Radici profonde nella
Val di Cornia. Verticale di Nardo
di Riccardo Farchioni
Il
mondo del vino, specialmente in Toscana, pesca i suoi protagonisti dalle
realtà più diverse: sono diventati viticolturi costruttori,
disegnatori di moda, industriali di varia estrazione. Nel caso della
Azienda Montepeloso, situata nel pieno della livornese Val di
Cornia, è andato invece a cercare un intellettuale. O forse (anzi
sicuramente) è stato il contrario: Fabio Chiarellotto,
studioso di religioni (più precisamente del rapporto tra religione
cattolica e sudamerica), ha forse proprio per questo un fare sussurrato,
riflessivo, dubbioso. La sua avventura con Montepeloso iniziò
con lassaggio nel 1997 dei vini prodotti dalla precedente proprietà,
che portò alla convinzione che fosse proprio quella lazienda
giusta da comprare. Lacquisizione avvenne qualche giorno dopo
la vendemmia 1998 ma la vera e propria partenza fu in corrispondenza
allannata 1999, e segnò linizio dello stretto sodalizio
con lagronomo ed enologo Fabrizio Moltard.
Da
dove nasce il Nardo? Le vigne di sangiovese, che oggi hanno venticinque
anni, rispecchiano l'indeterminazione tipica nella Toscana di una volta,
dove ad un certo punto si perdeva il filo di cosa ci fosse esattamente;
quello che si vedeva chiaramente erano le piante di Montepulciano dAbruzzo
intimamente mescolate, al punto che una sua presenza nelluvaggio
va considerata nelle prime annate anche se, opportunamente censito,
vi appare ufficialmente solo nel 2003. Il cabernet sauvignon proviene
dalle vigne che danno vita allaltro grande vino prodotto a Montepeloso,
il Gabbro. La densità dei vecchi impianti è di
circa tremila piante per ettaro, per una resa di 30 quintali per ettaro
(800 grammi di uva a ceppo). Letà e la conseguente maggiore
acclimatazione conferiscono maggior costanza ai risultati al variare
degli andamenti climatici, ed è per questo che i nuovi impianti
(7600 piante per ettaro), sebbene abbiano già sei anni, non entreranno
nelluvaggio nei vini neanche nel 2004.
Il Nardo rifugge allo stereotipo dei vini di questa parte di Toscana,
spesso alla ricerca di esasperate dolcezze e concentrazioni. Riesce
sempre (soprattutto quando la beva si avvia verso il finale) ad acquistare
tensione e freschezza, unita ad una profondità che nelle annate
più grandi lo rende un fuoriclasse. Profondità forse anche
dovuta a quelle vecchie vigne da cui viene tratto, che gli conferiscono
equilibrio e carattere al di là del comportamento talvolta estremo
delle annate.
Nardo
1997
60% sangiovese, cabernet sauvignon
Dal colore porpora di media intensità, mostra un naso intenso
e ampio con una frutta rossa di carattere confetturato, e dove si scorge
qualche nota evoluta. Con lossigenazione il quadro guadagna in
amalgama e viene arricchito da spunti di liquirizia dolce e terra bagnata,
risultando in definitiva piacevole anche se in calo di impatto col passare
del tempo. La bocca ha carattere, con un attacco scattante e una beva
nervosa ricca in acidità. Il finale lascia una lunga scia di
frutta fresca.
Nardo 1998
60% sangiovese, cabernet sauvignon
Olfatto inizialmente di media intensità ma che tende ad amplificarsi
con lossigenazione, e carattere di spiccata eleganza. A belle
folate di frutta rossa, cassis, caramella dolce e levigata, ma anche
a coloriture di frutta nera si aggiungono contributi minerali e terrosi.
Al palato il vino ha passo felpato, e fa di una grande freschezza la
sua caratteristica più immediatamente percepibile. Di corpo medio,
è saporito, lineare e teso, e dal tannino assai fine.
Nardo
1999
70% sangiovese, cabernet sauvignon
Colore melanzana cupo e naso che fa intravedere subito una diversa profondità
rispetto alla due annate precedenti. Di eleganza esemplare, mostra spiccati
toni balsamici e di eucalipto; il frutto non ha espressione diretta,
ma mediata, tendente all'astrazione e soprattutto molto profonda. Grande
prestazione in un palato dalla impressionante progressione e che appare
teso ed equilibrato, concentrato e vellutato, di una giusta dolcezza
che tende ad accentuarsi verso il finale. Un tannino che accarezza dolce
conclude una beva che sfiora la perfezione.
Nardo 2000
70% sangiovese, cabernet sauvignon
Dopo un 1999 di astratte profondità, questo 2000 è più
trasparente, ha naso diretto, anche con qualche crudezza e accenni vegetale,
espansivo ma anche un tantino superficiale nel suo (comunque piacevole)
tappeto di ribes rosso. Lattacco in bocca sconta una certa marcatura
legnosa e prelude ad un palato pastoso, dalla trama finissima ma anche
dalla dolcezza un pochino uguale a se stessa.
Nardo
2001
70% sangiovese, 20% montepulciano dAbruzzo, cabernet sauvignon
Lolfatto stenta a distendersi, ma lo si avverte profondo e coinvolgente:
mirtillo, ribes nero esposti con grande finezza e compostezza sono accompagnati
da una viola inconfondibilmente sangiovesista. Ingresso
in bocca deciso, fresco ed elegante che mette subito in mostra una compattezza
che si accresce con il tempo, senza diventare mai pesante e rivestita
di trama vellutata. Finale spettacolare, dai tannini dolci e finissimi,
e di lunghezza interminabile.
Nardo 2002
70% sangiovese, 20% montepulciano dAbruzzo, cabernet sauvignon
Il naso molto persistente mostra un carattere quasi austero, rifuggendo
facili dolcezze e mettendo in mostra un bel contributo di frutta nera
e intense note mentolate. La prima parte dellassaggio esprime
compattezza e maturità, poi subentra l'acidità che alleggerisce
la beva; il frutto diventa croccante e concentrato. Anche qui, tannini
dolci e finissimi in un finale di bella luminosità.
Nardo 2003
70% sangiovese, 30% montepulciano dAbruzzo, cabernet sauvignon
Un campione di botte che mostra un quadro di buona definizione e sufficientemente
limpido; sono in vista quelle sensazioni di profondità riscontrate
dalle annate migliori. Anche qui, attacco dolce (segnato peraltro dalle
note del rovere) che tende ad alleggerirsi verso il finale.
Cremosità ma nessuna concessione a facili dolcezze.
Degustati il 10 marzo 2005
In collaborazione con la rivista Gola
Gioconda
Nelle prime due foto: Fabio Chiarellotto e Fabrizio Moltard
5 settembre 2005