Il profumo di Run:
breve storia della noce moscata
di Lola Teale
In
cucina le spezie sono molto importanti e donano alle ricette aromi invitanti
ed esotici come la loro provenienza. Ad esempio nelle deliziose frittelle
di zucca non possono mai mancare la cannella e la noce moscata. Osservandola,
la legnosa e rugosa noce sembra provenire da un tempo lontano e aver
navigato per decenni in balia del mare e delle correnti prima di giungere
sugli scaffali dei supermercati.
A partire dalla fine del XVI secolo si diffuse in tutta Europa una
spasmodica corsa alla noce moscata. Questa proveniva da terre avvolte
dalle leggende, lontanissime e sconosciute ad ogni europeo. Non erano
mai state disegnate carte nautiche dettagliate per raggiungere le Isole
Banda nell'Oceano Pacifico e non esistevano nemmeno vie terrestri
sicure per raggiungere l'Indonesia e da lì potersi avviare in
nave verso Run una delle isole dell'Arcipelago delle Banda. Si
può giustamente dire che si andava a naso con una linea guida
di navigazione dettata da Magellano.
Il
naso è il metodo migliore per riconoscere le spezie grazie ai
loro inconfondibili aromi come: la cannella, il pepe, i chiodi di garofano
e la noce moscata. Sulle navi mercantili che tornavano dall'Oriente
stracariche di spezie doveva esserci un tale profumo da svenire o da
starnutire per mesi. Gli aromi si insinuavano fin nel legno del ponte,
nelle cuccette dei marinai, in cucina, nell'acqua putrida che veniva
mescolata a birra affinché perdesse un po' del suo cattivo odore
e sapore. Le spezie però non bastavano perché i marinai
non si accorgessero delle gallette di segatura, delle pietanze a base
di topi o cuoio e del cibo avariato che veniva propinato loro per giorni
e giorni. Quegli uomini non avevano accesso ad un solo granello di quel
prezioso carico che viaggiava nelle stive ed era atteso con bramosia
in patria. Prima che le navi riuscissero a tornare con il carico di
spezie passavano anni poiché il viaggio verso le Banda poteva
trasformarsi in quello di un Ulisse sballottato per il Mediterraneo
dal volere mutevole degli dei. Per non considerare i mesi che i marinai
una volta giunti a destinazione passavano a terra per curarsi dallo
scorbuto e ammalarsi di febbre con la probabilità di morire una
volta ripreso il mare o di affondare insieme alla barca troppo carica
e talmente marcia da essere quasi inabile alla navigazione.
Prima che Inglesi, Olandesi e Portoghesi andassero a comprare la noce
moscata là dove cresceva, questa spezia, diffusa già da
tempo, si poteva trovare sui banchi dei maggiori mercati d'Europa. La
noce moscata ha visto i favolosi mercati di Costantinopoli dove si riversavano
mercanti dalle parlate straniere e dall'occhio attento per fare affari
e scambiare con oro e argento pelli, spezie, stoffe e quanto la mente
umana potesse immaginare. Ha poi viaggiato fino a Venezia, la città
galleggiante, dove i mercanti sostavano per andare a nord e raggiungere
i mercati olandesi e poi l'Inghilterra.
Ancora
oggi l'aroma particolare e persistente della noce moscata aggiunge ai
piatti un sapore unico che sa di sartie, mare, vento, sabbia, carovane,
asini e cavalli, sacchi di juta, farmacie, grossisti e palazzi. Sa anche
di polvere da sparo e sangue poiché Olanda, Inghilterra, Portogallo
hanno combattuto crudelmente fino all'ultimo sangue per ottenere l'egemonia
sul commercio di una noce che valeva più dell'oro e che poteva
servire non solo in cucina e come rimedio per il raffreddore ma anche
come cura contro la temutissima peste.
21 gennaio 2006
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Noce moscata:
è il seme del frutto piriforme rosso-giallognolo della
Myristica Fragrans, grosso albero sempreverde della famiglia
delle Miristicacee, coltivato nelle Molucche, nelle Filippine,
in India, Indonesia, a Zanzibar, in Guyana e in Brasile.

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A proposito di essiccazione
Ci sono due metodi conosciuti per essiccare la noce moscata:
quello inglese e quello olandese.
Inglese: la noce è semplicemente essiccata al sole.
Olandese: la noce è essiccata attraverso l'affumicazione
e poi trattata con calce. Questo metodo preserva la noce dagli
attacchi degli insetti e la rende commercialmente più pregiata.
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| Da leggere:
Giles Milton, L'Isola della Noce Moscata, trad. di S.
Mancini, ed. BUR, Milano, 2001, € 8,26
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Le foto: le Isole Banda (accanto alla Nuova Guinea),
galeoni, la noce moscata (tratta dal sito http://www.rolv.no) e i frutti
della Myristica Fragrans (tratta dal sito http://www.diprove.unimi.it)