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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
A BianchIrpinia il futuro del Fiano

di Luca Bonci

Atripalda, alle porte di Avellino, ha ospitato la quarta edizione della rassegna enogastronomica Terra Mia con una novità espressamente dedicata al mondo vitivinicolo: BianchIrpinia, una rassegna nella rassegna, in cui le nuove annate dei Fiano e dei Greco di questa regione dell'entroterra campano sono state presentate alla stampa specializzata. Una terra che ama definirsi la più nordica tra quelle meridionali, spesso coperta dalla neve, l'Irpinia, e che dà origine alle uve che vanno a comporre le due uniche DOCG bianche del sud: il Fiano di Avellino e il Greco di Tufo.

L'evento, frutto della collaborazione tra l'associazione Terra Mia e il Consorzio di tutela dei vini dell'Irpinia, è stato inaugurato da una breve introduzione di Piero Mastroberardino che ci ha raccontato come all'inizio del secolo queste zone fossero grandi produttrici di vino, anche per l'esportazione, essendo seconde solo all'area romana. "Da allora grandi trasformazioni sono avvenute e anche qui, come nel resto d'Italia, siamo arrivati, tramite il lavoro dei singoli, a una eccellenza produttiva che ha ora bisogno di un'azione congiunta." Per questo la nascita del Consorzio, che si propone di coordinare e pubblicizzare gli sforzi organizzativi degli aderenti. Come la promozione della nuova DOC Irpina, il cui disciplinare passerà tra pochi giorni all'esame della commissione ministeriale. "Un disciplinare mirato al territorio più che al vitigno, ma che nobilita l'utilizzo delle uve autoctone in quanto permetterà di indicare il vitigno in etichetta solo nel caso di utilizzo delle nostre uve tradizionali."

Eccoci dunque arrivati alla sessione di degustazione dei Fiano (l'unica a cui abbiamo potuto partecipare) che si è aperta con la presentazione dell'annata da parte di Lello del Franco, instancabile coordinatore delle attività promozionali del Consorzio. Una annata piovosa che ha provocato ritardi di germogliamento e invaiatura, e un più deciso ricorso alla potatura verde. Una annata comunque positiva per i vini bianchi, grazie alle notevoli escursioni termiche che hanno contribuito alla conservazione degli aromi varietali.

Gli assaggi ci hanno fornito un quadro abbastanza variegato. Tre o quattro grandi Fiano, molti vini di buona fattura, un buon livello medio che lascia ben sperare, ma anche una base non trascurabile che, per l'adesione a stili un po' obsoleti o, al contrario, per improvvisazioni moderniste, deve ancora trovare la giusta strada.

Ecco le nostre note di degustazione dei 37 Fiano presenti, per 34 aziende, assaggiati alla cieca lo scorso 7 maggio. E un post scriptum finale.

Fiano di Avellino 2004 - Cantine Crogliano
Un paglierino pallido e un naso citrino, sferzato da note minerali, ci accolgono in un contesto non molto consistente, arricchito da cenni esotici. In bocca, su un corpo pulito e secco, si nota la banana ma la dinamica ci appare un po' compressa.

Fiano di Avellino 2004 - Giulia
Paglierino, naso marino, ridotto, di anice, un po' nascosto. In bocca il vino mostra un buon passo acido e una media sapidità, ma aromaticamente rimane segnato da sentori che ne limitano la piacevolezza.

Fiano di Avellino 2004 - Tenuta Ponte
Ha profumi piacevoli di agrume maturo e idrocarburi, mediamente persistenti. La bocca è esuberante, marcatamente acida e di grande densità. Chiude amarognolo, su note di fieno e tabacco. Bello in varietalità e struttura.

Fiano di Avellino 2004 - Antica Hirpinia
Paglierino. Naso composto, non intenso, e bocca di simile impostazione, pulita, di medio impatto, chiusa forse un po' troppo rapidamente.

Fiano di Avellino 2004 - Mastroberardino
Agrumi e fiori bianchi preludono a una bocca tesa e compatta, non troppo ampia ma vigorosamente acida e conclusa da una persistente e asciutta scia fruttata.

Fiano di Avellino 2004 - Romano Nicola
Paglierino pallido. Ha naso di anice e mosto maturo, tendente all'ossidato. Sensazione confermata in bocca dove il vino, seppure persistente, non eccelle in complessità e si rivela di poca piacevolezza.

Fiano di Avellino 2004 - Antico Borgo
Il colore è paglierino e i profumi sono belli, di frutta matura e anice. Al gusto il vino si mostra sapido, segnato da note esotiche, asciutto, semplice, chiuso forse in maniera un po' repentina.

