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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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Sagrantino di Montefalco
2003: muscoli e sudore
di Fernando Pardini
Da questo quadro aromatico oltremodo fruttato, intenso ed esuberante, dolce nei toni fino a sfiorare la stucchevolezza, è meglio non trarne affrettate conclusioni, dal momento in cui la bocca ti apparirà più contrastata delle attese, moderatamente zuccherina ma certamente garbata e persino sottile nell'eloquio e nel portamento. Non mancano nè profilatura nè garbo espositivo, in un contesto di media complessità, a rivelare i tratti di un vino moderno, non troppo caratterizzato ma di ineccepibile realizzazione.
L'attacco aromatico "scuro", vegetale, severo ed assertivo, in odor di corteccia e stecca di liquirizia, è il pendant di una bocca amarostica, bucciosa, dai tannini copiosi e poco civilizzati, di artigiana fattura. In questo vino c'è sì scontrosità, c'è sì fusione delle parti non ancora realizzata, ma c'è anche dignità, sapidità e buon corpo. Alcolico e chinato, poco o niente concede alle assuefazioni zuccherine e te la urla in faccia la sua schietta umoralità, umoralità che niente cede ai cliché e agli accomodamenti. Montefalco Sagrantino Colleallodole 2003 - Antano Milziade Naso molto intenso, quando non tracotante; note balsamiche e floreali a ingentilire, ancora riduzioni di gomma. Al palato senso, ragione e disponibilità, per una beva di gusto, moderatamente zuccherina, senza lasciar intravvedere però il guizzo e la complessità del vino superiore.
Austero e sulle sue, flemmatico e rigoroso, con poche concessioni zuccherine, assai snello e agevole, senza appesantimenti, sa rendersi bevibile pur senza scarti emozionali o cambi di passo. Legno ancora in via digestiva, fattura "sentimentale", ma anche poca voglia di diffondere con maggiore generosità gli umori suoi fruttati.
Naso evoluto di ciliegia macerata, terra umida, nocciola, sottobosco e balsami, etereo e medicinale; bella beva, per uno sviluppo affusolato quanto garbato, una sostanziale austerità d'impianto ma una latente evoluzione, ciò che mi fa mettere un punto interrogativo sul futuro. Ottimo se bevuto adesso. Montefalco Sagrantino 2003 - Brogalvini Vignabaldo Il naso è pervaso da screziature vegetal-bucciose, che se da un lato alimentano il concetto di rusticità, dall'altro sposano, intrigando, quello di veracità; bocca ben fasciata, densa, simil-marmellatosa, di dichiarata tannicità, pur senza offendere o ferire. Qualche asciuttezza nel finale ci racconta di un rovere assai infiltrante.
Naso in preda al rovere e ai suoi umori, intenso ma poco conciliante, che si sviluppa prepotente e fumé sui toni della carne affumicata. Bocca in cui male scorgo la quadratura: molto tannica, figlia di una sovraestrazione più che latente, mi lascia il ricordo di un vino fin troppo "sottolineato", dal sapore ancora contratto, in cui lo stile non sembra prediligere mezze misure ed equilibrio. Montefalco Sagrantino 25 anni 2003 - Caprai Arnaldo Val di Maggio Naso come imploso, screziato da residui lattici e da più leggibili cliché da iperconcentrazione; bocca amara e ostruita. Difficile scorgerne la luce. Indubbia sostanza, poco dinamismo.
Naso largo e "svagato", non ancora fuso, anche se ne scorgi un frutto oltremodo maturo, di suggestione "amaroneggiante". Una sensazione chinato-amarostica pervade il palato, che stenta a liberarsene. Eppure non manca di freschezza, anche se il finale non allunga il passo. Montefalco Sagrantino 2003 - Di Filippo Italo Naso "umorale" e in riduzione, di china e corteccia; bocca densa, bucciosa e grossier, dal finale a cui non puoi chiedere più di tanto in definizione e finezza. Austero ed amaricante, estrattivo ed intransigente, non ammette chiaroscuro ma ha dalla sua una intuibile "anima" artigianale. Montefalco Sagrantino 2003 - Lungarotti Naso ancor da fondersi su vena "visciolosa" in evidenza; bocca sicura di sé, garbata e profilata, sapida e terrosa, "tecnica" e accondiscendente; eppure si lascia ben bere, perché ne scorgi sincera la raffinatezza dei tratti e non troppo "asettica" la pulizia di disegno. Montefalco Sagrantino 2003 - Madonna Alta Nel suo apparire così equilibrato, docilmente zuccherino, confetturato di lampone e "precisino", non puoi non dichiararlo fresco e piacevole, ma l'ineccepibile confezione sfora a lunghi tratti in qualche cosa di più manifestamente voluto e "ricercato", ciò che vorrei invece più nature.
Il naso deve ancora distendersi; è ricco, "pastoso", propositivo, ma deve distendersi. In bocca l'attacco è volitivo e severo, ancora in contrazione il proseguio; sulla scia umori vegetali assortiti. Pur non facendo scoccare la scintilla del coinvolgimento, il vino dimostra buona fattura. Infine, non sarebbe male un attaccamento territoriale più marcato. Montefalco Sagrantino SorAnna 2003 - Martinelli Dopo un colore imperativo ecco un naso dolce, serrato, dove evidente si fa l'intrìco di erbe e frutti rossi, e dove ti sorprende un qualcosa di aromatico. La bocca appare più "ovattata" dal rovere; c'è succo e calibro, ma anche normalizzazione; una bocca che scorre senza far vibrare la personalità la più pura, fino a sfociare in un finale potente e tannico, in odor di liquirizia.
