Di Vini Profumi:
quando il territorio ti investe
di Luca Bonci
Vendere
il territorio, vendere il territorio, vendere il territorio... tante
di quelle volte abbiamo sentito questa parola d'ordine che non riusciamo
quasi più a godere di una bella bottiglia se prima non abbiamo
saputo il dove e il perché. Dove è nata, quali
valli e borghi, boschi e castelli hanno visto crescere quell'uva, e
perché proprio quest'uva e non un'altra? Quale storia
lega questo vino al suo territorio?
Assaggiando i Carmignano DOCG lo scorso 31 maggio, alla Villa Medicea
di Artimino, il godimento c'è stato, che lì il
territorio proprio non manca. Sarà fors'anche che la DOCG è
piccola, meno di 200 ettari il vitato e solo 12 le aziende, e che di
cultura intorno ce n'è tanta: una altissima densità di
cultura per ettaro! Tanta e ben spiegata, grazie agli sforzi della Provincia
di Prato e della Strada Medicea dei Vini di Carmignano che
hanno scelto un sottotitolo quanto mai appropriato per la manifestazione
Di Vini Profumi: "Tra bere e sapere, cultura e sapori della
provincia di Prato."
Eccoci
dunque a Carmignano, la sera prima della presentazione dei vini, pronti
ad iniziare il nostro viaggio tra cultura e sapori. Iniziamo con un
piccolo pellegrinaggio, per rivedere quel capolavoro del Pontormo
che è la Visitazione,
a pochi passi dal centro del paese, e poi a cena per incontrare i produttori
e, è lei di scena, la cucina pratese. Una bella cena in terrazza,
alla Tenuta La Borriana, insieme al meglio dei ristoratori pratesi
e ai loro piatti.
Mortadella
di Prato, finocchiona, tortelli di patate, duroni di pollo in umido,
i tradizionalissimi sedani ripieni, uno splendido spezzatino di pecora,
e ancora e ancora. Piatti robusti, da sapori decisi ma per nulla pesanti,
segno dell'utilizzo di ingredienti semplici e di una ricerca culinaria
che ha ripreso la tradizione in maniera critica, senza snaturarla ma
utilizzando tecniche di cottura più moderne. A noi che siamo
toscani ha dato proprio l'impressione di un bel pranzo casalingo, da
festa grande, Pasqua o Natale, di quelli che una volta indaffaravano
le mogli e le madri per giorni interi. E mentre godevamo di questo cibo
Marzia Morganti, vulcanica freelance enogastronomica, ci raccontava
del perché e del come. Dell'utilizzo della materia prima locale,
dei sedani coltivati negli orti intorno a Prato, dell'olio del Montalbano,
della mortadella pratese, più simile a un salame cotto che alla
collega bolognese, che rinasce dopo anni un cui anche per i pratesi
era difficile trovarla.
E,
dulcis in fundo, i biscotti. Il Biscotto di Prato, prima di tutto, l'impropriamente
chiamato cantuccio, secco, con le mandorle e i pinoli, tal quale lo
lanciò Antonio Mattei nel 1858, elaborando una ricetta
settecentesca nel suo forno in pieno centro, ancor oggi esistente e
conosciuto come "Mattonella". Impropriamente cantuccio, dicevamo;
"sì perché i cantucci rappresentano lo scarto, la
testa e la coda dei pani di pasta che vengono tagliati per ottenere
i biscotti. Nelle confezioni del Biscottificio Mattei non si trovano
i cantucci, che vengono venduti separatamente, a prezzo inferiore, così
come è sempre usato, tanto che una volta erano la scelta dei
poveri, che non potevano permettersi il biscotto vero."
Una tradizione in fatto di biscotti che non si ferma qui, e anzi viene
rafforzata dall'ultima novità in fatto di promozione: la creazione
della Strada dei Biscotti, un itinerario goloso tra i produttori
che in provincia sfornano tecentomila chili di biscotti l'anno, tra
Biscotti di Prato e Brutti Boni, Zuccherini, Amaretti, Sassi della Calvana,
Carmignanini...
