| Dal Vinitaly |
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Per quella corrispondenza di umori che spesso accomuna i redattori della nostra rivista, la settimana al vinitaly ci ha visti spesso presenti, anche se in tempi diversi, tra gli stand del Friuli. Forse volevamo ritrovarci in quella terra dai grandi bianchi, forse eravamo a caccia di novità interessanti al di là dei grandi nomi, a caccia di qualche giovane vignaiolo che ci versasse nel bicchiere il vino fulminante, perché da questa regione ci si può attendere di tutto. Sia quel che sia, ecco l'ennesima puntata sui vini friulani. E non ce ne vogliano i nostri lettori per questa valanga di assaggi e di annotazioni: forse avrete un po' di mal di mare, ma dovete tener presente che il Friuli fa questo effetto: una polverizzazione impressionante di aziende piccole e piccolissime, vigneti microscopici, tante tipologie di vino prodotte in poche bottiglie che il resto dell'anno quasi sicuramente non troverai più, e tante idee personali e peculiari messe in pratica. Una visita non improvvisata, se è vero che la scegliamo come debutto, iniziando ad assaggiare i vini di Dario Orzan alle 10.50 del giovedì, nostro primo giorno alla fiera. Dell'azienda di Capriva del Friuli assaggiamo il Pinot Grigio 2000, un IGT dal colore paglierino con sfumature dorate e profumi intensi di fiori bianchi (biancospino), gialli (ginestra) e agrumi penetranti e molto puliti. Sufficientemente pieno il corpo e bella la pulizia al gusto, decisamente una bella partenza! Stimoliamo Orzan sull'importanza delle DOC, visto che il primo vino che assaggiomo è un IGT e lui ci dice che non le considera così importanti, sicuramente meno che crearsi il proprio spazio nel mercato facendosi conoscere. Ma passiamo al Collio Sauvignon 1999, che presenta un colore dalle sfumature ramate e un naso nel quale percepiamo netto il tipico sentore di sambuco espressi in modo intenso e nitido; al gusto mostra delle belle potenzialità in fatto di sostanza e di profumi (frutta tropiicale ed agrumi), ci sembra sicuramente sapido, anche se allo stato attuale un po' acidulo, e un tantino verde. Bello complessivamente ma con una eleganza ed un equilibrio che al tempo dei nostri assaggi era ancora da ricercare. A lato troviamo Grion, sempre di Capriva che presenta ben sei vini bianchi, tutti campioni di vasca. L'azienda produce vino da ottanta anni nel Collio e nell'Isonzo, e per prima cosa ci fa assaggiare un Tocai Friulano 2000. Il colore è paglierino verdognolo e l'olfatto un po' crudo, così come la bocca che troviamo alquanto diluita. Va meglio col Pinot Bianco 2000, dal colore paglierino con sfumature verdognole e dagli aromi più intensi e eleganti dove troviamo fiori bianchi, agrumi e cenni di mela tutti fusi da una copertura dolce. Il vino ha una buona struttura e grassezza, anche se ci pare un tantino molle, e chiude con un finale piacevolmente amarognolo e di buona lunghezza. Il Pinot Grigio 2000 è un IGT dal colore simile ai precedenti molto brillante e dalla bella fragranza olfattiva, seguita da una buona grassezza. Lo notiamo piacevolmente varietale con una nota di pasticceria ad addolcire il finale. Eccoci poi al Sauvignon 2000, che a un varietale non estremo coniuga una bella struttura, aromi floreali di intensità media e un finale di buona dolcezza. Prodotto con cloni francesi lo troviamo eccessivamente acido ma von un bel finale persistente. Cambiamo filosofia e abbandoniamo il monovitigno col Bianco Grion 2000, una miscela di chardonnay al 50%, sauvignon al 30% e tocai per il restante 20%. Alla sua prima uscita il vino mostra un olfatto un po' contradditorio: intenso e aromatico ma non pulitissimo. Al gusto la grassezza e media ma il vino non è vivissimo, è piuttosto molle e, specialmente nel finale, in calo. Ed eccoci infine allo Chardonnay 2000 IGT, dal naso pungente pervaso da note classiche di banana; in bocca lo troviamo di bella tenuta aromatica riservando il meglio di sé in un finale morbido, dolce, ampio e complesso. La azienda Coceani, di Renzo, si dichiara biologica per scelta, ossia non per fare un vino