Elba Food Cup: sei
piatti e sei ricette elbane
di Riccardo Farchioni
E come era forse prevedibile, il trionfatore è stato Russel Coutts,
vincitore della ultima Americas Cup...
No, non avete sbagliato rivista, naturalmente si parlerà - eccome!
- di cibo: il fatto è che lIsola dElba è stata
teatro dal 3 all'8 maggio di una sorta di anteprima della Americas
Cup che si terrà nel 2007 a Valencia, con gran parte di quelli
che ne saranno i protagonisti (si veda www.elbacup.org). Ma visto che
cera una Elba Cup, perché non organizzare una Elba Food
Cup che mettesse in campo i valori gastronomici dellisola?
Questo devono aver pensato diverse associazioni, fra le quali la Confcommercio,
presieduta da Luciano Marinari, anchesso valido ristoratore
nel suo Da Luciano, che a pochi chilometri da Portoferraio
si affaccia sul piccolo e delizioso golfo di Scaglieri (tel. 0565/969952).
Lisola
dElba: questo grumo di macchia mediterranea immerso
in un mare blu intenso restituisce la fiducia nella capacità
della natura di invadere lo spazio riempiendolo di bellezza. Linvasione
del turismo estivo ha fatto sì che molti ristoranti siano sorti,
spesso aperti con la prospettiva del successo assicurato e la tentazione
dellomologazione verso i soliti piatti. Ma la gastronomia elbana
ha le potenzialità avere una sua personalità grazie alla
congiunzione fra la tradizione marinara e quella agricola dell'entroterra,
forse ancor più antica. A dimostrazione di questa tesi, ecco
qui di seguito una piccola rassegna di piatti elbani e relative ricette,
realizzati per l'occasione e assaggiati "in loco" ai quattro
capi dellisola, percorsa e ripercorsa a caccia di suggestioni
della gola e non.
La
parte dellElba che più deve faticare per guadagnare una
immagine legata al turismo naturalistico è quella corrispondente
alla costa orientale, un tempo zona di profondi sfruttamenti minerari.
La città di Rio Marina è comunque graziosa, e i tavolini
all'aperto del ristorante La Strega- Da Oreste stanno su un piano
leggermente rialzato dominando le strade circostanti e guardando il
mare sullo sfondo. La sburrita di baccalà è un
piatto di rigorosa tradizione povera, in sintesi una zuppa di avanzi
del baccalà che era la colazione dei minatori. Nella versione
di Claudio Cecchini, chef del ristorante, viene alleggerito e
rivisitato.
Seguendo
la strada che va da Portoferraio in direzione di Marciana Marina, poco
prima della località Acquabona la strada fa una ampia curva e
lì cè La Tartuca. Ununica saletta,
tavolini che danno sulla strada e su una campagna ricca di vigneti;
poca ricerca di charme, ma un cuoco di talento riconosciuto nellambiente,
Filippo Durante. Effettivamente il suo involtino di cardi e acciughe
fresche con salsa di finocchio selvatico è un piatto che colpisce
per freschezza e contrasti, un antipasto efficace, un ideale richiamo
alle radici agricole dellisola.
Vivace
e spigliato Procchio, posto fra Capoliveri e Marciana nella parte nord
dellisola, e vivace e spigliato il St. Jamess di
Massimo Pileri, con i suoi tavolini di legno e le sedie di un
verde vivace. Freschi, ammiccanti, molto estivi i maccheroni di pasta
fresca con dadini di ventresca di tonno allelbana, anche se alla
fine danno la sensazione di una sovrabbondanza di ingredienti che va
a scapito della personalità del piatto.
A
pochi passi dal mare che sta dallaltra parte della strada, a Porto
Azzurro cè La Cantinetta. Lorenzo e Alessandro
Bigazzi (padre e figlio) e Maria Giovanna Campagnolo (la
moglie, in cucina) vengono da Firenze, e nel 2000 hanno aperto questo
ristorante dagli interni molto graziosi. Il cacciucco elbano è
più povero di quello livornese, dal quale furono eliminati i
troppo poveri murena, tracina e gronco. Lungi dallessere una zuppona
di pesce, ha bisogno di molti accorgimenti nella preparazione: per esempio
i piccoli polpi allungati vanno cotti a parte con le seppie, come a
parte vanno cotti i fasolari, gli scampi e le cicale per la loro acidità
elevata; le cozze vanno inserite allultimo, perché niente
è più sgradevole, in un cacciucco, delle cozze stracotte
e sfaldate.
