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archivio 
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Da Poliziano a Lohsa: Federico Carletti torna in campo
di Riccardo Farchioni
Qualche
volta, dietro una azienda di successo con una storia che arriva a segnare
quella di un intero territorio, c’è un uomo che a sua volta
questa storia ha accompagnato con la sua vita. Un caso esemplare è
quello di Federico Carletti e di Poliziano, realtà
ormai antica del comprensorio di Montepulciano, 120 ettari vitati, 15
dei quali iscritti a Vino Nobile, la cui produzione spazia da un Rosso
di Montepulciano che occupa con grande autorità la fascia “bassa”
di mercato (e che sta diventando peraltro la più appetita) ai vertici
di un Vino Nobile di Montepulciano ormai “culto” come l'Asinone
e di un supertuscan quale Le Stanze.
Una
azienda come Poliziano significa una strada già tracciata, un lavoro
avviato che ha bisogno di oculata (ed energica) gestione, ma forse ha
perso un fascino, quello dell’”inizio”. Ecco dunque
il bisogno di affrontare una nuova avventura, quella maremmana di Lohsa,
i cui segnali arrivano anche al più distratto dei guidatori con
l’improvvisa immensa distesa di vigne ordinatissime immerse delle
colline di Maremma che a perdita d’occhio circondano Magliano in
Toscana. Insomma, con Lohsa, si ha l’opportunità di vedere
Federico Carletti che “ricomincia” da una piccola cantina
in mezzo ai lavori in corso.
Ma
vediamo invece come iniziò a Montepulciano. Nel 1961 vengono acquistati
dal padre i primi poderi, una ventina di ettari; poi gli studi universitari
in agronomia, con un compagno di classe che diventerà amico ed
enologo: Carlo Ferrini. Il rientro a Montepulciano nel 1981 e,
dunque, il vero inizio: il Vino Nobile di Montepulciano era prodotto già
dal 1978, ma nel 1983 nasce l’idea di realizzare una selezione,
dapprima in cantina, poi (dal 1985) direttamente in vigna: nasce l'Asinone.
Fra il 1987 e il 1989 vengono piantati cabernet sauvignon e merlot, e
nel 1988 nasce il Le Stanze, dapprima cabernet sauvignon in purezza,
poi (dal 1996) con l’aggiunta di merlot che è arrivato a
circa un terzo dell’uvaggio. Dal 1990 l'Asinone matura in barrique,
ed è un sangiovese in purezza quando l’annata lo consiglia,
altrimenti contiene una piccola percentuale di merlot.
Visitando
Poliziano, ci si rende conto subito di una storia fatta di graduali investimenti
oculatamente eseguiti e consentiti via via dai risultati raggiunti. Lo
si vede dal sovrapporsi, quali strati geologici, di ambienti vecchi e
nuovi che si sono andati unendo, fino al nuovo “tunnel” che
li attraversa. Ed ogni volta, l’aumento degli spazi è servito
ad una gestione più funzionale e soprattutto ha portato un aumento
di tecnologia, naturalmente di una tecnologia pensata al servizio di una
visione chiara e personale del risultato che si vuole raggiungere, e che
viene portato avanti con il puntiglio di chi si sente in grado di dire
la sua, uno che ha visto Carlo Ferrini “crescere” al proprio
fianco sui banchi dell’università. Una affidabilità
tecnica che spiega perché qui avviene anche la vinificazione e
il soggiorno in barrique (16 mesi) del Mandrone di Lohsa, il prodotto
di punta dell’azienda maremmana che prende il nome da Mandrion del
Lago, uno dei toponimi della zona, composto da cabernet sauvignon (80%),
alicante (10%) e petit verdot.
E
allora torniamo in Maremma: perché questa nuova impresa? La risposta
è pragmatica e semplice. Aumentare le quantità mantenendo
la qualità significa acquisto di nuovi vigneti, cosa che a Montepulciano
è ormai impresa proibitiva. Guardando fuori, si può venire
attratti da una terra dove si trovano gli asparagi il 20 gennaio, oppure,
volendo essere più diretti, dove una annata pessima quale la 2002
non si è quasi sentita. Una ventina di ettari, di cui 12 a morellino,
con una composizione variabile che passa da una maggiore argillosità
a zone dallo scheletro importante. I vitigni sono stati piantati in base
al gusto personale: sangiovese, cabernet sauvignon, alicante, petit verdot,
tannant, mouverde; troppo caldo per il merlot, e troppo impegnativo il
syrah, dovendo già star dietro al sangiovese in stagioni dagli
andamenti climatici ormai spesso di difficile controllo.
