Il fascino di un
cru antico. Verticale di Chianti Rufina Riserva Bucerchiale
di Riccardo Farchioni
Il
Chianti Rufina Riserva Bucerchiale della Fattoria Selvapiana
è uno dei grandi classici toscani. Il suo fascino deriva da più
di un fattore. Prima cosa, proviene da un territorio, quello della sottozona
del Chianti detta Rufina oggi fuori dai riflettori dello star
system e nellambito del quale è un assoluto unicum.
Questo territorio è, inoltre, una sorta di frontiera, è
il Chianti che guarda dritto verso lAppennino, e per questo ha
caratteristiche climatiche tutte particolari: basti pensare che la gelata
che tanto contribuì alla mitica vendemmia 1997 con
la sua selezione naturale in vigna, gli è stata fatale.
Infine, è quasi inutile dirlo, ha il fascino del cru,
anzi di uno dei più antichi cru toscani. Ossia, di un vino tratto
da una vigna ben precisa che è stata individuata, in qualche
modo studiata, e della quale è stato riconosciuto il valore.
Il merito di tutto ciò va assegnato sicuramente a Franco Giuntini
Antinori, e chi lo ha seguito nella cura di Selvapiana, ossia Federico
e Silvia Giuntini Masseti, ma soprattutto a Franco Bernabei,
enologo che ha fatto della individuazione e salvaguardia delle specificità
e dei patrimoni interni dei vigneti aziendali una sorta
di religione.
La
Riserva Bucerchiale è capace di far esprimere in modo fedele
e rispettoso un territorio peculiare, che lo ricambia rendendolo grande.
Da qui uno stuolo di tenaci ammiratori, che è quasi una setta,
ammiratori di un sangiovese che raggiunge livelli di eleganza unica,
favorita proprio anche dalle temperature mai troppo alte, e al tempo
stesso indubitabilmente toscana. Nella versione attuale
la sua vinificazione avviene in vasche d'acciaio termoregolate, la macerazione
dura 20-25 giorni. Dopo la fermentazione malolattica affina in barriques
e botti di rovere di media capacità per 15 mesi.
La verticale
Chianti
Rufina Riserva 1948
Il naso si annuncia subito vivo, molto ampio ed intenso: intrigante,
e lieve nelle tonalità, si articola su note di frutta confetturata
(soprattutto ciliegia), sottobosco, spunti balsamici, leggere note metalliche,
vegetali e animali. Con il passare del tempo, emerge sempre più
netta la componente balsamica e di eucalipto che si addolcisce nel bicchiere.
In bocca lattacco è subito molto gagliardo, con una acidità
che aggredisce quasi la bocca risolvendosi in una spiccata succosità.
Un vino freschissimo, che è riuscito a preservare una buona vividezza
di frutto e che chiude con un finale lungo e dominato dalla componente
balsamica.
Chianti
Rufina Riserva 1958
Il colore è il più fitto delle prime sei annate assaggiate
(che arrivano alla fine degli anni settanta), e sempre dominato da tonalità
granate-aranciate. Il naso è molto maturo, con un frutto esposto
in modo levigato e dolce. Più spigolosa la bocca, anche se di
discreta pienezza: non riesce ad espandersi o a progredire, anzi appare
un pochino rattrappita e chiude rapidamente lasciando la bocca avara
di sensazioni.
Chianti Rufina Riserva 1964
Inizialmente poco preciso e con più di una incertezza, il naso
migliora molto con lossigenazione mostrando un quadro sufficientemente
nitido, con tracce di caramello e una bella linea malinconica
di frutta rossa matura e di sottobosco. In bocca ancora una forte personalità
acida, discreta struttura e levigatezza nellesposizione aromatica,
ma anche scarsa propensione ad espandersi terminando comunque con un
finale piuttosto lungo e dalla più spiccata dolcezza.
Chianti
Rufina Riserva 1965
Naso di straordinaria eleganza, che ammicca a levità da pinot
nero, dalla eterea freschezza e dalle belle sensazioni di tabacco, sottobosco,
liquirizia dolce. Più deciso e concreto in bocca, dove esibisce
un attacco che sa di tè al limone e di foglie bagnate. Di acidità
più contenuta, mostra uno sviluppo della beva netto e riconoscibile,
concluso da tannini di buona fattura.
Chianti Rufina Riserva 1979
Eccoci allinizio dellera Bernabei, già percepibile
nel cambiamento dei registri olfattivi. Profumi più riconoscibili
e netti, floreali, già eleganti, più imbrigliati in un
quadro coerente fatto anche di prugna e frutti di bosco seguiti da sfumature
di sudore. Di medio corpo al palato, fa di una espressione grintosa
e decisa il suo tratto caratterizzante, così come di una buona
tensione che conduce ad un tannino sgranato ma non astringente.
