Andar
per bianchi
Verticali
da brivido
Incontro
con Sergio Molino
Dolciamarone,
Luigi Brunelli e F.lli Tedeschi
Nelle valli del Nord,
rapporto dalla Val D'Aosta
Viticoltori Caldaro
o dell'aerea eleganza
Barolandia... e dintorni/1
Brovia e F.lli Giacosa
Barolandia... e dintorni/2
Marziano Abbona ed Enzo Boglietti
Avanti Roero:
Cascina Ca' Rossa e Cascina Chicco
Valtellina:
robusti valligiani
I nuovi
bianchi del Castello del Terriccio
Un
bianco Friuli
Il mio Friuli:
prima e seconda parte
In archivio:

Speciale
Vinitaly 2000
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Può
sembrare strano parlare ancora di qualcosa accaduto a Vinitaly 2001 quando
ledizione 2002 è alle porte. Ma in realtà al centro
di questa cronaca non cè tanto un vino o una serie di vini,
o meglio non c'è solo quello, c'è più che altro il
racconto di un incontro: e proprio lincontro a nostro parere incarna
lo spirito della manifestazione veronese. Sì, perché a Vinitaly
gli spazi sono dilatati, si cammina molto, altre manifestazioni sono più
compatte e magari meglio congegnate per assaggi a raffica,
qui conta molto anche il semplice girarsi attorno e la pausa, durante
la quale ci può scappare appunto lincontro interessante,
che se per il produttore può essere un nuovo cliente più
o meno importante, per noi è ascoltare una voce in più del
corale mondo del vino.
E davvero interessante è stato per noi lincontro con lenologo
piemontese Sergio Molino. Un incontro che si è sviluppato
in tre momenti: il primo, casuale, quando abbiamo chiesto di sentire qualche
vino attratti anche dal banco ricco di leccornie che lì vicino
era stato organizzato. Il secondo ha visto una cavalcata fra vini e prodotti
alimentari, che però ha impedito un meditata riflessione sul re
Barolo. E dunque si è reso necessario un terzo momento, nel quale
la cavalcata è stata stavolta fisica ed ha seguito il filo delle
aziende seguite più o meno direttamente da questo appassionato
winemaker, la cui attività sperimentale (si veda anche
il sito www.molino.ws) è veramente
vulcanica, e ideale per risvegliare una regione, il Piemonte, che a fianco
dei grandi risultati che la terra generosamente consente, presenta ancora
delle vaste zone dombra culturali.
"Il mio tentativo è di portare nel bicchiere tutta la qualità
dell'uva, perdendo il meno possibile in fase di vinificazione ed affinamento:
così si potrebbe riassumere la filosofia di Molino, e sembra una
frase fatta, mentre invece si traduce in mille conseguenze ed azioni:
innanzitutto nel maniacale controllo della maturità, delle modalità
e dei tempi di trasporto delluva, della sua cernita e pigiatura.
In vinificazione poi significa superare mille momenti critici, minimizzando
i travasi, le chiarifiche, i filtraggi...; alla lunga richiede pignole
vinificazioni separate a seconda delle esposizioni e dei terreni anche
nell'ambito di uno stesso vigneto. Ma non basta: arriva ad esigere una
accurata selezione massale di nebbioli dalle doti particolari, trattamenti
delle botti innovativi e studiati al millimetro, addirittura la cura di
enzimi scoperti nei vigneti o in cantina e riprodotti...
Ma ripartiamo dal primo incontro: chiediamo di sentire la Barbera
1999 di Franco Conterno e ne sentiamo lolfatto caratterizzato
da profumi di frutta cotta con qualche accenno di rusticità; al
palato percepiamo ancora toni confetturati e note di cioccolato, in una
bocca che è comunque densa e strutturata. Le caratteristiche di
grande maturità espresse dal frutto di questo vino sono il segnale
della scelta di raccogliere luva a maturazione piuttosto spinta.
