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Lorenzo Fabiano: cosa fare di Custoza e Bardolino?

Incontriamo il proprietario dell'Azienda Corte Marzago a uno degli incontri organizzati da Silvano Formigli: Lorenzo Fabiano ci colpisce subito per l'entusiasmo con cui parla dei suoi prodotti e così ci soffermiamo a discutere, partendo dalle difficoltà commerciali che si incontrano nella zona sud del lago di Garda, una zona di grandi tradizioni vinicole ma che stenta a farsi spazio nell'odierno gotha dei vini di qualità.

"Come vanno questi prodotti?" chiediamo, "e qual'è secondo lei la strategia migliore per il futuro?"

"Possiamo sicuramente basarci su un buon mercato locale, però è vero che i nostri prodotti stentano un po' ad uscire dalla zona di produzione. Senz'altro quello che ha più difficoltà è il Bianco di Custoza visto anche che non esistono produttori famosi per questo prodotto e così manca un po' l'effetto traino che invece ha funzionato per altri vini e in altre zone. Comunque noi puntiamo su questo nostro bianco tipico e per il futuro la nostra produzione principale sarà sempre a DOC, magari sperando di poter entrare nella denominazione 'superiore' per aumentare un po' il prestigio del prodotto."

In effetti i vini principali del gardense non sono certo quei prodotti bomba che vanno per la maggiore oggi. Bianco di Custoza e Bardolino si fanno ricordare più per la loro bevibilità che per consistenza e concentrazione, doti certo non trascurabili, ma che non sono tra quelle che colpiscono nei banchi d'assaggio e che portano un prodotto a imporsi su tutti i mercati.

Assaggiamo il Bianco di Custoza "Vigna la Soldanella" 2000, un vino di 12,5% che presenta un naso fruttato, con spunti floreali e addolcito da cenni vanigliosi (nonostante il vino non veda legno). Le uve che contribuiscono a formare questo prodotto sono molte: garganega, cortese, trebbiano, tocai e chardonnay, e ci pare assai distinto all'olfatto il contributo aromatico del tocai. Meno convincente la bocca, che troviamo pulita, ma decisamente semplice. Subito dopo, tanto per ripetere l'ennesima sfida autoctono-alloctono, eccoci ad assaggiare il Garda IGT Chardonnay "Campagnola della Croce" 2000, dai 13,5%, colore paglierino verdognolo e importante impatto olfattivo, tipicamente agrumoso, con cenni di frutta esotica e abbastanza marcato dal legno. Al gusto un vino di media grassezza e corpo, lungo, discretamente sapido, con un contributo terziario un po' scomposto nel finale. Un vino che si compra a 10 € contro i 6 del prodotto precedente. "Non lo si può negare," aggiunge Lorenzo, "i vini con caratteristiche internazionali hanno in questo momento più successo, ma noi, come ho già detto, punteremo sicuramente sui nostri vini, siamo nati quì e non vogliamo certo abbandonarli. E poi crediamo che per un'azienda piccola come la nostra sia meglio rivolgersi a mercati di nicchia, appunto con prodotti come il Bianco di Custoza e il Bardolino."

Passiamo appunto a quest'ultimo col Bardolino Chiaretto "Vigna le Ceresare" 2000 che ci accoglie con un naso vivace e divertente, dolce e fruttato, con richiami ai frutti di bosco, lampone in particolare. Un vino piacevole, dalla buona beva e con una struttura non trascurabile, vista la tipologia. 12% e 6 €.

Più concentrato, naturalmente, il Bardolino Superiore "Le Bine Vecchie" 1999 prodotto con corvina e sangiovese, affinate in botte grande, e poi rondinella e molinara in acciaio. Il colore è rubino chiaro, molto vivo e i profumi sono di media intensità ed eleganti, di frutta rossa e mentolati, con un leggero tocco cosmetico. Medio il corpo, buona la persistenza e la trama tannica. Vivace ma non rude, anzi, di una certa finezza. Ma dopo il prodotto tipico rieccoci a un IGT Rosso Veronese "Le Bugne" 1999, prodotto con un 50% di corvina, un 40% di sangiovese e cabernet sauvignon per il resto. Un prodotto particolare, in cui le uve sono passite per circa due mesi in cassetta prima della pigiatura. L'impatto olfattivo di questo vino è molto interessante, su toni surmaturi ma meno cotti dei cugini amaroni, fruttato e con fini cenni terziari di lacca. Ancora un prodotto vivace al gusto, di buon corpo, franco, segnato da un andamento un poco discontinuo, ma sicuramente piacevole. Due bei rossi, dei quali troviamo al momento migliore il secondo, seppur intravediamo delle buone potenzialità anche nel Bardolino. Come al solito, il prezzo del primo è di 7 € e quello del secondo il doppio.

Cosa c'è nel futuro per questi rossi? "Contiamo di mantenere queste composizioni dove, faccio notare, il sangiovese è una particolarità per la nostra zona, magari sostituendo al cabernet il merlot, e infatti ne abbiamo piantato un ettaro ultimamente, visto che secondo noi quest'ultimo snatura meno i tagli. E poi ci stiamo anche muovendo per un rilancio del Bardolino, infatti sotto la spinta di molti piccoli produttori forse otterremo la DOCG che ci servirà a rialzare la nostra immagine, anche eliminando quei produttori di pessimi Bardolini che l'hanno così danneggiata in questi anni."

Concludiamo i nostri assaggi selettivi (l'azienda, pur avendo semplificato la linea, presenta sempre un bel numero di prodotti, su un totale di circa 60.000 bottiglie) con un vino dolce: l'IGT Veronese Passito di Garganega "Le Melgrette" 1999, che dal 2001 diventerà Bianco di Custoza Passito DOC. Prodotto dai profumi intensi e persistenti di marmellata di albicocche e assai aromatico al gusto, dove alla frutta candita si mescolano le spezie del rovere. Buona presenza gustativa e discreta definizione dei vari contributi aromatici, per 14 €.
Lasciamo l'azienda Corte Marzago e Lorenzo Fabiano alle domande di altri avventori, dopo esserci complimentati per la buona linea enologica e anche per l'ottimo e particolare olio che avevamo in precedenza assaggiato.

Luca Bonci
(21/5/2002)
data assaggi: novembre 2001

 

   

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