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Azienda Agricola Musella: un agriturismo
sontuoso come i suoi vini
di Mario Crosta
Alle porte di Verona, sulle colline di San Martino Buon Albergo in località Ferrazze, sorge la tenuta Musella, uno dei più belli e intatti
complessi paesaggistici della Regione Veneto, ricco di boschi, corsi dacqua,
laghetti, coltivazioni specializzate, antichi fabbricati, chiesette, rustici
colonici e abitazioni che ne fanno un parco di vegetazione secolare, un
unico corpo completamente recintato con al centro la magnifica grande
villa seicentesca edificata su preesistenze medioevali.
Le fonti più antiche fanno risalire al '400 le prime notizie della
famiglia dei nobili Muselli, probabilmente i primi proprietari della tenuta,
ma la tradizione vitivinicola di questo territorio iniziò nella
seconda metà dell800 per opera dell'ispirato e appassionato
duca Cesare Trezza di Musella che, coltivando la vite esclusivamente nella
parte collinare della tenuta, adottò sistemi allora d'avanguardia
per limpianto e la coltivazione dei vigneti e avviò quella
che poi diventerà unattività di fondamentale importanza
per la tenuta.
Nel 1990 la tenuta Musella perse loriginale unitarietà e
nel 1995 vennero acquistati dallAzienda Agricola Musella
di Emilio Pasqua di Bisceglie tutti i vigneti, circa 25 ettari, ed alcuni
rustici, tra cui lantica corte rurale del 500 conosciuta come
le Ferrazzette, un tempo scuderia della tenuta e ora sede
dellazienda agricola, strutture che vennero poi adattate a cantina
ed agriturismo, circondate da verdissimi prati bagnati dal placido torrente
Fibbio. Lantica tradizione vitivinicola e la particolare vocazione
dei terreni hanno permesso di riprendere con fiducia questa realtà
vinicola per portarla con impegno, professionalità e costante aggiornamento
tecnologico ad un alto livello di qualità.
Emilio proviene da una tradizione vitivinicola industriale. Lambiziosa
scelta che lo ha portato a Musella è stata sicuramente stimolata
dallentusiasmo della figlia Maddalena e supportata dal nipote Enrico
Raber, attuale enologo dellazienda. I progetti sono tanti: un
bed & breakfast di fascino particolare e tranquillità assicurata,
la vendita di prodotti biologici e, per quanto riguarda la produzione
vinicola, la sperimentazione di nuovi impianti e la volontà di
creare vini naturali e nel contempo importanti. Lantica tradizione
vitivinicola e la particolare vocazione dei terreni gli hanno permesso
di riportare allantico splendore i vini dellazienda con impegno,
professionalità e costante aggiornamento tecnologico, elevandone
ancora la qualità.
I fruttai per lappassimento delle uve da cui si ottiene lAmarone,
un procedimento che richiede una ben calcolata ventilazione naturale a
garanzia di una sana conservazione delle uve, sono stati saggiamente ricavati
dove un tempo si trovava il fienile, sopra lantica scuderia del
500 che è stata invece destinata allaffinamento dei
vini, un locale con temperatura ed umidità mantenute costantemente
sotto controllo e dove le botti, di capacità diverse, sono allineate
tra eleganti colonne di marmo che sostengono le volte delloriginale
soffitto. Lampio locale antistante è stato trasformato in
cantina per la vinificazione, dotata di impianti moderni ed efficienti.
Ogni prodotto proviene esclusivamente dai vigneti e dagli oliveti di questazienda,
che si estendono oggi per circa 40 ettari allinterno di un parco
secolare di oltre 400 ettari e che offrono una notevole differenziazione
nella composizione del terreno e della flora circostante, doti che permettono
degli assemblaggi davvero appassionanti. Lambiente della tenuta,
infatti, è protetto da vincoli conservativi paesaggistici (legge
n. 1497 del 1939), monumentali (legge n. 1089 del 1939) ed ambientali
(legge n. 431 del 1985) imposti a partire già dal 1952 e impugnati
da Giorgio Massignan di Italia Nostra che auspica lacquisto dei
boschi da parte del Comune, in quanto preziosissimi per la straordinaria
ricchezza naturale che sanno trasferire generosamente non soltanto alle
caratteristiche organolettiche dei vini che vi sono prodotti.
