|
Il ragazzo di campagna.
Andrea Cortonesi e la sua Uccelliera.
Evoluzione Montrasio
Buranco, ovvero dei sogni
e della caparbietà
A. A. Musella: un agriturismo
sontuoso come i suoi vini
Di forma e sostanza. Solaria
Cencioni a Montalcino
A.A. Farnetani: il
momento delle scelte
Da Poliziano a Lohsa: Federico
Carletti torna in campo
Villa
Matilde tra tradizione e modernità
Le anime di Campolungo:
Azienda
Agricola Pile e Lamole
A.A. Ventolaio: verso
l'Abbazia, camminando fra i vigneti
Hans Terzer, vini di cristallo
semplicemente col cuore
Masottina e il suo
Montesco
In
archivio 
| |
Di
forma e sostanza. Solaria Cencioni a Montalcino
di Fernando Pardini Intanto,
di lei, mi è piaciuta l'idea di poterla conoscere. Indirettamente lo avevo
già fatto - è stata una lenta circuizione- immedesimandomi a poco
a poco nei suoi vini, di crescente e conclamata personalità. Poi, finalmente,
sono arrivato a lei e ai suoi luoghi. Dico che è una fortuna, per una terra
quale quella di Montalcino, essere ancora oggi innervata da piccoli ed agili vigneron,
ma tra questi non possono mancare sensibilità femminili. Beh, Patrizia
Cencioni fa sicuramente al caso nostro. Perché donna e perché
assolutamente dotata di sensibilità e modi di intendere femminili. Perché
Patrizia Cencioni, one woman band di una piccola tenuta chiamata Solaria,
incarna alla perfezione le doti di fascino e caparbietà di una donna del
vino, plasmate qui in un carattere che risente appieno degli umori, degli slanci,
delle ritrosie e della cultura di quella comunità campagnola. Patrizia
Cencioni rappresenta oggi una delle colonne della nouvelle vague viticola
ilcinese. Trentacinque anni ben portati, agricoltore, manager di se stessa ("in
fondo gli studi di segretaria d'azienda alla fine son serviti"), moglie e
madre di due belle figlie, Patrizia ha 13 vendemmie consapevoli alle spalle. Le
altre, antecedenti, le ha vissute da bambina e da ragazzina, per forza o per amore,
essendo lei una autentica autoctonia, nata a Montalcino da una famiglia storica
di vignaioli (lo zio Benito ancor oggi significa, per gli appassionati, Capanna
Cencioni).
E'
pur vero che gli eventi della vita a volte piegano a loro immagine destini e futuro.
Nel libro del destino di Patrizia evidentemente stava scritto che avrebbe dovuto
continuare a lavorare la terra. La terra per il vino. Non saprei dirvi quale sarebbe
stato il suo approdo professionale se a 20 anni non avesse avuto a che fare con
un podere tutto nuovo acquistato dal padre e con un padre venuto a mancare troppo
presto. Il fatto è che a vent'anni possono accadere delle cose che ti crescono
in fretta e che ti comportano di prendere decisioni anzitempo, fuori età.
Lei però non si è tirata indietro, e all'idea di rinunciare a quell'impresa
che il padre non era riuscito che ad iniziare si oppose, decidendo di abbandonare
aspettative altre per iniziare a gestire, da sola, quel podere. Eravamo alla fine
degli '80. Venti gli anni. Dalla sua una grande volontà ( "la testardaggine
fa parte di me") e i consigli delle persone più amate, tra le quali
spiccano lo zio materno -al quale Patrizia dedica costantemente pensieri ed una
parte della brochure aziendale- e la madre. Così, in silenzio, senza compagnie
cantanti nè marketing oriented, è iniziata la sua avventura nel
mondo del vino. Nel 1993 esce il primo brunello targato Solaria Cencioni. Ma lei
ci tiene a dire che non fu lasciata sola nel suo lavoro: i tecnici agronomi del
consorzio del Brunello e l'enologo Paolo Vagaggini hanno intuito dimorare in quelle
terre e soprattutto in quella persona la capacità di far bene, e le hanno
assecondate, mettendoci del loro. Ma anche Patrizia -possiamo dirlo alla luce
del tempo- ci ha messo del suo. I fatti della vita e le sopraggiunte responsabilità
penso ne abbiano temprato il carattere, a suo modo determinato e pragmatico, quasi
timido e schivo lì per lì, del quale però non puoi non notare
la sensuale, istintiva e raffinata femminilità; la misuri nelle parole
e nelle cose che vedi, in campagna come in cantina, quasi fosse alla ricerca costante
della perfezione, dell'eleganza, della bellezza, dell'equilibrio, di un'idea fattuale
che sappia unire in mirabile abbraccio forma e sostanza. In lei ci stanno una
determinazione ed una caparbietà tutte contadine, mai in lei ci sta anche
la capacità, o meglio la giovanile intelligenza di non fermarsi di fronte
alle difficoltà, anzi di corroborarsi ed acquisire vigore per dare di più,
per ottenere di più. Forse sta proprio lì, nella testardaggine di
una vignaiola, il segreto di quella terra, capace di tramutarsi, nei vini figli
suoi, in solida certezza. In quei vini c'è una linea, una idealità,
un percorso che inizia ad illuminarsi strada facendo. In quei vini c'è
forma e sostanza. Di Patrizia, non so perché, mi piace la sottile inquietudine
che sento crescere in lei quando si trova di fronte alle pubbliche relazioni,
alle rappresentanze o alle rappresentazioni. Eppure ama far capire il senso del
suo lavoro, ma più di tutte ama guidare il trattore e fare i lavori di
campagna. Perché in fondo, dopo trentacinque anni di campagna, non puoi
fare a meno di lei. In campagna, tra i filari, i momenti più belli, ben
oltre la fatica. In campagna, con i filari, la consapevolezza di fare una cosa
importante, da cui derivarne uno stato d'animo sereno.