Capoliveri
se ne sta lassù, aristocratico, e chi ci va ci torna sempre volentieri,
affrontando le intricate stradine quasi sempre in dislivello, proprie
dei paesi appoggiati sui declivi. La Taverna dei Poeti è
un ristorante grazioso, e se avesse la metà dei tavolini (che
sono veramente molto vicini) lo sarebbe ancora di più, ma probabilmente
è chiedere troppo. Sono buoni gli gnocchi alla gallinella con
salsa di finocchietto selvatico di Massimo Poli: bella la consistenza
degli gnocchi di patate, e la salsa in bianco è ben tirata e
cremosa.
Marciana
Marina è un borgo di grande fascino e le sue botteghe riescono
ancora a non essere sguaiate. Quando si è stanchi del lungomare
ci si può rifugiare nella piazza, appartata ed elegante. Appoggiato
ad una spiaggia di sassi candidi, con la Capraia che si vede in lontananza
e il sole che tramonta sul mare cè il punto di riferimento
della ristorazione elbana, ossia Capo Nord. Come se non bastasse,
una valida mano allo chef Giorgio Morsiani e miglioramenti tecnici
in cucina hanno fatto sì che il menu si sia arricchito di secondi
finalmente di bella elaborazione (e dai prezzi consoni). Un piatto come
il Patchwork elbano, a parte il gusto ineguagliabile del pesce
crudo e la delicatezza dello zabaione di granchio margherita, è
una sorpresa assoluta che gli occhi non si stancano di ammirare.
Le ricette
Sburrita
di baccalà
Ristorante Da Oreste La Strega
Piazza Vittorio Emanuele 6
Rio Marina
Tel. 0565/962211
Ingredienti:
Filetto di baccalà deliscato e ammollato nellacqua, aglio,
nipitella, pomodoro maturo, peperoncino, olio extravergine doliva,
crostoni di pane raffermo.
Procedimento:
Scaldare in una pentola il filetto di baccalà con abbondante
aglio, aggiungendo un po di acqua per formare il brodo. Aggiungere
il pomodoro tagliato a dadini, una manciata di nepitella, il peperoncino
e aggiustare di sale. Terminata la cottura, adagiare nel piatto di portata
4 fette di pane condite leggermente con extravergine e brodo di baccalà.
Attendere che i crostini si siano bagnati bene e procedere adagiandovi
sopra i filetti di baccalà insieme a qualche spicchio di aglio
e completare con qualche dadolino di pomodoro. Completare la decorazione
del piatto con qualche rametto di nepitella fresca.
Involtini di gobbi o cardi e acciughe fresche con salsa di finocchio
selvatico
Ristorante La Tartuca
Loc. Acquabona Portoferraio
Tel. 0565/940240
Ingredienti:
800 gr. di gobbi
600 gr. di acciughe fresche
n. 20 fette di lardo di Colonnata
sale pepe.
Per la salsa:
1 Litro di brodo di pesce
30 gr. di farina
1 bicchiere di vino bianco
60 gr. di finocchio fresco (il verde)
Preparazione:
Spuntare i gobbi, lavarli, tagliarli a bastoncini di circa 6 cm. e larghi
fino a 1.5 cm. Lessare i gobbi in acqua bollente leggermente salata,
sgocciolarli al dente. Pulire e sfilettare le acciughe fresche. Mettere
insieme un filetto di acciuga con un bastoncino di cardo e avvolgeteli
con una fetta di lardo in modo da ricavarne dei piccoli involtini. Far
imbiondire gli involtini con qualche cucchiaio di olio extravergine
di oliva, a calore moderato. Servire la preparazione in tavola ben calda
aggiungendo della salsa preparata separatamente.
Preparazione della salsa:
Tenere in ebollizione il brodo di pesce, aggiungere il mezzo bicchiere
di vino bianco e addensate con del burro e farina, precedentemente amalgamati
.
Tenere la salsa in dolce ebollizione aggiungendo del finocchio selvatico
fresco, finemente tritato, fino a quando avrà acquistato una
consistenza né troppo spessa, né troppo liquida.
Maccheroni
di pasta fresca con dadini di ventresca di tonno allelbana
Ristorante St. Jamess
Strada Provinciale 36 - Procchio
Ingredienti:
gr. 500 di pasta fresca, gr 600di ventresca di tonno, una melanzana,
gr 500 di pomodorini ciliegia, 2 mazzetti di rucola, gr 20 di scalogno,
gr 30 di capperi sotto sale, gr 80 di olive snocciolate, 1 mazzetto
di basilico, gr 30 di prezzemolo, 1 spicchio di aglio, gr 50 di extravergine,
peperoncino e fiori di finocchio q,b,
Preparazione:
in una padella far rosolare laglio insieme con lo scalogno nellextravergine.