Che
mangiata! Saturi di cibo e suggestioni abbiamo raggiunto il nostro agriturismo,
dove ci attendeva un altro interessante incontro... Andrea Landini,
proprietario gestore, insieme alla moglie, dell'agriturismo e dell'azienda
oleovinicola Fattoria le Ginestre (Via delle Ginestre ,18 Carmignano.
Tel. 055 8792020). Ingegnere edile, decide di fare la tesi su un progetto
di ristrutturazione del complesso architettonico dell'azienda di famiglia
e... s'innamora della terra. La discussione della tesi è ancora
ad attendere, e ora lui ci parla dell'olio, dell'ingresso recentissimo
tra la rosa dei produttori di Carmignano, dei fichi secchi, altra produzione
tipica della zona e dei progetti di lenta ricostruzione dell'azienda.
E ci mostra il bel frantoio a pietra e le importanti presse che, "menomale,
ho fermato il mio babbo prima che le vendesse al ferro vecchio."
L'agriturismo è bello, anche se fuori dalla casa domina la confusione
tipica dei cantieri aperti, e la vista sulla vallata stupenda. Andrea
e la moglie abitano ancora a Prato, ma se l'azienda prende il via come
si deve, non escludono di trasferirsi qui, a contatto della terra. Auguri
a loro!
Passata una bella notte, interrotta dal canto mattutino del gallo,
partiamo per Artimino, per un altro bel monumento: la Villa Medicea
La Ferdinanda che, imponente, fronteggia il piccolo centro cinto
da possenti mura. All'interno della villa, le degustazioni alla cieca,
eccole.
Podere
Allocco - Carmignano 2003
Un vino dal colore rubino e dai profumi di frutta rossa e vegetali che
inizialmente stentano a esprimersi. Ma basta attendere qualche minuto
perché note floreali e di catrame rendano complesso e piacevole
il quadro. Un vino dalla buona struttura, largo, senza particolari profondità,
dalla buona tessitura tannica.
Castelvecchio - Carmignano 2003
Un colore rubino vivo e un naso composto, minerale, screziato dalla
erbe aromatiche. Bocca seriosa, di buona sapidità, quasi salina,
elegante e leggermente metallica che chiude bene, con stile.
Fattoria Artimino - Carmignano Villa Artimino 2003
Il colore quì tende al violaceo e il naso è un po' contratto,
sprigiona profumi di piccoli frutti neri e ci pare segnato da una forte
maturazione del frutto. In bocca sono invadenti i sentori empireumatici
e netta la nota minerale della grafite. Chiusra segnata da un tannino
asciugante.
Poggiarelle - Carmignano 2003
Colore rubino vivo e note di vaniglia, rosmarino, balsami. Estroverso
e immediato, semplice anche al gusto, di media struttura e beva facile,
segnata da note verdi. Nel complesso piacevole anche per il bel finale
persistente.
Fattoria Ambra - Carmignano Vigna di Montefortini 2003
Un vino austero, ma stretto e peculiarmente alcolico. Ingresso in bocca
preciso, ma leggermente ridotto. Buona la risalita gustativa finale,
anche se la sensazione calorica dell'alcol è sensibile e i tannini
sembrano un poco secchi.
Fattoria Ambra - Carmignano S. Cristina in Pilli 2003
Una impressione olfattiva di grande apertura per questo vino color rubino.
Note di cioccolata e rabarbaro e un buon floreale. Al gusto la sapidità
è medio-bassa e si percepiscono note amarognole di plastica che
sporcano un po' il quadro. La chiusura vivace e peperina risulta nuovamente
piacevole.
Bacchereto - Carmignano Terre a Mano 2003
Una buona intensità olfattiva e un colore rubino vivo, note di
ciliegia e di erbe aromatiche. Buono l'ingresso in bocca e morbido e
succoso il proseguio della beva. Un vino lungo, dai tannini importanti.
