Fratelli Cavallotto:
grandi Barolo da grande famiglia
di Luca Bonci e Riccardo Farchioni
Cinque
generazioni di Cavallotto hanno coltivato le vigne, sul Bricco Boschis
a Castiglion Falletto. Era il 1948, la tormenta bellica era
da poco passata, e Olivio e Gildo, fratelli, decisero che quello era
il momento della svolta. Primi della loro zona chiusero la filiera produttiva,
e da quel giorno le loro uve se le vinificarono e se le imbottigliarono.
La loro storia è raccontata dalle loro etichette, immancabilmente
classiche, e dai loro vini che oggi come oggi rappresentano al meglio
le virtù di Langa, che vorremmo poter racchiudere in due parole:
nobiltà e fascino.
In azienda si producono i vini tipicamente langhigiani, una gamma assai
ampia: Freisa e Chardonnay, Grignolino, due crus di Dolcetto, Barbera,
Pinot Nero, Nebbiolo e tre crus di Barolo. Di questi ultimi due sono
stati oggetto dei nostri assaggi: Il Barolo Riserva Bricco Boschis Vigna
San Giuseppe, nelle annate 1998 e 1999, e l'annata 1999 del Barolo Riserva
Vignolo.
Barolo
Riserva Bricco Boschis Vigna San Giuseppe 1998. Partiamo dall'annata
1998, ed è subito fascino, nei profumi finissimi di sottobosco
e di ciliegia, dolci a loro modo, dove per dolcezza non si intende quella
ostentata, vanigliosa, moderna, ma piuttosto quella nei modi, nel presentarsi
con grazia pur facendo sottintendere potenza e spessore. Il vino ha
14 gradi e mezzo, ma non è l'alcol che sentirete bevendolo, anzi,
la bocca è fresca, tesa, senza cali di sapidità e chiusa
da un tannino come si deve: robusto, pur sempre di Barolo si parla,
ma senza spigoli, senza secchezze, di seta. Sono passati oltre sette
anni dalla vendemmia, e vi troviamo di fronte un vino in pieno slancio
evolutivo, sicuramente da bere, in perfetto equilibrio, e chissà
per quanti anni ancora.
Barolo Riserva Bricco Boschis Vigna San Giuseppe 1999. Stessa
gradazione per l'annata successiva che si dice più grande. E
come tante volte succede, le annate migliori chiedono pegno, e attesa.
Non si apre subito il 99, non ci investe con i profumi maturi dell'annata
precedente, mostra un po' di reticenza. Ma poi, piano piano, ecco che
i profumi si delineano, si distendono, e si avverte una grandissima
profondità espressiva, un susseguirsi lento di sensazioni diverse,
uno sfoggio di complessità. E da questo momento è tutto
in salita, con una bocca stratosferica, che cattura i sensi tutti, e
non li lascia per lunghi interminabili secondi. Inerbiante, di nuovo,
il tannino, che sul corpo ancor più robusto di questa annata
si inserisce senza discontinuità a chiude in bellezza.
Che
ci potevamo attendere dopo tutto questo? Forse avevamo sbagliato sequenza,
antepondendo il Vigna San Giuseppe al Vignolo? Niente affatto, nella
grandezza l'ordine conta poco, ed ecco infatti un Barolo Riserva
Vignolo 1999 che non si scosta troppo dai precedenti. Anzi, se ancora,
forse, non raggiunge la nobiltà dell'annata '98 del Vigna San
Giuseppe, sfodera però una bocca talmente complessa e profonda
da far quasi pensare che sia questo il campione di famiglia. Da attendere,
certo, come del resto il '99 appena assaggiato, ma da attendere trepidando,
perché tanta decisione e struttura potrebbero farne veramente
il Barolo del millennio, almeno in casa Cavallotto.
Fratelli Cavallotto
Tenuta vitivinicola Bricco Boschis
Via Alba-Monforte, Bricco Boschis
12060 Castiglione Falletto (CN)
Tel. 0173.62814
Fax 0173.62914
info@cavallotto.com
www.cavallotto.com
Degustazione svoltasi il 3 febbraio 2006
15 febbraio 2006
Immagini tratte dal sito aziendale