Le parole
passate

La lotta alla mosca dell'olivo
La nutrizione fogliare della vite
Rapporto da Olea Lunae 2002

Vendemmia2001: non tutti i mali...
Vite 2001:
i cloni di chardonnay

i cloni di sangiovese

Un po' di chiarezza sull'olio di oliva

Nuova DOC per la Toscana?

Le forme di allevamento della vite: Prima parte
Seconda parte

Terza Parte

Quarta Parte

Vino fragolino:
il fuorilegge

Micotossine e vino

In archivio

 

Nutrizione fogliare della vite

Negli ultimi anni si sta assistendo, da parte di molte aziende produttrici di concimi idrosolubili, ad un aumento della disponibilità di concimi fogliari specifici per la vite in diverse formulazioni e caratteristiche tecnologiche. Tanto che alcune aziende hanno proposto la nutrizione della vite solamente per via fogliare.

In questa maniera si propone di considerare il suolo come fonte di acqua e supporto fisico alla pianta e non più come elemento della fertilità sia fisica che chimica. Prove pluriennali sembrano attestare che tale metodologia di fertilizzazione della vite dia risultati favorevoli sia in ordine alla fisiologia della vite che alla qualità del prodotto finale.

E' indubbio che da uno stretto punto di vista fisiologico questo sistema può prospettarsi come vantaggioso dato che è possibileintervenire con prodotti mirati per le diverse fasi fisiologiche della vite. I concimi distribuiti al terreno dovendo sottostare all'effetto tampone del terreno stesso e, se vi è presente inerbimento alla competizione del manto erboso, rischiano di essere disponibili in momenti intempestivi e con quantità variabili in funzione dell'umidità del terreno e della sua composizione.

D'altro canto la fisiologia stessa della foglia ci dice che la sua capacità di assorbimento decade con il suo invecchiamento; questo pone un primo limite al metodo dato che nelle zone asciutte e nelle estati molto calde si possono avere arresti precoci di sviluppo delle foglie ed un loro precoce invecchiamento impedendo così un efficace assorbimento degli elementi da parte della pianta. La nutrizione totale della vite è però proponibile allorché si esegua una corretta gestione della chioma mantenendola sempre abbastanza giovane e capace così, da una parte di effettuare una efficiente fotosintesi e dall'altra di assorbire efficacemente i concimi distribuiti alle foglie.

La possibilità che hanno molti formulati di essere perfettamente miscibili con gli antiparassitari necessari alla protezione della vite, consente di distribuire tali concimi in un unico passaggio senza dovere effettuare irrorazioni supplementari.

Le perplessità mosse per anni a questa metodologia di concimazione riguardano in particolare l'organo deputato all'assorbimento degli elementi. La pianta infatti ha un suo organo specifico per l'assorbimento degli elementi, la radice, che ha un'efficienza ed una selettività diversa rispetto alla foglia. Essa è capace di "scegliere" gli elementi necessari e di impiegare energia pur di assorbire alcuni elementi invece di altri cosa che la foglia non è capace di fare.

Fatte queste considerazioni, si comprende come la tecnica della nutrizione fogliare della vite è un metodo di fertilizzazione che deve accompagnare tecniche di gestione della chioma adeguate ed, è a mio avviso, di particolare vantaggio nei vigneti inerbiti dove la disponibilità idrica sia adeguata in modo da garantire comunque una sufficiente dotazione di sostanza organica del terreno.

Una metodologia quindi che trova il suo impiego di elezione in una viticoltura evoluta, dove la possibilità di fornire alla pianta, in ogni sua fase fisiologica, gli elementi di cui ha bisogno persegue obiettivi di indiscussa qualità.

Lamberto Tosi - Agronomo
(4/6/2002)

   

prima pagina | l'articolo | l'appunto al vino | la parola all'agronomo | in azienda
in dettaglio | rassegna | visioni da sud | la cucina | en passant | mbud
appunti di viaggio | le annate | la guida dei vini | rassegna stampa | sottoscrivi