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La lotta alla mosca dell'olivo
La nutrizione fogliare della vite
Rapporto da Olea Lunae 2002

Vendemmia2001: non tutti i mali...
Vite 2001:
i cloni di chardonnay

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Un po' di chiarezza sull'olio di oliva

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Non tutti i mali...

L’annata 2001 sarà ricordata in Toscana, ma anche in molte altre regioni italiane, come un’annata difficile dal punto di vista climatico, in particolare per la gelata tardiva (15-16 aprile) che ha compromesso fortemente la fioritura della vite.

A fronte di questo evento molti viticoltori, a ragione, si iniziarono a preoccupare del decorso dell’annata. In effetti i danni principali che causa una gelata di questo tipo sono:

  • Distruzione della fioritura principale della vite con l’obbligo di ricaccio della pianta che impone un ulteriore sforzo vegetativo;
  • Riduzione di alcune fasi fenologiche della vite dovute al ritardo della vegetazione che si trova a svilupparsi in condizioni ambientali non ottimali;
  • Possibilità di uno sviluppo principalmente vegetativo della pianta dovuto alle gemme di sottocchio che in molti casi si sviluppano come gemme a legno;
  • Presenza di fioriture disetanee nel vigneto dovute ai resti della prima fioritura e alla seconda fioritura tardiva indotta dalla gelata;
  • Maturazione scalare delle uve, conseguenza del punto precedente.

Molti di questi eventi si sono verificati comportando una perdita netta di produzione ed una certa scolarità nella raccolta, ma hanno anche indotto i produttori attenti a mettere in atto tutta una serie di “correzioni” colturali atte a trarre prodotto di qualità anche in questo frangente avverso.

In particolare è stato necessario rivedere il piano delle concimazione di produzione, tenendo conto che la particolare spinta vegetativa originatasi dal maggior numero di gemme a legno doveva comunque dar luogo a tralci ben lignificati a fine stagione. Ciò è stato ottenuto con una ridotta concimazione azotata e con una attenta potatura verde.

L’andamento climatico, caratterizzato da una primavera piovosa ed una agosto secco, ha riequilibrato parzialmente il ritardo di maturazione, consentendo una raccolta quasi regolare per le uve bianche precoci, ma con buoni livelli di acidità fissa.

Le uve rosse hanno subito un ritardo di maturazione dovuto più all’arresto vegetativo conseguente alla siccità estiva che ad un ritardo della fioritura; si è però conservata una buona acidità fissa ed un ottimo patrimonio polifenolico, buon viatico per i vini rossi importanti.

In effetti le prime valutazioni dei vini ottenuti in aziende da me seguite confermano questa impressione; i vini del 2001 si presentano particolarmente strutturati e con una buona acidità, che li distingue da quelli delle annate precedenti; la ridotta produzione ha consentito una notevole concentrazione del frutto che li predispone ad un congruo periodo di evoluzione preferibilmente in legno. Il tenore zuccherino si è comunque mantenuto elevato data la grande disponibilità di superficie fogliare e il decorso secco e caldo di agosto, consentendo ottime gradazioni alcoliche, in equilibrio con gli altri componenti del vino.

Per concludere quindi non ricorderemo il 2001 come un’annata particolarmente produttiva o blasonata ma forse, fra qualche anno, qualche bottiglia di questa annata potrà darci autentiche positive sorprese.

Lamberto Tosi - Agronomo
(14/2/2002)

 

   

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