Il
podere Solaria oggi te lo ritrovi in bella vista alla tua sinistra se stai percorrendo
la strada che unisce Montalcino a Torrenieri, nel versante orientale della denominazione.
Il vigneto è pressoché un unicum che quietamente si rivela all'occhio
in ondeggiante, leggero declivio, esposto a sud-sud est su un pianoro sassoso
e rosso, a 350 metri slm. Otto gli ettari vitati , per una produzione di circa
32000 bottiglie: Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino ne rappresentano
il cuore e l'essenza, Solarianne (cabernet in purezza) la prova di forza ed il
gioco, ricavato da viti ora sedicenni piantate dal padre subito dopo aver acquisito
il podere. La
magione in pietra, di stampo antico, che è poi la sua casa, possiede una
deliziosa corte rinascimentale, una bellissima cisterna e gli interni riattati
con sentimento. Seminterrata, la nuovissima cantina di affinamento - grande la
prevalenza di barrique- rivela molte curve nelle sue geometrie architettoniche
(" gli spigoli, nelle cose come nel vino, non mi piacciono") insieme
ad una soffice, calda luminosità. A se stante, la precisissima cantina
di vinificazione, composta da vasi d'acciaio. Sì, Solaria è un piccolo,
elegante paradiso campagnolo, con viste a perdere da far bene agli occhi e al
cuore.
Di
quel giorno conservo il ricordo dei colori -struggenti ed invernali- e delle pietre
-calde- del casolare, così come il silenzio delle viti spoglie eppure così
piene di aspettative. Di quel giorno ricordo la precisione, la cura, la bellezza
tutta femminile negli oggetti e nei particolari. Di quel giorno l'essenza e la
personalità, una volta ancora, di quei vini: dal nuovo Rosso di Montalcino
2002 un frutto dichiarato, una sapidità ed una dolcezza tal da lasciarsi
desiderare con istintivo trasporto, ad occhi chiusi, per un incontro sorridente
e piacevolissimo. Dal Rosso di Montalcino 2001 l'umore di una terra fremente
colta in un'annata equilibrata e forte, che si rivela arcigna e dedicata nel bicchiere,
riflessiva e boschiva, incisiva e compatta nell'impronta tannica, nel suo orgoglio
territoriale. Dopo di loro un cabernet in purezza, Solarianne (dedicato
al nome del podere e delle figlie) che nell'annata 2000 mi è apparso ineludibilmente
toscano nell'afflato e nel vigore che non lesina, nel cipiglio e nella fierezza,
non troppo propenso alle sfumature e ai chiaroscuro, ma che fa del volume e della
fittezza tannica un marchio. Infine lui, il grande brunello, il vino bello della
mia immedesimazione, io che ho adorato il 1998 dichiarandolo - senza pentirmene
- il miglior brunello della denominazione tutta. E' una summa, il Brunello
di Montalcino 1999. Sì, del percorso e della crescita, finanche dei
sogni di questa piccola vigneronne toscana, perché ti dichiara, pure lui,
forma e sostanza. Grasso e volumico così come elegante e sinuoso, esprime
un carattere a suo modo elettivo, fatto di tensione, calor buono, densità
e vigore. In bocca si allarga e si diffonde con dedizione ed impegno, coinvolgendo.
Resta a lungo, muovendosi a suo agio in modo naturale, liquido figlio di una grande
annata magistralmente interpretata da un animo femmina contadino, intriso pur
esso di sensualità e determinazione.
Ancora, di forma
e sostanza. Solaria- Az. Agr. Cencioni Patrizia - Podere Capanna,102
- Montalcino (SI) - tel/fax (+39) 0577.849426 7 maggio 2004 Visita
in azienda effettuata nel febbraio 2004 |