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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Venti anni di Ornellaia
di Franco Santini

ROMA - Lo scorso 13 maggio, nella sala conferenze dell’hotel Crowne Plaza, l’AIS Roma ha organizzato una degustazione eccezionale per festeggiare i venti anni dell’Ornellaia. Un nome che non ha bisogno certo di presentazioni. Un vino che ha segnato la storia della vitivinicoltura in Italia e nel mondo. Sono quelle occasioni speciali in cui ti senti un privilegiato e realizzi quante belle sensazioni ed emozioni possa regalarti l’incontro con un grandissimo bicchiere.

Dell’Ornellaia – ottenuto dall’omonima tenuta di Bolgheri, fondata dal marchese Ludovico Antinori nel 1981, e oggi di proprietà della Marchesi de’ Frescobaldi – si è detto e scritto di tutto. Insieme al Sassicaia, che ha fatto da apripista, è il vino che più di ogni altro ha saputo riproporre l’affermato modello bordolese in terra italica, raggiungendo vertici qualitativi che portano oggi a parlare di un vero e proprio “modello bolgherese”. E’ difficile trovare un altro grande vino italiano che ha mantenuto nel tempo, fin dagli esordi, una così alta costanza qualitativa. Ed è questo che distingue i grandi vini dai fuoriclasse!

Ma non si è parlato solo di Ornellaia nel pomeriggio romano. Stesso spazio e stessa dignità sono stati riservati al suo alter ego: quel Le Serre Nuove che dal '97 ha raccolto le “spigolature” delle uve degli stessi vigneti (in special modo di quelli più giovani, ma parliamo sempre di grandissime uve), riservando la materia d’eccellenza al suo illustre fratello. Una mossa commerciale resa necessaria da una competizione sempre più spinta sui mercati internazionali, e che ha permesso all’Ornellaia di beneficiare, a seconda delle caratteristiche dell’annata, dei migliori blend degli uvaggi previsti (Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e per ultimo Petit Verdot).

Per festeggiare degnamente l’evento sono state proposte in verticale le annate dal 2000 al 2005 dei due vini. Alla presenza del responsabile marketing Di Loreto e del direttore tecnico Leonardo Raspini, Serre Nuove e Ornellaia si sono alternati nei bicchieri, permettendo all’attenta platea di ragionare sulle similitudini e differenze stilistiche, e valutando l’interpretazione dell’annata in entrambi i prodotti. Vi lascio quindi alle note di degustazione. In un panorama generale di assoluta eccellenza, un paio di annate mi hanno assolutamente conquistato: la “ricca ed equilibrata” 2001 e ancor di più la “raffinata ed elegante” 2004.Ma attenzione anche al 2005…promette più che bene! Buona lettura.

Le Serre Nuove 2000

Naso ancora piuttosto chiuso. Nonostante l’annata calda, i profumi ci danno un’idea iniziale di freschezza floreale e fruttata, con appena un principio di confettura, e una bella speziatura su un fondo selvatico. Il tannino ha una bella estrazione: percettibile ma finissimo. In bocca è vigoroso, ma nel finale abbastanza lungo torna la sensazione di freschezza, sostenuta da una bella nota sapida. Buon vino, pecca un po’ in profondità e complessità.

Ornellaia 2000

Rispetto al Serre Nuove, ha un naso ancora più serrato e compatto, con note più scure di terra e di sottobosco, che trasferiscono anche l’idea di una maggior maturità dei vigneti. La dote principale di questo vino è senz’altro l’equilibrio. Anche qui il tannino è presente, ma è soffice e levigato. L’acidità è sostenuta da un estratto poderoso, che consente al liquido di espandersi nel palato e avvolgere l’intero cavo orale. Vino ancora in lento divenire, che migliorerà col tempo.

Le Serre Nuove 2001

Naso anche qui ancora un po’ chiuso, con un erbaceo abbastanza evidente. C’è un’interessante nota balsamica che si inserisce su un fondo minerale di grafite, che ritroveremo come filo conduttore anche nelle altre annate. In bocca ha un altro passo: ha un ingresso morbido, poi una bella acidità che lo rende dinamico, reattivo. Il sottofondo fruttato è modulato da una piacevole nota speziata, quasi dolce, come di cannella, che dura a lungo. Vino equilibrato anche questo, ma con una profondità e un contrasto che me lo fa preferire al “maturo” 2000.

Ornellaia 2001

Naso stratificato e complesso. Torna la nota di grafite e la balsamicità che avevamo avvertito nel Serre Nuove, ma qui c’è molto di più! Prugna e frutti di bosco, speziatura di tabacco dolce, note di terra e di humus. Affascinante, non c’è che dire! In bocca è morbido, avvolgente, ha una bellissima progressione gustativa, con una struttura imponente. Vino di gran piacevolezza, frutto di una ricerca di maturità nelle uve e di una presenza di una buona percentuale di Merlot. A cercare il pelo nell’uovo potremmo segnalare una nota alcolica lievemente “strabordante”, ma che col tempo si fonderà meglio con le restanti componenti, regalandoci un grandissimo vino.

