Un International Wine festival
all'insegna del Montepulciano d'Abruzzo
di Luca Bonci e Riccardo Farchioni
Come abbiamo già avuto occasione di dire, il passato festival
di Merano aveva eletto il montepulciano d'Abruzzo tra i vitigni da scoprire.
A pieno merito aggiungiamo noi, che non da oggi consideriamo questo
tra i più promettenti vitigni a bacca rossa italiani. Un'uva
capace di dare vini dal grande corpo e, nello stesso tempo, dai vivaci
aromi di frutta rossa. Un vino tipicamente da invecchiamento, ma che
riesce a dare forti emozioni anche in età giovanile, specialmente
se prodotto con le moderne tecniche di vinificazione che permettono
belle estrazioni e maturazioni senza il contrappasso di tannini troppo
robusti.
Iniziamo i nostri assaggi con alcuni dei produttori presenti
tra I Cento, ossia tra le cento aziende selezionate dagli organizzatori
come quelle di punta del panorama italiano.
L'azienda
Bosco Nestore (da Nocciano, PE) presenta due Montepulciano d'Abruzzo,
la Riserva e il Pan. Si tratta di un produttore di media grandezza,
con 700mila bottiglie prodotte di cui 50mila di riserva e 35mila di
Pan. Il Montepulciano d'Abruzzo 1998 (13%) si mostra
con un colore rubino di media consistenza, ha profumi speziati (sentiamo
penetranti note di ginger) e di erbe aromatiche (sedano) a fianco di
una fresca ciliegia. Buona pulizia al gusto e conclusione tannica ma
corretta. Un vino di bella beva, anche se non particolarmente concentrato
e con un alcolicità un tantino sopra le righe e non completamente
bilanciata dal corpo. Il Montepulciano d'Abruzzo Pan 1998 (13.5%),
pur rientrando nella DOC contiene anche un 10% di cabernet sauvignon
e un 5% di sangiovese ed affina per un anno in bottiglia dopo 10-12
mesi passati in barrique. Il suo colore è un rubino che sfuma
nel porpora e i profumi sono di fiori, di ciliegia ed amarena espressi
con sufficiente eleganza, ed affiancati da caratteri terziari come liquirizia
e cioccolato che si ritrovano anche al gusto dove il vino accenna anche
a qualche sfumatura pepata, è saporito senza essere eccessivamente
grasso o concentrato, esibisce qualche cenno di rusticità e conclude
con tannini piuttosto robusti. Ci è parso in linea con quanto
dichiarato dai produttori che ci dicono della loro intenzione di fare
un Montepulciano d'Abruzzo tipico .
L'azienda
La Valentina (Spoltore, PE) presenta ben quattro Montepulciano
dAbruzzo. Il Montepulciano d'Abruzzo 2000 (13,5%)
vede quasi solamente acciaio (infatti solo il 10% della massa passa
in legno); non ci sembra particolarmente intenso al naso ma piuttosto
persistente, su toni di buona definizione di stampo floreale e con carattere
spiccatamente aromatico (note penetranti di sedano, prezzemolo...) e
all'assaggio si mostra di discreta struttura, e di buona freschezza
fruttata. Il Montepulciano d'Abruzzo Il Binomio 2000 è
ottenuto da una vigna di montagna in cui si coltiva un antichissimo
clone di montepulciano, ha 14,5 gradi alcolici e un colore rubino vivo
impenetrabile, ottenuto anche grazie ai 15 mesi di barrique di primo
passaggio. I profumi non ci raggiungono subito, stentano un po' a dipanarsi,
ma poi arrivano mostrando una bella frutta nera, toni minerali e una
violetta nitida e spiccata. Al gusto è di buona intensità,
ed oltre alla frutta vi percepiamo note di inchiostro e sentori medicinali,
ma anche un tannino pungente e ancora piuttosto duro.
Il Montepulciano d'Abruzzo Belloverde 2000, tratto da vigne con
rese di 40 quintali per ettaro, ha di nuovo 14,5 gradi alcolici ed affina
per ben 24 mesi in barrique nuove, affinamento preceduto da fermentazione
in tini di rovere tronco-conici. I profumi sono austeri, profondi, di
ciliegia nera, liquirizia, ancora viola, inchiostro e goudron. Al gusto
predominano i toni laccati e cosmetici donati dal legno e una imponente
massa tannica ben imbrigliata chiude una bocca nella quale il frutto
si mostra persistente anche se non troppo intenso. Chiude la serie il
Montepulciano d'Abruzzo Spelt 1998. Di "soli" 13,5
gradi alcolici, è un vino sicuramente più maturo. Viene
affinato per un anno in bottiglia dopo 15 mesi in legno piccolo di secondo
passaggio e botte grande. Il colore è rubino di media fittezza
e i profumi ci mostrano un frutto dolce e aperto. Profumi fini ed intensi
di china e rabarbaro, oltre che di ciliegia matura, e anche una pungente
pepatura. Concentrazione media al gusto e leggera diluizione non sciupano
il quadro pulito e beverino di questo vino. Quadro conlcuso da tannini
alla Montepulciano.
