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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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Pietralunga, borgo
da scoprire e paradiso della Chianina
di Tiziana del Frate Pietralunga
è forse fra i cinque comuni umbri aderenti allassociazione
Le Città della Chianina, quello che vanta la tradizione
zootecnica più ancestrale: già nellAlto Medioevo i
vasti pascoli daltura di questo piccolo centro erano considerati
una realtà economica consolidata tantè che diedero
origine allantica denominazione Pratalonga.Oggigiorno è il sindaco Luca Sborzacchi, quarantaduenne al secondo mandato, a voler riaffermare con vigore la valenza economica della tradizione zootecnica locale, spendendosi in prima persona per rendere produttivi e profittevoli i tanti vasti pascoli di questo territorio, uno dei più estesi in assoluto di tutta la provincia di Perugia. E nata così La Giornata della Chianina, evento di degustazione in programma per il prossimo 17 aprile organizzato in collaborazione con la Cia dellUmbria, lassociazione Le Città della Chianina e lAnabic. Un braciere lungo quanto la suggestiva piazzetta del centro storico, caratterizzata dalle mura dellantica fortezza militare dellVIII sec. e dagli antichi palazzi seicenteschi, servirà per la preparazione di quintali di ottima carne chianina da degustare sul momento e sarà anche occasione per festeggiare simbolicamente la fine della messa al bando della bistecca fiorentina, provvedimento dellUnione Europea durato quasi cinque anni. La
Giornata della Chianina sarà poi momento di approfondimento
quando le associazioni di categoria ed i rappresentanti delle istituzioni
illustreranno i progressi raggiunti nella valorizzazione delle razze bovine
autoctone, fra i quali per il più importante, il riconoscimento
IGP (Identificazione Geografica Protetta) per il vitellone bianco dellAppenino
Centrale, a Pietralunga si registra un deciso aumento delle aziende
che aderiscono al disciplinare. In un panorama produttivo costituito da
nemmeno dieci aziende a conduzione familiare per un totale di circa 1.500
capi di pura chianina che vengono allevati allo stato semi brado, le potenzialità
di crescita nellarea pietralunghese dellallevamento zootecnico
sono davvero notevoli, soprattutto se si considera che i lunghi mesi di
permanenza al pascolo conferiscono alla carne ulteriore magrezza e minore
apporto di colesterolo. Nella sua totalità lUmbria arriva
a contare 12.000 capi di pura chianina, un dato considerevole sul totale
nazionale pari a 36.000 (conferenza stampa Apa di Perugia del 2005), e
nella ripartizione delle razze bovine allevate nel territorio regionale
la chianina pura raggiunge il 41% seguita dagli incroci di bovini da carne
al 39% (dati Arusia del 2001): vi è dunque davvero un ampio margine
per lo sviluppo e la promozione della zootecnia di qualità umbra,
che grazie al marchio IGP può competere sui mercati nazionali ed
internazionali a testa alta. Se oggi il mercato di riferimento per gli
allevatori dellAlta Valle del Tevere è ancora prevalentemente
costituito dai centri limitrofi di Città di Castello, Umbertide
e Perugia, questi sono però consapevoli che per instaurare rapporti
commerciali con aree geografiche più lontane il marchio IGP è
una condizione necessaria. Una presa di coscienza importante avvenuta nel corso degli ultimi anni grazie allopera di sensibilizzazione svolta dalle associazioni di categoria e dalle istituzioni, se, come si evince sempre dalla Relazione sullo stato della zootecnia umbra dellArusia del 2001, ladesione al disciplinare IGP era allora nel pietralunghese piuttosto scarsa. Accanto allazienda più importante del territorio, la Ercoli & Tosti di S. Faustino che conta da sola circa 300 capi di bestiame di pura razza chianina, accompagnata dallass. Migliorati mi reco il località Cai Mattei per visitare uno degli allevamenti storici della zona, gestito da 3 generazioni dalla famiglia Cecchini. Allevatori di pura razza chianina da ben 53 anni, i Cecchini hanno resistito