Il secondo vino che assaggiamo è il Langhe Nebbiolo 1999,
dello stesso produttore: ancora frutta matura (non surmatura stavolta)
bene evidenziata al naso, bella morbidezza in bocca. I toni di grande
maturità in bocca tendono a stemperarsi con linvecchiamento,
ci spiega Molino: al momento di assaggiare il Barolo Riserva Munie 1996
ci diamo appuntamento per lindomani.
E lindomani, con più calma, seduti, abbiamo una vivida percezione
della multiforme attività di Sergio Molino, perché siamo
circondati da produttori di vino, ma anche di ottimi salumi, di prodotti
alimentari di qualità e dolci dai sapori intensi. Certo, ognuno
ha il suo carattere e la sua vivacità un po verace
che rischia di entrare in conflitto con i discorsi sul vino che cercano
per quanto possibile di andare al cuore delle cose. Tutto quello che ci
ruota attorno si riassume nellAssociazione Le Tre Colline
(che questanno parteciperà al Pro-Wein di Dussendorf, al
Vinova di Vienna ed al Salone del Vino di Torino), sotto la quale vengono
presentati vini di aziende quali Franco Conterno, Penna Luigi e Figli,
Francone, e prodotti alimentari (salumi e formaggi piemontesi, torte di
nocciola tonda gentile "senza farina", cugnà e confetture
prodotte dagli Agriturismo Gallo di Cortemilia e Il Portichetto di S.
Damiano d'Asti).
Ma
andiamo avanti, assaggiando per iniziare il Langhe Arneis 2000
di Penna Luigi e Figli. È un vino fresco, fruttato, semplice
e leggero. DallAzienda Agrituristica Il Portichetto sentiamo
poi un vino a base di Roero e Favorita, più espressivo, dolcemente
aromatico nei suoi sentori di fiori gialli, thè e camomilla; ricordiamo
poi una bellissima mostarda di frutta. Molto soddisfacente ricordiamo
poi il Langhe Chardonnay Gallina Vigna delle Rose 1999 di Antichi
Poderi dei Gallina, dallolfatto fresco e penetrante di fiori
e di mela, in bocca strutturato e saporito. Altro Langhe Chardonnay
1999 è quello di Franco Conterno, dal
colore paglierino carico, con un naso ed una bocca marcati dalle speziature
del rovere. Più fresco ed equilibrato ci è sembrato il suo
Langhe Chardonnay 2000.
Torniamo ora a Penna Luigi e Figli, del quale sentiamo
il Dolcetto DAlba Galante Superiore 1999, dai bei profumi
di viola, amarena matura e prugna. In bocca ha un bel frutto concentrato
ma non è grassissimo, con un tannino ancora da smussare. Nel 2000
un 10% di massa fatta maturare in legno conferisce al vino maggiore morbidezza
e rotondità, in un ambito di bei profumi di frutta rossa e nera
matura. La Barbera dAlba NGiolina 1999, affinata in
barrique, ci si presenta con un olfatto incentrato sui registri floreali
e della amarena matura, elegante e con qualche cenno di austerità.
Molto bella anche la Barbera dAlba NGiolina 1998, ancora
dalle belle note di amarena matura e dolce e con qualche sfumatura liquiriziosa.
Torniamo
ai vini di Franco Conterno con la Barbera dAlba
Vigna Pugnane 1999, dai profumi di ciliegia molto matura ed una bocca
morbida; il Langhe Nebbiolo Vigna Mesdì 1999 si beve molto
bene, con la sua rosa appassita e la ciliegia dolce che pervade un naso
molto espressivo. Il Barolo 1997 presenta gli stilemi
delleleganza, con ampii profumi di rosa, e una freschezza in bocca
con qualche tannino ancora da arrotondare. Il Barolo Vigna Bussia Munie
1996 ha colore più fitto, i profumi hanno qualche cenno maggiormente
evoluto e con note di frutta rossa molto matura: è sicuramente
più pieno e concentrato. Ricordiamo poi con piacere il Barbaresco
I Patriarchi 1997 di Francone dalla grande ampiezza e dalla
piacevolezza immediata fatta di una frutta rossa fresca soprattutto allolfatto.
