![]() |
Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
||
|
||||||
|
Terra che vai mandorla
che trovi
di Lola Teale e Stefano Buso (opera a quattro mani per lettore solo) - Sento odore di mandorle amare, - disse il detective dopo aver odorato il bicchiere di vino rosso accanto al cadavere.
Dopo questa premessa a valenza storico - geografica, è opportuno addentrarsi in un'analisi relativa a due aspetti che sono fondamentali. Il primo, riguarda il perché, la mandorla, dopo tanti fasti ed un impiego così totalizzante nella cucina d'un tempo è stata, volutamente o no, messa in disparte, e la seconda considerazione è se qualcuno, o meglio, se qualche filone culinario attuale, fa uso della mandorla nelle proprie preparazioni alimentari. Tutti conoscono i frutti di marzapane che occhieggiano dietro le vetrine delle pasticcerie ma non tutti sanno che la mandorla si sposa altrettanto bene con i piatti salati, come la trota alle mandorle e il tarallo partenopeo che appena uscito dal forno è un armonico e appetitoso spuntino che stuzzica il palato con pepe, lardo e mandorle. Come affermato sinora, le qualità della mandorla, il suo valore nutritivo, la sua bontà non si possono in nessun caso né minimizzare né mettere in discussione. Addirittura, in epoca medievale, la dieta delle persone facoltose, dei ricchi per intenderci, contemplava preparazioni alimentari con abbondanti spezie, zucchero e mandorle. In tal modo si dava un duplice valore al piatto, sia dal punto di vista energetico che da quello economico. Inoltre nella cucina medievale la mandorla era utilizzata sovente, in forma liquida. Il latte di mandorla era utilizzato come fondo di cottura per il brodo, come addensante per salse saporite e gustose da abbinare alle carni e naturalmente anche come componente per i dolci.
Non esiste una sola tipologia di mandorle, come facilmente si potrebbe credere, bensì molteplici. Le più famose sono la Pizzuta d'Avola in Sicilia, la Tuono in Puglia e la Ferraduel in Francia, per non parlare delle numerose tipologie selezionate in America come la Drake e l'Eureka. È altresì vero che in cucina, in gastronomia, vi sono prodotti, ingredienti che dopo tanto successo ed impiego su vasta scala, vengono surclassati da altri prodotti più innovativi, ma non per questo migliori! Questa può essere un'interpretazione, ma abbiamo già considerato altre situazioni: basti pensare alla Sicilia dove non solo la mandorla è ancora in "auge", ma vi sono anche dei locali festeggiamenti ad essa dedicati, come la sagra del "mandorlo in fiore" dove non mancano certamente preparazioni culinarie, specie di raffinata pasticceria, a base di mandorla.
Recentemente, ad una manifestazione culinaria, dove ho partecipato come esperto, un cuoco concettuale mi ha proposto un carpaccio di struzzo, cotto al vapore ed aromatizzato alla salvia e poi servito freddo con una mousse di mandorle montata a caldo a "bagno maria", spolverata alla fine con curry. Una raffinatezza inaudita. Concludiamo affermando che molti ingredienti possono avere nel corso della loro naturale evoluzione momenti di successo e ricadute; la mandorla forse è stata accantonata a torto da alcuni ed è giusto che ritorni, con tutti gli onori che le spettano, ad essere ancora uno dei tanti ingredienti protagonisti della moderna cucina contemporanea. 30 giugno 2006 |
||||||
|
prima pagina | la parola all'agronomo | l'appunto al vino | l'articolo | in azienda | in dettaglio | en passant | affari di gola presa diretta | mbud | rassegna | la cucina | appunti di viaggio | assaggiati per voi | visioni da sud | sottoscrivi | scrivici |
||||||