Dai produttori selezionati dagli organizzatori per leccellenza
passiamo a quelli presenti nello spazio riservato ai Consorzi. Pur non
esistendo un Consorzio di tutela per questo vino (fatto di per sé
sorprendente...) alcune aziende si erano infatti riunite in una squadra
esponendo i loro prodotti a fianco dei Consorzi dei Vini Valpolicella,
del Brunello di Montalcino, della Costa degli Etruschi.
Di
Cataldi Madonna (provenienza Ofena, AQ) ecco il Montepulciano
dAbruzzo 2001 dal colore rubino cupo, profumi di frutta nera
matura che eccedono forse un tantino in dolcezza e che sono seguiti
da un palato di maggiore freschezza ma anche alquanto sfuggente e con
poca personalità dal punto di vista aromatico. LAzienda
Vitivinicola Lepore ci propone il Colline Teramane Montepulciano
dAbruzzo Re 2000, che presenta anchesso un bel colore
rubino cupo, ed esibisce profumi di frutta nera di buona compostezza
e profondità. Lingresso in bocca del vino è allinsegna
della grande morbidezza e dellimpatto dolce. Il corpo può
essere considerato pieno e la frutta è presente in buona quantità
anche se al palato più che al naso mostra qualche tono di surmaturazione.
Il Montepulciano dAbruzzo Riserva Inferi 1997 di Marramiero
(Rosciano, PE) si propone come un vino improntato più che sulla
dolcezza e sulla maturità del frutto, su una finezza ed eleganza
piuttosto spiccate con un olfatto di impostazione prevalentemente floreale
con qualche venatura vegetale. In bocca queste caratteristiche si ripropongono
accompagnate da una buona tensione gustativa e piacevole freschezza
di beva. Di Filomusi Guelfi (una decina di ettari coltivati a
vigneto nei comuni di Tocco di Casauria e Popoli in provincia di Pescara)
sentiamo un Montepulciano dAbruzzo 2000 che ci
colpisce per la sua eleganza e freschezza, confermate da una bella beva
succulenta e siglate da una rimarchevole eleganza. Il Montepulciano
dAbruzzo Riserva Vigna Fonte Dei 1998, prodotto solo in annate
favorevoli, ci sembra presentare nel quadro olfattivo toni surmaturi
un tantino rustici confermati al palato, dove comunque si trovano ad
essere espressi in una bocca di bello spessore e polposità.
Nel Montepulciano dAbruzzo La Regia Specula 2000 di Orlandi
Contucci Ponno sentiamo un bel prodotto insieme dolce ed elegante,
nel quale una impostazione moderna della vinificazione mette
da parte le rusticità che talvolta si ravvisano restituendoci
un vino fresco, composto, dal bel contenuto di frutta rossa e nera e
dallinnegabile fascino.
Lultima azienda della nostra rassegna abruzzese è lAzienda
Vitivinicola Scialletti da Roseto degli Abruzzi (Teramo) fondata
dal Cavalier Pancrazio Scialletti nel 1884: si contraddistingue per
una produzione fuori dal coro caratterizzata da uvaggi piuttosto
peculiari e che hanno come effetto una visibile uscita dalla tipicità
attraverso linserimento nel bouquet di toni freschi che spingono
i prodotti verso il raggiungimento di una certa eleganza. Il Sammarco
Rosso 1997 (montepulciano, sangiovese, malbech) ha un bel naso fatto
di frutta rossa matura (ciliegia ma anche ribes e mirtillo) con aggiunta
di eleganti note di erbe aromatiche, ed è fresco e di beva saporita
in bocca, senza avere peso particolarmente imponente. Il Sammarco
Oro 1997 (affinamento in tonneau) ha un uvaggio diverso e piuttosto
variegato (montepulciano, cabernet sauvignon, malbech, barbera) ed si
caratterizza per un olfatto molto intrigante nel suo ampio spettro che
va dal floreale della rosa alla frutta rossa dolce, proponendo anche
note balsamiche e mentolate; al palato è snello ed elegante,
con buona coerenza e tenuta aromatica.
21 marzo 2003