biologico, ma avendo scelto la salvaguardia totale dell'ambiente. La sua Collio Ribolla Gialla 1999 è di colore paglierino poco intenso e al naso sprigiona profumi di glicine, lavanda e fiori di campo accompagnati da sentori di polvere e cipria. Non è molto intensa, ma in bocca la troviamo ben strutturata e piena anche se un pochino molle. Mentre assaggiamo Renzo ci racconta della sua convinzione ecologista e quindi del rifiuto dei medicinali di sintesi ("solo rame e zolfo e guerra biologica") e dei prodotti transgenici, "naturalmente!" Solleva poi anche il problema dei brevetti in campo biologico, su cui sarebbe veramente interessante ritornare. Nel frattempo siamo passati al Collio Pinot Grigio 1999, un vino complessivamente buono, con sentori di frutta gialla e miele, bella struttura ma di nuovo bassa acidità che lo rende alquanto seduto e una diluizione finale che rendono il prodotto poco interessante. Ci piace di più l'Isonzo Chardonnay 1999, dal colore paglierino verdognolo e dalla media intensità olfattiva giocata tra fiori e frutta (agrumi e banana). Bella la pienezza aromatica al gusto, sempre fruttato e il finale in crescendo, dopo un centro bocca non esplosivo e ancora una volta privo di nerbo acido. Concludiamo col Collio Sauvignon 1999 su cui Coceani mette le mani avanti: "L'utilizzo del rame in agricoltura biologica inibisce i profumi del sauvignon, credo che lo abbandoneremo in favore di altri vitigni." Il vino è paglierino intenso e effettivamente non troppo profumato, ma ha una beva discreta e al gusto è morbido, dolce e fruttato (mela). Notiamo che tutti i prodotti sono del 1999 e il produttore giustifica la sua scelta col fatto che le sue uve sono veramente di buona qualità e quindi dovrebbero dare vini di bella struttura, "magari dovremo imparare a vinificare meglio, ci stiamo impegnando su questo." Lo annotiamo per futuri assaggi e gli facciamo i nostri auguri. In pieno Collio troviamo l'azienda Isidoro Polencic, presenti padre e figlio che ci presentano un bel po' di vini, tratti dai 30 ettari di vigneti di proprietà. Partiamo dalla Ribolla Gialla 2000, un vino dal colore paglierino tenue e dai profumi intensi e penetranti floreali, agrumosi con tocchi minerali. Un vino fresco e semplice, di buona dolcezza, struttura e lunghezza. Il produttore ci spiega un po' della sua filosofia raccontandoci di come l'azienda punti sui bianchi del Collio per identificare prodotto e territorio, specialmente ora che i disciplinari lasciano qualche libertà in più. "Facciamo sia monovitigni che assemblaggi. I primi si vendono bene, ma hanno una grande concorrenza, con gli altri si riesce a differenziare meglio l'azienda." Per quanto riguarda le tecniche produttive Polencic ci parla naturalmente di drastici tagli di produzione, "la metà di quello che si produceva con gli stessi ettari 10 anni fa" e del passaggio di una certa percentuale del sauvignon, chardonnay e pinot grigio in botti medio-grandi, dove si effettua la malolattica per tirar giù l'acidità e dare struttura." Assaggiamo il Pinot Grigio 2000, un vino di 13% dall'olfatto complesso ed interessante, caratterizzato da profumi intensi e dolci di fiori e frutta gialli. Al gusto si nota la vaniglia e sorprendono la bella struttura e la lunghezza notevole. In bocca troviamo grande struttura, equilibrio, ed una striatura acida che lo rende anche abbastnza succoso. Un bel vino. Sarà per il confronto ravvicinato, ma il Pinot Bianco 2000 ci sorprende meno. Paglierino carico il colore, profumi floreali e di mela verde si abbinano a sentori cosmetici. Vino un pochino meno espressivo del precedente, ma come è naturale per la tipologia, più fresco. Polencic ci dice che "ci mette di più a raggiungere il giusto stadio evolutivo, ma è più duraturo." Il Collio Chardonnay 2000 è di colore quasi dorato ed ha un naso di intensità media e di buona dolcezza sui toni della banana matura e della mela golden e in bocca una bella pulizia gustativa, anche se ancora su toni di intensità media. Torniamo in alto col Collio Sauvignon 2000, 13% e color paglierino tenue. Il varietale dell'uva non è