Fiano di Avellino 2004 - Terre del Principato
Naso un po' nascosto di foglia di agrume e fieno ma bocca saporita, seppure non complessa. Piacevole nella decisa risalita gustativa finale su note fresche di mela accompagnate da leggeri sentori di banana.

Fiano di Avellino 2004 - Pietracupa
Colore paglierino e naso non estroverso, leggeri sentori di buccia di pera. Bocca in linea, di poca ampiezza aromatica, ma piacevole nella sua delicata e pulita acidità.

Fiano di Avellino 2004 - Marianna
Paglierino. Note di lavanda in un naso poco intenso e leggermente ridotto. Al gusto è media la soddisfazione, dovuta specialmente alla buona chiusura, aromatica a persistente.

Fiano di Avellino 2004 - Cantina del Barone
Paglierino leggermente marcato e profumi un poco ossidati di pasta di mandorle. In bocca la vena acida dà qualche soddisfazione ma il vino rimane aromaticamente poco a fuoco.

Fiano di Avellino Terre di Dora 2004 - Terredora
Paglierino leggermente più marcato e naso di buona ampiezza aromatica, agrume e susina matura. Al gusto ci piace la coerenza e la lunga scia fruttata, nonché l'equilibrio acido alcolico.

Fiano di Avellino 2004 - Aminea
Paglierino pallido. Profumi agrumati, di anice e frutta matura. In bocca il vino ha una buona consistenza e un piacevole frutto. Note floreali e citrine accompagnano a lungo la beva.

Fiano di Avellino 2004 - Feudi di San Gregorio
Naso estroverso, che unisce alle note minerali un bel contenuto fruttato, anche esotico. Al gusto la sensazione aromatica è simile, il vino è cremoso e dona una bella impressione di equilibrio e una buona sapidità. Finale di grande persistenza e piacevolezza.

Fiano di Avellino Pietramara 2004 - I Favati
Profumi floreali di buona intensità precedono note idrocarburiche, di tabacco e minerali. Al gusto il vino procede deciso, con una buona verve acida e una aromaticità di tutto rispetto, in un contesto asciutto e preciso. Vino di bella fattura e proporzionale compiacimento.

Fiano di Avellino Radici 2004 - Mastroberardino
L'intensità olfattiva è media, e prevalgono gli agrumi. Al gusto il vino mostra un buon equilibrio, una certa cremosità e un lungo finale su note di fiori ed erbe aromatiche. Sono notevoli la finezza e la precisione.

Fiano di Avellino Vigna Nocelleto 2004 - Del Nonno
Naso intenso ma marcatamente ossidato. Prevalgono le note lattiche e vegetali. In bocca il vino è sapido, sa di mela renetta e si regge su una discreta spalla acida, pur rimanendo segnato da sentori non troppo piacevoli.

Fiano di Avellino 2004 - Colli di Lapio
Bei profumi, citrini freschi e puliti. Al gusto è veramente apprezzabile la vivacità aromatica e il sorprendente guizzo acido e fruttato verso un finale secco, di bella persistenza.

Fiano di Avellino Vigna Nocelleto 2003 - Del Nonno
Annata diversa per un naso, citrino e fruttato, che percepiamo segnato da note di anice e da una leggera riduzione. In bocca il vino è piacevole per il buon nerbo acido, senza eccellere in aromaticità. Colpisce il lungo finale.

Fiano di Avellino 2004 - Di Prisco
Paglierino marcato. Il naso è prevalentemente minerale ma affiorano anche frutta matura e sentori di anice. In bocca troviamo un vino non molto ampio, che a note leggermente ossidate unisce una struttura media.

Fiano di Avellino 2004 - Vadiaperti
Paglierino pallido. Fini profumi di erbe e fiori e bella spalla acida che guida verso un finale pulito e asciutto, persistente, amarognolo, che ci dona sentori minerali e di fieno.

Fiano di Avellino 2004 - Contrada Michele
Profumi intensi di frutta matura precendono una bocca cremosa, saporita, distinta, che chiude con note esotiche e i sentori di tabacco che talvolta identificano il vitigno.

Fiano di Avellino Ripa Alta 2004 - Villa Raiano
Paglierino più marcato. Al naso il vino presenta una leggera ossidazione insieme a note minerali di media intensità. Più piacevole al gusto, dove la nota ossidata si stempera in un contesto sapido e persistente, segnato da note empireumatiche.

Fiano di Avellino 2004 - Macchialupa
Paglierino pallido. Il naso è agrumato e fine, di media intensità, e la bocca fresca e piacevole, piena di note di agrume e floreali, di lavanda. Lungo e sapido, di bella bevibilità.