agli anni difficili della massiccia importazione di bovini nordeuropei ed oggi sono in procinto di aderire al disciplinare IGP. Con una cinquantina di capi di bestiame liberi di pascolare da maggio a novembre nutrendosi di erba medica, fieno e lupinella, lazienda condotta da Gianluca Cecchini è anche nota per praticare quella che oggi viene definita la filiera corta, ovvero la vendita diretta ai privati, una pratica diffusa in queste zone da decenni che sta prendendo piede anche nei grandi agglomerati urbani attraverso i Gruppi di Consumo. Che la Giornata della Chianina possa quindi suggellare linizio di una florida era per questa produzione tipica di qualità, che secondo gli allevatori, andrebbe sostenuta con significative operazioni di marketing e comunicazione indirizzate sia ai consumatori sia al retail. Per chi volesse recarsi a Pietralunga e profittare di questevento dedicato alla chianina degustando le ricette tradizionali del posto che, oltre alla tagliata ed alla bistecca, annoverano anche il bollito in salsa verde, i cappelletti ripieni e lo spezzatino in umido, segnaliamo che il giorno precedente la manifestazione, la mattina di Pasqua, si svolge la tocciata una simpatica manifestazione che coinvolge tutti gli abitanti del paese, i quali si sfidano in un gioco di bravura a colpi di uova sode nella piazza principale. Ma Pietralunga, che si è presentata alla Bit di Milano forte del suo nuovo slogan LUmbria Nascosta La Valle del Carpina merita sicuramente una visita in almeno due ulteriori periodi dellanno: in ottobre, quando si svolge la Mostra mercato del tartufo e della Patata, ed in agosto, in occasione del Palio della Mannaja. Ed è proprio il tartufo il prodotto tipico più rappresentativo di questo centro che su 2.350 abitanti conta ben 300 tartufai patentati: con la raccolta del pregiatissimo tartufo bianco da settembre a dicembre, cui segue il periodo del bianchetto da gennaio ad aprile ed infine lo scorzone da giugno a luglio, Pietralunga può essere definita a pieno titolo terra deccellenza per il tartufo. Tantè che sono circa 15.000 i turisti che ogni anno visitano la mostra principale di ottobre, che richiama espositori anche dalle regioni limitrofe, ed anche levento dedicato al tartufo nero in calendario a luglio raccoglie un felice successo. Il tartufo di Pietralunga, esportato in tutta Europa, Stati Uniti, Asia e Russia, è una realtà produttiva importante per il territorio che si identifica soprattutto nelle due maggiori aziende, la Jimmy Tartufi e la Giuliano Tartufi, le quali propongono il tesoro di questa terra in tanti prodotti gustosi: dalle salse alle creme, dallolio doliva aromatizzato al tartufo interno sterilizzato o congelato. Agosto è invece la volta del Palio della Mannaja, suggestiva rievocazione storica del miracolo avvenuto nel 1334, quando un pellegrino fu salvato sul patibolo da uningiusta condanna a morte dallimprovviso rivoltarsi della lama della mannaja che doveva decapitarlo. Per unintera settimana Pietralunga si anima grazie ad eventi in costume storico come il Palio tra i Capitani dei Borghi, le cene a base di ricette tradizionali dove si possono degustare gli gnocchi fatti in casa con laltra rinomata produzione tipica del luogo, la buonissima patata bianca, e tanta musica e divertimento nelle taverne aperte fino a tarda notte. Unultima curiosità di questo piccolo borgo arroccato su uno dei panorami più suggestivi dellUmbria del nord, riguarda lorigine di uno dei cognomi più diffusi nel centro Italia. Sembrerebbe infatti che il cognome Fiorucci sia nato proprio qui e che derivi dallabitudine di Fiammetta Di Sante, proprietaria terriera del luogo vissuta secoli addietro, di chiamare i tre figli i miei fiori o appunto fiorucci utilizzando un affettuoso diminutivo vezzeggiativo. Ed è ancora oggi visibile sui principali palazzi della cittadina lantico stemma dei Fiorucci, tre piccoli boccioli racchiusi nel palmo di una mano. Le immagini sono tratte da www.umbria.org 4 aprile 2006 |
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