spiccatissimo ma la bocca è morbida e piacevole, buono il corpo e lungo il finale, su note di mela matura. L'acidità giusta ce lo fa percepire come un vino ben pronto da bere. Abbiamo terminato con i monovitigni e ci aspettano due uvaggi di concenzione assai diversa. Ci sono piaciuti entrambi, a dimostrare che non vale tanto seguire le mode, ma lavorare bene. Il primo che assaggiamo è il Bianco Collio 1999, 13mila bottiglie di un vino proveniente da un vecchio vigneto di oltre 35 anni di età. Dentro ci sono praticamente tutte le uve permesse dalla DOC: ribolla, malvasia istriana, chardonnay, picolit, tocai e pinot bianco che vengono vendemmiate con le altre e quindi surmature, e altre uve presenti in vigna in piccolissime percentuali. Il colore è paglierino carico tendente al dorato e al naso è intenso il sentore di marmellata di agrumi e ragguardevole la complessità. Questo vino passa un anno sui lieviti che gli danno, insieme alla composizione variegata, una complessità che si manifesta col tempo mentre il vino ci staziona nel bicchiere. Ecco miele ed erbe aromatiche, e poi fiori (lavanda) e di nuovo agrumi. In bocca il vino è grasso e pastoso, sapido e lungo. Il secondo assemblaggio è l'Oblin Blanc 1998, vino di 13%, mezzo più del precedente. E' ancora un uvaggio, ma passato in barrique. Anzi, per essere precisi, fermentato in barrique nuove al 50%, tenuto un anno sui lieviti e affinato un anno in bottiglia. Al colore è paglierino carico tendente al dorato e intenso al naso. Percepiamo vaniglia e frutta dolce, banana e pesca. Al gusto la speziatura del legno è sicuramente presente, ma su un corpo notevole e rotondo. Sicuramente uno stile di vino internazionale, che per i nostri gusti personali definiremmo un po' stancante, non facile da bere, ma che meditato obiettivamente non possiamo certo non definire un bel prodotto. Nota a chiudere, l'Oblin va sulle 35.000 lire, il Bianco Collio sulle 30.000. L'azienda Castello di Cosa di Furlan produce un ragguardevole numero di bottiglie (400mila) tra Collio e Grave. Una produzione di qualità a prezzi onesti, la linea base si trova a prezzi che vanno dalle 12 alle 15mila lire. Partiamo con tre vini provenienti dalla regione delle Grave: la Ribolla Gialla 2000 è un vino dai profumi intensi di fiori (lavanda e glicine) e cipria che però è contraddittorio al gusto, perché da una parte è fresco e fruttato, d'altra parte è magrino e con una componente acida un tantino eccessiva. Interessanti gli aromi del Traminer 2000, sia all'olfatto che al gusto. Ancora di un floreale molto penetrante al naso. Un vino pulito, di buona struttura, secco, di media lunghezza, dove l'acidità aggiunge "piccantezza" e vivacità alla beva. Sempre pulito troviamo il Sauvignon 2000 che, a una buona varietalità olfattiva associa una bocca coerente, succulenta e di bella bevibilità anche se un po' sovralcolica. Il Castelcosa Grigio 1999 è un pinot grigio sempre delle Grave dagli odori dolci ma non apertissimi. Piacevole al gusto dove lo troviamo di medio corpo e di buona beva. Lasciamo i monovitigni per il Cuvée Tai 1999 che deve il suo nome a un gioco di parole (tai significa taglio ma anche bicchiere di vino). Prodotto con tocai, sauvignon, riesling e pinot bianco, è di colore paglierino con sfumature dorate. All'olfatto lo troviamo ancora floreale molto penetrante, con aggiunte di frutta matura, di note minerali che forniscono un quadro di spiccata aromaticità. In bocca è di buona consistenza, anche se non compostissimo. Nel retrogusto notiamo noce e frutta secca. Cambiamo zona, col Collio Pinot Grigio 1999 Pra di Pradis, che ci convince veramente poco per la scarsa intensità olfattiva e gustativa. Molto meglio il Collio Tocai 1999 dai bei profumi floreali e dai sentori di lavanda al gusto. Il finale è lungo ed evidenzia un dolce spunto agrumoso. I Magredi sono una azienda di tutto rispetto, con 110 ettari 50 dei quali occupati da un unico vigneto. Viola Erina Visentin ci accoglie al banco d'assaggio e ci offre il Tocai Friulano 2000 prodotto nelle Grave. Un vino dai profumi dolci ed espressivi, di buona varietalità, penetranti