Aggiungere poi i capperi, la melanzana e far rosolare ancora, poi aggiungere
la rucola ridotta in piccoli pezzi, le olive snocciolate tagliate in
piccolo e i pomodorini. Dopo una leggera cottura aggiungere la ventresca
di tonno ridotta in dadolini. Continuare la cottura ancora un poco e
poi terminare aromatizzando il sugo con prezzemolo tritato e fiori di
finocchio. Scolare la pasta al dente e condirla con il sugo ottenuto,
decorando il piatto con foglioline di basilico.
Cacciucco Elbano
La Cantinetta - Wine Bar Ristorante
Via Vitaliani, 52 - 57036 Porto Azzurro
Tel/Fax 0565/95528
E-mail lacantinetta@msn.com
www.la cantinetta.info
Ingredienti:
Cipolla, aglio, peperoncino, prezzemolo, olio extravergine di oliva,
pomodoro, sale, vino bianco.
1,5 kg di pesce assortito: scorfano, murena, gronco, cappone, pesce
prete, tracina, seppie, polpi (possibilmente non grossi) scampi, sconcigli,
granchi e cozze.
Per fare il brodetto: una manciata abbondante di paranza fresca di pesci
con i quali si ricava circa 1 litro e mezzo di brodetto.
Procedimento:
Fare rosolare gli odori e quando saranno dorati aggiungere le seppie,
il polpo e i crostacei, in modo da preparare la base per la zuppa. Dopo
alcuni minuti (tre o quattro) sfumare con il vino bianco e lasciarlo
evaporare. A questo punto aggiungere il pomodoro e un po' di brodetto
di pesce ottenuto con la bollitura e successiva filtratura della paranza
di pesciolini. Lasciare cuocere per circa venti minuti e aggiungere
i pesci scrupolosamente squamati e tagliati a trance, cercando di rispettare
per ciascuna tipologia il giusto tempo di cottura si dovrà evitare
di cuocerli o troppo o troppo poco. Cuocere il tutto a fiamma piuttosto
moderata aggiungendo man mano il brodetto che abbiamo preparato, in
modo da garantire una costante umidità necessaria per una cottura
ottimale. A tre minuti dalla cottura ultimata, aggiungere le cozze e
spengere il fuoco. Incoperchiare e lasciare riposare la zuppa per qualche
minuto, servire poi in ovali in rame, disponendo sui lati delle fette
di pane cotto a legna, precedentemente tostate e agliate. Cospargere
sopra un po di prezzemolo tritato molto fine.
Gnocchi
di patate in salsa bianca di pescatrice con finocchietto selvatico
La Taverna Dei Poeti
Via Roma 14 - Capoliveri
Tel. 0565-968306
Ingredienti per gli gnocchi:
500 gr. di patate
100 gr. di farina
un uovo
finocchio selvatico
un pizzico di sale
Ingredienti per la salsa:
Pescatrice (coda di rospo)
Olio extra vergine di oliva Monte Fabbrello
Scalogno
Peperoncino
Pomodori secchi
Vino bianco
Un pizzico di sale
Procedimento:
Impastare le patate (prima bollite) con il finocchio selvatico, la farina,
le uova ed un pizzico di sale. Tagliare la pescatrice a pezzetti (più
grandi degli gnocchi). Fare un fondo di scalogno e olio extravergine,
mantenendo il fuoco basso far rosolare la pescatrice e sfumare col vino
bianco, aggiungere i pomodori secchi tagliati a bastoncino, sale e peperoncino.
Impiattare con una guarnizione di basilico e finocchietto fritti.
Patchwork
elbano (Fantasia di crudité di pesci del nostro mare con zabaione
salato di margherita)
Ristorante Capo Nord
Loc. La Fenicia 57033 Marciana Marina (LI)
Tel./Fax 0565.996983
Ingredienti:
5 filetti di diversi pesci con diversa colorazione della polpa (triglia,
cernia, sgombro, tonno, parago).
2 tuorli duovo, un poco di polpa di margherita lessata con la
sua acqua di cottura. Olio extra vergine doliva, pepe e succo
di limone q.b.
Preparazione:
mettere in un cutter la polpa di margherita lessata insieme alla sua
acqua di cottura e frullare a lungo. Passare in un setaccio fino ad
ottenere una crema. Sbattere i rossi duovo con un goccio di limone
e un pochino di brodo di margherita. Amalgamare delicatamente e riporre
in frigo. Tolte tutte le spine dai filetti, appiattirli battendoli delicatamente
fra due fogli di carta trasparente, poi iniziare a comporre il piatto.
Cercare di alternare la cromaticità delle polpe pere creare un
giusto contrasto realizzando un Patchwork a forma di Isola dElba.
Intorno alla composizione ottenuta versare lo zabaione di margherita
insieme ad un filo di extravergine, salare, pepare e decorare con una
rosellina di pomodoro rosso.
6 luglio 2005