La tenuta Musella rappresenta per il territorio di San Martino Buon Albergo
la componente più pregevole sia dal punto di vista ambientale che
paesaggistico e storico, poiché vi si è conservata, nel
tempo, unarmonica coesistenza dei sistemi ambientali naturali con
quelli coltivati. Sui suoi poggetti, in solitudine e tranquillità
stupende, vi sono bellissimi boschetti di magnolie, lauri cerasi, platani,
conifere, bambù, querceti, laghetti di acqua limpidissima, un parco
meraviglioso di bellissimi alberi. Infatti, dal 1607, quando la famiglia
dei Muselli iniziò ad acquistare terreni a nord di San Martino
Buon Albergo, fino ad oggi, la Musella è stata gestita come ununità
paesaggistica a sè stante e si è evoluta indipendentemente
dalle zone circostanti secondo una propria storia, mantenendo la vocazione
rurale e sottraendosi al processo di urbanizzazione e industrializzazione
che ha invece segnato tutta la collina veronese soprattutto dalla seconda
metà del 900. Tra il 1654 e il 1709 i Muselli trasformarono
la residenza di campagna in una villa con giardino allitaliana che
ancora oggi domina la tenuta dalla dorsale orientale della collina, introducendo
piante esotiche di grande suggestione paesaggistica come il cedro del
Libano, il cedro dellAtlante, la quercia rossa, labete greco,
il ginkgo, la palma nana, lorchidea militare ed altre specie di
orchidee oggi protette dalla Direttiva Regionale n.1475 del 1982 (anacamptis
pyramidalis, cephalanthera damasonium, limodorum abortivum, orchis morio)
fino a dare forma al parco, i cui confini si confondono nelle formazioni
boschive.
Nella parte settentrionale del territorio le coltivazioni ad olivo e ciliegio
si alternano alle praterie aride, di elevato valore naturalistico, ed
alle formazioni boschive, a prevalenza di farnia, carpino bianco, carpino
nero, orniello, rovere e roverella e con un sottobosco di specie rare
nel territorio italiano, tra cui troviamo orchidea minore, fior di legna,
erbastorna montanina e lappolina nodosa. A sud si affiancano al bosco
i prati umidi lungo il fiume Fibbio che lambisce lattuale cantina,
le coltivazioni della vite e quelle seminative, con alberi di Pino nero
Arnold e zone arbustive, concentrate soprattutto sui terrazzamenti occidentali,
dove labbandono delle coltivazioni ha permesso lavvio del
processo di naturale rimboschimento.
La diversità di ambienti offre accoglienza a numerose specie di
uccelli nidificanti o di passaggio, quali passera italiana e cicogna bianca,
rapaci come smeriglio, lodolaio, astore, nibbio bruno e poiana, rapaci
notturni come il gufo comune, rintracciato nel bosco di pino nero, lallocco,
la civetta e lassiolo. In un paesaggio tanto bello lagriturismo
Musella offre ospitalità dal 15 febbraio al 15 dicembre in 11 camere
con bagno, televisore, frigobar, aria condizionata e 2 appartamenti dotati
anche di cucina e salotto. La prima colazione viene servita in unampia
veranda con vista sulla corte. Si può praticare pesca a mosca,
mountain-bike, canoa, golf e passeggiare nei boschi, cè un
ampio parcheggio a disposizione ed un eliporto e si accettano piccoli
animali domestici. Andate a cenare alla vecchia trattoria Al Ponte (tel.
045.8921364 e fax 045.8958336), a 300 metri, che apre alle 20. Vi consiglio
la pastissada de musso (stracotto dasino).
