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2004, una vendemmia in sordina
di Angelo Gaja

Un primo bilancio ancorché provvisorio sulla vendemmia appena conclusa non può che essere ampiamente positivo. Nel 2004 la primavera aveva favorito una eccellente fioritura della vite ponendo le premesse per una produzione abbondante. Fortunatamente erano state rare le brinate primaverili, i nubifragi e le grandinate. Un eccezionale mese di settembre, caldo e senza piogge in diverse regioni italiane, aveva assicurato una buona/ottima maturazione delle uve.

E così la vendemmia 2004 ha fornito ai produttori uve di qualità che vanno dal buono all'ottimo, ed una quantità abbondante. Sono sempre state rare in passato le vendemmie italiane che coniugavano assieme qualità e quantità: 1990 e 1964. Dopo dieci vendemmie anticipate, con il 2004 siamo tornati alla normalità: i nebbioli ed altre varietà di maturazione tardiva sono stati raccolti ad ottobre inoltrato, com'era sempre avvenuto in passato.

LA QUANTITA' ABBONDANTE.
Non pochi produttori, a fianco dell'ottima qualità, avrebbero gradito anche una produzione più contenuta, meno abbondante. La natura però fa il suo corso senza guardare alle difficoltà di mercato ed al calo dei consumi. La quantità abbondante della vendemmia 2004 da un lato e la difficile situazione di mercato dall'altro hanno provocato un forte calo dei prezzi delle uve e del vino all'ingrosso delle annate precedenti. A guadagnarci, e questa è la buona notizia, saranno i consumatori perché la vendemmia 2004 avrà un forte effetto calmiere sui prezzi delle bottiglie che arriveranno sul mercato.

VINI DI BEVA FACILE
Dopo una lunga sequenza di annate calde ed asciutte, che avevano contribuito a concentrare le uve già nel vigneto ed a generare vini ricchi di struttura e di alcool, il 2004 ha inaspettatamente premiato anche i viticoltori che abitualmente rincorrono la quantità con potature lunghe e senza provvedere al diradamento delle uve; la conseguenza è che ritorneranno sul mercato anche i vini fragranti, di medio corpo, di bassa gradazione alcoolica, profumati e beverini. A ricordarci i piacevoli vini della quotidianità che temevamo fossero ormai definitivamente scomparsi.

VINI IMPORTANTI
Non mancheranno nel 2004 i vini grandiosi. Quelli che nascono dalle cure nel vigneto, attente se non anche esasperate, messe in atto dai molti bravi produttori che rifiutano la mediocrità e che vorrebbero sempre produrre il massimo; i quali hanno visto ampiamente premiato il loro impegno grazie ad una annata estremamente favorevole.

COMUNICAZIONE MEDIATICA SOTTO-TONO
Grande vendemmia quella del 2004, senza fanfare però. Che sia un male?
Negli anni passati le vendemmie erano sempre state precedute ed accompagnate da un tam-tam mediatico che il mondo del vino riteneva utile - più se ne parla meglio è - per fare nascere nel consumatore un interesse, una predisposizione ad acquistare i vini che sarebbero poi arrivati sul mercato. Speranze ampiamente disattese dacché i consumi sono continuati inesorabilmente a calare; a significare forse che la comunicazione del vino va ampiamente ripensata. La vendemmia del 2004 è invece partita in sordina.
Questa iniziale mancanza di comunicazione però non incrina minimamente una grande verità: in cantina i produttori si troveranno degli ottimi vini, ed è quello che conta. Allorché i vini del 2004 cominceranno ad arrivare sul mercato, i consumatori non tarderanno ad accorgersi della loro bontà e li vorranno sicuramente acquistare.

28 Ottobre 2004

immagine tratta da www.langhe.net



   

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