Lohsa diventerà l’altra azienda di Federico Carletti? Il
momento difficile del mercato e la crescita imperiosa ma disordinata del
territorio maremmano (che si riflette nella grande messe di vini ad indicazione
geograifca tipica prodotti in questa zona) consigliano prudenza nello
sviluppo di una nuova realtà completa ed autosufficiente. Si vedrà,
e molto dipenderà dal successo del Mandrone. Insomma: grande energia
ma un passo per volta, sempre questa la filosofia di Federico Carletti.
Le degustazioni
Mandrone di Lohsa 2001 - Lohsa
Il colore è nero, pressoché impenetrabile. Ad un iniziale marcatura
legnosa, presto dissipata, subentrano intense e composte note di frutta
nera (spicca la mora), balsamo, terra bagnata, imbrigliate da una evidente
componente minerale. Col tempo l’olfatto si arrotonda e si addolcisce,
ribadendo un carattere mentolato. Attacco pronto in bocca, che vede accanto
ad una leggera traccia vegetale distendersi un vino dal frutto fragrante,
potente e concentrato, con una tessutura fine e tannini dolci a segnare
un finale lunghissimo.
Morellino di Scansano 2002 - Lohsa
Un vino dalla bella profondità di profumi: alla frutta rossa affianca
leggere note affumicate e di erbe aromatiche (rosmarino). Di consistenza
cremosa al palato, possiede discreta potenza senza essere pesante, e chiude
con un tannino di ottima fattura.
Rosso di Montepulciano 2002 - Poliziano
Realizzato con un taglio di sangiovese (80%) e merlot, matura per un
quinto della massa in barrique e si mostra vino fragrante, molto comunicativo
e di buona eleganza, spaziando in entrambi i registri floreale e fruttato.
Al palato attacca pronto, saporito e fresco, con la giusta carica tannica.
Vino Nobile di Montepulciano Asinone 2000 - Poliziano
Sangiovese in purezza, si rivela vino composto ed elegante: fiori, frutta nera, spezie configurano un naso complesso e aperto. Carnoso, dolce e profondo al palato, mostra una straordinaria tessitura ed un approccio che si conferma rigoroso e teso.
Vino Nobile di Montepulciano Asinone 2001 - Poliziano
Sangiovese con una piccola percentuale di merlot, mostra all’olfatto ancora qualche sbavatura dovuta all’influenza del rovere; la frutta dolce e matura unita a sentori balsamici e mentolati ne fanno un vino senza’altro seducente. Il palato conferma la caratteristica di opulenza e piacevolezza.
Vino Nobile di Montepulciano Asinone 1997 - Poliziano
Il colore è cupo, caratterizzato ancora da profonde sfumature violacee: l’olfatto è intenso e spazia dalle sensazioni di rovo, alla frutta rossa e nera, è complesso, minerale ed intenso. L’attacco in bocca è immediato ed espressivo, mettendo subito in vista allo stesso tempo snellezza e densità. La progressione arriva al suo culmine con un tannino che, dapprima in sordina, spinge poi verso un finale dinamico e lunghissimo. Vino straordinario.
Azienda Agricola Poliziano
Via Fontago, 1 - Loc. Montepulciano Stazione
Montepulciano (SI)
Tel. 0578.738171
info@carlettipoliziano.com
Azienda Agricola Lohsa
Loc. La Carla, 75
Magliano in Toscana (GR)
Tel. 0578.738171
info@carlettipoliziano.com
Lohsa visitata il 9/2/2004
Poliziano visitata il 12/2/2004
Le foto:
La prima: Federico Carletti
La terza: vigne di Poliziano
La quarta: vecchie bottiglie nella cantina di Poliziano
La quinta: vigne di Lohsa
30 marzo 2004
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