Naso velato, asprigno e volitivo, su riduzioni di guarnizione di gomma, umori di macchia mediterranea e volatile "ballerina"; bocca ruspante, bucciosa, fortemente tannica. Una certa naturalezza espressiva vi dimora, insieme a qualche zucchero residuo, ma certo la fisionomia si fa assai rigida e "ammonitrice".
Naso austero, di bella tempra minerale e buona complessità; bocca con tatto gessoso, di efficacia certa anche se non finissima o troppo articolata; però non manifesta alcuna dipendenza dagli zuccheri, e nel suo secco incedere, nella sua discrezione, fa brillare un gusto persistente, dignitoso e fiero. Montefalco Sagrantino 2003 - Fratelli Pardi Naso in riduzione propositiva; in lui un che di rustico ma intrigante e veritiero, ossia "disordinatamente simpatico", aggraziato da un afflato balsamico via via più infiltrante; bocca poco concessiva, sicura di sè eppur contratta. Finale di buon impegno e lena, non soggiogato dai tannini, sicuramente cospicui ma finalmente non così "amarostici".
Note di mallo e carne affumicata, china e rabarbaro, a disegnare un quadro assai ostico e imprudente. In bocca va meglio, se stai alla leggibilità e alla chiarezza espressiva; dimostra ricchezza, questo sì, ricchezza non incanalata però nell'alveo di uno sviluppo capace di regalare un qualcosa di più armonioso e facilmente condivisibile.
Naso lì per lì non ben impresso, di vaga scia balsamica, su frutto "largo" e poco espansivo; poi spuntano le erbe ed emerge con maggiore chiarezza la sostanziale pulizia d'impianto. Bocca efficace per reattività e speziatura, non finissima ma rigorosa. Bel finale, giustamente tannico, senza che lo sfiori la ruvidità.
Profilo aromatico accorto, misurato, senza smargiassate o slabbrature evidenti; confettura di frutti rossi ma anche sfumature floreali. Buona melodia gustativa, di calibro e giustezza. I tannini certo asciugano un finale non proprio slanciato, ma è un vino di struttura che lascia un segno piacevole, di sobria consistenza.
Montefalco Sagrantino Colle Grimaldesco 2003 - Tabarrini Naso imbrigliato e cospicuo in cui il rovere primeggia; coté chinato ed erbaceo, quadro potente e implosivo; l'attacco al palato è severo, e nella difficoltà di decollo la senti tutta la sua natura estrattiva. Davvero poco " amichevole" nell'eloquio e nel portamento, irretisce ma non conquista.
Naso d'amarene e sospiri vegetali, ben impresso, quasi "voluto" nella evidente sua definizione; bocca profilata, tecnica, in cui giocano un po' "sporco" surmaturazione da una parte e acidità dall'altra. Vino ben confezionato ma assai vacuo nella personalità e nel carattere. Montefalco Sagrantino Ugolino 2003 - Terre de' Trinci Naso riflessivo, accorto, rigoroso, in cui gli umori di selva e la sostanziale "morigeratezza" nella espressione fruttata ricordano più un sagrantino " sangiovesizzato". Bocca invero più zuccherina, a ledere alla reattività che pure dimostra nell'attacco e nello sviluppo; finale non troppo dinamico per un vino di buon corpo e buona succosità, dotato di una fisionomia distintiva e non forzata.
Colore saturo e naso potente, caldo, su sfumature di nocciola; attacco poderoso e volitivo, carattere molto estrattivo, ben modulato però dalla corrente acida. Finale tannico, roverizzato, balsamico. Fa sentire la sua voce. Montefalco Sagrantino Exubera 2003 - Terre de la Custodia Riduzione propositiva al naso: note di china, frutta secca ed erbe selvatiche ad intrigare, insieme ad altre più empireumatiche, per un profilo che si fa " scuro" e umorale; bocca di bella densità e compattezza, ricca e sontuosa, senza sfasature o maldestre estrazioni. Fra i migliori dell'anno.
Da un naso intenso e alcolico (ricordi di smalto) emerge la confettura di more e un lato balsamico sempre più forte, a regalare un quadro persistente ma alquanto "freddo"; attacco di bocca molto tannico, centro più gentile e maturo, lì dove senti l'acidità battere insieme a qualche evidenza aromatica forzata. Non brilla certo per finezza, ma è reattivo alquanto, e poi alla tipologia non puoi chiedere carezze e sfumature. Non più di tanto. Non quest'anno.
Il colore scuro e imperativo annuncia un naso altrettanto "scuro" e compresso, altamente empireumatico e superstrattivo, con le note di inchiostro, china, liquirizia e grafite a segnare la scia, ben oltre lo spunto d'amarene della prim'ora. Al palato hai potenza e irruenza allo stato puro. Umori di cacao amaro ne accompagnano lo sviluppo, uno sviluppo corposo e molto tannico, in debito semmai di articolazione e dinamismo.
4 novembre 2006
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