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Masottina e il suo
Montesco
In
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Colli di Conegliano: Masottina e
il suo Montesco
di Mario Crosta
Chi crede che la qualità di un vino derivi dai saggi vecchi sistemi
di coltivazione dei vigneti oppure sia legata alle botti ereditate dai
nonni è certamente un romantico ed ama il biologico, quindi gode
senzaltro delle mie simpatie e della mia solidarietà. Da
buon amico gli consiglierei però di non confondere mai laffetto
per le tradizioni e la nostalgia per la civiltà e le cose buone
di un tempo con quel decadentismo che ha prodotto i vins de garage
in Francia e che comincia a scimmiottarli un po dappertutto anche
in Italia. Il grande vino è frutto di amore e di scienza e, nel
rispetto dei ritmi della natura, dei dettami della moderna enologia.
Le scuole enologiche del nostro Paese (Alba, San Michele allAdige
e Conegliano, per esempio), sfornano da decenni degli ottimi maestri di
vinificazione, selezionati con cura da fior di insegnanti, alcuni dei
quali sono capaci di telefonare a casa di un allievo ammalato e di modificare
i loro piani di insegnamento in attesa del suo rientro, a dimostrazione
di un rapporto umano che va ben oltre il semplice dovere.
Adriano
Dal Bianco si è diplomato enologo in questo tipo di scuola
negli anni in cui la sua famiglia intuiva che i grandi vini hanno bisogno
sì di una materia prima selezionata ma anche di alta tecnologia
e di quel valore aggiunto che è dato dallamore delluomo
per la terra e i suoi frutti. E laver capito che è possibile
ottenere grandi vini se, al posto di puntare sulla quantità, si
privilegia la qualità, proprio negli anni della grande produzione
di massa e in una zona dove tutto ciò che frizza sembra Prosecco,
è motivo di vanto per questa modernissima azienda ed è per
questo che il prof. Giovanni Cargnello, che ha avuto Adriano come
allievo, lo segue ancora da vicino per puntare sempre più in alto.
La Masottina è unazienda molto grande sorta nel 1946,
una struttura efficientissima di 5.000 metri quadrati coperti davvero
invidiabili, allavanguardia e che esporta il 60% della produzione,
ben 7 milioni di bottiglie di vino da vigneti in prevalenza di sua proprietà.
Allinterno del suo complesso, che sorge a Castello Roganzuolo, a
due passi da Conegliano, le autoclavi per la fermentazione dei vini frizzanti
e spumanti e perfino i serbatoi termocondizionati (creati per Masottina
da unazienda specializzata di Bolzano) si trovano in grandi ambienti
a temperatura controllata, esattamente come la cantina di maturazione
ed il magazzino. Sono spese enormi, ma i risultati sono entusiasmanti.
Lo
spettacolo che si presenta al visitatore è piuttosto insolito e
tale da far invidia ai tanto celebrati cantinieri dOltreoceano.
Anche la Marca Trevigiana, come dimostra Masottina, sa precedere i tempi,
coniugando la quantità con una indubbia eccellenza qualitativa,
dove la qualità non è confinata solo nel vino, ma è
intesa in senso ampio, globale, in tutti gli aspetti di conoscenza, processo,
prodotto, rapporto col sociale e prezzo. Infatti lazienda è
certificata Vision 2000 ed ha un sistema di assicurazione della qualità
che è certificato ISO 9001 e sottoposto quindi periodicamente a
visite ispettive in piena trasparenza. Molti dei suoi prodotti godono
di alta considerazione fra gli intenditori e sono premiati meritoriamente
alle manifestazioni specializzate.
Adriano, che oggi è presidente e conduce la Masottina insieme ai
fratelli Renzo e Valerio, ama soprattutto la campagna e abbandona spesso
scrivania e laboratorio di analisi per fare un giro tra i suoi vigneti
ed è orgoglioso quando può mostrare ai suoi ospiti quanto
siano belle le colline trevigiane dove tiene ben curate le sue vigne,
alcune con il sistema dimpianto a ritocchino, seguendo
la massima pendenza. Questi vigneti sono bellissimi da fotografare ma
con un impatto ambientale che fa male, proprio come lo Champagne,
scherza il professore.
L'estensione totale delle terre da cui nascono i vini di Masottina è
enorme, se consideriamo anche quelle del Trentino, del Piave, delle Grave
del Friuli e del Cartizze. Le sole tenute di Conegliano, con vigneti orientati
a mezzogiorno nelle verdi colline che da Conegliano sallungano verso
Vittorio Veneto, comprendono 11 ettari a Ogliano, 15 ettari a Scomigo
ed altri 15 sempre in provincia di Treviso, cui si aggiungono quelli di
altri viticoltori in zona DOC che da sempre producono per la Masottina
e secondo le sue regole.