Chianti
Rufina Riserva Bucerchiale 1981
Lera del Bucerchiale si apre con vino dal naso molto
bello, compatto, serrato nelle sue sensazioni floreali e fruttate, e
dolci, di menta-liquirizia. Un naso che riflette i nuovi indirizzi del
nuovo vino italiano, confermato in una bocca che si esprime
coerente con discreta maturità di frutto, e supportata da decisa
acidità, ampia e dalla consueta grinta e tensione. Conclude bene,
lungo, anche se leggermente astringente.
Chianti Rufina Riserva Bucerchiale 1990
Gli anni novanta del Bucerchiale si aprono con un colore ancora molto
fitto e cupo. Il naso è piuttosto restio a concedersi, e se non
avesse quasi quindici anni avremmo meno timore a pensare che è
ancora da aspettare. Seppure si esprima sulle tonalità della
frutta nera accompagnata da note balsamiche e toni acri, non riesce
ad aprirsi neanche dopo lunga ossigenazione, mostrando tratti muscolari
esposti con più chiarezza in un palato spesso, inchiostroso,
dalla materia ragguardevole e forse un tantino avaro di articolazioni.
Chianti
Rufina Riserva Bucerchiale 1993
Ancora un naso di eleganza esemplare, che sconfina forse anche in una
certa composta freddezza di espressione. Ma comunque una
bella viola e frutti di bosco, assieme a qualche spunto laccato e cosmetico
(soprattutto a bicchiere fermo) vanno a comporre un quadro olfattivo
intenso e penetrante. La bocca mostra qualche limite in più:
dopo un attacco sufficientemente pieno, una linea astringente accompagna
una beva che tende a sfaldarsi e a svuotarsi, arrivando affaticata ad
un finale piuttosto corto e un tantino astringente.
Chianti Rufina Riserva Bucerchiale 1995
Olfatto elegante, ma anche dalla diretta espressione fruttata, espressa
con dolcezza trattenuta e affiancata da un pizzico di menta; il quadro
risultante è di bella compattezza, molto suadente a bicchiere
fermo. La bocca è bella e coinvolgente: vellutata, ancora elegante
nei suoi tratti di mora matura, diventa densa e pastosa in una progressione
nella quale la proposizione del frutto diventa sempre più decisa
e marcata. Finale lungo e tannino scintillante.
Chianti
Rufina Riserva 1997
In pressoché tutta lItalia questa fu indicata come grande
annata, anche grazie a delle gelate primaverili che selezionarono luva
nella direzione della qualità. Queste stesse gelate furono invece
disastrose a Selvapiana. Il risultato fu la produzione di un solo vino
(di carattere naturalmente molto diverso) che raccolse tutte le uve
aziendali, comprese quelle alloctone. Di colore violaceo
fitto, ha un naso dolcione rotondo e un tantino caffeoso,
dal frutto molto maturo, terroso, più mediteraneo che preappenninico,
dallapproccio forse un tantino più omologabile.
Lattacco in bocca è cioccolatoso, e prelude ad una beva
pastosa, molto matura, un pochino pesante e conclude penalizzata da
un finale dai tratti amarognoli.
Chianti
Rufina Riserva Bucerchiale 1999
Naso caratterizzato da un frutto nero dolce e maturo (anzi con qualche
sorprendente accenno di surmaturazione un po rusticheggiante)
accompagnato da sensazioni di torrone e gianduia, spunti mentolati e
un tocco di inchiostro. Coerente in una bocca potente, pastosa e vellutata,
con una dolcezza che tende ad appesantire la beva.
Chianti Rufina Riserva Bucerchiale 2001
Assaggiato in anteprima sulluscita, ha colore cupo e naso segnato
da toni laccati ma molto elegante, con una impostazione (che si ricollega
idealmente ad annate come la 1993 e 1995) levigata ed impeccabile, anche
se con lossigenazione si avverte maggiormente qualche dolcezza
dovuta ad un contributo del rovere, ribadito chiaramente in un palato
ancora da assestarsi ma comunque snello, agile e scevro di pesantezze.
Degustati in azienda il 3 novembre 2004
In collaborazione con la rivista Gola Gioconda
Nella seconda foto: Franco Bernabei alla degustazione
Nell'ultima foto: olio extra vergine d'oliva (frantoio 90%, moraiolo)
1 ottobre 2005