sui toni balsamici e vegetali. In bocca è vivace e sapido, di media struttura, vi percepiamo noce e mandorla in un ambito secco e di buona aromaticità. Il Pinot Grigio 2000 è paglierino chiaro, pulito e elegante. Centrato nei profumi sugli agrumi, è un vino comunque di bella bevibilità, fresco e corretto. Ci colpisce maggiormente lo Chardonnay 2000, dal color paglierino e dai profumi mediamente intensi di banana matura, eleganti. In bocca il vino è un po' magro, ma molto pulito, agrumoso e succoso. Di color paglierino, il Sauvignon 2000 è olfattivamente sottotono e centrato su note di agrumi. Ancora un vino pulito, dalla beva piacevole, fresca e fruttata. L'azienda Simon di Brazzan produce vini a Cormons. Il suo Isonzo Tocai 1999 ha colore paglierino dorato, caratteristica questa ricercata con un periodo di macerazione sulle bucce. Al naso mostra profumi dolcissimi e maturi. Una confettura di frutta e fiori che aromaticamente ci ricordano l'apporto olfattivo di uve aromatiche come il moscato giallo. La bocca è fresca, succosa e piena, oltretutto innervata da una acidità "piccante" che ci lascia veramente una bella impressione. Bel vino. Assaggiamo poi il Pinot Grigio 2000 dal colore dorato con riflessi ramati. Qui il naso mostra note di pesca e agrumi dolci e nuovamente la bocca è piena, aromatica, dolce e beverina: ancora un vino di grande piacevolezza. Il Pinot Grigio 1999, ha un corredo olfattivo invece spostato verso i fiori gialli, thè e camomilla, comunque affiancati da frutta gialla. Ancora bella struttura. Sempre di Cormons è l'azienda Feresin Davide il cui Isonzo Tocai 1999 esce solo ora dopo 8 mesi di cemento e l'affinamento in bottiglia per circa un anno. Il colore è paglierino chiaro con sfumature verdognole e i profumi sono di fiori gialli (tarassaco) piuttosto intensi. Buona struttura in bocca dove percepiamo ancora spunti dolci di camomilla e agrumi canditi con qualche ineleganza aromatica. Questo è il vino su cui l'azienda punta, per ragioni di storia e anche perchè è forte l'intenzione di farlo conoscere. Il Pinot Bianco 1999 ha un colore simile e emana netti profumi di lavanda, glicine e cipria. Al gusto è pulito, sapido e lungo. Buon vino anche il Pinot Grigio 2000, dai 14% alcolici, che ad un naso leggermente nascosto contrappone una bocca dolce e pulita. Notiamo gli agrumi maturi e un bell'equilibrio alcol-acidità. A un secondo assaggio spuntano le erbe aromatiche e la frutta esotica, una bella e elegante complessità. Ultimo citato è il bel Sauvignon 2000 che gioca l'olfatto ancora su note di arancia e mandarino. La bocca è bella, dolce, strutturata ma anche succosa e persistente. Ci spostiamo alla zona di Aquileia, caratterizzata da colline sabbiose che vedono il mare, un territorio di natura piuttosto diversa dal resto del Friuli. Qui potete trovare esposte negli stand stupende anfore romane: sì perché Aquileia era grande porto romano (da visitare assolutamente la Basilica con i pavimenti a mosaico) e i contadini trovano arando frammenti della antica civiltà. E qui incontriamo i vini di Ca' Tullio (25 ettari di vigneti), iniziando dallo Chardonnay 2000 che ha colore paglierino pallido e presenta profumi di media intensità improntati sulle erbe aromatiche. Ha una bocca pulita e secca, non sarà troppo complesso ma piacevole e strutturato sì. Ancor più pallido il Sauvignon 2000, dal naso fine e semplice. Mediamente varietale, agrumoso, dalla buona beva ancora una volta ben strutturata. Il Traminer Aromatico 2000 ha una bella carica olfattiva, intensa ed eterea. L'aromaticità (sentiamo la rosa ma anche l'albicocca) è ben sorretta dal corpo e la lunghezza non trascurabile. Infine una novità, il Mottaron Blanc 1999, taglio di chardonnay, pinot bianco e verduzzo che passa un anno e mezzo in barrique nuove. Alla vista si presenta con un colore dorato e al naso si caratterizza per spiccati profumi di thè, camomilla e infuso d'erbe. In bocca è piuttosto speziato (si avverte il chiodo di garofano) anche se il frutto è comunque presente con miele e infusi, insieme a vaniglia e noce. Al momento di questo assaggio