Tenuta le Farnete - Carmignano 2003
Il colore è concentrato, rubino, e i profumi sono moderatamente
intensi, alcolici. Al gusto il passo è deciso pur senza grandi
ampiezze aromatiche. Chiusura calda, corposa, con un lungo retrogusto
di ciliegia.
Pratesi - Carmignano 2003
Il colore è rubino cupo e i profumi sono di frutta nera, cioccolata
e vegetali. Un naso non esplosivo, composto, leggermente confetturato.
In bocca si ripropone la linea vegetale su intensità medie e
una discreta struttura.
Tenuta Capezzana - Carmignano Villa Capezzana 2003
Un vino fresco, dal color rubino e dai profumi intensi di ferro, ciliegia,
sedano, ribes. Frutto spiccato e, in bocca, piacevolmente carnoso, marcatamente
vegetale, non particolarmente complesso,.
Tenuta le Farnete - Carmignano 2002
Rubino concentrato e note floreali di violetta e minerali di catrame.
Certo un vino non estroverso, anzi piuttosto serioso e da scavare, ma
di importante sensazione gustativa, e ampia massa tannica. A tutta bocca
segnato da una leggera linea vegetale.
Bacchereto - Carmignano Terre a Mano 2002
Colore rubino limpido e profumi piacevoli, non intensi, di fiori di
campo, cenere e ciliegia sottospirito. La bocca è beverina ma
gli aromi scontano una leggera ossidazione, segnata da note di pasticceria.
Fattoria Artimino - Carmignano Villa Artimino 2002
Il vino è rubino, limpido, e sprigiona fini profumi, di media
intensità. Bella la morbidezza al gusto, dove il vino si presenta
dolce, succoso, moderatamente sapido e particolarmente bevibile, in
eleganza.
Fattoria Artimino - Carmignano Vigna Grumarello 2000
Un bel rubino vivo e una grande espressività aromatica per questo
vino. Profumi di rovo, amarena, fiori. Al gusto è fine, un poco
metallico, mentolato. Bella persistenza e buona eleganza, dolce il tannino.
Tenuta Capezzana - Carmignano Trefiano 2000
Profumi di frutta nera e colore rubino intenso per un vino moderno,
segnato da una linea minerale, grafitata, cioccolatosa. Bocca sapida,
matura, lunga, e finale nuovamente segnato da una sensazione terziaria
un po' invadente.
Tenuta le Farnete - Carmignano Riserva 2003
Colore rubino cupo e profumi di frutta nera, gomma, canna di fucile.
La bocca non ci sembra completamente a fuoco e il tannino, importante,
è assai asciugante. Caldo il finale.
Piaggia - Carmignano Riserva 2002
Il vino è di color rubino impenetrabile e di profumi maturi e
persistenti. Un vino di tanta struttura, succoso e importante, che ancora
non ci sembra abbia trovato un giusto equilibrio, tanto da risultare
spigoloso.
Tenuta le Farnete - Carmignano Riserva 2001
Color rubino cupo e profumi di ciliegia nera, cioccolata, morca. In
bocca il vino è assai pieno, sa di bacca e metalli e chiude con
un tannino di bella fattura. Prodotto importante.
Fattoria Artimino - Carmignano Riserva Medicea 2001
Rubino limpido e naso non molto intenso, ma fine e floreale. In bocca
il vino si presenta ben morbido, elegante e dona una bella sensazione
finale, con tannini vellutati e un retrogusto leggero di frutta, assai
persistente.
Poggiolo - Carmignano Riserva 2001
Il colore è rubino limpido e al naso una sensazione di frutta
fermentata e di fiori di campo rende peculiare questo vino. Bocca larga
ma non troppo composta, segnata da note metalliche e da cenni vegetali.
Finale amarognolo.
14 luglio 2005
foto: una ricevuta del 1867, piatti tipici, il logo
della Strada dei biscotti, il frantoio della Fattoria le Ginestre, la
degustazione