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Da VITE 2001: cloni di sangiovese

Nel panorama ampelografico italiano il Sangiovese ricopre senz’altro un posto di primo piano.

Sia perché è alla base di vini tra i più blasonati d’Italia, sia perché è diffuso in molte regioni  d’Italia e annovera più di 40 cloni omologati all’interno della varietà.

Questo sforzo dei selezionatori è legato da un lato alla ricerca di cloni sempre più rispondenti alle nuove esigenze enologiche e di mercato, dall’altro è favorito dalla composizione stessa della varietà all’interno della quale si riconoscono “popolazioni” che si prestano quindi a lavori di selezione e stabilizzazione dei caratteri qualitativi.

La costituzione di cloni non è più una prerogativa degli istituti universitari e degli istituti sperimentali prova ne sia in questo caso il consistente numero di cloni, vecchi e di recente introduzione, proposti da Vivai cooperativi Rauscedo all’interno della manifestazione goriziana Vite 2001.

Al fianco dei Vivai cooperativi venivano presentati nelle degustazioni guidate i cloni della serie Bf e Janus dell’università di Milano.

Prima di iniziare la descrizione, una nota a margine che però è essenziale per capire la stringatezza delle nostre osservazioni: il rappresentante dei Vivai cooperativi Rauscedo non sembrava molto interessato alla platea che aveva d’avanti, fornendo spiegazioni vaghe anche di fronte a domande dirette e imponendo un ritmo forsennato alla degustazione, alla quale il sottoscritto a malapena ha potuto tenere dietro, annotando qualche impressione. Altra cosa per i tre cloni dell’Università di Milano sui quali è stata data esauriente ed opportuna delucidazione.

Ma iniziamo con gli assaggi dei cloni.

Rauscedo:

VCR4: profumi non molto intensi né eleganti, colore rosso rubino medio, acidità sostenuta, corpo medio, non troppo lungo, retrogusto tannico e leggermente amaro.

VCR5: (Tipo Brunello) Colore rosso rubino scarico, nota amara nel gusto, profumi mediamente intensi di frutti e floreali.

VCR6: (Tipo Brunello) Buona struttura tannica, tannini morbidi ed eleganti, colore intenso rubino carico, profumo speziato di corpo.

VCR 116: profumi speziati ed intensi, buona acidità e tannicità persistente, colore sosso rubino carico e corpo evidente.

VCR19: (Tipo romagnolo) non molto elegante nei profumi, gusto morbido, tannicità non elevata, colore intenso su tonalità rubino.

VCR24: Clone classico di Rauscedo, presenta tannini un po duri ma persistenti, colore profondo ed intenso, profumi classici del sangiovese, floreali leggermente speziati, intensa struttura.

VCR106: (Tipo Morellino) buona tannicità e acidità, coloro rosso rubino medio, leggeremente più scarico del precedente, note speziate evidenti, nel profumo e nel gusto, molto vinoso, clone interessante per la sua tipicità.

VCR109: colore più scarico dell'R24 nelle tonalità rosso rubino, aromatico, note evidenti di frutta bi bosco, bocca mobida e fruttata, molto armonica e con tannini non invadenti.

Passiamo poi ai cloni selezionati dall'Università di Milano, le cui note agronomiche ci sono state fornite direttamente dal tecnico che guidava la degustazione.

PF30: Profumo intenso, fruttato, elevata struttuta tannica, note di tabacco e frutti di bosco, colore intenso e profondo, acidità evidente. Si tratta di clone interessante per la sua stabilità ed il contenuto di polifenoli totali, produttività media.

JANUS 10: Colore intenso, fortemente caratterizzato nei tannini e negli aromi floreali e fruttati, acidità sostenuta, struttura e corpo elevati, adatto a lungo invecchiamento. Clone con grappolo piccolo, produttività costante, mosti con contenuti zuccherini elevati.

JANUS 50: Colore intenso e profondo sul rubino violaceo, profumi intensi e fruttati, complessi, elevata struttura polifenolica al gusto con tannini in grande spolvero. Clone stabile nelle caratteristiche qualitative, produttività e fertilità non elevate, mosto molto zuccherino.

L'Università di Milano, costitutore dei cloni, ne consiglia la coltivazione in miscele policlonali per aumentare la complessità dei vini.

Si conclude così questo breve reportage da Vite 2001 con la consapevolezza di riportare impressioni personali, anche se meditate, sui cloni in degustazione, e con l'augurio che siano di utilità per chi decide di impiantare vigneti cercando la qualità.

Lamberto Tosi
(12/3/2002)

 

   

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