Ma è al terzo incontro che ci facciamo una bella cavalcata alla
ricerca del re dei vini piemontesi, magari con qualche digressione. E
qui ci sarebbe da sbizzarrirsi, visto il numero di aziende seguite da
Molino: oltre a quelle già citate cè il fiore
allocchiello Andrea Oberto, ci sono Enzo
Boglietti da La Morra; Cascina Adelaide, Cascina
Ballarin e Cascina Morassino da Barolo, La Morra
e Barbaresco rispettivamente; lazienda Le Baccanti
di Franco Cazzulo, produttore di un Erbaluce che ci dicono
veramente notevole; i giovani da tener docchio Gianni Doglia
(Castagnole Lanze), Giuseppino Anfossi (azienda Ghiomo),
Osvaldo Viberti (La Morra), Enrico Rivetto
da Alba, Mario Gagliasso ancora da La Morra; i Fratelli
Viberti autori di belle Barbere, i Viticoltori Associati
di Calamandrana, che, pur essendo una grande realtà, riescono
a sfornare prodotti di buon livello. E lelenco potrebbe ancora continuare.
Ma
la fretta è purtroppo tiranna, e iniziamo il nostro tour da Enzo
Boglietti, che ci presenta, sempre sotto la guida di Molino, due impostazioni
di Barolo: il Barolo Brunate 1997, che va in botte da
20 ettolitri, ed ha un colore rubino abbastanza fitto e suadenti profumi
di rosa appassita e fiori secchi; in bocca ha anche una bella frutta rossa
fresca, un tannino vivo e di bella grana in un finale ampio anche se non
lunghissimo. Il Barolo Vigna Case Nere 1997 ha colore più
cupo, meno fiori e più frutta matura al naso. In bocca è
concentrato, prestante sul versante aromatico, e lungo su una bella scia
finale fatta di frutta fresca.
Passaggio da Cascina Adelaide, dalla quale sentiamo il Langhe
Rosso 2000, 60% nebbiolo e 40% barbera, parte in botte grande
e parte in barrique. Al naso ha profumi compatti ma un po restii
ad aprirsi di frutta rossa, soprattutto amarena. Anche in bocca mette
in evidenza un bel frutto, è concentrato su note di frutta molto
fresca. Il Barolo Cannubi Preda 1997 ha colore rubino di media
intensità e delicati caratteri floreali e minerali al naso. In
bocca non mostra grande struttura, comunque un bel corredo fruttato.
Cascina Ballarin ci propone il Barolo Bricco Rocca 1997,
con un bel colore granato di media intensità e tipico esponente
vino elegante che proviene dalla zona di La Morra: fiori e frutta rossa
di grande persistenza ed ampiezza sia al naso che in bocca. Molto buono
è il Barolo Bussia 1997, floreale con bella dolcezza, complesso,
con note di ciliegia e in bocca bel corpo, dolcezza e carattere.
E
terminiamo nel sorvegliatissimo bunker di Langa In, dove incontriamo
i bei vini di Andrea Oberto, come si diceva prima fiore allocchiello
della nostra guida dal 1996: il Barolo Vigneto Rocche 1997
ha un olfatto di grande piacevolezza ed estroversione, fatto di viola
ed amarena con una velatura dolce. In bocca è fruttatissimo, con
una tenuta aromatica costante fino ad un finale ancora fruttato, fresco
e di grande ampiezza. Il Barolo Vigneto Albarella 1997 è
ancora piuttosto chiuso allolfatto, anche se con lossigenazione
si apre su note dolci di bella ciliegia. In bocca è succoso, di
grande bevibilità con bei toni di caramella di frutta rossa, anche
se con meno struttura e concentrazione dalla sua.
Ed il saluto a Sergio Molino costituì la chiusura della nostra
Vinitaly 2001; ricordando il suo incontro attendiamo l'edizione 2002.
Riccardo
Farchioni
(13/3/2002)
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