Si producono in particolare spumanti e vini tra cui il Colli di
Conegliano Bianco Rizzardo, un equilibrato uvaggio di incrocio
Manzoni 6.0.13, chardonnay e pinot bianco, con piccoli apporti di sauvignon
e riesling renano, fine e delicato, con una personalità molto distinta.
È con i rossi, però, che andiamo al sodo sul discorso (anzi
concerto, davanti a tutte quelle bottiglie aperte) qualità
che si affronta oggi nelle scuole di enologia, dove si è introdotto
anche il grado di maturazione polifenolica tra le caratteristiche di valutazione
di un vino, oltre ad alcool, acidità, estratto secco e zuccheri
residui. Un ottimo Colli di Conegliano Rosso 1998, vinificato
con particolare attenzione alla maturazione fenolica dei tannini, risulta
piacevole al palato più immediatamente di un eccellente 1997 vinificato
in modo classico. La complessità dellapertura degli aromi
e dei gusti di questultimo richiedono senzaltro molto più
tempo e, a mio modesto parere, servirebbe anche stappare la bottiglia
con un anticipo di almeno mezzora per ogni anno passato a partire
dalla vendemmia, perché a volte anche la decantazione non riesce
altro che ad ossigenare velocemente, ma non ad aprire meglio, i bouquet
più fini ed austeri.
Siamo
davanti ad un vino che certamente farà discutere mezzo mondo, una
vera sorpresa: il Colli di Conegliano Rosso DOC Montesco 1997,
che è il primo vino rosso veramente importante prodotto nelle colline
di Conegliano. Il Montesco nasce da un uvaggio fatto con uve selezionate
di cabernet sauvignon (47%), merlot (30%), cabernet franc (13%) e marzemino
(10%). A Ogliano gli ettari dedicati alla produzione di uve per il Montesco
sono 1,7 con densità di 5.000 piante per ettaro allevate a cordone
speronato. Letà di queste viti è di 10 anni, la distanza
tra i filari è 2,5 metri e la distanza tra le singole viti è
di 80 centimetri). La resa duva è di 90 quintali/ettaro,
da questo vigneto si producono quindi 150 quintali circa duva, da
cui si ricavano 14.000 bottiglie di vino l'anno. Il terreno è di
origine morenica, con presenza di argille calcaree. La vendemmia è
eseguita tra il 25 settembre ed il 5 ottobre; la fermentazione avviene
in serbatoi di acciaio inox, cui segue la fase di malolattica (della durata
di circa 15/20 giorni) e la maturazione per 24 mesi, che avvengono entrambe
in barriques di rovere francese, poi laffinamento in bottiglia per
almeno altri 6 mesi. Per i prossimi anni la Masottina prevede un aumento
della sua produzione grazie agli altri 15 ettari di vigneto di Scomigo
(a distanza di circa 1 chilometro da Ogliano), dei quali 7 sono vitati
a Colli di Conegliano Rosso. Si calcola che questi ulteriori 7 ettari
garantiranno, a partire dal 2005, altre 55.000 bottiglie annue.
Il Montesco ha una struttura solida e ottimamente equilibrata, può
durare parecchio e competere con successo con i grandi vini prodotti con
le stesse uve di origine bordolese. Il suo ampio e accattivante bouquet,
i suoi aromi fruttati richiamano la mora, il lampone e la confettura di
fragola, con leggerissime note di cannella, vaniglia, fieno e scatola
di sigaro. Il sapore è pieno, ricco, armonico, sapido, di buon
corpo, un vino per palati sopraffini, il tenore alcoolico è 13,5%.
Abbinamento ideale a 18°C con le carni rosse provenienti dagli allevamenti
pedemontani dei bovini che vengono alimentati con lerba dei pascoli
sopra Vittorio Veneto, S. Martino, Fregona e del Cansiglio, ma anche con
i formaggi tipici prodotti dal favoloso latte delle medesime zone con
la cura e sotto locchio vigile e attento dellAgriCansiglio
e del suo attivissimo presidente, Raffaele Zanette. Non si vorrebbe mai
venir via da questa bellissima zona, esattamente come è difficile
anche farlo dalla Masottina. Vini e sapori che spiccano per freschezza,
ricchezza, tipicità e per la loro capacità di esaltare ogni
incontro a tavola e fuori, nonché i valori di una terra seria e
affidabile, i cui prodotti rispecchiano appieno il carattere della gente
civile e laboriosa che vi abita.
Masottina
Via Bradolini, 54 - 31010 Castello Roganzuolo TV
Tel. 0438400775
Fax 0438402034
www.masottina.it
Nella prima foto: il prof. Cargnello
26 settembre 2003
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