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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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La tipicità
come fine. Verticale di Brunello di Montalcino di Le Chiuse
di Riccardo Farchioni Quando
regalò questa tenuta assieme ad altri due poderi alla figlia Fiorella
in occasione del suo matrimonio, Tancredi Biondi Santi, figlio
di quel Ferruccio che capendo le potenzialità del sangiovese
di Montalcino inventò in qualche modo il Brunello, si raccomandò:
"Non vendere Le Chiuse, lì nasce il Brunello famoso
per le riserve". Fiorella non vendette, ma affittò fino al
1990 i poderi a suo fratello Franco, proprietario del Greppo. Oggi Le
Chiuse è nelle mani di Simonetta Valiani, figlia di Fiorella,
e del marito Nicolò Magnelli che gestiscono i sei ettari
e mezzo (più altri 0.7 ettari iscritti a Rosso di Montalcino) raccolti
in un unico corpo e coltivati esclusivamente a sangiovese, dal 2001 secondo
i dettami dell'agricoltura biologica (il Rosso 2004 sarà il primo
vino da agricoltura biologica). L'azienda, che sta nella parte bassa del
"conoide" di Montalcino, è un'isola tufacea immersa nelle
crete. Le età ormai consistenti delle viti contribuiscono alle
basse rese (sui 40-45 quintali per ettaro). L'enologo
dell'azienda, Luigi Casagrande da Conegliano, è l'antitesi
esatta del winemaker superstar. Idee solide, vicine al buon senso e a
lungo andate fuori moda, ma che ora stanno tornando di attualità:
se il Brunello di Montalcino perde la sua tipicità perde il suo
mercato, specialmente oggi che le ultime generazioni che si avvicinano
al mondo del vino non sono state toccate dalla moda della morbidezza a
tutti i costi. Il sangiovese va sì ammorbidito, ma lentamente e
senza scorciatoie, un po' come la polenta, che ha bisogno di tre quarti
d'ora di cottura, altrimenti è un' altra cosa. E il Brunello di
Le Chiuse sta complessivamente quattro anni di legno in botti grandi di
capacità variabili da 11 a 24 ettolitri, con una Riserva impostata
non per essere più potente, ma per tenere meglio il tempo attraverso
una acidità più alta, e questo la rende inizialmente più
ostica dell'annata corrispondente. Guardando
i bicchieri, è impressionante constatare la costanza della tonalità
porpora e della media consistenza del colore; e andando a spulciare le
schede analitiche dei vini assaggiati, si trova una oscillazione minima
della percentuale di alcol, che varia dai 13.25% del 1993 al 13.75% della
Riserva 1999, con l'eccezione del 14.20% del 2000; il che si traduce,
poi, in un 13.5% assolutamente stabile fino al 14% del 2000. Ma, al di
là dei numeri, quello che si riconosce chiaramente è una
linea comune che accomuna le annate, sia nel carattere aromatico, sia
nelle altre caratteristiche organolettiche, fra le quali va assolutamente
menzionata la bella fattura dei tannini. Questo fa indovinare una costanza
negli intenti e nelle strategie, e un lavoro in vigna che assicura una
stabilità del carattere del vino, che non rivolgendosi sempre con
volti nuovi, assume una sua personalità non sfuggente ma netta,
che non tradisce chi vi si affeziona come ci si affeziona ad un buon amico,
dal quale si sa sempre cosa ci si può aspettare, e cosa no. La
verticaleBrunello di Montalcino 1993 - 13.5% Naso lieve, ricco di spunti di rosa e melograno, con una leggerissima nota di mela sullo sfondo; in un secondo momento il quadro si arricchisce di profonde sensazioni di menta. Di corpo medio, mostra discreta ampiezza e buona vitalità, con una componente aromatica dal carattere acidulo e il finale che si rivela un pochino increspato e rugoso. Brunello di Montalcino Riserva 1995 - 13.5% L'olfatto mette in mostra un carattere floreale delicatissimo e persistente, che senza essere esplosivo è dotato di bella profondità ed è affiancato alla distanza da una componente minerale ed un affascinante ricordo di sottobosco. Molto bello in bocca, scorrevole e di buona pienezza, è morbido senza essere ingombrante, e arriva in progressione ad un finale dagli splendidi tannini. Brunello di Montalcino 1997 - 13.5% Naso caratterizzato da un fruttato gentile e levigato, accompagnato da spunti selvatici e tonalità floreali. In bocca riesce ad andare in progressione nelle sensazioni più che nel volume percepito; è un vino vitale, discretamente ampio e dalla tenace tenuta aromatica, che si conclude con un finale dai tannini finissimi. Brunello di Montalcino Riserva 1997 - 13.5% Bel naso profondo, elegante, pieno di frutti di bosco freschi. L'attacco in bocca è all'insegna di una luminosa mineralità che cede il testimone ad una componente aromatica di buon impatto e tenacia. Il vino scorre bene, è ampio, più compatto e meno morbido dell'annata, ha un andamento di beva mosso che conduce per mano fino ad un finale imperioso, cremoso e molto fruttato, e assai lungo. Brunello di Montalcino 1998 - 13.5% Ancora un naso elegante e segnato da spunti cosmetici, che tuttavia appare più superficiale e meno profondo dell'annata precedente. L'ingresso in bocca presenta una certa rigidità e prelude ad una lenta progressione, con un quadro aromatico che fatica a definirsi e rischia qualche monotonia di espressione. Il finale è segnato da toni un tantino scorbutici. Brunello di Montalcino 1999 - 13.5% È questo forse il naso più ricco ed intrigante: intenso e persistente, su di un sottofondo di bella mineralità mostra note affumicate e di erbe aromatiche, toni pungenti e resinosi; il tutto si va a mescolare ad una bella componente fruttata nella quale spicca il lampone. Dopo un accenno vegetale, in bocca si avverte un buon amalgama dei toni aromatici, pienezza e pastosità, ed un finale fruttato e dal tannino dolcissimo. Brunello di Montalcino Riserva 1999 - 13.5% Denso alla vista, ha un olfatto non apertissimo ma che progredisce in intensità durante all'olfazione, ed è forse quello che mostra un carattere più maturo ed opulento. In bocca è compatto, e anche se è ancora un tantino contratto e stenta a distendersi, è più fresco dell'annata e nel contempo lascia intravedere una tessitura setosa. Brunello di Montalcino 2000 - 14% Naso dai tratti giovanili ed esuberanti, con qualche sbavatura alcolica. In bocca si manifesta come un vino molto spesso, ancora di limitata leggibilità, ma che si distingue già per un tannino vivo e molto dolce. Azienda Le Chiuse Località Pullera, 53024 Montalcino (SI) Tel. 055.597052 FAX 0577.846064 www.lechiuse.com Assaggi effettuati il 5 novembre 2005 in azienda Nella seconda foto: Luigi Casagrande e Nicolò Magnelli 12 dicembre 2005 |
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