l'apporto del legno è un tantino squilibrato, sarebbe un prodotto da riassaggiare. Ci spostiamo di nuovo per arrivare sui Colli Orientali dove Sdricca produce e ci fa assaggiare un Sauvignon 1999 che ci lascia un po' perplessi. La varietalità è portata all'estremo, con conseguenti sentori verdi e vegetali di sambuco appena tagliato. A questo si abbinano spunti che ricordano il lucido da scarpe o la naftalina. Il risultato è un prodotto non elegante, forse non facilmente abbinabile, ma che può piacere. Torniamo nella normalità col Pinot Grigio 2000, dai profumi mediamente intensi e dal colore ramato pallido. Lo troviamo di buona aromaticità anche al gusto, con spunti dolci e di frutta tropicale. Di buona eleganza complessiva. I vini di Eddi Luisa provengono da 50 ettari di vigna presso Mariano del Friuli, nell'Isonzo. Il primo che assaggiamo è un bel vino, il Tocai 2000, dal bel paglierino alla vista e dai bei profumi floreali penetranti e quasi aggressivi (che ci ricordano quasiun sauvignon) di grande persistenza con un leggero eccesso alcolico. In bocca è succoso, di medio corpo, è sapido e deciso, sprigionando aromi di infusi e agrumi, con una acidità forse un tantino sopra le righe. Ancora molto espressivo è il Pinot Bianco 2000, di colore paglierino tenue e dai bei profumi freschi, penetranti e puliti di mela. Anche in bocca è fresco e penetrante, buono, dal bel finale dolce. Il Pinot Grigio 2000, ha minore intensità aromatica su registri di maggiore dolcezza, e in bocca bella sapidità e struttura. Lo Chardonnay 2000 emana odori di media intensità centrati sugli agrumi. Al gusto è pulito, caldo anche se un po' asprino. Di nuovo su livelli di grande soddisfazione per il Sauvignon 2000, iper varietale al naso e grasso, corposo, eccezionalmente succoso e agrumoso ed espressivo in bocca. Finiamo col Traminer Aromatico 2000, invece poco tipico, almeno nel senso in cui siamo abituati ad intenderlo. Qui ci sono lavanda e glicine al naso, per un vino saporito e succoso in bocca anche se un tantino squilibrato per eccesso di acidità. Veniamo ad un "grande"
del Friuli, Paolo Rodaro, da Spessa di Cividale. Assaggiamo lo
Chardonnay 2000, vinificato e affinato in acciaio. Il colore è
paglierino e i profumi sono mediamente intensi e dolci di banana, frutta
gialla matura e infuso d'erbe. Buona la struttura al gusto, così
come pulizia, nerbo acido e lunghezza. Alla sua prima uscita il Ronc
1999, un pinot bianco con un 10% di tocai che sta per sette mesi sulle
fecce e che viene affinato tramite batonnage. I profumi sono intensi e
dolci, di pesca, albicocca, pere cotte e ginestra. Al gusto è coerente
con queste caratteristiche aromatiche, grasso e persistente, piacevolissimo;
risentiamo la ginestra e la frutta percepita al naso su toni eterei di
grande eleganza. Il Sauvignon 2000 colpisce meno, presentandosi
con toni varietali non intensissimi e una bocca dolce e equilibrata, un
vino non esuberante ma nitido e piacevole. Così come il
Tocai 2000, dai profumi di
fiori gialli, thè e camomilla e dalla bocca espressiva, eterea,
dolce e morbida. Passiamo ai prodotti della linea superiore con il Pratoscuro 1999 (50% Muller Thurgau e 50% Riesling Renano) nel quale il quadro aromatico nel quale si individua frutta bianca matura (pera soprattutto) si mescola con un "manto" dolce di crema e cioccolato bianco. In bocca troviamo buon brio e vivacità di beva. Lo Chardonnay Soris 1999 (tratto da un vigneto di un ettaro) ha grande intensità olfattiva e in bocca è concentrato e saporitissimo. Il Pinot Grigio Olivers 1999 ha il suo consueto incredibile colore giallo ramato ed è aperto, dolce, penetrante su profumi di banana con cenni di crema di caffè. La bocca è compatta, succosa, meno speziata e con un frutto meglio evidenziato che al naso e molto persistente. Terminiamo con il Sauvignon Kolaus 1999 che ha un naso dominato da agrumi e accompagnato da cenni di pesca ed albicocca. In bocca è pieno, e caratterizzato da una bella progressione innervata da una rinfrescante nota acida. Luca Bonci e Roccardo Farchioni |
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