Fiano di Avellino 2004 - Fratelli Urciolo
Paglierino pallido. Profumi fini di fiori, bocca che prosegue la sensazione olfattiva, su note di lavanda e agrumi. La buona vitalità, in un contesto di media persistenza e intensità, lo rende un vino di cui ricordarsi piacevolmente.

Fiano di Avellino 2004 - Villa Raiano
Un naso mediamente intenso, non complesso, lieve, di anice e agrumi e una bocca elegante e pulita, piacevole, di bella fattura, senza picchi. Bicchiere elegante, da meditare.

Fiano di Avellino 2004 - Salvatore Molettieri
I profumi, estroversi, ricordano il mosto d'uva e la pera matura. Una peculiarità aromatica che rimane al gusto, in un contesto non molto corposo, acidulo, un po' sfuggente, vegetale.

Fiano di Avellino 2004 - Montesole-Colli Irpini
I profumi sono intensi, di lavanda e altri fiori. Non complessi ma persistenti. Una bella aromaticità che si ritrova all'assaggio, dove il vino appare asciutto e pulito, finemente floreale, lungo seppur semplice.

Fiano di Avellino 2004 - Montevergine
Paglierino. Note agrumate e idrocarburi, per un naso non molto aperto. In bocca è bello il passo, sapido, succoso, complesso, di discreta lunghezza e bel tono acido.

Fiano di Avellino 2004 - Picariello Ciro
Paglierino pallido. Profumi non troppo evidenti, di foglia di agrume e anice. In bocca il vino ha un buon ingresso e una discreta aromaticità, pur rimanendo semplice e chiudendo rapido, asciutto.

Fiano di Avellino Vigna della Congregazione 2003 - Villa Diamante
Paglierino più marcato. Un naso minerale e vegetale di sicura intensità prelude a un buon ingresso in bocca, con una aromaticità un poco aspra, di fieno e tabacco, e una chiusura lunga, segnata dalle stesse note. Bel corpo in un contesto grasso e maturo. Si noti il millesimo più antico.

Fiano di Avellino 2004 - Casali dei Baroni
Al naso sono le note intense e fresche di mela e fiori a prevalere, mentre la bocca scorre beverina anche se poco sapida, e chiude con una persistente nota fruttata in maniera piacevole, dolce, forse un po' piaciona.

Fiano di Avellino 2004 - Colli dei Castelfranci
Un tipico paglierino e un naso, floreale, non molto intenso. Ben più soddisfacente al gusto, dove ci piace per la bella e fresca presenza fruttata, per la lunga persistenza e la notevole sapidità.

Fiano di Avellino 2004 - D'Antiche Terre
Paglierino. Una media intensità olfattiva su note minerali e una buona verve in bocca, dove il vino è sapido, pulito, floreale, un po' dolce, sicuramente lungo e strutturato, piacevole.

Fiano di Avellino 2004 - Cantina dei Monaci
Paglierino pallido. Naso non molto intenso, di foglia di agrume e fiori. In bocca è bella la sapidità e notevole la persistenza unita a una discreta cremosità. Bella beva.

Fiano di Avellino 2004 - Casa dell'Orco
Un naso non molto a fuoco, in cui sentori minerali si alternano a note vegetali, poco intenso. In bocca il vino è sapido pur rimandendo segnato da note poco pulite, e chiude assai asciutto, amarognolo.

Fiano di Avellino 2004 - Di Meo
Colore paglierino e naso non molto intenso, minerale, marino. In bocca un vino di buona presenza aromatica, ma non molto sapido. Chiusura asciutta e pulita.

5 giungo 2005

Post scriptum: siamo arrivati a Napoli in treno, da Pisa. Non c'erano aerei comodi e comunque le 5 ore di treno erano confrontabili col viaggio in aereo. Ma che fortuna! Attraversare la Toscana, il Lazio, la Campania è sempre uno spettacolo e lo è ancora di più a maggio. Che sia la dolce collina toscana che alterna coltivazioni e macchia, o gli ordinati orti dell'agro romano, o i frutteti e le vigne e le selvagge colline campane, è un fantastico spettacolo! E lo è ancora di più dal treno, che taglia sottile la terra, senza svincoli, aree di servizio, smog e ci permette di stare al finestrino e osservare, con calma. Viaggiare non significa andare lontano, significa "andare" e racchiude in se fascino, indipendentemente dalla destinazione. Vi invitiamo al viaggio.

 

foto: momenti della degustazione, ... dopo la degustazione!

 
 
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