappresentanti di una nuova generazione di imprenditori vinicoli, che ormai dominano il mercato mondiale con una tipologia di vino standardizzata al gusto del consumatore medio, e i rappresentanti del vino come nobile prodotto culturale che deve esprimere l'anima del paese da cui proviene. Naturalmente non è poi un caso che i primi vengano dai paesi emergenti nella produzione del vino mondiale (Americhe, sud Africa e Australia) e i secondi dalla vecchia Europa. Da una parte troviamo la famiglia Mondavi, che produce a Napa il migliore e più venduto vino californiano, e dall'altra la famiglia De Montille, che a Volnay cerca di perpetuare la grande tradizione del Borgogna; da una parte i marchesi De' Frescobaldi e dall'altra la piccola produzione di Malvasia di Bosa del piccolo produttore Columbu.

Il film rende un bel servizio allo spettatore ignaro di inquietanti fenomeni, quali il fatto che il prezzo di un vino sul mercato statunitense, e anche mondiale, dipende dalla recensione di un unico uomo, il famoso critico Robert Parker, o che ormai tutte le grandi case di successo si rivolgano alle consulenze enologiche di un unico tecnico, il francese Michel Rolland, o che l'Ornellaia sia passato da un anno all'altro dalla diciannovesima alla prima posizione nella classifica dei migliori vini del mondo di una prestigiosa rivista americana, appena l'azienda è stata venduta da Antinori ai Mondavi. Come difetti il film può risultare fastidioso per una nostalgica esaltazione del glorioso passato e pecca per una limitata analisi dei perché della crisi del vino europeo.

Nel complesso quest'opera porta avanti la difesa di importanti elementi della cultura enologica, come la tutela del patrimonio vinicolo di ogni regione, della diversità del gusto, del concetto di terroir, e mette in guardia contro il pericolo di una eccessiva manipolazione delle originarie proprietà organolettiche durante la fase di vinificazione dell'uva. Certo bisogna anche dire che i francesi sono quelli che la sofisticazione e il miglioramento del vino tramite lavorazione in cantina le hanno inventate e insegnate al resto del mondo...

25 gennaio 2005

Immagini:
Il manifesto del Film, Mondavi, De Montille, Columbu, Parker


   

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