Le Serre Nuove 2002

Annata complicata, molto piovosa. Il Cabernet Sauvignon non ha maturato come si deve (“un come si deve” relativo, visto che stiamo sempre parlando di uve da Ornellaia!) ed è confluito in buona parte in questo Serre Nuove. Il profilo olfattivo gioca su toni molto delicati: è fresco, con una certa florealità, con la tipica nota balsamica, e con una vena erbacea appena sussurrata. Il fruttato ricorda la mora e il ribes nero. La freschezza è il tratto distintivo anche al palato, che mostra una bella corrispondenza gusto-olfattiva. Vino più “crudo” rispetto alle annate precenti.

Ornellaia 2002

Per combattere l’annata piovosa si è fatto ricorso in maniera più spinta al Merlot, che notoriamente si difende bene nelle annate fresche. Il naso ricorda quello del Serre Nuove, ma con una balsamicità ancora più evidente, che vira quasi verso il mentolato. C’è anche una nota eterea, in un quadro olfattivo generale all’insegna della delicatezza e leggiadria. Il tannino è un po’ più ruvido, meno maturo del 2001. Il vino è comunque equilibrato, con una bella piacevolezza fruttata, e la sua dote principale è senz’altro la naturalezza di beva.

Le Serre Nuove 2003

Annata molto calda con precipitazioni scarsissime. I profumi lo confermano, e sono molto maturi. Frutta nera, confettura, ancora la nota scura di grafite, una speziatura di pepe nero. In bocca il vino è equilibrato, di buon corpo, ma un po’ “seduto”. Gli mancano quegli slanci di freschezza e di acidità che avevano caratterizzato le annate precedenti. Predomina nettamente un fruttato maturo, che lo rende morbido e polposo.

Ornellaia 2003

Prodotto in quantità ridotte, con l’aggiunta, per la prima volta, di un 5% di Petit Verdot, con l’intento di dare un poì di “movimento”. Anche qui naso piuttosto cupo, profondo e austero. Una base di frutta nera matura, modulata da note eteree, quasi di smalto, da un accenno di balsamicità, e dalla solita mineralità di grafite. Al palato, in analogia al Le Serre Nuove, si presenta morbido e avvolgente, di buon equilibrio, piacevolmente fruttato. Sempre in analogia con “fratello minore”, anche questo Ornellaia stenta un po’ a distendersi e rimane chiuso su se stesso, come se qualcuno, con un elastico, lo trattenesse e gli impedisse di correre.

Le Serre Nuove 2004

Questo è stato il mio Serre Nuove preferito. Ma forse è l’intera annata 2004 ad avermi stregato, visto lo straordinario Ornellaia che descriverò dopo. Frutto di diradamenti massicci per limitare l’eccessiva vigoria produttiva ereditata dal caldo 2003, ha un profilo olfattivo molto elegante: note di terra, di grafite, di spezie, di frutta fresca ed erba appena tagliata, con un sentore mentolato molto piacevole. Anche in bocca è pulito, netto, preciso: estremamente bilanciato, non è né scarno né opulento. Perfettamente a fuoco. Ha un tannino soffice e una beva molto gradevole, che si chiude su un lungo richiamo fruttato. Gran bel vino, non c’è che dire.

Ornellaia 2004

Dopo le premesse del Serre Nuove mi aspettavo un grande Ornellaia e non sono stato tradito. Un fondo di frutti di bosco fa da preludio ad un pout-pourrì di spezie, di liquerizia, di rabarbaro, con le consuete note balsamiche e mentolate. Molto affine all’esplosivo 2001, è però più aggraziato ed elegante. In bocca è setoso, equilibrato, meno ricco del 2001 ma forse per questo più naturale. Un vino tutto giocato sul filo dell’eleganza. Ha una buona spina acida, una netta sapidità, una bella espansione al palato, e un lungo, lungo finale speziato. Fuoriclasse assoluto!

Le Serre Nuove 2005

Siamo all’annata più giovane. Un’annata che sembra molto promettente ma che dovrà essere giudicata tra qualche tempo per capire se è veramente grande. Al naso questo Serre Nuove mi sembra ancora chiuso, con un gioco di toni mentolati e speziati che arrivano alle narici prima del fruttato.Una curiosa nota di mandorla esce dopo un po’ dal bicchiere. In bocca è molto piacevole ed equilibrato, con un tannino molto pulito e fine, che comunque fa sentire su lingua e gingive la sua gioventù. Mi ricorda molto il 2004, ma ha bisogno di un altro po’ di tempo per esprimersi agli stessi livelli.

Ornellaia 2005

Gran finale con questo Ornellaia 2005. Anche questo un bel vino, che metterei sul podio, dopo il 2004 e il 2001. Il naso è un po’ chiuso, in analogia col Serre Nuove. Ovviamente qui abbiamo una maggior complessità, con una piacevolissima nota di speziatura dolce (tabacco, vaniglia) e un vegetale lievemente più intenso. Fresco e rotondo al palato, ha tutte le componenti al posto giusto: acidità, sapidità, mineralità, polpa di frutta, tannini presenti ma setosi. E’ molto buono e con un po’ di tempo arriverà forse ai livelli del grandissimo 2004. Da riassaggiare tra un annetto


21 maggio 2008
 
 
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