La produzione è quella tipica della Valpolicella dellest
(come viene definita la zona non classica della stessa), tra cui Valpolicella
Superiore (corvina 50%, rondinella 20%, corvinone 20%, barbera
10%, circa 60.000 bottiglie), Amarone (corvina 50%, rondinella
20%, corvinone 20%, oseleta e croatina 10%, circa 20.000 bottiglie), Recioto
(corvina 50%, rondinella 20%, corvinone 20%, croatina 10%, circa 5.000
bottiglie), Monte del Drago (corvina e cabernet sauvignon
in parti uguali) e Bianco del Drago (chardonnay), che
provengono da tre vigneti su tre diverse colline circondate di boschi:
Monte del Drago, 8 ettari con esposizione ad ovest e
terreno di medio impasto tufaceo con argilla bianca. Vi si trovano ceppi
di chardonnay piantati nel 1990, di corvina, corvinone, rondinella e oseleta
piantati nel 1996, 1997, 1998 e di merlot piantati nel 1999. Le densità
dimpianto sono diverse: 7.000 piante per ettaro per le viti di chardonnay,
allevate a guyot bilaterale, 5.000 piante per ettaro sia per le viti di
merlot allevate a cordone speronato che per tutte le altre allevate a
guyot bilaterale.
Perlar, 7 ettari con esposizione a sud-ovest e terreno
calcareo con prevalenza di argille rosse ferrose. Vi si trovano corvina,
corvinone, rondinella, molinara piantate a pergola veronese nel 1960 e
allevate a guyot con densità 2.600 piante per ettaro, corvina e
altre sperimentali (teroldego, sangiovese e petit verdeaux) piantate nel
1992 a spalliera con densità 7.000 piante per ettaro e allevate
a guyot, cabernet sauvignon piantato nel 1992 a spalliera con densità 7.000 piante per ettaro e allevato a cordone speronato.
Palazzina, 9 ettari con esposizione ad ovest e terreno
tufaceo con argille rosse ferrose. Vi si trovano tutte le corvine, barbera,
merlot, una vigna di chardonnay a coltivazione biologica ed altre piantate
a pergola veronese nel 1960 con densità 2.600 piante per ettaro
e allevate a guyot, ma anche syrah e corvina piantate a spalliera nel
1990, 1997 e 2000 con densità 5.500 piante per ettaro e allevate
a guyot bilaterale.
I vini assaggiati che mi sono piaciuti di più sono stati un Amarone
della Valpolicella 2000 e soprattutto un altro Amarone
della Valpolicella 2001 elaborato direttamente da Maddalena,
entrambi prelevati dalle botti da 7 ettolitri. Sono dei vini di colore
rosso cupo ma molto vivo, brillante e dagli intensi aromi di ciliegia,
ribes rosso e mora matura, molto succosi e fruttati, opulenti, ricchi
di estratti, dal gusto caldo, pieno, vibrante e morbido, dolci il giusto,
hanno una personalità spiccata e risultano molto più godibili
e sensuali dellAmarone 2001 che sta maturando in barriques per passare
poi in botti da 15 ettolitri, serioso, più asciutto e più
secco, che però è piaciuto di più al collega straniero
che mi accompagnava.
Dal 1993, la prima annata prodotta, grandi passi sono stati fatti, ma
lentusiasmo di questa splendida gara enologica tra cugini è
contagioso e rinvigorisce anche chi, come me, cerca sempre e costantemente
quel vino superlativo che rare volte crede perfino di aver trovato ma
che però, per un impercettibile soffio, sfugge ancora in unaltra
parte della memoria, lunico che ha anche i profumi ed i sapori della
donna che si ama, la propria.
Azienda Agricola Musella s.a.
Corte Ferrazzette
37036 San Martino Buon Albergo (Verona)
Tel 335.7294627 e tel/fax 045.8956287
www.musella.it
maddalena@musella.it e paulo@musella.it
28 maggio 2004
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